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Cozonac, il dolce rumeno che si prepara tre volte all'anno


Il dolce profumato, che in Romania si prepara a Natale, a Pasqua e per la festa dell’Ascensione, ha bisogno di una notte di lievitazione e di temperature adeguate per riuscire al meglio.

A tavola con la cucina rumena

La cucina rumena è l’esaltazione di quanto sa offrire la terra: ingredienti preparati semplicemente, con molta cura e profumati grazie al sapiente uso di aromi e spezie. Piatti gustosi e saporiti come si preparavano nelle nostre campagne e che raccontano la tradizione gastronomica balcanica, fortemente contaminata dalle vicine regioni russa, austroungarica e turca.


Non esiste piatto che le massaie rumene non amino cuocere utilizzando l’ottima carne (maiale, montone, pollo e vitello) e una delle specialità tipiche è la Mamaliga, uno sformato di mais simile alla nostra polenta, arricchito con formaggio di pecora o con polpettine di fegato di pollo e di carne di maiale. Anche le salsicce profumate con aglio ed aromi, o Mititei, sono regolarmente consumate, ma il piatto che ha superato i confini di questa terra è la Plăcinta, una sfogliata salata preparata con carne, formaggio ed erbette e che ha anche una versione dolce, simile alla turca Baklava.


La geografia come ingrediente

Come accade ovunque, anche in Romania la geografia diventa una variante fondamentale per caratterizzare la gastronomia: in Moldavia, infatti, minestre e carni lavorate come il gulasch sono decisamente caratteristiche, mentre in  Valacchia vengono preferiti fagioli in umido, minestre di pollo, sgombri al forno, piatti a base di prugne e dolci sfogliati con noci e miele. L’Oltenia vede nelle salsicce il piatto forte e nella regione del Banato fanno bella mostra di sé i pomodori ripieni di melanzane ed i dolci di pasta frolla. La Transilvania, fredda patria di Dracula, ristorerà il viaggiatore con la Ardeal, una minestra preparata con lardo, cipollotto affettato, verza ed un tipo di amarena. Infine, ricche di pesce persico, carpa, luccio, tinca sono le zone del Delta del Danubio.


Facciamo la spesa?

Gli immensi pascoli distribuiti in tutto il Paese hanno reso possibile gli allevamenti di pecore dal cui latte eccellente si ottengono molti formaggi Dop ed Igp. Tra le oltre tremila denominazioni di qualità che impreziosiscono l’agroalimentare romeno si contano infatti 20 tipi di formaggi, 27 tipologie di caciocavallo e 8 assortimenti di Telemea (feta). Quest’ultime prendono il nome dalle città, distretti o municipio di provenienza: Braşov, Huedin, Argeş, Carei, Oas, Vâlcea, Sibiu e Harghita.


Anche la viticoltura ha raggiunto punte di eccellenza grazie alla riscoperta dei vitigni locali, come i bianchi Cramposie, Feteasca Regala, Tamaioasa Romaneasca, Muscadel ed i rossi Negru di Dragasani, Novac, Feteascagrasa e il Tamiioasa rumaneasca.


Lievitati, mon amour!

Grande è la passione romena per i lievitati e per i dolci che trova nel Cozonac un testimonial d’eccezione. Si tratta di un dolce che viene preparato in ogni famiglia, solitamente lavorando quantità importanti di farina (il kg è l’unità di misura minima) così da ottenere più pani da poter regalare agli amici o portare in dono ai parenti durante le visite di rito.


E’ un dolce arrotolato che trova moltissimi fratelli e cugini come lo Strudel austriaco, la Gubana slovena, il Presnitz triestino, la Putizza giuliana, il Burek balcanico, lo svizzero Berner Zopf, il Kringle estone e via intrecciando.


Come per tutti i piatti della tradizione il Cozonac viene declinato in moltissime ricette ed ogni famiglia ne custodirà il segreto della riuscita, ma non potranno mai mancare l’aroma di vaniglia e la farcia, preparata con un trito di noci, cioccolato, zucchero e latte. Rispetto ai dolci natalizi tradizionali, la cui forma tonda ricorda la corona del Re dei Re, il Cozonac viene cotto in stampi rettangolari, da plum-cake, e le morbide curve che lo contraddistinguono sono ottenute intrecciando i capi di impasto divisi ed arrotolati.





