Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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CHIEDIMI SE SONO FELICE e #MTC56 ovvero Biscotti Bestiali per pelosi molto saggi e moderatamente gourmet


Pina, ma secondo te sei felice?
"Spiegati, che se ti bastano 24 caratteri per incartarti comincio a preoccuparmi."
Era da un po' che volevo affrontare questo argomento con Pina ma ci voleva una giornata con un cielo tanto inquieto, che neppure Caravaggio sarebbe riuscito a dipingere, per trovare una certa lucidità nei pensieri che mi tormentano da qualche tempo.
Si, hai ragione, e che volevo capire il tuo concetto di felicità, felicità animale intendo.
"Ehm, hai aggiunto caratteri ma ti sei incartata uguale. Facciamo così, spiegami cose se fossi un bambino di sette anni. Non dovrebbe essere difficile."
Dai, smettila, sono seria. Cosa vuol dire per un animale essere felice? Noi due facciamo parte della stessa catena alimentare ed io, come homo sapiens sapiens sono stravaccata su tutto il resto del Creato. Certo, da qualche parte c'è anche scritto che è cosa buona e giusta, ma ultimamente sento uno strano malessere, un dolore sordo che mi inquieta più di quanto dovrebbe.
"Sei preoccupata che lo stravaccamento venga meno?" 
No, affatto, non sono preoccupata per me, sono sempre più preoccupata per te, per voi.
"Allora facciamo che cerchi di spiegarti come se io avessi quattro anni, va bene? Ecco, siediti qui vicino a me, facciamo venire anche A-gata, Meggie e Sorcino così vediamo se in quattro riusciamo a capirti. O aiutarti a capirti da sola. Credo sia questo il problema."
Pina ha ragione, sotto le piume ha un cervello da fine pensatore. E sa guardare sempre oltre.
Il tavolo della cucina improvvisamente si riempie di ingredienti e di cibo, una merenda improvvisata, la serenità di un pomeriggio non proprio uggioso ma vivacemente variabile.


Vedete - riprendo, mentre pulisco le animelle della pellicina esterna dopo la cottura nel latte - il discorso è molto semplice. Quello che solo 10 anni fa era considerato un atteggiamento da frichettoni con qualche problema con la macchina del tempo ora è consapevolezza e stile di vita di migliaia di persone. I vegani ci hanno spogliati dalle nostre ipocrisie, posti dinnanzi alle nostre meschine malvagità. Ma quello che non tollero, assolutamente non sopporto, e lo considero un insulto al mio essere tollerante e laica nei confronti di tutto e di tutti, è questa necessità di catechizzare il prossimo, avvelenargli pranzi e cene, costringerlo a prendere una posizione ed alzare barricate, come se già la nostra vita non fosse sprecata nello sforzo di buttare giù muri, fisici ed emozionali.
"Posso riassumere?" interviene Maggie, un'adolescente, all'anagrafe canina, una top-dog, dall'alto della sua algida bellezza teutonica. "Vorresti dire che trovi giuste le premesse etiche abbracciate dai vegani ma che se fossero meno cagacazzi potresti anche seguirli? E quindi  non ti senti abbastanza etica nei nostri confronti?"
Ecco, come sempre ci voleva la pragmaticità tedesca per chiudere il cerchio. 
Si, non riesco a capire se nutrirmi di voi, dopo diecimila anni di evoluzione in questo senso, sia corretto o meno e cosa sarebbe di me, di voi, di noi se improvvisamente tutto cambiasse.
Sorcino mette sul piatto un vinile di Renato, come sempre quando vuole fare un po' di jogging, e si mette a correre con le zampettine sulle tracce, precedendo la puntina. Ogni tanto qualche nota viene accelerata, ma nel complesso non viene meno l'armonia.


A-gata mi sostituisce nell'impastare il composto di farina integrale e mousse di animelle e sulla sfoglia stesa si diverte a lasciare le impronte, preferendo le sue zampette allo stampo da biscotti.
"Allora vorrei rasserenarti in questo." Pina, sale sul tavolo e si accomoda, così da poter guardare tutti negli occhi. Sospira, come compressa da un peso tanto grande, e continua a parlare. "Personalmente non mi interessa se dopo la mia morte mi mangerai o meno. Del resto è quello che faranno i vermi con te una volta inscatolata e archiviata in un cimitero. Ed è per questo che hai deciso di donare il tuo corpo alla scienza e poi di farti cremare, per non sprecare ciò che sei quando non sarai più. Quello che invece mi fa male, e sono certa di poter parlare a nome di tutti quelli che in questa stanza appartengono alla mia categoria ma non corrono, non sempre almeno, il rischio di finire brasati o con un limone infilato nel lato b, è la mancanza assoluta di umanità, di sensibilità, di rispetto. Perché devi distruggere il mio mondo e rendere i miei figli, cuccioli di orango, orfani per piantare quelle cazzo di palme così da rendere più morbide quelle altrettanto di merendine che ti ricoprono il fegato di grasso bianco? Perché mi devi allevare in luoghi angusti, costringendomi a nuotare in mezzo ai miei escrementi che poi finiranno sull tuo piatto, mica sul mio! Perché, se vuoi fare di me polpette, mi metti nel frullatore da vivo e non da morto come fanno i vermi con te? E perchè costringi i bambini, il tuo futuro!, a vivere peggio degli scarafaggi per sgusciare milioni di gamberetti? Te ne servono davvero così tanti? Ecco, io le uova te le faccio lo stesso anche se non mi tagli il becco e le ali e magari te le farei molto più buone di come mi costringi a farle. Ma tanto le mangi tu, correggimi se sbaglio. E potrei andare avanti all'infinito in quanto come masochisti non vi batte nessuno in tutto il Creato, neppure il povero marito della Mantide Religiosa."


