Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Le ricette di HOMI ovvero la "Torta Dispettosa": mele, zeste di limone, rosmarino e un sorriso!

L'esperienza ad Homi per Emile Henry è stata davvero impegnativa, preceduta da qualche giorno ugualmente intenso dedicato a studiare le ricette necessarie per testare i nuovi prodotti della collezione Corolle, come lo stampo a cuore per torte e quello specifico per brioche e budini, della nuovissima linea "1850", specifica per l'induzione ed utilizzabile con tutte le altre forme di calore, e anche il Pizza Stone, il piatto per cuocere la pizza che funziona come una pietra refrattaria.


Quattro giorni a contatto continuo con le persone: spiegare i piatti preparati e le relative tecniche, ascoltare commenti e giudizi, rispondere alle domande più disparate che ti insegnano che non bisogna mai dare nulla per scontato. E sorridere, sempre. Perché in frangenti come questi è il Cliente che ha sempre ragione, anche se alle volte le persone sanno essere davvero molto strane. 

Ecco spiegato quindi il motivo di questa torta: ingredienti di qualità e profumati assemblati al momento per una persona che non ha mai perso l'occasione di sottolineare che le cose che stava assaggiando erano "molto buone, ma io, senza offesa, le cucino davvero meglio." Qualsiasi piatto. Per cui una mattina, mentre stavo impastando un pane speziato, si avvicinò e, dopo aver ascoltato il solito commento all'assaggio dell'ennesima fetta di brioche, le chiesi: "ma quali sono gli ingredienti che proprio non le piacciono?" E risposta fu: "non sopporto le mele, il limone e il rosmarino!".

Capito perché questo dolce di chiama "Torta Dispettosa"? ;)

Torta "Dispettosa" con mele, zeste di limone e rosmarino

Ingredienti
300 g di farina 00, 1/2 bustina di lievito per dolci, 3 mele renette o golden di media grandezza, 200 g di zucchero di canna, 100 g di burro chiarificato molto morbido, 3 uova bio, qualche rametto di rosmarino fresco, 1 limone bio, un pizzico di sale.

Procedimento
Accendere il forno a 200°.
Lavare il rosmarino, tritare gli aghi e metterne da parte 3 cucchiai.
Pelare le mele, togliere il torsolo e tagliarle in spicchi e poi in dadolata, metterle in una ciotola con il succo del limone, le zeste e il rosmarino, mescolando.
In una ciotola (o nella planetaria) montare lo zucchero con le uova fino a renderle spumose, unire la farina setacciata un paio di volte con il lievito e il pizzico di sale, il burro e le mele, effettuando queste operazioni con una spatola e con movimenti delicati dall'alto verso il basso.
Imburrare leggermente una tortiera di 24 cm (ad Homi avevo a disposizione la tortiera "Coeur" della collezione "Corolle") e versare, livellandolo, l'impasto.
Infornare, abbassare a 180° e cucinare nel forno statico per circa 30'-35' o fino alla doratura della superficie. L'impasto dovrà risultare comunque appena umido.
Spolverare con un po' di zucchero a velo e decorare con qualche pezzettino di rametto di rosmarino fresco.


Ricotta profumata al forno e quattro passi per Tuscania


Piazza Bastianini, la seicentesca Fontana Grande

Tuscania è un vero gioiello incastonato in una rilassante e intatta campagna, che fortunatamente è tutelata come riserva naturale.



Camminando tra i vicoli silenziosi e vivissimi della città dentro le mura medioevali si ha la sensazione di essere saliti in una macchina del tempo che, con la grazia di una flessuosa ballerina o di un giunco accarezzato dal vento bizzoso, ti fa saltellare da un periodo storico all'altro, in totale armonia, come se da un momento all'altro potessimo incontrare degli etruschi che pregano nelle basiliche o curano giardini rinascimentali.