Cozonac: la ricetta passo passo


Categoria: Ricette dal Mondo, Cucina rumena 

Portata: dolci

Dosi: per 10 persone

Preparazione: 30’ più la lievitazione

Cottura: 40’ circa

Difficoltà: media


Ingredienti per l’impasto

250 g di farina manitoba , setacciata

250 g di farina 00, setacciata

120 g burro, temperatura ambiente

120 ml latte intero, temperatura ambiente

8 g di lievito di birra fresco

80 g zucchero semolato

2 uova bio, temperatura ambiente

1 stecca di vaniglia, i semini

un’arancia bio, le zeste e il succo

sale, un pizzico


Ingredienti per il ripieno

120 g noci sgusciate e tritate grossolanamente

70 g zucchero semolato 

50 ml latte intero, temperatura ambiente

50 g di uvetta, ammollata nel succo d’arancia

10 g di cioccolato extra fondente 


Procedimento

Sciogli il lievito sbriciolato con 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaio di farina in 50 ml di latte tiepido presi dal totale degli ingredienti: mescola e far riposare 30’ (lievitino).


Nella ciotola della planetaria lavora farine, lievitino, zucchero, sale, uova e latte a filo mescolando a bassa velocità. 

Dopo 5’ aggiungi vaniglia e zeste d’arancia e quando l’impasto si staccherà dalla ciotola unisci il burro a pezzettini, fino a quando l’impasto non si incorderà (avvolgerà la frusta a gancio e le pareti della ciotola saranno pulite).


Sposta l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato, stendi un rettangolo, prendi lembi e portarli al centro, capovolgi l’impasto, forma una palla, spostala in una ciotola coperto da pellicola, fai riposare un’ora a temperatura ambiente e poi una notte in frigo.


Il mattino successivo scaldare appena il latte, sciogli zucchero e cioccolato, fai raffreddare 10’, aggiungi uvetta e noci.

Porta l’impasto a temperatura ambiente in un’ora, dividilo a metà, stendilo a rettangolo, distribuisci la farcia in modo da lasciar liberi 2 cm dai bordi, arrotola a cilindro, chiudendo bene le estremità, ripeti con il secondo impasto, avvolgi i due cilindri per ottenere la forma tradizionale del dolce e trasferire in uno stampo da plumcake coperto da carta forno. Fai lievitare per circa un’ora.

Porta il forno statico a 170° e cuoci per circa 40’ facendo attenzione che la superficie non diventi troppo scura. 

Sfornare, far raffreddare nello stampo e poi completamente sopra una gratella.


Buona Pasqua!

Playlist di Natale e tanti, tanti auguri!


Eccoci!
24 giorni contati ad uno ad uno ed ora siamo tutti qui, finalmente tutti insieme, a festeggiare il giorno più bello e più dolce dell’anno ed io conosco solo pochi modi per festeggiarlo con Voi: con la pentola sul fuoco, con la penna in mano e con le cuffie al collo.

L’albero è già acceso, il forno è già caldo ed un mix unico di aromi e profumi magicamente ci avvolge! 
E’ Natale, finalmente!

White christmas - Elvis Presley


"Have Yourself a Merry Little Christmas" by Frank Sinatra


Ok, con queste due canzoni siamo davvero tutti più buoni. 
Ma stanno arrivando i parenti e non è detto che l’amore universale regga fino a sera: meglio carburaci per tempo, in un crescendo rockettaro.

Christmas in Las Vegas - Richard Cheese


Chris Rea ~ Driving Home For Christmas


Queen - Thank God It's Christmas


Merry Christmas Baby (Bruce Springsteen - Live At The Nassau Coliseum 12-29-1980)


Long black road - Electric light orchestra


E all’improvviso il silenzio…
Tutti sono tornati alle loro case con i nostri doni nel bagagliaio ed i nostri simpatici sorrisi nel cuore.
Ci sediamo, finalmente, scostando dal tavolo della cucina, incredibilmente sgombra da cibo e pentolame, la nostra sedia preferita, quella illuminata dalla luce che sin dal primo mattino risveglia la nostra giornata. Beviamo la tisana appena un po’ speziata, scaldandoci le mani con la tazza. E piangiamo. Perché a Natale si piange sempre.
E ringraziamo il cielo, anche laicamente, di avercelo fatto superare.

Sex Pistols - God Save The Queen


Sono riuscita a strapparvi un sorriso? Ne sono lieta e con questa leggerezza nel cuore ecco i miei musical-auguri di Natale (validi anche per tutto il 2016).

Pharrell Williams - Freedom




Buon Ascolto e Buon Natale a tutti!

