
“Altolà! Chi va là! Amici o nemici?”
“E ti pare che ti vengo a dire se sono un
nemico?”
“Amici o nemici?!”
“Parenti. Può andare?”
“Ma perché con te non si può mai parlare
seriamente delle procedure di sicurezza? Ma non ti rendi conto che siamo spiati!
Che non c’è più privacy per niente? Niente!
“Beh, se ogni volta che vai in bagno clicchi Foursquare
mi pare il minimo che la tua privacy finisce dove inizia lo sciacquone…..”
“Scherza, scherza. Non ti ricordi il film “Nemico
Pubblico”? Finiremo così, finiremo, con gli agenti in completo Armani che ti ravanano la
vita con il satellite!”
“Basterebbe non usare lo smartphone, per esempio,
evitare di girare nelle città che sono tappezzate di telecamere, usare solo contanti,
fare la spesa nei mercati di provincia e non nei supermercati, spostarsi in
bici in vecchie strade bianche evitando l’autostrada e le automobili con
geolocalizzatori. Niente wifi, niente internet, niente social.
Una bella, tranquilla
e piena di privacy vita anonima.”
“Ma non posso….cioè, come faccio?”
“Come si faceva una volta: invece di scattare le
foto con il cellulare e poi postare le immagini su twitter, facebook,
instagram, pinterest vai in una cartoleria,
cerchi una cartolina e poi la spedisci all’amico che preferisci…”
“Una cartolina alla volta, sai quanto ci metto!
Con un post raggiungo migliaia di persone in meno di un minuto! E poi le
autostrade le hanno costruite per velocizzare gli spostamenti e le carte di
credito servono per acquistare libri su Amazon. E chi ha tempo di andare in
biblioteca o in libreria? In centro poi ci metti un sacco di tempo e in questo
periodo non è neppure tanto sicuro. Dovrebbero installare qualche telecamera
nei punti strategici, dovrebbero!”
“Così si riprendono i cattivi…”
“Certo!”
“E anche buoni, naturalmente.”
“Male non fare paura non avere!”
“Appunto, per cui se per caso ti dovessero
riprendere durante un qualsiasi momento della tua quotidianità non ti darebbe
fastidio. In fondo è per la tua sicurezza, no?”
“Beh, ecco…”
“Del resto, con i tempi che corrono un po’ di
sicurezza in più in cambio di un po’ di privacy. Non è che ti venga chiesto
tanto.”
“Ma a te non da fastidio?
“Sai com’è, la prima violazione della mia privacy
è avvenuta all’età di 8 anni e da allora nulla è stato come prima…”
“8 anni?! Ma è stato quasi 40 anni fa! Non c’era
nulla della tecnologia che ci circonda oggi! Cosa cavolo stai dicendo?!”
“Non ci sarà stata la tecnologia ma c’era mia
sorella che con un mini cacciavite scassinò il lucchetto del mio diario dalla copertina di velluto rosso e tutte
le emozioni fino ad allora vissute non ebbero più privacy. Come se non bastasse la scorsa
settimana, nell’ambulatorio dove ero andata a fare delle analisi, l’infermiera
per chiamarmi prima gridò un numero, poi il mio nome e infine la patologia per la
quale ero lì. Con queste premesse nessuna ricetta della salama da sugo sarà al sicuro.”
“Non c’è soddisfazione a parlare con te!”
“Tieni, rilassati assaggiando questi dolcini e leggendo questo libro. L’ho
acquistato in un mercatino dell’usato in una sagra parrocchiale. E’ “1984” di
Geroge Orwell, un tipo che aveva già capito tutto.”
Clafoutis quasi
integrale alle ciliegie
Ingredienti (per 4 pirofile monoporzione medie tipo creme brulè o 8 piccole)
300 gr di ciliegie, 1 uovo bio, 100 gr di
zucchero profumato alla vaniglia, 60 gr di farina Petra9 e 60 gr di farina Petra5, ½ cucchiaino
di lievito, 250 gr di latte intero crudo, sale.
Procedimento
Lavare, mondare e denocciolare le
ciliegie.
In una terrina sbattere l’uovo con
80 gr di zucchero ed un pizzico di sale; unire la farina setacciata con il
lievito e lavorare il composto per far amalgamare bene il tutto. Unire un po’
alla volta il latte a temperatura ambiente fino ad ottenere un composto fluido
e per ultimo unire le ciliegie.
Imburrare delle pirofile
monoporzione, versare il composto, livellare la superficie con una spatola,
distribuire lo zucchero rimasto e cucinare nel forno già caldo a 160° per circa
35' o fino a quando la superficie non sarà dorata. Lasciar raffreddare e
servire.