Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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"A locu unni si' canusciutu, comu si' vistu si sirvutu"



Ovvero, "nel luogo dove non sei conosciuto sarai servito come ti vedranno".

Problemi legati a viaggi recenti? No, assolutamente! Ma un forzato riposo, causa 4 punti al polso sx rimediati mentre stavo cucinando (all'alba, ok, ma ero sveglissima, è il piatto che è esploso andando in mille pezzi che si sono conficcati nella mano dx e nel polso sx, ad un mm dal tendine e dall'arteria!) e l'incontro con lo staff preparatissimo, oltre ad un simpatissimo chirurgo di origine siciliana del Pronto Soccorso di Abano Terme, mi ha ispirata per questo dolcetto davvero sfizioso.

Piove, fa freddo, ho anche la "bua", per non cadere in depressione bisogna assolutamente reagire! Magari preparando qualcosina che sia anche una carezza dell'ego e che profumi di storia e di sole (i miei nipoti, nati a Catania, sono in Sicilia per qualche giorno di vacanza ed ovviamente.....sono nel bagno vista Faraglioni con bagnasciuga color lava, indifferenti alle giornate di tregenda che stanno caratterizzando il Veneto dall'inizio di maggio!).

Visto il forzato riposo ho dedicato qualche tempo alla lettura e nello specifico ad un diario di ricette siciliane regalatami da mia sorella qualche anno fa: 365 ricette, una per ogni giorno dell'anno, caratterizzate da proverbi locali con relativa traduzione. Alcune di queste ricette sono un po' complicate da tradurre dal punto di vista delle quantità degli ingredienti ma credo di essere riuscita nella preparazione di questi "Amaretti", indicati per il 21 gennaio dell'agenda-ricettario.

Amaretti

Ingredienti
500 gr di mandorle di Avola, con una manciata di armelline, 4 albumi, 500 gr di zucchero zefiro aromatizzato con vaniglia, granella di zucchero.

Procedimento
Tostare nel forno a 100-120° le mandorle, così da asciugarle, ed una volta raffreddate tritarle finemente.
Montare a neve ferma gli albumi e con movimenti delicati, aiutandosi con una spatola unire lo zucchero e successivamente la farina di mandorle, lavorando poi a lungo l'impasto nella planetaria.
Formare delle palline grandi come una noce, dare loro una forma allungata (tipo gli gnocchi di pane di Bartolomeo Scappi!), rotorarle nella granella di zucchero, premendo appena e cucinarle in forno statico a 180° per una decina di minuti.
I dolcetti sono cotti quando si dorano mentre la granella rimane bella candida.

Ripensando alle parole del chirurgo Silvio (Signora, ma sa che lei è stata davvero fortunata? La prossima volta lasci i pezzi di vetro dove stanno e venga subito da noi. Sa com'è, la scheggia fa da tappo!) me li sono goduti con qualche sorso di Zibbibbo.
La vita è davvero troppo breve per mangiare, e bere, male ;-)

Cosa prevedeva l'agenda oggi, 11 maggio? la Suppa D'Alagusta, ovvero Zuppa di Aragosta, che potrei anche preparare fra qualche giorno.
Ed il proverbio? "D'omu chi nun parra e ciumi chi nun grida guardatinni" ovvero "Guardati dall'uomo che non parla e dal fiume che non fa rumore", d'incredibile d'attualità in questi giorni, mentre Agata guarda sconsolata dal davanzale della cucina la pioggia che non accenna a diminuire.



17 ingredienti:

  1. grazie per essere passata dal mio "bloggino",mi ha fatto molto piacere e così ho scoperto anche il tuo che è bellissimo,complimenti!!!Questi amaretti devono essere deliziosi e hanno risvegliato in me la voglia di Sicilia e dei suoi profumi.Grazie e buona giornata

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  2. Spero che la bua passi presto!
    Come sempre bravissima!