La #playlist di Natale: per servire gli auguri in un piatto diverso dal solito


Questo mese l'MtChallenge si è preso il meritato riposo visto che ognuno di noi, durante il periodo natalizio, è comunque in sfida con sé stesso e con le proposte elaborate per deliziare parenti ed amici. E proprio per questo, tra le mille incombenze, il tempo da dedicare alla selezione musicale si riduce al lumicino.
Niente paura: ecco appena sfornata una playlist molto appetitosa ;)

Cominciamo dai fondamentali: la lettera a Babbo Natale.
Ragazze, ne avete le scatole piene di cacavelle non riciclabili, pigiami felpati e ciabatte pelose, vero? Ecco, quindi ascoltate le sagge, molto sagge, direi sante indicazioni di Eartha Kitt.
Eartha Kitt - Santa Baby (1953)

Bene, ora bisogna creare l’atmosfera natalizia. Così facevano quelle che sono nate prima degli anni ’80.
Wham! - Last Christmas

Così invece quelle che sono nate prima degli anni ’80 e che si sentivano più buone delle altre.
Do they Know it's Christmas ~ Band Aid 1984

Certo che il tempo trascorre così velocemente…trent’anni dopo è ancora Natale, anzi, miracoli di Natale.
Train - Shake up Christmas

Ok, basta con tutta questa dolcezza che si alza la glicemia. E’ ora di spolverare qualche vinile…
Slade - Merry Christmas Everybody (1978)

..il chiodo..
The Ramones - Merry Christmas (I Don't Want To Fight Tonight)

..e anche qualche pantalone a zampa d’elefante.
The Darkness - Christmas Time (Don't Let The Bells End)

Bene, l’atmosfera è calda. L’accendiamo anche qualche luce?
Coldplay - Christmas Lights

E magari distribuiamo qualche antiacido..
Mina - E' Natale

Questo invece è il mio augurio, una dolcissima canzone tratta dal film che più mi ha emozionato quest’anno, “Monuments Men”.
"Merry Little Christmas"

E per tutti sul cubo?
Beh, con 7’ di Chris Barratt e la sua 'Philharmonique' mezza fetta di panettone sarà come averla solo pensata ;)

Buon Natale! E ricordatevi che ad essere buoni c’è più gusto ;)

Biscotti alle arachidi? Si, con la videoricetta!


Si avvicinano le Festività Natalizie e con esse il forno verrà sottoposto ad un surplus di lavoro: è il momento in cui le preparazioni dei biscotti trionfano in rete e sui media in generale.
Ho quindi rispolverato qualche ricetta, tra le decine che non sono ancora riuscita a pubblicare, e ci è venuta la bella idea di farne una videoricetta!

Esatto, per Le Buone Ricette, abbiamo deciso di iniziare a preparare anche delle videoricette che, fra qualche settimane diventeranno anche dei tutorial di 2', così da spiegare velocemente tecniche e trucchi da adottare nella cucina di tutti i giorni.

Il Pam Panorama Channel su Youtube è a vostra disposizione con tutto quello che siamo riusciti a sfornare e nel frattempo vi racconto come preparare i biscotti con le arachidi seme che, a differenza di noci e nocciole, è anche un legume, così da dare una valenza diversa ad ogni singolo biscotto.


Buona visione :)

"Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini." Lo Zelten di Santa Lucia e le lacrime da asciugare.


"Santa Lucia, la notte più longa che ghe sia" si diceva a Venezia a ricordo della Santa di Siracusa, protettrice della vista e da sempre venerata in tutta Europa. E' la prima persona che si ricorda dei bimbi, portando appunto i doni durante la notte ed aprendo, dopo la giornata dell'Immacolata, il periodo più gioioso dell'Avvento, quello dedicato ai nostri piccoli. Prima dell'adattamento del calendario il Solstizio d'inverno coincideva proprio con la notte dedicata a questa Santa mite e buona.
E durante le lunghe notti di questo periodo dell'anno le mille luci che si accendono servono non solo ad illuminare il cammino ed a scaldare i cuori ma soprattuto ad allontanare la paura del buio, ad addolcire momenti tristi.


Addolcire, termine evocativo per rendere appunto meno amaro un cibo, una bevanda, una giornata, uno stato d'animo.
Addolcire, l'esistenza, è quello che si augurano tutti, soprattutto quando si parla di bambini. Ma ci sono dei bambini che per rendere più dolce un nostro momento vedono la loro infanzia violata, i sogni trasformarsi in incubi, il futuro calpestato dal mito del business, del guadagno senza cuore e senza etica.
Perché in Africa, nei paesi di Costa d’Avorio, Mali, Benin, Togo, Ghana, Nigeria, Camerun, Burkina Faso (dove si produce il 70% della pasta di cacao) sono i bambini che lavorano nelle piantagioni; bambini esposti a condizioni dannose per la loro salute fisica e mentale, come afferma l’International Labor Rights Forum, una ONG statunitense che denuncia che più di 200mila bambini, dai 5 ai 15 anni, vivono da schiavi nelle piantagioni di cacao e nelle successive fasi di lavorazioni per consentire a noi, che addobbiamo alberi e scriviamo letterina a Babbo Natale assieme ai nostri figli, di poter godere di dolci momenti di gusto e di allontanare, mordendo un rettangolo di buon cioccolato,  malinconia e tristezza.