Vorresti dirmi che non ti interessa se ti mangio da morto ma che vorresti ti facessi vivere meglio da viva?
"Chiamami scema, scusa. Fammi vedere dove hai firmato che vuoi essere trattata bene da morta e meno bene da viva."
Maggie accende il forno ed aiuta A-gata ad infornare la teglia di biscotti mentre Sorcino dopo il jogging cerca di fare un po' di stretching utilizzando l'altezza di una mug.
Quindi non devo chiederti se sei felice. Devo solo domandarmi se lo sono io.
"Già, lo so che non te ne rendi conto, ma tutto questo produrre e distruggere e uccidere renderà infelici molto più voi che noi. Del resto tu sei all'apice della catena alimentare e sta a te capire quando questa catena ti strozzerà."
Guardo Pina negli occhi. - Dovrebbero mandarti all'Onu. -affermo sottovoce, quasi sfiancata dalle sue parole. 
"No - risponde con un sorriso amaro - dovrebbero non far entrare più quelli che sono inchiodati lì dalla notte dei tempi. Ma rilassati, le cose giuste accadranno, perché non avrete scelta. Intimamente sai, anche se ben celato dalla autocondanna ad esser pragmatica fin nel midollo, che il sentimento che ti anima è quello dei figli dei fiori. La sostanziale differenza, rispetto a chi li mette nei cannoni o se li fuma, e che tu li metti nelle insalate. E bello che ognuno si possa stordire a modo suo."


Il passaggio di testimone con Daniela e Juri, ha dato vita alla sfida 56 dell'Mtchallenge che ha nel biscotto il suo motivo di esistere. Durante queste settimane l'incredibile tenerezza di cui sono stata oggetto da parte di Maggie e A-gata mi ha convinta a preparare un biscotto che potesse essere a loro gradito, giusto per ringraziarle in qualche modo della loro paziente e premurosa presenza.
Non è una frolla montata né Massari l'inserirebbe nel suo menù (e quindi sono fuori gara :) ma sono certa che possa essere un primo passo per rispettare i nostri silenziosi compagni pelosi, senza per questo "umanizzarli" troppo. Visto che siamo noi già abbastanza bestiali.

Biscotti Bestiali con animelle, miele di Sulla e olio di semi di canapa

Ingredienti
250 g di Petra 9
100 g di Petra 5
100 g di animelle di bovino
1/2 rametto di rosmarino
1 uovo bio
1/2 carota
30 g di miele di Sulla
30 g di olio di semi di canapa
olio evo
latte intero qb

Preparazione
Lavare bene le animelle e lasciarle riposare coperte di latte e con il rosmarino per 4 ore, in contenitore di vetro.
Trasferire il latte con la carota in un pentolino, portarlo a bollore, allontanare dal fuoco, inserire le animelle e lasciarle immerse per 10’.
Toglierle dal latte, eliminare la pellicina che le ricopre, frullarle con la carota e i rami di rosmarino fino ad ottenere una mousse, coprire ed abbattere.
In una ciotola unire le due farine, l’uovo, la mousse di animelle e carota, il miele e l’olio a filo fino ad ottenere un composto un po' più consistente della frolla.
Accendere il forno a 185°, statico.
Stendere l’impasto dell’altezza di mezzo centimetro e con il coppapasta o lo stampino desiderato tagliare i biscotti, adagiarli sopra una teglia coperta da silpat o carta forno e cuocere per 20’ o fino a doratura.
Sfornare, abbattere e servire.
Si conservano in un contenitore metallico per 15 giorni.

