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Lo zen, le quote rose e l'arte di fare figure di merda




L'Italia è quel paese in cui ci vuole una legge per consentire alle donne di partecipare alla "cosa pubblica" quando poi a noi donne la "cosa pubblica" chiede lacrime e sangue in termini di parti intere della nostra vita dedicate a risolvere i casini che "la cosa pubblica" riesce a mettere in piedi.
Offri un figlio alla patria o meglio alle generazioni passate per pagare loro la pensione? Stai a casa.
Ti si ammala un parente, un cane o il canarino? Stai a casa.
Vorresti fare politica perché hai un progetto a lungo termine che non sia fare la Donna Gatto (Batman c'è già, mi pare) e qualche legislatore illuminato propone e approva le quote rosa? Stai a casa.







Hai voglia di parlare di quote rosa dato che è marrone il colore che predomina nell'arena politica e non solo nel nostro paese.

Non più tardi di una settimana fa il Parlamento Europeo ha votato contro la candidatura di Yves Mersch per un posto al board della Bce in quanto quest'ultimo non avrebbe avuto una, dico una sola, donna all'interno del consiglio direttivo. 
Ma come? In Europa sono lì che legiferano H24 su tutto, grandi menti che vorrebbero lastricare di asettiche piastrelline le malghe di alta montagna per fare un Bitto che sa di niente come le mc-sottilette e Herman Van Rompuy mi inciampa su questa buccia di banana? Per intenderci il posto all'interno del consiglio direttivo è vacante dal 31 maggio: vuoi proprio che tra gli oltre 700 parlamentari europei non ci sia una, dico una, donna che abbia un minimo di competenze in finanza ed economia? A parte Super Mario Draghi, che ci vuole a fare peggio di quanto è stato fatto finora?

Non molto, effettivamente, e anche nel mio comune, ridente cittadina che prende il nome di Vigonza e che conta quasi 23mila abitanti, le quote rosa hanno preso una tonalità marrone.
Si, in quella location che diverrà l'area metropolitana del Nord Est il sindaco Nuzio Tacchetto (al suo secondo mandato in area pdl-lega) ) ha replicato stizzito all'azione della controparte (lista civica-pd) che ha fatto ricorso al Tar contro la nomina degli assessori, tutti maschi. «Almeno una donna ci deve essere altrimenti la giunta è illegittima, questa è una battaglia culturale ed etica ma anche delle regole» secondo la componente della Commissione Pari Opportunità. "Si spendono inutilmente i soldi dei cittadini affrontando questo ricorso!" è stato il mantra-pensiero del sindaco dimentico, evidentemente, che se si fosse limitato a rispettare una norma dello Stato che prevede la presenza femminile anche nei Cda di aziende e municipalizzate forse avrebbe evitato una figura davvero barbina.

E il nuovo che avanza, in questo tzunami di malaffare e corruzione che ha sconvolto la politica italiana, saprà finalmente riconoscere le importanti peculiarità femminili indispensabili per gestire la "cosa pubblica"? Certo che si! Come non dimenticare che non più tardi di tre giorni fa Grillo ha citato, stizzito, una caratteristica femminile (il punto G) perché la consigliera comunale Sensi (una che ci è riuscita, evidentemente) ha osato disobbedirgli? Il nuovo che avanza si è comportato come il vecchio che ammuffisce: evidentemente non siamo abbastanza avvezzi alle barzellette omofobiche di ex premier o ai consiglieri comunali lombardi.

Glielo diciamo a questi anziani signori che le donne il Punto G ce l'hanno nel cervello?

E cosa c'entra lo zen? Diciamo che mi ha aiutato a sopportare una certa puzza. 

Nel frattempo togliamoci l'amaro in bocca che certe notizie inevitabilmente lasciano con questo dolce che solo apparentemente assomiglia ad una rassicurante ciambella: infatti se andate a leggere bene gli ingredienti l'ispirazione è quella di una Sacher Torte. E' un po' il destino di noi donne: far credere di essere sempliciotte per nascondere la nostra tanto temuta natura preziosa. 

Ciambella alla ricotta con albicocca candita, pistacchi e cioccolato fondente

Ingredienti (per 8-10 persone)
300 gr di farina Petra5, 1/2 bustina di lievito per dolci, 250 gr di ricotta freschissima, 200 gr di burro chiarificato, 4 uova bio, 250 gr di zucchero semolato, 1/2 stecca di vaniglia, 200 gr di cioccolato fondente tra il 54 e il 62%, 160 gr di albicocca candita, 70 gr di pistacchi, 1 arancia non trattata, zucchero a velo.

Procedimento
Tagliare in dadolada le albicocche, tritare grossolanamente sia il cioccolato che i pistacchi: unire tutti gli ingredienti in una ciotola e mettere da parte.

Montare il burro con zucchero, unire la ricotta e successivamente le uova, una alla volta, terminando con i semini interni della stecca di vaniglia. Unire poi la farina setacciata con il lievito e per ultimo unire pistacchi, cioccolato e albicocche.

Imburrare ed infarinare uno stampo per ciambella, versare il composto e cuocerlo nel forno statico già caldo a 170° per 60'-70'.

Sfornare la ciambella, farla raffreddare sopra una gratella per dolci e servirla spolverata di zucchero a velo, magari con qualche cubetto di albicocca (ma io avevo finito tutte quelle che avevo candito all'inizio dell'estate e delle quali non ero riuscita a fare nessun post....segno che ne dovrò preparare di più l'anno prossimo :)

"Contro il logorio della donna moderna" misticanza con sgombro e mele al rosmarino e zafferano

Scena, campeggio abbastanza fricchettone in quel di Capalbio (sembra un'ossimoro ma non lo è).