Esiste una convenzione internazionale,  chiamata Protocollo Harkin- Engel (detta anche Protocollo sul cacao), nata dopo che nel 2001 la Nestlè fu accusata di sfruttare la manodopera infantile, che ha come obiettivo quello di “migliorare gli standard sul lavoro minorile, elaborare una certificazione del cacao e proibire le forme di schiavitù, ottenendo il sostegno dell’industria, dei governi nazionali e delle organizzazioni non governative”. Eppure, a distanza di 12 anni, questo protocollo non risulta essere ancora applicato,  nonostante le denunce dell'Unione Europea e dell'Unicef. 


Davvero interessante è il documentario prodotto a due giornalisti, Miki Mistrati e Roberto Romano, che racconta con immagini crude ed inequivocabili quanto sta accadendo. Hanno compiuto, e registrato, un viaggio-inchiesta che si intitola, fuor di metafora, “The dark side of chocolate”, effettuato in Costa d'Avorio, che denuncia la piaga del lavoro minorile e il traffico di esseri umani attorno al mercato mondiale del cioccolato.

Il nostro contributo ad asciugare le lacrime di bimbi dall'infanzia perduta può essere molto semplice come acquistare il cioccolato che sia certificato da organizzazioni no-profit: Altromercato o Fairtrade o da chiunque altro ne possa garantire la provenienza. Così che la Santa che protegge la vista ci possa far aprire gli occhi.


Zelten Trentino

Ingredienti (per 8 persone)
350 g Petra5 (farina 00), 2 bustine lievito in polvere, 120 g burro chiarificato, 170 g zucchero profumato alla vaniglia o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 100 g di latte crudo, 4 uova bio, 120 g gherigli di noci, 120 g fichi secchi, 100 g scorze arancia canditi, 60 g uva sultanina, 60 pinoli, 2 bicchierini di rum o di maraschino (sangue morlacco).
250 zucchero a velo, 1 albume, qualche goccia di limone per la ghiaccia a copertura, qualche gheriglio di noce e qualche albicocca secca tagliata a julienne per il decoro.

Procedimento
Porre l’uvetta in ammollo con il liquore, tritare grossolanamente pinoli e noci.
Nella planetaria montare il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, unire le uova una alla volta, il latte intiepidito e la farina setacciata la farina con il lievito e continuare il composto per una decina di minuti. Continuare con il liquore, l’uvetta, i semi tritati, i canditi ed i fichi tagliati in dadolata.
Versare il composto in una tortiera del diametro di 24 cm coperta da carta forno bagnata e strizzata e cucinare nel forno statico già caldo a 175° per circa 45’. Sfornare, lasciar raffreddare sopra una gratella.
In una ciotola montare lo zucchero a velo con l’albume e il limone, versare sulla superficie lasciando cadere ai lati e terminare decorando con i frutti ed i semi.
Servire non prima di aver lasciato trascorrere 24 ore.

Dolce per la festa di Santa Lucia di origine mitteleuropea che, fin dal XVIII secolo, viene offerto dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, per tutta la durata delle feste.

Cenone di Capodanno: come salvare 1,2 miliardi di euro riciclando gli avanzi


Poco meno di un terzo dei cibi in tavola nei cenoni finisce nella spazzatura; un quantitativo che, tradotto in costi, vale circa un miliardo e 200 milioni di euro su una spesa che Coldiretti ha stimato in 4,3 miliardi tra Natale, Santo Stefano e  Capodanno; se i numeri dello spreco alimentare costituiscono una costante per tutto l’anno (i dati Fao sul 2011 parlano di poco meno di 1600 euro a famiglia su una spesa annuale di  5700 euro; lo spreco alimentare “vale” il 2,4% del PIL a prezzi di mercato nel 2011 pari a circa 40 miliardi di euro), questi toccano il picco proprio in occasione delle festività, quando le tavole sono più riccamente imbandite di cibi. 

