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Il radiologo è l'unico uomo per cui la donna sia trasparente
Le valigie sono state disfatte e l'attrezzatura pulita e riposta in garage..
Il giardino che nascondeva leoni e coccodrilli è tornato all'abituale quasi ordine..
I grilli cantano meno ed i ricci hanno rifatto capolino..
Piove e la temperatura si abbassa improvvisamente..
E' ora di tornare in cucina e di dedicarsi alla cottura dei cibi ed alla preparazione delle pietanze, non solo per nutrire la prole in agitazione per l'imminente inizio dell'anno scolastico, ma anche per godersi i profumi di una stagione che si sta allontanando, incalzata dall'arrivo della successiva, una tavolozza ricca di arancio, terra di siena bruciata, rosso porpora.
E magari mettere un po' di questi profumi sottovetro, così da conservare l'estate e da anticipare l'autunno, colorando la dispensa ed i piatti "in differita"!
Ingredienti
500 gr di feta, 8 foglie di alloro, una manciata di bacche rosse, qualche grano di pepe nero, 4 vasetti bormioli da 250 cc.
Procedimento
Sterilizzare i vasi (nel forno a microonde per 5'), lasciarli raffreddare e riempirli con la feta in dadolada, le foglie di alloro pulite con un panno, le bacche rosse ed i grani di pepe nero. Coprire con l'olio evo e chiudere ermeticamente. Lasciar riposare al buio per un paio di settimane prima di aprirli e consumare la feta entro due mesi..giusto in tempo per la zucca ed i funghi!
Raccolta "Le mie conserve"
Succulento e light: quasi un ossimoro in termini! (http://succulento.blog.lastampa.it/). E naturalmente mi sono molto incuriosita: un blog interessante, come ho trovato davvero interessate l'idea di una raccolta di conserve.
Cosa di meglio di una serie di ricette testate da amatori ed appassionati?
Allora ho deciso di partecipare con due mie ricette: una paio di marmellate (quelle che sono riuscite a postare) ed i pomodorini preparati proprio ieri.
Speriamo davvero possano piacere, almeno quanto è piaciuto a me inventarle, testarle ed assaggiarle!
Eccole:
martedì 1 settembre 2009
"La regola è marmellata ieri e marmellata domani, ma mai marmellata oggi". Lewis Carroll
lunedì 28 settembre 2009
Mangia questa conserva o salta dalla finestra! Datterini semiconfit aromatizzati.
Buona raccolta a tutti!
Mangia questa conserva o salta dalla finestra! Datterini semiconfit aromatizzati.

"L'amante, il pazzo, il poeta hanno la stessa fantasia", William Shakespeare
Io aggiungerei anche il "cuoco": amante del cibo, pazzo per esso e ispirato dalle emozioni che in ogni sua forma suscita...wow, mi sembra l'angolo della poesia!
Sarebbe bello aprire anche l'angolo della storia: ovvero la storia di un piatto, dei suoi ingredienti, della sua evoluzione nel tempo. Per esempio se gli Aztechi non fossero mai esistiti che fine avrebbero fatto la maggior parte delle nostre ricette? Questo popolo strabiliante (infatti Cortes ha ritenuto opportuno eliminarlo velocelmente) praticava il maggese (il turno di riposo delle terre dalle coltivazioni), l'irrigazione e costruiva giardini galleggianti. Coltivava mais, fagioli, meloni, vaniglia, peperoni, cotone, cacao, l'agave ed il tabacco. Quali altre cose avrebbe potuto "impararci" se l'ignoranza e la superbia di chi non sa apprezzare il diverso, il non conosciuto non avessero preso il sopravvento?
E comunque i "pazzi vanno assecondati: io mi alleno con mia moglie". (Totò)