E sono così buoni che vi toccherà adottare un peloso ;)




"Bisognerebbe imparare a vivere come un gatto e ad amare come un cane". E un tortino per iniziare la giornata

La mia radio è sempre accesa. E' il primo gesto al mattino, appena non-sveglia. In casa, in auto, in giardino.
Alle volte è la prima voce che sento, subito dopo il miagolio di Agata e l'uggiolare di Meggie.
E' spesso l'ultima voce che saluto quanto capita di lavorare fino a tardi e si ha la necessità di condividere con qualcuno i tanti chilometri che dividono dal comodo letto di casa.

Mi piacciono le radio parlate, quelle in cui si sorride senza la necessità di parolacce (a parte la trasmissione "La Zanzara" di Radio24 ma vi assicuro che la replica che viene mandata in onda a notte fonda è più efficace di quattro caffè ristretti!). Mi piacciono i palinsesti consolidati che riescono a dare una sorte di sicurezza: notizie economiche e relative analisi che si alternano a brani rock, le elucubrazioni politiche ed i saggi suggerimenti della "società civile", quasi stupefacenti nella loro semplice efficacia, i consigli medici che ti fanno venir voglia subito di Omega3 e vitamina C anche se ti stai preparando uno spuntino a base di pane appena sfornato, formaggio stagionato e magari un buon bicchiere di vino rosso. Mi piacciono le storie dei personaggi che hanno fatto la storia, quantomeno la loro.


Mi piacciono le voci pacate, le risate sincere improvvise, le confidenze quasi ammiccanti, gli sfottò eleganti e rispettosi, i singhiozzi soffocati, la timidezza di chi non crede nelle proprie capacità e la sfrontatezza di chi ci crede ancor meno, il timbro squillante dei bimbi e quello ancora più vivace dei loro nonni. Un universo di sconosciuti che porti con te passando dalla cucina al giardino, al quale vorresti rispondere, dare un consiglio, offrire un dolcino e un caffè.

Mi piacciono le voci e le inflessioni dialettali: il veneto dice "insomma" e "diciamo" (e lo faccio anch'io! me ne accorgo quando riascolto le puntate della trasmissione che preparo con Gil :), il milanese te lo immagini sempre con la cravatta dal nodo grosso sulla candida camicia dai polsini sbottonati, il toscano è sempre veemente, ad ogni età, con il napoletano si ha sempre l'impressione che da lì ad un secondo capiterà qualcosa di imprevisto ed il siciliano ha un ritmo, quasi una metrica, che ricorda una nobiltà alle volte perduta. Il romano è romano sempre, con quelle consonanti che diventano triple, quadruple. 
E come in tutte le relazioni anche queste voci, che corrispondono a persone, con il tempo scatenano simpatie ed antipatie, alle volte feroci, per le quali vorresti spegnere la radio ma che poi lasci accesa perché prima o poi "ti chiamerò per dirti io quello che penso, altro che!"


Con queste voci familiari, e con le voci sconosciute che dialogano con esse, si finisce per condividere l'intimità della quotidianità: la colazione sempre un po' arruffata e la cena in famiglia, lo studio e la riflessione, la cucina ed i set fotografici, i lavori domestici più o meno accurati, la scelta frettolosa degli abiti per la giornata ed il maquillage accurato per riconciliarsi con lo specchio.

Sono voci che dicono parole che alle volte sfuggono o che ti restano dentro per giorni e giorni, come quelle del titolo di questo post. Le ho ascoltate domenica mattina, durante la trasmissione "Il riposto del guerriero": un'intera trasmissione dedicata ai gatti, forse la più bella che abbia mai ascoltato sull'argomento. Vi consiglio di riascoltarla (magia del podcast :), prendendovi tutto il tempo che serve per preparare questi dolcini e per goderseli, osservando con occhi diversi il vostro giocherellone, morbido, affettuoso, incostante, languido, dispettoso, saggio ed intelligentissimo gatto. Oltre a qualcosa della propria vita.




Tortini con mirtilli e cioccolato fondente

Ingredienti (per 8 tortini)
200 gr di Petra5 o farina 00, 120 gr margarina Vallè Omega3, 3 uova bio, 100 gr di mirtilli, 100 gr di cioccolato fondente (tra il 54 e il 60%), 120 gr di zucchero, 1/2 stecca di vaniglia, 2 cucchiaini di lievito.

Procedimento
Nella planetaria, o in una ciotola, lavorare la margarina con lo zucchero semolato ed i semini della stecca di vaniglia fino ad ottenere un composto cremoso.
Unire le uova a temperatura ambiente, una alla volta e la farina setacciata un paio di volte con il lievito e per ultimo il cioccolato ridotto in scaglie con un coltello.
Riempire delle cocotte o degli stampini di 6 cm di diametro imburrati distribuendo i mirtilli sopra e dentro i tortini.
Cucinare nel forno statico già caldo a 180° per circa 20' (prova dello stecchino), sfornare, lasciar raffreddare qualche minuto, sformarli e lasciarli riposare sopra una gratella prima di servirli e decorarli con un filo di zucchero a velo.