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Buon Natale! E Buona Rivoluzione!


Quando un personaggio rivoluzionario diventa mito e l'immagine del suo volto ripreso durante un funerale diventa un'icona stampata su milioni di t-shirt, è facile che alcune delle sue frasi, anche tolte dal contesto, diventino aforismi, come le acide battute di Wilde sulle donne, come le riflessioni canine di Snoopy, come i disarmanti commenti sugli uomini di Zsa Zsa Gabor. A modo loro, comunque, rivoluzionari. 

Oggi più o meno tutto il mondo festeggia l'inizio dell'inverno e del periodo di latenza della Natura: sotto la coltre rassicurante di neve e gelo Gaia si sveglia lentamente per esplodere poi fra tre mesi quando le gemme diventeranno fiori, la nebbia vento frizzante e il cielo cambierà colore. 

Oggi più o meno tutto il mondo festeggia la nascita di un vero rivoluzionario, un tale di Nazareth che a distanza di 2000 anni ancora fa scandalo con le sue parole, quelle in cui afferma che bisogna amare il prossimo come sè stesso, che bisogna rispettare i bambini, che le donne sono da amare e onorare sempre a prescindere da quello che indossano, che i malati hanno bisogno di un sorriso, che i poveri sono fratelli con i quali condividere il pane, che i corrotti ed i mercenari non meritano il potere e che i farisei hanno fatto il loro tempo.

"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici", questa è una frase di Gesù, la religione è un'altra cosa. 
"Il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d'amore", questa è una frase di Che Guevara, la guerriglia è un'altra cosa. 

Allora Buon Natale. E Buona Rivoluzione.

"L'espressione esatta è vivere senza il beneficio di un bracchetto". E un cocktail per un Brachetto

Il mio rapporto con il vino è sempre stato molto ambivalente. E di pari passo anche il mio rapporto con i cani.

Da piccola ho avuto un setter irlandese, Rex, un animale che da giovane era stato un baldo cacciatore e da anziano girava per casa con l'aria dolce e un po' triste, causata dai ricordi di gioventù e dall'artrosi dell'età, e con un cipiglio come se fosse sempre alla ricerca di un maggiordomo al quale abbaiare qualche mancanza. I ricordi più vividi sono quelli legati al mio ciuccio e al fatto che spesso serviva alla dentizione di entrambi.

Quando morì, mia madre associò alla sua scomparsa anche quella di tutti i microbi che "ovviamente gli animali portano con sé". Non volle saperne di adottare un altro animale, neppure un criceto, un pesce rosso o un canarino. Non parliamo dei gatti per i quali aveva lo stesso affetto che poteva avere Torquemada per le streghe. E io, anarchica celata fin da sempre, riuscì comunque a prendermi la toxoplasmosi a forza di accarezzare tutti i felini randagi del quartiere. Ora in casa c'è Maggie, uno tzunami a forma di pastore tedesco: 30 kg e 9 mesi di dolcezza canina.

Con il vino uguale. A casa se ne beveva normalmente: lo si andava a prendere in damigiana da amici contadini, emiliani e piemontesi, e poi papà lo travasava in bottiglie, operazione che mi vedeva sua aiutante: riluttante per l'odore intenso che si respirava nella cantina buia di casa ed entusiasta per il compito assegnatomi ovvero quello di mettere i tappi e poi la "gabbietta". Tutto rigorosamente a mano e con una certa curiosità da bimba nei confronti di quel liquido rosso un po' dolce.

Una notte, preceduta da giorni di caldo anomalo, improvvisi una serie di botti, come se qualcuno ci avesse dichiarato guerra! Non ci volle molto a capire che il campo di battaglia era la cantina: papà si era confuso con il ciclo lunare e tutte le bottiglie stavano scoppiando! Mi ubriacai solo con l'odore e quel vino dolce mi andò per traverso senza possibilità di appello.

Fortunatamente le cose cambiano e qualche mese fa assaggiai per la prima volta Niades, un Brachetto d'Acqui che avevo portato ad una collega triestina, che sapevo grande estimatrice di questo prodotto creato dall'amico Gianluca Morino. E così, chiedendole in prestito la macchina fotografica, sono nate alcune foto, ispirate sia da una cima abbandonata sul porticciolo che dai comuni ricordi sui bracchetti e sul brachetto.


Linus: ”Sai cosa dice mio nonno? Dice che ogni bambino dovrebbe avere un cane. 
Dice che un bambino che non ha un cane è un bambino a cui manca qualcosa”
Snoopy: ”L’espressione esatta è vivere senza beneficio di bracchetto!”

Cocomeraville ovvero un brachetto per amico…in cocktail

Ingredienti (per 6-8 persone)
2 kg circa di anguria in un unico spicchio, 500 ml di Brachetto d'Acqui, 500 ml di Prosecco, 1 lime non trattato, 1 limone non trattato

Procedimento
Tagliare l’anguria fredda e ricavare con uno scavino o con un porzionatore piccolo da gelato una trentina di palline di polpa, metterle in una terrina di vetro con qualche cubetto di ghiaccio.

Recuperare la parte rimanente della polpa, tagliarla a tocchetti, frullarla con il mixer ad immersione, passarla al colino cinese così da ottenere una purea piuttosto liquida.
Nel bicchiere del frullatore unire il prosecco, mescolare delicatamente con lo stir (attrezzo usato per mescolare i drink e i cocktail all'interno del mixing glass o direttamente nei bicchieri) e versare il tutto nella terrina, dopo aver tolto il ghiaccio.

Aggiungere il brachetto ben ghiacciato senza mescolare, guarnire con le zeste del limone e del lime, servire in bicchieri bassi a tronco di cono (ma io volevo vedere come venivano in fotografia questi appena trovati :)