Babbo trentacinquenne portatore sano di tatuaggi sparsi, abbronzatura in vista come gli addominali, occhiali scuri e capelli a prova di vento che segue un batuffolo biondo e rosa, in arte Francesca, di circa due anni. Il batuffolo alla conquista del mondo precede il babbo, spargendo saluti e sorrisi come la regina d'Inghilterra, e stringendo al petto un Winnie the Pooh che ha visto momenti migliori.
All'improvviso il dramma.
Bimba si gira verso il papà: "Papi, cacca."
E il babbo: "Eh no Francesca, lo sai che per la cacca bisogna chiamare la mamma!".

Ovvero quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare.


Alzo lo sguardo dall'articolo che sto leggendo ed inizia il loop meditabondo. L'articolo parla delle quote rosa e del regolamento approvato il giorno prima dal CdM: fra qualche mese nelle aziende pubbliche nulla sarà più come prima! Ed infatti non ho sentito una voce politica maschile, che sia stata una, a commentare quanto è avvenuto: evidentemente sono tutti concentrati a come boicottare quanto per legge si sarà obbligati a fare. Machiavelli, i condoni, il Gattopardo e anche Franceschiello (“Facite 'a faccia feroce”) insegnano che la speranza è l'ultima a morire, anche in un paese dove si preferisce che siano le donne a morire piuttosto che i pregiudizi.

Mi sono immaginata un CdA di Eni o di Finmeccanica e, durante un momento topico o una discussione accesa, all'improvviso un sms illumina lo schermo di uno smartphone: "Amore, Francesca ha fatto la cacca!"  Qual'è il sesso, secondo voi, delle mani che smanetteranno la risposta "i pannolini sono al solito posto, il sapone anche, non parliamo degli asciugamani, l'acqua non mi pare l'abbiano tagliata e le mutande pulite le trovi nel cassetto del congelatore al posto delle biete così ti rinfreschi le idee"?
Appunto, di una di quelle donne che questo paese, così anacronisticamente misogino, continua caparbiamente ad ignorare.


Statistiche alla mano, una nazione dove le donne lavorano ha il PIL più alto. Non solo, queste donne lavoratrici fanno anche una cosa rivoluzionaria ovvero i figli. Credono nel futuro, fanno progetti a lunga scadenza, ragionano da statista e non da politico.

Ma in una geronto-landa come la nostra, che vive di mediocrità e di falsi miti, non si è ancora ben capito che noi donne non ci emozioniamo più di tanto se la multinazionale di turno ci osanna perché abbiamo allevato, tra mille difficoltà, un campione. Ci emozioneremmo assai di più se non fossimo costrette a chiedere il part-time dopo la sua nascita, oppure a rinunciare proprio al lavoro che tanto ci piace e che ci rende felici. 

Ci piacerebbe avere asili nido, welfare conguo, orari compatibili con la semplice vita familiare, farmacie aperte durante la pausa pranzo, marciapiedi meno dissestati, palestre e biblioteche che prevedano anche un servizio di kinderheim. Ecco, al servizio marketing delle multinazionali mi permetto di dare questo consiglio: invece di riempirmi l'email con proposte di raccolta punti e altre amenità che ne dite di sponsorizzare spazi di questi tipo? Sono sicura che una donna-mamma si ricorderà molto di più del vostro logo e dei vostri prodotti. Anche queste sono le "quote rose" che ci interessano e sono sicura che il vostro MOL ve lo consente :)


In attesa dei risultati derivati dall'applicazione delle "quote rosa", e dare così una spallata  all'italica mentalità da "tafazzi", noi donne-mamme continueremo ad essere di corsa. Vi propongo quindi un paio di ricette semplici e profumate (la seconda nel prossimo post) e realizzabili anche in campeggio :)

Misticanza con sgombro e mele golden al rosmarino e zafferano


Ingredienti (per 4 persone)
400 gr di misticanza, 2 sgombri, 1 porro, 3 mele golden, 1 bustina di zafferano, 1 cucchiaino di semi di coriandolo, 1 rametto di rosmarino, qualche filo di erba cipollina aceto di mele, farina, sale, olio evo.

Procedimento
In camper c'è poco spazio e basta un Santoku Zwilling per fare tutto! Tagliare il porro sottilmente e saltarlo in una padella con un filo d'olio evo per qualche minuto. Deve appassire a fuoco dolce. Nel frattempo pelare le mele, privarle del torsolo, tagliarle in dadolada e unirle al porro stufato, aggiungendo anche lo zafferano in polvere e il rosmarino tritato. Mescolare bene e cucinare sempre a fuoco basso per circa 5'. Mettere da parte.
Eviscerare gli sgombri, ottenerne dei filetti (senza la pelle), lavarli ed asciugarli con la carta cucina, tagliarli in rettangoli di circa 3 cm, infarinarli leggermente e friggerli in olio evo ben caldo fino a farli dorare da entrambe le parti (in tutto circa 4'); farli asciugare dell'olio in eccesso, salarli e profumarli con del coriandolo macinato al momento.
In una ciotola condire la misticanza con una vinaigrette preparata con poco olio evo, poco aceto di mele, sale e coriandolo macinato al momento.
Disporre sui piatti la misticanza, continuare con un paio di cucchiai di mela allo zafferano e terminare con lo sgombro. Concludere con un filo d'olio e qualche stelo di erba cipollina.