Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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10 cose da fare in campeggio. Gastronomicamente parlando e non solo.


Qualche giorno in relax nel Delta del Po per ovviare agli effetti di Caronte e Stige. 
Ma la necessità del meritato riposo non riesce ad allontanarmi dalla cucina e dal web: in questo caso racconto nel sito dell'amico Vincenzo, Scatti di Gusto, qualcosa delle vacanze in campeggio. 

Buona lettura. E buone vacanze ;)


"Contro il logorio della donna moderna" misticanza con sgombro e mele al rosmarino e zafferano

Scena, campeggio abbastanza fricchettone in quel di Capalbio (sembra un'ossimoro ma non lo è).

Babbo trentacinquenne portatore sano di tatuaggi sparsi, abbronzatura in vista come gli addominali, occhiali scuri e capelli a prova di vento che segue un batuffolo biondo e rosa, in arte Francesca, di circa due anni. Il batuffolo alla conquista del mondo precede il babbo, spargendo saluti e sorrisi come la regina d'Inghilterra, e stringendo al petto un Winnie the Pooh che ha visto momenti migliori.
All'improvviso il dramma.
Bimba si gira verso il papà: "Papi, cacca."
E il babbo: "Eh no Francesca, lo sai che per la cacca bisogna chiamare la mamma!".

Ovvero quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare.


Alzo lo sguardo dall'articolo che sto leggendo ed inizia il loop meditabondo. L'articolo parla delle quote rosa e del regolamento approvato il giorno prima dal CdM: fra qualche mese nelle aziende pubbliche nulla sarà più come prima! Ed infatti non ho sentito una voce politica maschile, che sia stata una, a commentare quanto è avvenuto: evidentemente sono tutti concentrati a come boicottare quanto per legge si sarà obbligati a fare. Machiavelli, i condoni, il Gattopardo e anche Franceschiello (“Facite 'a faccia feroce”) insegnano che la speranza è l'ultima a morire, anche in un paese dove si preferisce che siano le donne a morire piuttosto che i pregiudizi.

Mi sono immaginata un CdA di Eni o di Finmeccanica e, durante un momento topico o una discussione accesa, all'improvviso un sms illumina lo schermo di uno smartphone: "Amore, Francesca ha fatto la cacca!"  Qual'è il sesso, secondo voi, delle mani che smanetteranno la risposta "i pannolini sono al solito posto, il sapone anche, non parliamo degli asciugamani, l'acqua non mi pare l'abbiano tagliata e le mutande pulite le trovi nel cassetto del congelatore al posto delle biete così ti rinfreschi le idee"?
Appunto, di una di quelle donne che questo paese, così anacronisticamente misogino, continua caparbiamente ad ignorare.


Statistiche alla mano, una nazione dove le donne lavorano ha il PIL più alto. Non solo, queste donne lavoratrici fanno anche una cosa rivoluzionaria ovvero i figli. Credono nel futuro, fanno progetti a lunga scadenza, ragionano da statista e non da politico.

Ma in una geronto-landa come la nostra, che vive di mediocrità e di falsi miti, non si è ancora ben capito che noi donne non ci emozioniamo più di tanto se la multinazionale di turno ci osanna perché abbiamo allevato, tra mille difficoltà, un campione. Ci emozioneremmo assai di più se non fossimo costrette a chiedere il part-time dopo la sua nascita, oppure a rinunciare proprio al lavoro che tanto ci piace e che ci rende felici. 

Ci piacerebbe avere asili nido, welfare conguo, orari compatibili con la semplice vita familiare, farmacie aperte durante la pausa pranzo, marciapiedi meno dissestati, palestre e biblioteche che prevedano anche un servizio di kinderheim. Ecco, al servizio marketing delle multinazionali mi permetto di dare questo consiglio: invece di riempirmi l'email con proposte di raccolta punti e altre amenità che ne dite di sponsorizzare spazi di questi tipo? Sono sicura che una donna-mamma si ricorderà molto di più del vostro logo e dei vostri prodotti. Anche queste sono le "quote rose" che ci interessano e sono sicura che il vostro MOL ve lo consente :)


