
Da qualche tempo ho adottato un sistema "libera-mente" (alternativo all'analista) ovvero che un "vaffanc..o" non si nega a nessuno. E nello specifico in questi giorni mi sono concentrata sulla e-spam: tra comunicazioni di stratosferiche vincite, richieste di modifiche di account di fantomatici conti bancari o postali, catene di santantonio travestite da auguri mi sono concentrata su una e-mail di una ditta (statunitense, credo) che mi offriva un servizio di "comunicazioni alle persone a te care post ratto salvifico".
Va bene che siamo in un momento difficile dell'economia e che Wall Street ha dimostrato (se mai ce ne fosse stato bisogno) che la finanza non è l'economia, ma dover sopportare lo stressamento dei cabassissi (Montalbano docet) per l'imminente fine del mondo mi sembra davvero un po' troppo!!
"E non dimenticate di comunicare il vostro account bancario in modo tale che i vostri beni non vadano al Terzo Anticristo; vi assicuriamo che quanto da voi risparmiato in anni di lavoro verrà consegnato ai vostri cari entro 7 anni dal vostro ratto salvifico". Ma anche no!
E quindi dopo essermi riletta il Libro dell'Apocalisse ed essere giunta alla conclusione che nessuno sano di mente si sognerebbe di sopportarmi con 7 anni anticipati rispetto a quanto già stabilito (in Paradiso si beve solo il caffè, non ho mai visto nessuno spadellare un piatto di aglio olio e peperoncino: cosa faccio tutto il tempo così carica di caffeina?!) ho deciso di respirare con la pancia, preparando uno dei piatti più zen che conosca: la focaccia, o meglio, Fugassa Venexiana, quella che richiede più pazienza rispetto alle diverse tipologie di fogasse che la cucina veneta annovera...ehehehe...tipico esempio di federalismo comunale!
Ingredienti
600 gr di farina 00, 150 gr di burro chiarificato, 150 gr di zucchero semolato, mezzo bicchiere di latte crudo, 20 gr di lievito di birra, 6 uova, un bicchierino di grappa barrique, la scorza grattugiata di un'arancia non trattata, una stecca di vaniglia, un pizzico di cannella, una presa di sale, 40 gr di mandorle spellate e tritate e granella di zucchero, burro e farina per lo stampo (oppure lo spray staccante).
Procedimento
Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido ed unirlo nella planetaria a 150 gr di farina setacciata. Lavorare a lungo per ottenere una palla elastica. Coprire e lasciar lievitare per due ore, al raddoppio del volume, in un luogo tiepido.
Prendere l'impasto, unire 150 gr di farina setacciata, 75 gr di burro ammorbidito, due uova ed un tuorlo (conservare l'albume), 100 gr di zucchero. Lavorare a lungo, fino all'incordonatura e mettere da parte coperto per un paio d'ore.
Riprendere l'impasto, aggiungere la farina restante ed il burro restanti, due uova, la grappa barrique, la scorza d'arancia grattugiata, i semini della stecca di vaniglia, la cannella e per ultimo il sale. Lavorare sempre a lungo per ottenere un impasto liscio e morbido. Coprire e mettere da parte per cinque ore.

Sbattere l'albume e preparare la tortiera. Prendere l'impasto e lavorarlo delicatamente, riporlo nello stampo, spennellarlo con l'albume sbattuto e ricoprirlo con la granella di mandorle unita alla granella di zucchero.
Cucinare nel forno già caldo a 180° per un'ora circa o fino alla prova dello stecchino.
Gustarsela lentamente, quasi voluttuosamente, morso dopo morso, sfogliando le e-mail ed augurandosi che qualcuno di questi deficienti non venga rapito con voi...;-)
(etim., lat. deficere, mancare. Mancante, imperfetto, scarso. Appunto.)