Amo passeggiare a naso all'aria e cogliere con la mia vecchia Nikon quei momenti di una sobria quotidianità che hanno il dono di riempire il cuore e farci godere delle piccole cose, quelle che in sé celano un valore immenso. Qui un album più completo delle mie emozioni.

 
interno della Basilica di Santa Maria Maggiore

interno Basilica Santa Maria Maggiore

lo splendido panorama

all'improvviso la Basilica di San Pietro


i decori esterni della Basilica di San Pietro



Piazza Bastianini, la Meridiana


dall'orto timo, santoreggia, finocchietto, rosmarino, basilico greco e tanti, tanti fiori

E finito di passeggiare si ritorna nella cucina della Boscolo Etoile Academy, non prima di essere passati per l'orto a raccogliere profumi e sapori utili ad impreziosire una semplicissima ricotta.

Ricotta al forno profumata con agrumi, aromi e spezie


Ingredienti
1 ricotta (di pecora o vaccina), aromi, agrumi, spezie, olio evo, sale.

Procedimento
Al corso di Cucina Mediterranea la ricotta di pecora era uno degli ingredienti utilizzati per la farcia dei paccheri e, visto il tempo necessario per la cottura, lo chef l'aveva preparata prima per noi.
Quindi la mia è una ricetta dedotta, testata e quindi condivisa: se avete la fortuna di avere vicino a casa un casaro o un produttore potere chiedergli di preparare per voi delle ricottine singole (anche molto piccole di circa 50 gr ciascuna) da aromatizzare anche in modo diverso, così da dare una maggiore scelta ai vostri ospiti.

Una ricotta di circa 1,2 kg ha bisogno di 90' di cottura nel forno statico già caldo a 120° ed assume un colore dorato esterno ed una compostezza asciutta all'interno; di conseguenza, per pezzature più piccole si tratta di mantenere la medesima temperatura e di ridurre proporzionalmente il tempo di cottura.
Ne ho preparate con zeste e succo di lime, di cedro, di limone e ho poi abbinato gli aromi che più mi ispiravano: la santoreggia, il timo, il timo limone, l'aneto, il finocchietto, l'issopo, la salvia, la malva, il basilico e via con quanto il mio mini orto aromatico offre. 
Ho anche mescolato alla "vinaigrette" con la quale avevo irrorato la superficie della ricotta delle spezie, cercando di abbinare in maniera adeguata i vari sapori: la salvia con il ginepro e l'olio evo, l'aneto con il limone, il basilico con il lime e con i chiodi di garofano, la menta con la cannella e il timo, l'arancia con le foglie di coriandolo, il caffè, il peperoncino o zenzero.

Buon divertimento ;)

english version webflakes.com

"L'espressione esatta è vivere senza il beneficio di un bracchetto". E un cocktail per un Brachetto

Il mio rapporto con il vino è sempre stato molto ambivalente. E di pari passo anche il mio rapporto con i cani.

Da piccola ho avuto un setter irlandese, Rex, un animale che da giovane era stato un baldo cacciatore e da anziano girava per casa con l'aria dolce e un po' triste, causata dai ricordi di gioventù e dall'artrosi dell'età, e con un cipiglio come se fosse sempre alla ricerca di un maggiordomo al quale abbaiare qualche mancanza. I ricordi più vividi sono quelli legati al mio ciuccio e al fatto che spesso serviva alla dentizione di entrambi.

Quando morì, mia madre associò alla sua scomparsa anche quella di tutti i microbi che "ovviamente gli animali portano con sé". Non volle saperne di adottare un altro animale, neppure un criceto, un pesce rosso o un canarino. Non parliamo dei gatti per i quali aveva lo stesso affetto che poteva avere Torquemada per le streghe. E io, anarchica celata fin da sempre, riuscì comunque a prendermi la toxoplasmosi a forza di accarezzare tutti i felini randagi del quartiere. Ora in casa c'è Maggie, uno tzunami a forma di pastore tedesco: 30 kg e 9 mesi di dolcezza canina.

Con il vino uguale. A casa se ne beveva normalmente: lo si andava a prendere in damigiana da amici contadini, emiliani e piemontesi, e poi papà lo travasava in bottiglie, operazione che mi vedeva sua aiutante: riluttante per l'odore intenso che si respirava nella cantina buia di casa ed entusiasta per il compito assegnatomi ovvero quello di mettere i tappi e poi la "gabbietta". Tutto rigorosamente a mano e con una certa curiosità da bimba nei confronti di quel liquido rosso un po' dolce.