Quattro sono le cause: gli acquisti sovradimensionati, la cattiva conservazione dei cibi, gli scarti eccessivi nella preparazione dei piatti e la cattiva o inesistente gestione degli avanzi. E proprio a quest’ultimo aspetto è possibile rimediare valorizzando quanto rimasto sulla tavola con ricette semplici e gustose. Oltre alle solite polpette e insalate vi è anche la curiosità dello “spread”. “Esiste uno spread che fa bene all’economia domestica e che nulla ha a che spartire con il significato del termine che si è imposto in questi mesi –spiega Pierre Yves Ley,  Media relations manager Whirlpool EMEA, 46enne specialista di comunicazione aziendale e appassionato di cucina e costume alimentare-. Infatti, la prima accezione del verbo inglese to spread è spalmare; quindi, in cucina lo spread è un pâté, una pasta "spalmabile" che si ottiene lavorando alcuni alimenti, che nel caso dei cenoni potrebbero essere i nobili sopravanzi di salmone o il ripieno del tacchino”. L’utilizzo degli avanzi non è soltanto un rimedio quando la tendenza a esagerare con i cibi si accentua, ma una buona pratica da mettere in atto in chiave di risparmio delle risorse; un tema di sempre maggiore attualità tanto che il 2014 sarà appunto l’anno europeo contro gli sprechi alimentari. «L’argomento mobilita già gli attori del Food stream –spiega Ley–, e fra questi Whirlpool che, come azienda leader di elettrodomestici, è parte di un cluster tecnologico che ha partecipato con uno specifico progetto al bando MIUR e che nel proprio Food Science Institute di Cassinetta di Biandronno (Varese) studia tecnologie per ottimizzare la conservazione e la cottura domestiche dei cibi».

Per tornare al recupero degli avanzi, “nulla di nuovo sotto il sole, se è vero come è vero che un vecchio detto francese definisce la cucina come «l’arte di accomodare gli avanzi” -aggiunge Ley, che, nel 2011, in un convegno sulla sostenibilità organizzato da Whirlpool al museo della scienza e della tecnica di Milano, compose e fece servire agli oltre cento ospiti un menu interamente riciclato. Infatti, tra i  primi ristoranti, aperti nel ‘700, vi erano dette trattorie dal nome del trattore, la figura che "trattava" la vendita degli avanzi dei pasti dei nobili, quindi non si inventa nulla se diamo ai cibi nuova vita trasformandoli nell’aspetto».
        
Ecco alcune ricette per valorizzare gli avanzi dei cenoni, cominciando dallo spread, storicamente parente stretto delle mousse e degli eterei paté tanto cari a Maria Antonietta: mentre i primi trattori riciclavano i banchetti di Versailles, infatti, la regina lanciava la moda delle eleganti e soffici mousse. Gli intenti erano ovviamente ben diversi; mentre i primi intendevano evitare lo spreco di tanta grazia e abbondanza, la sovrana rifiutava le volgari esigenze fisiologiche, come quella di masticare, e inventava i primi cibi intellettuali e concettuali. Un cenno anche alle polpette, legate per definizione al concetto di avanzi: la loro vendita in strada fu vietata, nella Parigi di Maria Antonietta, per motivi igienici e di salute pubblica, in quanto ambulanti senza scrupoli avevano preso a riciclare in quel modo carni improponibili e pericolose, se non addirittura di inconfessabili origini. Nel caso del cenone riciclato, il buon maestro di casa sarà garante della genuinità delle sue polpette e degli altri piatti ricavati dagli avanzi seguendo alcuni semplici accorgimenti per mantenere integri e soprattutto "sicuri" gli ingredienti. Innanzitutto è necessario preservarli in modo corretto fino al momento di dar loro una nuova vita gastronomica, ovvero proteggerli quanto prima dall'ossidazione con l'aiuto di pellicole, e refrigerarli immediatamente.


Da Whirlpool alcune semplici e gustose ricette al microonde per ridurre gli sprechi alimentari tipici dei pasti delle festività

Spread di salmone affumicato: tritare o sfilacciare finemente il salmone, lavorare aggiungendo formaggio spalmabile (in quantità doppia rispetto al salmone), aggiungere succo di limone, paprika dolce, tabasco e aneto tritato.

Spread di ripieno: lavorare il ripieno avanzato con una spatola e del burro o mascarpone - o meglio ancora del labna autoprodotto - (metà rispetto al ripieno) fino a ottenere la cremosità desiderata, aggiungere un goccio di marsala o cognac, passare in un setaccio metallico.
Entrambi gli intingoli sono da spalmare sul pane, ovviamente  avanzato e un po' rappreso, opportunamente tostato

Tacchino “parmentier”, ideale per dare nuova gloria al tacchino, e anche alle carni lesse, e recuperare al contempo il purè avanzato. Preparare un soffritto con cipolla, carote e sedano: metterlo nel microonde per tre minuti con funzione crisp. Aggiungere la carne di tacchino, tritata, e far cuocere con la funzione Crisp per ulteriori 3 minuti. Imburrare una pirofila, stendervi carne tritata e soffritto, coprire con uno strato di purè al quale si saranno aggiunti, se 
disponibili,  pezzetti di formaggio, noce moscata, spolverare il tutto con 
parmigiano e guarnire con un fiocchetto di burro. Fare cuocere nel microonde a 750 W con funzione grill per 10 minuti.

