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Scrivere è la tua passione? Partecipa al Concorso Letterario nazionale “Impiattiamo la vita”: emozioni, storie, sentimenti, avventure raccontati attraverso un piatto



Il Servizio Cittadinanza delle Donne e Culture delle differenze/Centro Donna, il Centro Culturale Candiani del Comune di Venezia e l'Associazione culturale “Voci di carta” presentano il Concorso letterario nazionale

Impattiamo la vita
emozioni, storie, sentimenti, avventure raccontati attraverso un piatto
Cerimonia di premiazione
sabato 28 marzo 2015 ore 18
Auditorium del Centro Culturale Candiani

Impiattiamo la Vita è un nuovo concorso letterario nazionale promosso dal Servizio Cittadinanza delle Donne e Culture delle differenze/Centro Donna, il Centro Culturale Candiani del Comune di Venezia e l'Associazione culturale “Voci di carta” nell'anno dell'Expo di Milano dedicata al tema dell'alimentazione. Il concorso, alla sua prima edizione, ha intercettato e coniugato due grandi passioni che hanno conquistato gli italiani negli ultimi anni: la cucina e la scrittura. Queste travolgenti passioni hanno decretato il successo e la grande partecipazione al concorso, al quale sono giunte da tutta Italia opere narrative in forma di racconto breve, costruite a partire da un piatto, un cibo, un ingrediente, elementi gastronomici che hanno permesso agli autori di raccontare storie personali, saghe familiari, ricordi ed emozioni vissute profondamente. Impiattiamo la vita ha raccolto queste storie. Il cibo e la vita, così indissolubilmente legati, sono diventati i racconti attraverso i quali abbiamo potuto conoscere e capire culture, tradizioni e vicende personali diverse, ingredienti mescolati assieme per cucinare un grande ricettario di storie, ricco di sapori, colori, sfumature.


La serata di premiazione sarà all'insegna di un cooking show della chef Anna Maria Pellegrino, nota per le recenti apparizioni televisive alla trasmissione La prova del cuoco e per essere l'autrice del seguitissimo blog lacucinadiqb. Anna Maria Pellegrino realizzerà live alcuni dei piatti tratti dalle ricette collegate ai racconti vincitori.
La cerimonia sarà condotta da Simonetta Nardi, animatrice e dj di Radio Padova, che durante il cooking show di Anna Maria Pellegrino converserà di cucina e letteratura con i giurati, Giampiero Rorato, giornalista e scrittore enogastronomico, Raffaele Girotto, noto cuciniere e autore di libri, Alessandra Gennaro, curatrice dei libri dell'MtChallenge e socia fondatrice dell'Aifb (Associazione italiana food blogger), Maria Teresa Crisigiovanni, fotografa e presidente dell'Associazione culturale “Voci di carta” di Venezia-Mestre e Gabriela Camozzi, responsabile del Centro Donna del Comune di Venezia

Sul palco dell'Auditorium trasformato per l'occasione in un locale con cucina a vista con tavolini  e speaker corner, gli attori dell'Associazione Voci di Carta leggeranno i brani premiati, il tutto inframmezzato da un duo jazz/pop d'eccezione formato da Paola Donà (voce) e Maurizio Moschin (contrabbasso) che accompagnerà la serata con una colonna sonora di canzoni a tema  enogastronomico.

Un ringraziamento particolare va alla famiglia Michielan, titolare dell'Antica Drogheria Caberlotto, storico negozio di specialità alimentari di Venezia-Mestre, che ha gentilmente offerto i premi del concorso.

"Pan padovan, vini visentini, tripe trevisane e done veneziane" ovvero quando la tradizione enogastronomica valeva più di Tripadvisor



Un articolo di Giampiero Rorato, risalente alla fine degli anni '80, racconta che le trippe, pur essendo un piatto povero o, meglio, per i poveri, vengono valorizzate in moltissime ricette: in brodo, agli aromi, con il pomodoro, alla parmigiana, alla polacca, stufate, alla tolosana, in "vinagrette" (ovvero con l'aceto), con lo zafferano, all'andalusa, alla catalana, alla milanese, con i crauti, con le cipolle, alla lionese, impanate, al vino bianco, alla libanese e, naturalmente, alla trevigiana, area che nel Veneto ha saputo farne un vero e proprio piatto da gran signori, di "aurea bontà".
"Un tempo infatti, quando la stagione diventava fredda, c'era l'abitudine, al mattino, di consolare il cuore attraverso lo stomaco con una corroborante zuppa di trippe, ovvero le Trippe del consolo e del ristoro, come amava definirle Giuseppe Maffioli, offerta al mattino, nei giorni degli sponsali, agli amici degli sposi, ma presente anche nelle osterie di città, specie nei giorni di mercato."
Nelle campagne venete le trippe, prima del lavaggio e delle successive lavorazioni, venivano raccolte nel "cain" (catino), un recipiente di terracotta smaltata utilizzato anche dai "folpari" (gli ambulanti che ancora oggi si possono trovare ai mercati che offrono fritture e folpetti "take away") per tenere in caldo folpi e bovoeti (le lumachine di terra che si trovano numerose dopo gli acquazzoni). 


