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Perle di anguria e melone alla vaniglia: la videoricetta smart per un dessert di fine estate


C’è sempre stata una grande confusione attorno all’identificazione delle cucurbitacee, una famiglia allargata che va dalla zucca al melone, dall’anguria al cetriolo.
E il cocomero? Ecco, per fortuna dizionari.it del Corsera viene in nostro aiuto, un sunto di quanto Maguelonne Toussint Samat riporta nel suo “Storia naturale e morale dell’alimentazione”, giusto per non far la figura dei citrulli.
“Si sa che il termine più appropriato, che ripete quello dei botanici, è cocomero, latino scientifico Cucumis citrullus; e cocomero si dice in tutta l’Italia centrale, mentre nell’Italia meridionale l’espressione comune è mellone (o melone) d’acqua, per distinguerlo dal mellone di pane, quello che tutto il resto d’Italia chiama semplicemente melone, e in Toscana vien detto anche popone.
Anguria è un termine più regionale che invade tutto il Settentrione, con varianti dialettali notevoli. Per confondere ancor di più le idee, ecco che nella stessa Lombardia e in vari luoghi del Piemonte e perfino del Mezzogiorno, chiamano cocomero il cetriolo!
Ritornando all’anguria, il nome risale al tardo greco angurion (che indicava propriamente il cetriolo), termine venutoci con la dominazione bizantina, intorno al VI secolo d.C., e diffuso in tutta l’Italia settentrionale attraverso l’Esarcato di Ravenna. Con referenze storiche così alte, anche anguria ha dunque pieno diritto di cittadinanza, e possiamo tranquillamente usarlo in alternativa a cocomero (cit., dizionari.it).

In questi giorni ancora così caldi e con molti di voi ancora di vacanza ecco la proposta di un dessert veloce-veloce e buono-buono dove la vaniglia e lo zucchero di canna daranno quel tocco in più a delle perle davvero golose.
Nella video-ricetta tutte le indicazioni e qui ingredienti e preparazione.

Buona visione e buon fine settimana!

Perle di anguria e melone alla vaniglia






"Datemi uno che ha 16 anni e ve lo restituirò quando ne avrà 21". Mae West


Non vi ho ancora raccontato di quanto mi piaccia osservare le persone che fanno la spesa e il contenuto del carrello o del cestino che vanno via via riempiendo. 
E' un'attività che mi diverte molto anche perchè la mia fantasia parte in quarta e mi immagino lo step successivo all'acquisto e alla preparazione del cibo: quando il protagonista della mia storia si siede finalmente a tavola e affronta il cibo!

Affrontare il cibo, esatto.
Una mia amica, Angela, aveva una teoria circa la scelta del partner: "ricordati che è fondamentale il suo rapporto con il cibo in quanto il binomio cibo-sesso è quanto di più rivelatore possa esistere! Vuoi mettere un uomo che affronta con golosità una morbida crema piuttosto uno che sta a cincischiare con la forchetta una fettina di prosciutto per togliere il grassino  e poi le parti un po' più scure e poi quelle più chiare: sostituisciti al piatto e trai le tue conclusioni!" (In effetti, uscire in pausa pranzo con lei alle volte poteva risultare imbarazzante :)

Un po' come nella commedia "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno" quanto il re disse ad un Bertoldo affamato che si stava tuffando sul succulento banchetto: "Qualsiasi cosa tu farai a quel pollo io la farò a te". Passato il primo stupore l'ingegno del contadino lo salvò da morte certa quando, tra il serio e il faceto, iniziò un'ispezione anale al povero pennuto. Il re non potè che scoppiare in una fragorosa risata e, finalmente guarito dalla sua perniciosa malinconia, elesse l'umile Bertoldo a saggio di corte.


Ricordo che feci questa considerazione ad Angela: alzò gli occhi al cielo e mi rimproverò di non prenderla troppo sul serio. Ma quando un paio di giorni dopo arrivò in ufficio felicemente stravolta dopo una cena, un dopo cena e una nottata memorabili capii, dalla descrizione del menù, da come il suo compagno l'aveva affrontato e da come poi aveva affrontato lei che la sua teoria era degna di una pubblicazione su "Science".


Sull'onda di queste riflessioni balneari (e nell'attesa di avere come commensale Patty Pravo in compagnia del suo fidanzato 21enne) ho pensato ad un piccolo stravolgimento di un piatto tipicamente estivo, prosciutto e melone, lasciando comunque liberi gli ospiti di consolarsi con un goloso panino preparato con un pane non lievitato e cotto a temperature altissime (scoperto in una panetteria di Torre San Giovanni) e un prosciutto locale frutto di allevamenti artigianali.

Zuppa di melone speziato e ciccioli di prosciutto crudo

Ingredienti (per persona)
2 fette di melone maturo, 2 fette di prosciutto, un po' di vino rosato salentino, coriandolo, sale rosa, pepe nero lungo, olio evo, olio essenziale spray di zenzero by In.gredienti di Alajmo.

Procedimento
Mondare le fette di melone, tagliarle in dadolata e lasciarle marinare in una ciotola di vetro con uno spruzzo di vino rosato, coriandolo macinato fresco, un filino d'olio, sale e pepe.
Dopo qualche ora al fresco (o in frigo) frullare il tutto, versare la crema in un bicchiere, spruzzare 1 volta l'olio essenziale di zenzero e decorare con una julienne di prosciutto crudo saltato qualche minuto con una pentola antiaderente.

Grassie per l'assistenza ;)


"Buongiorno, Assistenza forno"
"Buongiorno, che bello sentire la sua voce. Io sono quella signora che deve cucinare per 100 persone e che sta chiamando da una settimana perchè il forno, di appena un anno, manda in corto circuito anche il lampione di fronte al cancello. Si ricorda?"
"Certo. Ma non xe ancora vegnuo nessun?"
"Perchè lei mi sta dicendo che un tecnico è uscito per venire da me?"
"No me par, vardo (silenzio)...No, oggi no. Magari lunedì. A ciamo (La chiamo, ndr) per conferma. Comunque el tecnico verà dae oto ae dodese (dalle otto alle dodici, ndr)."
"....ma io devo cucinare entro venerdì...."
"Signora, co sto caldo! A ghe fassa un geato (Signora, con questo caldo! Prepari ai suoi ospiti un gelato)!"