Polpette di lenticchie: Prendere lenticchie ben rapprese, mescolare con formaggio grattugiato, un uovo, mollica ammollata nel latte, e noce moscata, si appallottola nel centro si posiziona un cubetto di cotechino e, volendo, della mostarda. Si dà forma oblunga un po’ appiattita. Si passa nell’uovo sbattuto e pan grattato si rosola nel piatto crisp tre minuti per parte.

Cotechino in crosta: spellare completamente il cotechino (ricostituirlo in caso sia a rondelle), spalmarlo con la senape e avvolgerlo dentro pasta sfoglia, brisè o anche fillo; spennellarlo con uovo sbattuto; metterlo in forno con la funzione crisp per 15 minuti.

Salatini con salumi e con formaggio: spalmare della pasta sfoglia con della senape, guarnire con affettati a pezzetti o sfilacciati. Per i salatini al formaggio, meglio evitare la senape e distribuire semplicemente sul disco di sfoglia, a pezzetti, il formaggio avanzato. Arrotolare, spalmare con dell’uovo sbattuto e cuocere nel microonde per 15 minuti con funzione crisp. Servire caldo a tranci o rotelle.   

Verdure ripiene: tritare la carne di tacchino (si possono utilizzare anche il ripieno o gli avanzi di bollito), aggiungere mollica di pane ammollata nel latte, (possibile aggiungere anche del risotto avanzato e ben rappreso), formaggio grattugiato e un uovo. Chi lo gradisce apprezzerà anche mezzo spicchio d'aglio tritato aggiunto al composto. Farcire con questo preparato zucchine,  peperoni o altre verdure, fatte bollire in precedenza. Ottime anche le patate lesse avanzate, scavate per accogliere il ripieno. Cuocere a microonde con funzione crisp per 10 – 12 minuti.

"qb on air" ed i dolci di Natale, tra storia e leggenda



Questa settimana, per il nono appuntamento della stagione, con Gil, l'amico musicista gastrocurioso, si parlerà della storia, magari un po' romanzata, dei tipici dolci natalizi. Il Pan de Toni nacque da un errore di un garzone di bottega alla corte di Ludovico il Moro oppure fu un dono d'amore di un pasticcere innamorato? E il Pan d'Oro, un soffice lievitato coperto d'oro che nel '500 si serviva durante i banchetti importanti, era il trisavolo del moderno Pandoro? E sapete che anche il Panforte senese racconta una tenera storia d'amore? E il Torciglione del lago Trasimeno è ispirato al serpente tentatore?

E la playlist della puntata di questa settimana? Eccola, per una puntata tutta da ascoltare e da gustare! 

Louis Armstrong - What A Wonderful World
Glenn Miller - In The Mood
Frank Sinatra - I Get A Kick Out Of You
Coldplay - God Put A Smile Upon Your Face
Ray Charles - His Greatest Hits - What'd I Say, Parts 1 e 2

Un talk show gastronomico sempre in movimento: 

RADIO SHERWOOD palinsesto in fase di definizione. Sul web, in podcast, in streaming. 
HIBRIDO WEB RADIO mercoledì alle 12.00 e, in replica, domenica alle 14.00 sul web e in streaming.
RADIO TANDEM venerdì alle 13.05 in FM 98.400 a Bolzano/Alto Adige, su web e in streaming.
RADIO BASE: L'ALTRA RADIO PER L'ALTRA GENTE domenica alle 12.45 e, in replica, alle 22.37, in FM 97,300 e sul web. 

Natale che Passione! I dolcini delle feste da regalare e regalarsi



Cosa c'è di più bello di vivere di passione? E cosa c'è di più bello di riuscire a trasmetterla?
Il mio cammino personale attraverso il cibo e la storia che esso racconta - da quando la mela (melagrana) è andata per traverso ad Adamo - da qualche tempo a questa parte mi ha fatto uscire dal web per comunicare, e condividere, parte degli step raggiunti.

Alcune delle persone che mi leggevano o che avevano assistito alle serate gastromusicali mi posero la tipica domanda "ma fai dei corsi?" e la successiva organizzazione e collaborazione con scuole di cucina diverse è diventata quasi naturale. E quello che pensavo potesse essere un momento quasi di relax mi sono resa conto essere invece un momento di profonda riflessione e studio: il web, le edicole, le librerie e la tele sono piene di ricette. Cosa volevo e soprattutto cosa potevo comunicare di diverso?
Me stessa, non c'era altra soluzione. E comunicare "me" attraverso un tema specifico significa ogni volta rimettere in discussione quanto si sa o, meglio, quanto si pensa di sapere perché le platee diverse che si vengono a formare ad ogni corso sono di volta in volta delle "prove del 9" dove tu, facente funzione docente, non devi limitarti a trasmettere una ricetta o una tecnica di cucina. Sarebbe troppo semplice. Devi aprire il tuo cuore e la tua mente e consegnare a piene mani quello che li fa vibrare entrambi perché solo così, solo con la condivisione di questo "calore", si raggiungerà il risultato non solo di portare a casa un fascicolo zeppo di ricette e di appunti ma anche la voglia di riprovare tutto, di andare alla ricerca di spezie da annusare e di combinazioni "insolite" da inventare.