In attesa dei risultati derivati dall'applicazione delle "quote rosa", e dare così una spallata  all'italica mentalità da "tafazzi", noi donne-mamme continueremo ad essere di corsa. Vi propongo quindi un paio di ricette semplici e profumate (la seconda nel prossimo post) e realizzabili anche in campeggio :)

Misticanza con sgombro e mele golden al rosmarino e zafferano


Ingredienti (per 4 persone)
400 gr di misticanza, 2 sgombri, 1 porro, 3 mele golden, 1 bustina di zafferano, 1 cucchiaino di semi di coriandolo, 1 rametto di rosmarino, qualche filo di erba cipollina aceto di mele, farina, sale, olio evo.

Procedimento
In camper c'è poco spazio e basta un Santoku Zwilling per fare tutto! Tagliare il porro sottilmente e saltarlo in una padella con un filo d'olio evo per qualche minuto. Deve appassire a fuoco dolce. Nel frattempo pelare le mele, privarle del torsolo, tagliarle in dadolada e unirle al porro stufato, aggiungendo anche lo zafferano in polvere e il rosmarino tritato. Mescolare bene e cucinare sempre a fuoco basso per circa 5'. Mettere da parte.
Eviscerare gli sgombri, ottenerne dei filetti (senza la pelle), lavarli ed asciugarli con la carta cucina, tagliarli in rettangoli di circa 3 cm, infarinarli leggermente e friggerli in olio evo ben caldo fino a farli dorare da entrambe le parti (in tutto circa 4'); farli asciugare dell'olio in eccesso, salarli e profumarli con del coriandolo macinato al momento.
In una ciotola condire la misticanza con una vinaigrette preparata con poco olio evo, poco aceto di mele, sale e coriandolo macinato al momento.
Disporre sui piatti la misticanza, continuare con un paio di cucchiai di mela allo zafferano e terminare con lo sgombro. Concludere con un filo d'olio e qualche stelo di erba cipollina.

Se il viaggiatore acquisiva conoscenza il turista esporta ignoranza?

"Trovo molto interessante
la mia parte intollerante
che rende rivoltante
tutta questa bella gente"

Iniziare le riflessioni mattutine (sul far dell'alba, diciamo) con il ritornello di una canzone del rapper Caparezza non è proprio da "vacanza" ma è sicuramente in tema.

Quest'anno niente Grecìa Salentina e Santa Maria di Leuca: la scelta è finita sulla Maremma e Capalbio, un campeggio che accetta Tzunami Maggie (che fino ad oggi si è comportata benissimo), il cui mare si fregia delle "5 vele" di Legambiente. Sto scrivendo nel mio ufficio che si sviluppa tra l'amaca, la sdraio e la dinette del camper, in compagnia di uno scoiattolo che ha appena portato via le bricioline di focaccia - sparse ieri sera - ad un passerotto, il canto del mare come colonna sonora e la macchia mediterranea come carta da parati. C'è anche una formichina che entra ed esce dalla tastiera ma cerchiamo di ignorarci, senza darci troppo fastidio l'un l'altra. Tanto il Baygon ce l'ho io.

Quindi ambiente bucolico e silenzioso e canzoni di protesta?!
Certo che si, perché vorrei sapere come mai un sempre maggiore numero di turisti come esce dalla porta di casa, dopo aver programmato un viaggio, si trasforma in esseri beceri ed idioti, qualunque sia la loro provenienza e, putroppo, qualunque sia la loro destinazione.
Si, perchè questi trogloditi della transumanza vacanziera purtroppo girano e anche tanto, occupano aeroporti e treni, bar e bagni dei ristoranti, parcheggi e piazze e soffrono palesemente di una nostalgia perniciosa delle comunità "peace and love" anni '70, dove  veniva condiviso o-g-n-i- momento, anche intimo.

