Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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I cani ci guardano dal basso. I gatti ci guardano dall'alto. I maiali ci trattano da loro pari. Winston Churchill


Certo che si fa un bel dire "Non abbandonare gli animali", "E' estate, brutto bastardo, anche per il tuo cane", "Ricordati che Dio perdona ma il tuo gatto no" e via di anatemando.

Come qualcuno di voi deve aver intuito, dallo scorso dicembre è entrata in famiglia Tzunami-Maggie, una cucciola di pastore tedesco con un albero genealogico che Emanuele Filiberto sarebbe disposto a partecipare ad un reality pur di averne uno, terribile come tutti i cuccioli e insofferente ai gatti. Peccato che in casa ci fosse già A-gata (la gatta, in perfetto veneziano) la quale non ha nessuna intenzione di rinunciare al suo diritto di prelazione.

Dire "non si amano" è un eufemismo. Non si sopportano proprio. "Maggie guarda Agata in cagnesco che le risponde con un'analoga occhiata in gattesco." (ricordate? lo scrissi a gennaio e nel frattempo nulla è cambiato. Io non capisco proprio come abbia fatto Noè, tanto di cappello). Nel frattempo l'insopportabile freddo di gennaio ha lasciato il posto all'insopportabile caldo di agosto e con la bella stagione è arrivato l'amletico dilemma: "le vacanze con o senza i pelosi?".
Secondo il veterinario, i forum, Snoopy e qualche amico Agata si sarebbe stressata troppo ad essere portata in giro o in una pensione - i gatti "adottano" la casa - e Maggie si sarebbe stressata troppo nel sopportare la lontananza - i cani "adottano" le persone.
Ergo Maggie in campeggio ed Agata nella tranquillità di casa con Enrica.

Il primo campeggio disponibile, nell'arco di 100 km, ad accettare un animale (che poi, certi umani, se avessi un campeggio, io non li farei proprio entrare) anticipa, a malincuore, che la prima data disponibile è il 25 agosto. Peccato che si debba rientrare in ufficio il 20.
Si torna in Puglia? Non accettano animali. Croazia? Non c'è posto. Tirolo? Ritenta, sarai più fortunato. E quindi? E quindi Capalbio: accettano animali e c'è posto (grazie internet!).
Una splendida location tra un mare che si può fregiare delle 5 vele di Legambiente, una spiaggia lunga lunga e larga larga circondata da dune incontaminate e macchia mediterranea
WOW! Già mi vedevo Maggie rincorrere il materassino di qualche pacioso villeggiante toscano, affondarlo a morsi e portarmelo trotterellando come fosse un frisbee, incurante delle fantasiose contumelie che il meno pacioso villeggiante toscano avrebbe pronunciato.

E invece ciccia, non nel senso che Maggie si nutre di fiorentine ma nel senso che, a quanto pare, il sindaco della città dove ubica il campeggio-amico-dei-pelosi ha emesso un'ordinanza che impedisce ai cani di stare sulla battigia. Che poi sarebbe quella lingua di terra che necessariamente bisogna attraversare per andare al mare.
Per cui Maggie deve stare in piazzola, legata, in compagnia di qualche componente della famiglia che a turno sta con lei. E si concede lunghe camminate all'alba e al tramonto, quando i bagnanti lasciano sabbia e mare per fare la file alle docce.


Questi sono i momenti in cui Tzunami-Maggie fa quello che è nella sua natura: correre, magari con altri cani, soprattutto dietro ai gabbiani, annusare altri umani, come i padroni di altri cani, timorosi podisti o silenziosi pescatori, scavare fantastiche buche alla ricerca di messaggi dentro vecchie bottiglie di birra. Si, va bene, fa anche la cacca, ma me la porto sempre a casa. Maggie è un animale pulito, mica come certi umani.

In questi momenti di silenzio, e quindi con il loop meditabondo che si autoalimenta,  scopro che il mondo sarebbe più semplice se la tolleranza fosse il metodo ispiratore di ogni singolo nostro gesto. E' fantastico leggere che centinaia di Beagle siano stati salvati dalle sgrinfie della Green Hill per essere adottati da entusiastiche famiglie. Brutto sarà leggere, fra 6 mesi per le vacanze di Natale o un anno per quelle estive, come si troveranno a dover trovare una soluzione a problemi causati da altri.
Senza contare che nel nostro paese vivono, in famiglie allargate o con singoli più o meno convinti, milioni di animali domestici. E che, crisi o non crisi, le vacanze arrivano puntuali ogni anno e con esse gli appelli pilatescamente strappalacrime.

