Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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"Quando si fa quel che si può, si fa quel che si deve". E crostacei in saor con pistacchi e mirtilli rossi.

La settimana appena trascorsa ha visto due momenti intensi che, per i risvolti diversi che li hanno caratterizzati, mi hanno dato spunti importanti di riflessione: l'incontro con i detenuti della Casa Circondariale "Due Palazzi" di Padova, in occasione dell'anteprima di Taste 7 Firenze 2012, e l'edizione veneziana di Taste&Match, circostanza sicuramente più ludica.
Ve ne parlerò nei prossimi giorni: sto attendendo del materiale fotografico istituzionale in quanto al Due Palazzi, al momento dell'accredito, ho potuto portare con me solo un taccuino ed una matita. E gli occhi, che ancora hanno impresso volti, mani, sguardi, storie, vite.

"A locu unni si' canusciutu, comu si' vistu si sirvutu"



Ovvero, "nel luogo dove non sei conosciuto sarai servito come ti vedranno".

Problemi legati a viaggi recenti? No, assolutamente! Ma un forzato riposo, causa 4 punti al polso sx rimediati mentre stavo cucinando (all'alba, ok, ma ero sveglissima, è il piatto che è esploso andando in mille pezzi che si sono conficcati nella mano dx e nel polso sx, ad un mm dal tendine e dall'arteria!) e l'incontro con lo staff preparatissimo, oltre ad un simpatissimo chirurgo di origine siciliana del Pronto Soccorso di Abano Terme, mi ha ispirata per questo dolcetto davvero sfizioso.

Piove, fa freddo, ho anche la "bua", per non cadere in depressione bisogna assolutamente reagire! Magari preparando qualcosina che sia anche una carezza dell'ego e che profumi di storia e di sole (i miei nipoti, nati a Catania, sono in Sicilia per qualche giorno di vacanza ed ovviamente.....sono nel bagno vista Faraglioni con bagnasciuga color lava, indifferenti alle giornate di tregenda che stanno caratterizzando il Veneto dall'inizio di maggio!).

Visto il forzato riposo ho dedicato qualche tempo alla lettura e nello specifico ad un diario di ricette siciliane regalatami da mia sorella qualche anno fa: 365 ricette, una per ogni giorno dell'anno, caratterizzate da proverbi locali con relativa traduzione. Alcune di queste ricette sono un po' complicate da tradurre dal punto di vista delle quantità degli ingredienti ma credo di essere riuscita nella preparazione di questi "Amaretti", indicati per il 21 gennaio dell'agenda-ricettario.

Amaretti

Ingredienti
500 gr di mandorle di Avola, con una manciata di armelline, 4 albumi, 500 gr di zucchero zefiro aromatizzato con vaniglia, granella di zucchero.

Procedimento
Tostare nel forno a 100-120° le mandorle, così da asciugarle, ed una volta raffreddate tritarle finemente.
Montare a neve ferma gli albumi e con movimenti delicati, aiutandosi con una spatola unire lo zucchero e successivamente la farina di mandorle, lavorando poi a lungo l'impasto nella planetaria.
Formare delle palline grandi come una noce, dare loro una forma allungata (tipo gli gnocchi di pane di Bartolomeo Scappi!), rotorarle nella granella di zucchero, premendo appena e cucinarle in forno statico a 180° per una decina di minuti.
I dolcetti sono cotti quando si dorano mentre la granella rimane bella candida.

Ripensando alle parole del chirurgo Silvio (Signora, ma sa che lei è stata davvero fortunata? La prossima volta lasci i pezzi di vetro dove stanno e venga subito da noi. Sa com'è, la scheggia fa da tappo!) me li sono goduti con qualche sorso di Zibbibbo.
La vita è davvero troppo breve per mangiare, e bere, male ;-)

Cosa prevedeva l'agenda oggi, 11 maggio? la Suppa D'Alagusta, ovvero Zuppa di Aragosta, che potrei anche preparare fra qualche giorno.
Ed il proverbio? "D'omu chi nun parra e ciumi chi nun grida guardatinni" ovvero "Guardati dall'uomo che non parla e dal fiume che non fa rumore", d'incredibile d'attualità in questi giorni, mentre Agata guarda sconsolata dal davanzale della cucina la pioggia che non accenna a diminuire.