Tutto questo io lo sto vivendo grazie ad una lettrice che poi è diventata un'amica. Si chiama Cristina ed è una di quelle donne che se messe di fronte alla cocaina sarebbero in grado di eccitare lo stupefacente: è sempre in movimento, mente e corpo ed è una di quelle persone che sorride con gli occhi.
Insieme abbiamo organizzato delle serate didattiche (grazie anche all'appoggio logistico dei pazientissimi ragazzi dell'Enoteca Trattoria Schiavon) che sono diventate dei momenti anche ludici e lo testimoniano le foto scattate dove tra grembiuli e ingredienti (perchè sono quei momenti in cui diventa "obbligatorio" mettere le mani in pasta) ci sono sempre volti sorridenti e battute. E abbiamo fatto mettere le mani in pasta anche a bimbi di 7 anni....ma non so se ci siamo ancora riprese del tutto :)
Cos'è che mi fa sentire appagata e felice dopo una giornata così intensa e che necessita davvero di molte energie? Il saluto, il bacio e l'abbraccio di ragazze che mi dicono "Bellissima serata, mi sono davvero divertita".

Quelle di seguito riportate sono le ricette che abbiamo preparato per Natale: due serate dedicate al confezionare con le proprie mani di piccoli "Bisquit Cadeaux", un pensiero dolce o un dolce pensiero da donare a quelle persone che incontriamo tutti i giorni e con noi condividono una certa fatica nel vivere la quotidianità. Un modo diverso per dire "e' Natale e ti ho pensato".

Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione.
Oriana Fallaci

Biscotti alle arachidi
Ingredienti (per circa 20 pezzi)
175 gr di farina Petra5, 100 gr di burro chiarificato, 50 gr di zucchero semolato, 100 gr di zucchero di canna grezzo, 1 uovo +1 tuorlo bio, ½ stecca di vaniglia, 1 cucchiaino raso di lievito in polvere, 75 gr di arachidi non salate, un sospetto di peperoncino e di cannella se graditi.

Procedimento
Lavorare a crema il burro morbido con gli zuccheri, sbattere appena l’uovo ed unirlo un po’ alla volta all’impasto ed infine, sempre mescolando, i semini della vaniglia (e le ulteriori spezie se gradite). Unire successivamente, sempre poco alla volta e con movimenti dall’alto verso il basso e con l’ausilio di una spatola, la farina setacciata con il lievito ed infine le arachidi tritate grossolanamente, mescolando delicatamente.

Coprire una leccarda con della carta forno e con l’ausilio di un cucchiaino versare tanti mucchietti distanti circa 5cm l’uno dall’altro e dai bordi della placca (avendo un po’ di lievito l’impasto crescerà durante la cottura).
Cucinare nel forno già caldo a 180° per circa 10°, fino a quando saranno dorati.

Sfornarli, lasciarli raffreddare sulla leccarda per circa 5’ e disporli sopra un vassoio freddo fino a completo raffreddamento. Confezionarli in un sacchettino o in contenitore in vetro o di latta come regalo. 


Cioccolatini alle mandorle
Ingredienti (per circa 20 pezzi)
140 gr di mandorle a lamelle, 3 cucchiai colmi di zenzero candito tritato (o i canditi che preferite), 100 gr di panna, 160 gr di cioccolato fondente, 40 gr di burro, 40 gr di zucchero a velo, zenzero candito e zucchero per decorare

Procedimento
In una padella antiaderente far tostare le mandorle fino a quando non saranno dorate.
Portare a bollore la panna, togliere dal fuoco, contare 30’, riportare a bollore e mettere da parte unendo, subito, il burro a tocchetti, il cioccolato tritato, lo zucchero a velo. Mescolare bene con un cucchiaio di legno fino a quando gli ingredienti saranno completamente amalgamati e sciolti: la crema dovrà avere una consistenza liscia ed omogenea.
Quando sarà tiepida unire le mandorle a lamelle e lo zenzero candito mescolando delicatamente. Aiutandosi con due cucchiaini versare piccole quantità di impasto in piccoli pirottini da pasticceria per cioccolato e farli raffreddare in frigo per almeno un’ora. Servire decorando con zucchero semolato colorato e comporli in una piccola scatolina di cartone un po’ grezza e con un nastro di rafia così da fare contrasto con l’eleganza del dolcino.