Le passeggiate in riva al mare mettono appetito e quindi, durante le pause forzate in piazzola non c'è niente di meglio che mettersi ai fornelli, magari per preparare una confettura che profuma d'estate e che può essere goduta a colazione, dopo la passeggiata mattutina, o a cena abbinata a qualche pecorino più o meno stagionato, dopo la passeggiata serale.





Durante le passeggiate ai pensieri fanno seguito anche qualche immagine (in questo caso scattata rigorosamente con il cellulare). E qui ce ne sono anche altre, mentre le notizie che arrivano da casa sono di quelle di un'Agata inconsolabile, che miagola di stanza in stanza in cerca degli umani con i quali quotidianamente vive (e soprattutto dorme). Alla faccia del veterinario, dei forum e anche di Snoopy.





Confettura di pesche e albicocche al rum con peperoni, vaniglia e chiodi di garofano


Ingredienti
700 gr di pesche gialle, 700 gr di albicocche, 700 gr di peperoni (verdi, gialli o rossi, come preferite), 2 lime, 1 kg di zucchero di canna, 1 baccello di vaniglia, 6 chiodi di garofano, 6 bacche di pepe nero del Madagascar, un bicchierino di rum.

Procedimento
Sbucciare e denocciolare le pesche e le albicocche, tagliarle a spicchi e metterle in una ciotola con un paio di cucchiai di zucchero di canna e il rum. Lasciare marinare al fresco per qualche ora, mescolando ogni tanto.
Nel frattempo pulire i peperoni eliminando la parte interna, la buccia (potere anche usare il pelapatate se non avete foglia di spellarli con il calore) e tagliarli a tocchetti regolari.
In una pentola dal fondo pesante, in rame o in ghisa, mettere la frutta, i peperoni, il succo dei lime e cucinare coperto per circa 15 minuti. Unire lo zucchero, i semini della stecca di vaniglia (mentre la parte rimanente non buttatela via ma mettetela in un vaso di vetro con dello zucchero semolato per profumarlo e usarlo nella produzione di dolci o creme senza dover aggiungere" aromi naturali") e le spezie tritate in un mortaio. Sia la pesca che l'albicocca contengono un nocciolo interno che ben si sposa con tutte tre le spezie che vi ho proposto in questa ricetta: aumentando e diminuendole in proporzione si avrà una preparazione più dolce o più piccante e quindi adatta ad usi o abbinamenti diversi.
Cucinare fino al raggiungimento della consistenza desiderata (d'obbligo la prova piattino: mettetene un po' sopra un piattino, lasciar raffreddare qualche minuto e se non scende vuol dire che la confettura è pronta).
Riempire dei vasi sterilizzati per 15' immergendoli nell'acqua bollente e lasciati asciugare sopra un canovaccio pulito, chiudere con coperchi puliti, capovolgere i vasetti e lasciar riposare al buio per circa 20 giorni prima di aprirli e far tornare l'estate e il mare nelle nostre cucine.

Se il viaggiatore acquisiva conoscenza il turista esporta ignoranza?

"Trovo molto interessante
la mia parte intollerante
che rende rivoltante
tutta questa bella gente"

Iniziare le riflessioni mattutine (sul far dell'alba, diciamo) con il ritornello di una canzone del rapper Caparezza non è proprio da "vacanza" ma è sicuramente in tema.

Quest'anno niente Grecìa Salentina e Santa Maria di Leuca: la scelta è finita sulla Maremma e Capalbio, un campeggio che accetta Tzunami Maggie (che fino ad oggi si è comportata benissimo), il cui mare si fregia delle "5 vele" di Legambiente. Sto scrivendo nel mio ufficio che si sviluppa tra l'amaca, la sdraio e la dinette del camper, in compagnia di uno scoiattolo che ha appena portato via le bricioline di focaccia - sparse ieri sera - ad un passerotto, il canto del mare come colonna sonora e la macchia mediterranea come carta da parati. C'è anche una formichina che entra ed esce dalla tastiera ma cerchiamo di ignorarci, senza darci troppo fastidio l'un l'altra. Tanto il Baygon ce l'ho io.