Ed è stato proprio un libricino, pubblicato nel 1979, rivenuto nel caos della mia libreria che mi ha raccontato una storia molto bella ovvero quella dei pranzi didattici che per oltre un decennio vennero organizzati da Angelo Serafin e dai Sommeliers Ristoratori a valorizzazione della cucina della marca trevigiana e del Veneto in generale.
Un rito, curato con eleganza e passione, con introduzioni descrittive direi auliche, dalle quali si evince un rispetto per quanto la tradizione ha saputo consegnare di generazione in generazione e per quanto, il susseguirsi di queste generazioni, ha saputo accogliere, rivisitare e ri-valorizzare.


Il libricino era di mio suocero, giornalista sportivo ed appassionato gastronomo, che aveva condiviso questi pranzi didattici con Luigi Veronelli e Isi Benini, personalità di indiscusso valore e spessore che iniziarono a parlare di cibo e vino in maniera diversa, facendo tesoro della tradizione ma anche affrancandosi da essa. Ecco allora che il vino smette di essere un alimento e diventa un tesoro prezioso da valorizzare ad ogni sorso con i giusti abbinamenti a quei piatti che diventano "cucina moderna, semplice e ricercata nelle scelte, elegante, fine, leggerissima ed in linea con le attuali nostre esigenze di uomini moderni".


"saggi (assaggi) di Cucina Veneta ed accostamenti ai vini" diventa quindi, nelle intenzione degli autori e dei curatori, non un ricettario ma un vademecum, un tripadvisor "cum grano salis" e, con mia somma sorpresa, tra le pagine di questo viaggio del gusto, ho incontrato degli amici ovvero il papà di questi, Giorgio, e la sua omonima trattoria che oggi è conosciuta con il nome di Trattoria Enoteca Schiavon
Il pranzo didattico in questione è quello del 19 marzo 1979 (ed io che amo le coincidenze non ho potuto non emozionarmi al fatto che in questa data, quella del 13esimo compleanno, iniziai a pensare al cibo in maniera diversa, che iniziò ad  incuriosirmi) e tra i piatti preparati ho trovato la ricetta della "Zuppa Paesana" ovvero la zuppa di trippe e fagioli, più golosa e corroborante che mai.
Ancor oggi Giuseppe, Francesco e Vania (i figli di Giorgio che ne hanno raccolto il testimone tra i fornelli) preparano le Trippe in brodo che i clienti, all'uscita da Messa e prima di tornare a casa, tra una partita di carte ed una risata, gustano in compagnia, accompagnandole con un buon bicchiere di vino rosso.


E se non vi dovessero piacere le frattaglie dall'ordinatissima cucina di questi ragazzi escono anche incredibili piatti per pranzi vegani e sardi, regione che hanno "sposato" una ventina di anni fa e che stanno esplorando in lungo e in largo presentando ogni volta piatti ed abbinamenti unici.

Dedico questo piatto a loro ed alla loro amicizia, alla loro professionalità e dedizione estreme, alla loro semplicità ed ai loro sorrisi espressi sempre e comunque. Perché per rappresentare adeguatamente la "cucina" non è sempre necessario essere "fighi" ma è fondamentale essere bravi.


Un'ultima curiosità sulle frattaglie riguarda il polmone che, cucinato con tutti i crismi, ha saputo sfamare migliaia di veneziani. La tradizione di valorizzare questa frattaglie ha origini antiche, risalendo appunto alle schiere di gatti che sbarcavano miagolanti in laguna, provenienti dalla Siria (o Soria, come si diceva allora), e battezzati "Soriani". Arrivavano come turisti? No, come lavoratori: venivano assunti dalla Serenissima per sterminare le colonie di topi portatori della peste che falcidiò la popolazione in più riprese.


Zuppa Paesana di "Giorgio"

Ingredienti (per 4 persone)
400 g di trippe di manzo o vitello, 50 g di lardo, 50 g di olio evo, 1 litro di brodo di carne, 1 spicchio d'aglio, 1 rametto di rosmarino, 1 cipolla, sale e pepe nero macinato al momento
400 g di fagioli di Lamon, 2 piedini di maiale, la crosta pulita di un bel pezzo di parmigiano reggiano, 1 cipolla, 50 g di olio evo, 50 g di lardo, pepe macinato al momento.

Procedimento
Mettere in ammollo i fagioli 12 ore prima della cottura della zuppa.
Cuocere a lungo le trippe ben bollite cambiando l'acqua poco salata per due volte durante la cottura ed affettarle finemente. In un mortaio pestare il lardo, l'aglio e gli aghi di rosmarino. Trasferire il battuto in una casseruola dal fondo pesante, unire l'olio evo e rosolare  la cipolla tagliata, unire le trippe, regolando di sale e profumando con il pepe macinato al momento, coprire con il brodo di carne e lasciar cucinare per un'ora coperto ed a fuoco dolce.

In un'altra casseruola unire il lardo tritato, l'olio evo e la cipolla tritata, far rosolare per qualche minuto, unire i piedini di maiale, aggiungere 2 litri di acqua ed i fagioli ammollati. Cucinare a fuoco dolce fino a quando i legumi non saranno morbidi. Togliere i piedini e la scorza, mettere da parte 1/3 dei fagioli, frullare la parte restante e passarla al colino.
Unire la zuppa e la vellutata, mescolando bene, unire i fagioli interi, regolare di sale, servire con una "c" di olio evo ed una macinata di pepe nero e con dei crostini di pane croccante.