Pandorini al lime ( o al limone se non siete temerari)
Ingredienti (per 4-6 persone)
120 gr di burro a temperatura ambiente, 110 gr di zucchero, 2 uova, 110 gr di farina 00, 1 bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaio di scorza di lime (limone) grattugiata con la microplane, burro e farina o spray staccante per gli stampini, zucchero a velo per la decorazione (cannella o cumino se avete voglia di speziarli un po’ e un cucchiaio di rum se venisse voglia di un cocktail soffice:)



Procedimento
Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara, unire le uova una alla volta e mescolando continuamente. Unire la farina setacciata con il lievito ed infine la buccia di lime (o limone) e versare il composto in stampini scanalati ad anello.
Cucinare i pandorini nel forno già caldo a 160° per circa 45’ se la prova stecchino lo restituirà asciutto saranno pronti altrimenti avranno bisogno di qualche altro minuto di cottura.
Sformare i pandorini, disporli a raffreddare sopra una gratella e completarli con un po’ di zucchero a velo. Si conservano in contenitori a chiusura ermetica per circa 4 giorni e possono essere usati anche come deliziosi segnaposti per le tavole delle festività imminenti.


Scorze d’arancia glassate
Ingredienti (per 6 persone)
500 gr di arance bionde non trattate, 350 gr di zucchero.

Procedimento
Lavare accuratamente le arance utilizzando uno spazzolino, asciugare bene e con un coltellino affilato tagliare le scorze da spicchi facendo attenzione a non asportare alcuna parte di albedo, ovvero l’intero amarotico bianco degli agrumi.
Riempire una pentola capace d’acqua, portarla ad ebollizione, tuffare le scorze nell’acqua bollente e lasciarle per circa 10’ o fino a quando si saranno ammorbidite. Lasciarle asciugare sopra una gratella e poi tagliarle a filetti larghi ½ cm.
In una casseruola in ghisa di base larga preparare lo sciroppo: sciogliere 250 gr di zucchero in 1,5 dl di acqua e far cucinare a fuoco basso fino alla comparsa di bollicine sulla superficie.
Immergere ora i filetti di scorza d’arancia e farle candire per circa 30’ o finchè le scorze non avranno assorbito completamente lo zucchero. Far raffreddare sopra una gratella e passare poi le scorzette sopra lo zucchero semolato rimasto. Confezionatele in piccole scatole di cartone con eleganti fiocchi in raso colorato.


Scorze d’arancia al cioccolato
Ingredienti (per 6 persone)
4 arance non trattate, 200 gr di zucchero, 100 gr di cioccolato fondente fra il 54% e il 65%.

Procedimento
Lavare le arance. Eliminare le due calotte e pelarle a vivo e tagliarle in quattro quarti. Tagliare le scorze a bastoncini di ½ cm di larghezza, porle in una pentola e coprirle di acqua fredda. Portare ad ebollizione e scolare, ripetendo l’operazione per altre due volte avendo l’accortezza di cambiare l’acqua ogni volta.
Mescolare 2,5 dl di acqua con lo zucchero e le scorzette: portare ad ebollizione e cuocere fino a quando tutto lo zucchero non sarà evaporato.
Lasciar asciugare e raffreddare sopra una gratella. Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria ed immergere le scorzette una alla volta fino al metà altezza. Adagiarle su carta da forno e lasciar solidificare il cioccolato. Potete confezionarle con un bicchierino in cristallo, di quelli indicati per gustare un vino passito, ottimo abbinamento di questo mix di profumi cari alle divinità antiche e rubate ad Era da Ercole per farne dono agli uomini.

Torroncini morbidi
Ingredienti (per 10 persone)
450 di miele d’arancio, 500 gr di mandorle tostate, 250 gr di zucchero, 80 gr zucchero a velo, 3 albumi, 20 di gr pistacchi tritati, 200 gr di cioccolato fondente (55-60%)

Procedimento
Mettere a cuocere il miele a bangomariaper circa 30’, mescolando sempre con un cucchiaio di legno, incorporare gli albumi montati a neve ben ferma e, dopo circa 10 minuti, aggiungere lo zucchero. Continuare a cuocere per altri 15’ e fuori dal fuoco unire le mandorle tostate (raffreddate).

Amalgamare bene il tutto con i pistacchi tritati e stendere l’impasto sopra un foglio di carta forno spolverizzato di zucchero a velo. Modellare lìimpasto formando un quadrato dello spesso di circa 1,5 cm e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente.

Una volta freddo, tagiare l’impasto in tanti piccoli parallelepipedi e immergerli in un pendolino dove si sta sciogliendo il cioccolato fondente a bagnomaria. Con l'apposita forchettina estrarre i torroncini, adagiarli sopra un altro foglio di carta forno, lasciarli raffreddare e confezionarli in scatoline o sacchettini trasparenti.