Amanti assoluti della vita plain-air a tal punto che considerano i-r-r-i-n-u-n-c-i-a-b-i-l-e- consumare panini traslucidi di siero e liquame vari amabilmente stravaccati su marmi barocchi, ridicoli emuli di pallide comparse del set cinematografico de "Il Gladiatore", alzando al cielo coppe di plastica traboccanti di esiziali e tiepide bollicine.
Amanti assoluti della pulizia! Maniacali, direi, visto che non si limitano di sciacquare mani, piedi e capo nelle fontane (neppure dovessero pregare chissà quale divinità) ma lavano anche il culetto merdoso di neonati urlanti (che starebbero tanto bene a casa all'ombra invece che sballottati sotto il sole cocente dell'estate più calda che Bernacca ricordi). Con buona pace del Glisenti, che nel 1606 pubblicava la sua opera sull'introduzione dell'acqua dolce con l'unica vera da pozzo presente a San Marco, tra la Piazzetta dei Leoncini e il Palazzo Ducale.

Le fragili città d'arte italiane non hanno bisogno di questi portatori insani di asineria e insensibilità, figli di trent'anni di televisione becera e urlata, di grafomani incolti e deficienti (da deficio). E non mi si venga a parlare di crisi, per cortesia! Un sedicente turista che non si fa tentare nè da un bacaro nè da una pasticceria per un mini spuntino perchè vuole risparmiare (suvvia, serve proprio ingozzarsi tutti i giorni?!) e poi gira guardando solo lo schermo dell'ipod da 600 euro non è in difficoltà economiche: è in difficoltà intellettive.

Come si conclude la canzone di Caparezza? 

"Ma sappi che 
se mi provocherai sono guai,
Dottor Jackll diventa Mr Hide
e ti ammazza stecchito col Raid."

Sale speziato all'arancia (perchè un po' di sale in zucca non guasta mai!)

Ingredienti
100 gr di sale grosso di una salina come dio comanda: Cervia, Trapani, al confine con Trieste, 2 arance bio, 1/2 cucchiaino di coriandolo, 1 cm di radice di zenzero, 2 cucchiai rasi di zucchero di canna.

Procedimento
Approfittando di questo sole cocente tagliare a fette sottili le arance e disporle sopra una leccarda protetta da carta forno e cospargerle con lo zucchero di canna, il coriandolo tritato e la radice di zenzero grattugiata con la microplane. Lasciar asciugare al sole per qualche ora. L'alternativa è il forno ventilato tra gli 80°e i 90°, sempre per qualche ora. Ma vi assicuro che con il sole, soprattutto se abitate in città con una buona qualità dell'aria, il profumo del vostro sale sarà diverso.
Una volta essiccate bene le fette di agrume tritatele in un mortaio con il sale grosso fino ad ottenere un composto omogeneo. E' possibile usare anche dei macinini: attenzione a pulire bene poi le parte metalliche che verrebbero irreparabilmente rovinate dall'azione del sale.
Se avete la fortuna di entrare in possesso degli agrumi tardivi del Gargano o dei fantastici limoni di Sorrento potete sbizzarrirvi sostituendo le spezie suggerite con cumino, curcuma, noce moscata, vaniglia. C'è solo da scatenare la fantasia.

Al mare anche gli uomini hanno più tette di me


Sono ufficialmente in ferie.

Finito di lavorare a mezzanotte del giorno prima di partire, ho caricato mac (che non funziona), caricatori e tecnologia in una borsa, scarpe assortite in un'altra borsa, una decina di attaccapanni contenenti vestiti non meglio identificati e coperti dal cellophane riparatore, la borsa dei costumi riposti la scorsa estate, quattro libri tra le pile di quelli acquistati nell'ultimo anno e ovviamente non solo non letti, neppure "annusati", la padella da 42, il set di coltelli zwilling da viaggio (quelli acquistati durante il viaggio di nozze), qualche spezia e qualche specialità.
Il resto della ciurma è abbastanza grande per riempire da sola zaini e zainetti, caricare i propri abiti nel camper e, come me, dimenticare a casa sempre qualcosa.
Tredici ore di viaggio- pause comprese - e, finalmente, il mio paradiso in terra, il Salento e, nello specifico il campeggio "Riva di Ugento" nell'omonimo paese, punto estremo nel "tacco" della nostra penisola.