Una notte, preceduta da giorni di caldo anomalo, improvvisi una serie di botti, come se qualcuno ci avesse dichiarato guerra! Non ci volle molto a capire che il campo di battaglia era la cantina: papà si era confuso con il ciclo lunare e tutte le bottiglie stavano scoppiando! Mi ubriacai solo con l'odore e quel vino dolce mi andò per traverso senza possibilità di appello.

Fortunatamente le cose cambiano e qualche mese fa assaggiai per la prima volta Niades, un Brachetto d'Acqui che avevo portato ad una collega triestina, che sapevo grande estimatrice di questo prodotto creato dall'amico Gianluca Morino. E così, chiedendole in prestito la macchina fotografica, sono nate alcune foto, ispirate sia da una cima abbandonata sul porticciolo che dai comuni ricordi sui bracchetti e sul brachetto.


Linus: ”Sai cosa dice mio nonno? Dice che ogni bambino dovrebbe avere un cane. 
Dice che un bambino che non ha un cane è un bambino a cui manca qualcosa”
Snoopy: ”L’espressione esatta è vivere senza beneficio di bracchetto!”

Cocomeraville ovvero un brachetto per amico…in cocktail

Ingredienti (per 6-8 persone)
2 kg circa di anguria in un unico spicchio, 500 ml di Brachetto d'Acqui, 500 ml di Prosecco, 1 lime non trattato, 1 limone non trattato

Procedimento
Tagliare l’anguria fredda e ricavare con uno scavino o con un porzionatore piccolo da gelato una trentina di palline di polpa, metterle in una terrina di vetro con qualche cubetto di ghiaccio.

Recuperare la parte rimanente della polpa, tagliarla a tocchetti, frullarla con il mixer ad immersione, passarla al colino cinese così da ottenere una purea piuttosto liquida.
Nel bicchiere del frullatore unire il prosecco, mescolare delicatamente con lo stir (attrezzo usato per mescolare i drink e i cocktail all'interno del mixing glass o direttamente nei bicchieri) e versare il tutto nella terrina, dopo aver tolto il ghiaccio.

Aggiungere il brachetto ben ghiacciato senza mescolare, guarnire con le zeste del limone e del lime, servire in bicchieri bassi a tronco di cono (ma io volevo vedere come venivano in fotografia questi appena trovati :)

"Non pensate che il cioccolato sia un sostituto dell'amore. E' l'amore un sostituto del cioccolato!"


E' bastato un weekend di pioggia per far scoppiare la malinconia metereopatica, la lacrima facile, le "paturnie" che la mitica Holly in Colazione da Tiffany conosceva bene. Per fortuna il fine settimana in questione coincideva con quello pasquale, così ricco di comfort food e del cibo scacciamalinconia per eccellenza ovvero il cioccolato.

Il perverso usa la piuma, il cuoco tutto il pollo


L'ultimo mese del 2011 appena trascorso è stato caratterizzato da una sola parola "per piacere, per piacere, per piacere...." finisci presto!
Una serie incredibile di inghippi e scontri, stressante omaggio di chi scarica i propri problemi su altri, conclusasi con la telefonata di Enrica, 22 dicembre, dalla tangenziale di Bologna: "Mami, mi sono venuti addosso!" Che si è poi tradotto in tantatantapaura, pronto soccorso, collare e il saluto estremo alla mia cara, vecchia, fedele Punto-grigiainterniblu, acquistata appena 10 anni prima.
Era una notte buia e tempestosa di fine dicembre ed entrai, all'ora di chiusura, in un concessionario. D'impeto chiesi all'addetto alle vendite: "Se mi ritira l'auto che vede parcheggiata qui davanti (una Punto-verdeinterninonmiricordo, decisamente vissuta con 3 porte, 3 serrature e 3 chiavi diverse) e mi fa anche uno sconto considerevole quale altra Punto di quelle esposte mi posso portare via?"
E incredibilmente la sottoscritta uscì con un'auto nuova, scontata, pagabile in 12mila comode rate e con il mio "usatodisicuro" ritirato.