La birra sembrava un mondo più semplice (sempre dal punto di vista di un'astemia): svampita o no, chiara o no, fredda o no.
E poi è successo che ho incontrato il mondo dei birrai artigianali, visionari del luppolo e della fermentazione, estremi sperimentatori della femminile arte brassicola (eh si, sono state le donne le prime a smanettare con lieviti e malti ed una religiosa, Suor Hilgedard von Bingen (1098-1179) mise per prima in evidenza, nei suoi importantissimi studi botanici, le qualità del luppolo per arrestare la putrefazione ed allungare al vita alla birra) ho conosciuto Novella (una cara amica sommelier globetrotter), i ragazzi de Il birrificio del Ducato ed una birra, dedicata ad una canzone di Laurel Aitken - musista cubano, è stato uno dei padri dello Ska - e, per poche bottiglie, ispirata da un caffè. Mia grande passione.
Una canzone, ed anche una porter, che è anche una dichiarazione d'amore "non saprai mai quanto ti avrei amata". Io invece lo so quanto amo questo dessert!