Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Dolcetto senza scherzetto. Per un Halloween più intimo e lento.


"I confini sono i limiti dei popoli" ma non c'è niente come le "feste" comandate, o semplicemente solo l'idea di far festa, che sono in grado di accorciare distanze ed abbattere muri. Ovviamente sto parlando delle reazioni di persone con un cervello minimamente funzionante e quindi non di quelle che insultano in chat o tolgono il saluto in caso di utilizzo, o non utilizzo, di un determinato ingrediente. Ma questa è un'altra storia.

Il momento festoso che in questi giorni il web, e non solo, si appresta a celebrare è l'amata-odiata festa di Halloween diventata, come per San Valentino, un business importante, visto che ha sposato gli aspetti meramente commerciali senza andare veramente a leggere tra le righe di duemila anni di storia. 
Che non vi racconterò tutta e mi limiterò a qualche piccola riflessione.


In tutto il mondo e da sempre il susseguirsi delle stagioni è stato vissuto come un momento importante di trasformazione della Natura e dell'Uomo, che viveva in simbiosi con essa. 
Madre Amorevole, ma anche Matrigna crudele ed insensibile, l'una non poteva esprimersi al meglio senza l'intervento rispettoso dell'altro: entrambi l'hanno sempre saputo. Come hanno sempre saputo che l'anello debole era l'uomo. E l'uomo ha sempre cercato di vezzeggiare la Madre-Matrigna dedicandole momenti di festa, celebrando la sua grandezza, propiziandosi i suoi favori per assicurare la propria sopravvivenza.

Nelle nostre campagne, e prima ancora quando la religione cattolica non esisteva, nel momento in cui la Natura si metteva a riposo il rapporto con l'Uomo diventava più intimo: i toni si abbassavano mentre l'esuberanza dell'estate lasciava il passo all'accorciarsi delle giornate, l'alacre attività necessaria ad assicurarsi le riserve per affrontare l'inverno rallentava e ci si poteva concentrare più sulla famiglia, tutti insieme raccolti attorno al fuoco, a condividere gioie e dolori.
In questi momenti il passato diventava presente ed i ricordi delle persone che avevano fatto parte della nostra vita diventano più vividi, quasi vivi, come il cappello ancora appeso sull'attaccapanni in ingresso dello Zio, lo scialle confezionato dalla Nonna che ancora scaldava le spalle della Nipote, la bambolina cucita con la flebile luce dell'imbrunire conservata tra i doni più cari, assieme alle lenzuola ricamate ed alle camicie da indossare solo i giorni di festa.
A queste "presenze", così importanti e che tanto ci avevano amato, veniva chiesto una cosa sola ovvero quello di continuare, dal luogo dove ora stavano riposando, ad amarci e proteggerci. Ad amare e proteggere anche il nostro lavoro e il nostro futuro: ecco allora che i semi messi a dimora tra la fine di ottobre ed i primi giorni di novembre, e che avevano bisogno di una protezione speciale affinché potessero dare il meglio di sé in Primavera, venivano affidati ai Cari Defunti, che dimoravano nei boschi, così vicini alle case ed ai campi. 
Veniva suggellato ogni anno il patto d'amore che c'era stato in vita e si accendevano luci, per illuminare il loro cammino verso di noi e poi nuovamente verso il bosco, e venivano condivisi cibi preziosi, come le patate dolci, le castagne e le zucche, ingredienti che potevano diventare anche pani preziosi e biscotti, così che i bimbi serbassero nel cuore ricordi rassicuranti così da continuare all'infinito questo amorevole e tacito scambio.

Nel Nuovo Mondo tutto questo venne meno e il culto dei Morti perse la sua valenza rassicurante per diventare pretesto di festa sfrenata e di travestimento: le prime sfilate ed i primi carri mascherati di Halloween, infatti, vennero organizzati dalle comunità gay, che colsero al balzo l'occasione per uscire allo scoperto, anche se travestiti, creando infine un momento di comune divertimento. Nuovamente i bimbi vennero coinvolti, grazie al rito "dolcetto o scherzetto" e al tacito accordo, un po' sornione, che non ci sarebbero mai stati scherzetti in quanto agli adulti non sarebbero mai mancati i dolcetti.

I miei biscotti di Halloween sono quindi un po' il mix di questi due momenti: "poveri" grazie alle presenza dell'avena e "ricchi" grazie alle gocce di cioccolato. 


DOLCETTO SENZA SCHERZETTO, CON ZUCCHERO DI CANNA E FIOCCHI D'AVENA

Dosi: per 16 biscotti
Preparazione: 10’ + 20’ di riposo
Cottura: 15’
Difficoltà: facile

Ingredienti
120 g di farina di Kamut (o metà di farina integrale)
120 g di zucchero di canna 
50 g di burro 
50 g di gocce di cioccolato 
50 g di gherigli di noci o nocciole (dipende dall'amarezza delle gocce di cioccolato)
50 g di fiocchi d’avena bio 
1 uovo bio + 1 tuorlo
la scorza grattugiata di un'arancia bio
1 cucchiaino di bicarbonato 
1 pizzico di sale iodato

Procedimento
Tritare le noci con un coltello.
In una ciotola sbattere un po’ le uova, unire il burro molto morbido tagliato a tocchettoni.
In un’altra ciotola setacciare la farina con il bicarbonato, la scorza d'arancia, il sale, i fiocchi d’avena.
Versare gli ingredienti secchi in quelli liquidi, le noci tritate ed infine le gocce di cioccolato, mescolare velocemente: meno si mescola meglio è! 
Formare un salsicciotto e avvolgerlo nella pellicola alimentare. Far riposare in frigo per 20’.
Accendere il forno a 180° e coprire una teglia con un foglio di carta antiaderente.
Tagliare il salsicciotto a fette di 1 cm, disporre i dischi sulla teglia e cuocerli nel forno già caldo per 10’-15’. Far raffreddare sopra una gratella ed uscire a divertirsi :)


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