E quindi direi di passare ad assecondare anche l'ennesimo esperimento culinario: pomodorini semiconfit aromatizzati in conserva.
2 kg di pomodorini datterini
sale e pepe macinati al momento, zucchero di canna, olio evo
Procedimento
Lavare i pomodorini, adagiarli sulle leccarde rivestite di carta forno ed oliate, salare, pepare, zuccherare ed oliare in superficie. Mettere in forno statico per un paio d'ore a 130°.
Lasciare raffreddare in forno. Sterilizzare dei vasi facendoli bollire per 5 minuti. Riempire i vasi pressando appena ed aromatizzare come si preferisce: timo, grani di pepe nero, coriandolo schiacciato appena con il matarello, bacche di ginepro, foglie di alloro, spicchi d'aglio sbollentati in acqua ed aceto, peperoncino...davvero come meglio ispira la propria fantasia ed il proprio gusto.
Riempire i vasi di olio extravergine d'oliva fino all'orlo. Chiudere i vasi e sterilizzarli facendoli bollire per mezz'ora.
Perchè semiconfit? Perchè sopporteranno meglio succcessive eventuali brevi cotture come, per esempio, una quiche.
Quasi quasi ne preparo una domani....
A me muoiono anche i fiori di plastica...ma ho un albero di olive!

- Ebbene, questo è l’unico consiglio che ho da darti - disse il piú Saggio dei Saggi. - Il segreto della felicità sta nel guardare tutte le meraviglie del mondo e non dimenticarsi mai delle due gocce di olio nel cucchiaino. Paulo Coelho, da “L’alchimista”
Al'inizio pensavo che uno dei fidanzati di Agata, la gatta, avesse problemi di stitichezza. Non ridete, sono miope!
Poi mi resi conto che l'ulivo in giardino stava aumentando il suo p.i.l. producendo olive verdi e nere (un albero bipartisan?) a rotta di collo.
Ma cosa ci faccio con tutte queste olive? Sono amarissime ed asprissime!
Poi mi resi conto che l'ulivo in giardino stava aumentando il suo p.i.l. producendo olive verdi e nere (un albero bipartisan?) a rotta di collo.
Ma cosa ci faccio con tutte queste olive? Sono amarissime ed asprissime!
Beh, ho chiesto consiglio al babbo di un amico, Mauro, che vive sui Colli Euganei e mi ha spiegato tutto di olivi e potature, raccolte e salamoie. Tutto questo è accaduto quasi un anno fa ed ora si ricomincia con un nuovo raccolto.
Ed allora: raccolta, selezione, conservazione in salamoia, lavaggio, ulteriore passaggio per la conversazione e degustazione. Tutto qui di seguito.
Raccolta: quando comincio a vedere qualche oliva a terra tengo d'occhio il mio amato albero e la successiva maturazione. A questo punto mi posso concedere il metodo più costoso (se fossi un olivocultore) ovvero la raccolta a mano. Scala, un po' di attenzione, magari la presenza di un'amica, qualche chiacchiera ed un'allegria unica.
Selezione: a parte quelle palesemente troppo mature o troppo ammaccate le tengo tutte! Che diamine! Io non sono mica perfetta! E mi butti via? No, mi tieni e stai anche ben attento. Appunto, quindi alla mia selezione applico la tecnica bio: brutta ma buona.
Conservazione in salamoia: metodo empirico. Il sale non si scioglie per cui bisogna scaldare un po' l'acqua e si procede all'assaggio. Se la soluzione non è disgustosa non potrà certamente far male alle olive. Cambio l'acqua ogni due o tre giorni (man mano che si scurisce) e mescolando ogni tanto, fino a quando all'assaggio l'oliva perde l'asprezza che la rende immangiabile.
Lavaggio: lavo con acqua fresca le olive diventate commestibili e e sterilizzo i vasetti in acqua fredda, portata a bollore per cinque minuti, tolti dall'acqua con una pinza anch'essa resa sterile dalla bollitura ed utilizzati appena freddi.
Conservazione: con una salamoia al 10% versata nei vasetti da 250 cc riempiti precedentemente di olive oppure con dell'olio, aromatizzato nel vasetto , da aglio, peperoncino, semi di finocchio, finocchietto selvatico, origano, timo, alloro, bacche di ginepro, pepe in grano, semi di cardamomo, scorzetta di limone o di arancia, tutto rigorosamente bio (nel senso di non trattato).
Finalmente la parte che preferisco, la degustazione: si mangia come si vuole! Ma provate a metterne qualcuna in forno fino ad un inizio di raggrinzimento....vi sembrerà addirittura dolce!