Quindi ambiente bucolico e silenzioso e canzoni di protesta?!
Certo che si, perché vorrei sapere come mai un sempre maggiore numero di turisti come esce dalla porta di casa, dopo aver programmato un viaggio, si trasforma in esseri beceri ed idioti, qualunque sia la loro provenienza e, putroppo, qualunque sia la loro destinazione.
Si, perchè questi trogloditi della transumanza vacanziera purtroppo girano e anche tanto, occupano aeroporti e treni, bar e bagni dei ristoranti, parcheggi e piazze e soffrono palesemente di una nostalgia perniciosa delle comunità "peace and love" anni '70, dove  veniva condiviso o-g-n-i- momento, anche intimo.

Amanti assoluti della vita plain-air a tal punto che considerano i-r-r-i-n-u-n-c-i-a-b-i-l-e- consumare panini traslucidi di siero e liquame vari amabilmente stravaccati su marmi barocchi, ridicoli emuli di pallide comparse del set cinematografico de "Il Gladiatore", alzando al cielo coppe di plastica traboccanti di esiziali e tiepide bollicine.
Amanti assoluti della pulizia! Maniacali, direi, visto che non si limitano di sciacquare mani, piedi e capo nelle fontane (neppure dovessero pregare chissà quale divinità) ma lavano anche il culetto merdoso di neonati urlanti (che starebbero tanto bene a casa all'ombra invece che sballottati sotto il sole cocente dell'estate più calda che Bernacca ricordi). Con buona pace del Glisenti, che nel 1606 pubblicava la sua opera sull'introduzione dell'acqua dolce con l'unica vera da pozzo presente a San Marco, tra la Piazzetta dei Leoncini e il Palazzo Ducale.

Le fragili città d'arte italiane non hanno bisogno di questi portatori insani di asineria e insensibilità, figli di trent'anni di televisione becera e urlata, di grafomani incolti e deficienti (da deficio). E non mi si venga a parlare di crisi, per cortesia! Un sedicente turista che non si fa tentare nè da un bacaro nè da una pasticceria per un mini spuntino perchè vuole risparmiare (suvvia, serve proprio ingozzarsi tutti i giorni?!) e poi gira guardando solo lo schermo dell'ipod da 600 euro non è in difficoltà economiche: è in difficoltà intellettive.

Come si conclude la canzone di Caparezza? 

"Ma sappi che 
se mi provocherai sono guai,
Dottor Jackll diventa Mr Hide
e ti ammazza stecchito col Raid."

Sale speziato all'arancia (perchè un po' di sale in zucca non guasta mai!)

Ingredienti
100 gr di sale grosso di una salina come dio comanda: Cervia, Trapani, al confine con Trieste, 2 arance bio, 1/2 cucchiaino di coriandolo, 1 cm di radice di zenzero, 2 cucchiai rasi di zucchero di canna.

Procedimento
Approfittando di questo sole cocente tagliare a fette sottili le arance e disporle sopra una leccarda protetta da carta forno e cospargerle con lo zucchero di canna, il coriandolo tritato e la radice di zenzero grattugiata con la microplane. Lasciar asciugare al sole per qualche ora. L'alternativa è il forno ventilato tra gli 80°e i 90°, sempre per qualche ora. Ma vi assicuro che con il sole, soprattutto se abitate in città con una buona qualità dell'aria, il profumo del vostro sale sarà diverso.
Una volta essiccate bene le fette di agrume tritatele in un mortaio con il sale grosso fino ad ottenere un composto omogeneo. E' possibile usare anche dei macinini: attenzione a pulire bene poi le parte metalliche che verrebbero irreparabilmente rovinate dall'azione del sale.
Se avete la fortuna di entrare in possesso degli agrumi tardivi del Gargano o dei fantastici limoni di Sorrento potete sbizzarrirvi sostituendo le spezie suggerite con cumino, curcuma, noce moscata, vaniglia. C'è solo da scatenare la fantasia.