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  3. un bacino sulla bua e tutto passa!
    se mi faccio la bua anche io me li dai questi magnifici biscottini granellosi????
    gnammmmmmmmmm

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  4. Questi biscotti devono essere croccantissimi!!
    Spero che tu guarisca presto!

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  5. Cucciola bella, sangu miu (sangue mio! alias tesoruccio), ma com'è che ti scoppiò il piatto tra li manu??? (ormai sicula pure tu mi pari...)
    E con tutta la bua questi biscotti belli (che in siciliano vuol dire buoni) facisti???? Meno male che nella terra mia trovi conforto (dottore, ricetta, nipoti... e ora anche me!)
    Rimettiti presto
    Baci, baci e baci
    P.s. e tu una capatina da queste parti quando la fai??????

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  6. anna mi spiace per l'incidente...spero tu stia meglio...vedo però che noìiente riesce a fermare il torrente travolgente della tua passione per la cucina......come vorrei riuscire a farmi contagiare da te....almeno un pizzichino....
    un bacio e auguroni
    eva

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  7. Caspita sei stata davvero fortunata...meno male che hai trovato le persone giuste...!!
    Belli questi amaretti, non ne avevo mai visti con lo zuchero in granella sopra..anche la lavorazione è particolare, il montare gli albumi e poi lavorare a lungo l'impasto nella planetaria..da provare perchè mi incuriosiscono e poi io adoro gli amaretti!

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  8. Scusami tanto, ma tu cucina alle quattro di mattina???????
    Wondewoman ti fa un baffo!!!!!
    Carini i tuoi amaretti, guarisci presto

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  9. Ciao Annamaria, era da un po' che non passavo nel tuo blog, mi sono persa uun bel po' di cose, mannaggia! Devo dire che i tuoi amaretti sono meravigliosi, la foto parla! Mi dispiace tanto per la bua, ma come hai fatto a metterti all'opera con i punti? Sei fortissima!
    Un abbraccio, spero che tu guarisca presto!!!

    Rita

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  10. Buona guarigione per la "bua" e belli questi amaretti! ;D Buona giornata!

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  11. ciao...
    mi spiace per l incidente al polso.. buona guarigione
    mmm buoni questi amaretti..
    un bacio dalia

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  12. Mi dispiace per il tuo polso... spero che al più presto tu possa stare meglio e dimenticare il dolore dei punti ;-)

    Belli questi biscotti, ti ingannano a prima vista, e poi a sorpresa scopri che sono amaretti! :-D

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  13. Grazie mille Ragazze! Un paio di volte, soprapensiero, ho preso paura guardando il polso, nel senso che i punti dati con un sottile filo nero mi hanno dato l'impressione di avere un ragnetto sul polso! Ed ho scoperto una cosa: da destrosa convinta non avrei mai pensato quanto in realtà la mano sinistra sia fondamentale in ogni più piccolo gesto: trattenere una cipolla da tritare, sciacquare un piatto, sollevare Agata, accompagnare la borsa a tracolla nella spalla dx, guidare, leggere un quotidiano...caspita. Quanto sofisticato e meraviglioso è il nostro corpo. Bisogna davvero imparare a volerci più bene. Un abbraccione a tutte! :-)

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  14. mi dispiace tantissimo per l'incidente... un bacino :* Ti auguro una pronta guarigione!

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  15. @ Grazie mille Tibia! Sono stufa assai di essere "a riposo"! ;-)

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  16. Tesoro, mi dispiace tantissimo... L'ho letto solo ora, dell'incidente, ma che paura! Per fortuna niente di grave, eh?..
    Ti faccio tantissimi auguri per le mani e ... vado a pubblicare la seconda ricetta per il tuo contest (ti ricordi, l'avevo promesso! E oggi mi è venuto spontaneo)
    Un bacio

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  17. Grazie mille Giulia! Proprio un bel spavento, davvero. Grazie ancora per la tua seconda ricetta. E' davvero invitante! Un bacione.

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