Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Piacere, Voiello. Ma il piacere è tutto mio!

Il piatto del piacere Voiello: Calamari al nero di seppia con scampi, zucchine e guanciale croccanti



In cucina ci si diverte sempre...


Lo staff: professionalità e simpatia!


Sarò anche stata lo chef...ma ho lavorato come un commis! :-)


...adoro questa foto... mi sembra l'aspetto onirico della cucina.

Sicuramente saprete dell'iniziativa del Piacere Voiello nel cui blog, da qualche tempo a questa parte, copiose sono giunte gustosissime ricette che moltissimi foodblogger hanno inviato a dimostrazione di una interpretazione personale, intima del concetto del piacere in cucina.
Il bello della cucina è condividere: a tavola e, prima che ciò avvenga, ai fornelli. E perchè non portare in giro per l'Italia ciò che i cultori dell'enogastronomia, e Voiello come produtore di eccellenze, intendono per Piacere?
E quindi, alle riuscitisse e gustosissime 4 tappe del piacere, ne n'è aggiunta una quinta, inaspettata: il Veneto e nello specifico Sottomarina di Chioggia dove 5 foodblogger hanno condiviso la loro personalissima ricetta del piacere in uno dei templi della Scuola di cucina: L'Etoile di Boscolo. Tra questi appassionati c'ero anch'io....emozionatissima (lo sapete che sono timida e più parlo più sono emozionata!) nel cucinare la ricetta che avevo proposto e supportata da ragazze e ragazzi dei team Voiello e Boscolo che hanno condiviso questa serata così emozionante e che resterà sempre nel mio cuore.
Grazie ancora a tutti. :-)


Ingredienti
1 conf. di Calamari Voiello
4 scampi interi per la decorazione del piatto, una ventina puliti
1 cucchiaio di nero di seppia
una fettina 100 gr. di guanciale
1 zucchinea (solo la parte verde) e qualche foglia di menta
mezzo bicchiere di vino bianco e 4 cucchiai di passata Voiello
500 gr di pomodori datterini
olio extravergine, aglio, sale e pepe macinati al momento
fumetto di pesce o meglio ancora bisque

Procedimento
Mettere i pomodorini in una pirofila con un po' d'olio, una macinata di sale, una di pepe ed un pizzico di zucchero di canna: diventeranno confit dopo un paio d'ore di forno a 100°.

Pulire gli scampi, a parte i 4 necessari per la guarnizione, e preparare un fumetto (se si avesse più tempo a disposizione si potrebbe preparare in po' di bisque o salsa di crostacei, vedere il post di sabato) con i carapaci degli scampi, una foglia d'alloro, uno scalogno e qualche grano di pepe nero.

Tagliare in dadolata il guanciale ed a julienne la zucchina e farli saltare prima l'uno e dopo l'altro nella medesima padella, senza aggiungere condimenti. Mettere da parte

Prendere un'altra padella, mettere l'olio, far saltare qualche spicchio d'aglio in camicia, aggiungere la passata, unire gli scampi e, dopo qualche minuto, far sfumare mezzo bicchiere di vino bianco mescolato alla salsa di pomodoro. Far asciugare, ma non troppo la salsa e mettere da parte.
Scolare i calamari al dente (14' di cottura) e continuare la cottura in una padella dove si è sciolto il nero di seppia con un po' di fumetto (o bisque) per un paio di minuti, mescolando e facendo attenzione che non si "secchi" il nero.

Impiattare come se fosse una millefoglie: mettere un po' di pasta sul piatto, sopra zucchine e guanciale, gli scampi ed i pomodirini confit e chiudere con uno scampo intero ed una fogliolina di menta. Tenere gli ingredienti così divisi permette che risaltano i singoli colori, senza che il nero prenda il soppravvento su tutto.
Voilà: il piacere è servito!

Anche il gruviera ha i buchi e mica si lamenta!



E - Cosa si mangia?
M - Come, cosa si mangia!? Ma non dovevate essere via tutti oggi?
E - Leonardo è in castigo plenario perchè ha preso due 4 e quindi non poteva venire a Gardaland con noi. Papà è andato in moto con Giancarlo ed io ho fatto i compiti, dopo vado da Sofia per un giro in bici.
M - Quindi siamo noi due?
E - No, Enrica è tornata da Bologna, ha fatto colazione ed è andata su a studiare...per me è andata a dormire!
M - Anche per me. Ci vuole fisico per la vita notturna, tipo Terminator! Ma papà che ti ha detto?
E - Ah, papà ha detto che vorrebbe mangiare leggero...
M - Leggerissimo: nel frigo si sente l'eco perchè domani deve venire l'assistenza e visto che "avevate tutti un sacco di impegni" non ho nessuna "pietanza preventiva" (ovvero quello che preparo e lascio con tanto di istruzioni quando per lavoro non posso essere presente a pranzo o a cena).

Si è accesa una lampadina, tipo Eta Beta: i Presidi! Esatto, perchè qualche sera prima avevo cenato in un ristorante del circuito Slow Food, La Ragnatela, ed avevo acquistato del riso di Grumolo delle Abbadesse e dei pomodori pelati dop buoni assai ed in frigo mi era rimasto un bel pezzo di Asiago Stravecchio.

...un po' di datterini sono rimasti...
...e apro anche una bella bottiglia...

M - Manda un sms a papà ed ordinagli di portare a casa un dolce. Va in giro in moto, lui...


Riso, pelati e stravecchio: tutti nel risotto.

Ingredienti
400 gr di riso di Grumolo delle Abbadesse
100 gr di Asiago Stravecchio (anche un po' di più...e così buono)
2 rametti di rosmarino fresco
una lattina di pelati
un paio di scaloghi
brodo vegetale
olio evo, burro charificato, sale integrale macinato al momento

Procedimento
Far appassire lo scalogno tagliato sottile e tostare il riso per un paio di minuti, sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco ed aggiungere il brodo vegetale caldo. Dopo che il primo mestolo è stato assorbito versare il contenuto della lattina di pelati e gli aghi di rosmarino tritati finemente. Continuare la cottura per una decina di minuti, aggiungere la dadolada di Asiago e continuare la cottura per 3 minuti. Spegnere il fuoco, lasciar riposare un minuto, aggiungere il burro chiarificato, impiattare il riso con un coppapasta e qualche datterino confit.
M- poi le donne sono il sesso debole.... :-)
P - E' una giornata bellissima! Hai finito di lamentarti? :-)



Pomodorini confit reloaded


Dei due chilogrammi di datterini che l'altro giorno hanno pazientemente passato due ore in forno, poi una mezz'oretta ad essere sballotati tra piani di lavoro e di cottura ed infine un'altra mezz'ora a sbollentare tutti pigiati dentro ai vasetti, una manciata, quasi mezzo chilo, li avevo tenuti da parte per preparare una quiche di fine estate.

La paste briseè diventa una scrigno delicato e complice di questi pomodorini che nascondono un'anima un po' piccante...

Ingredienti

Per la pasta brisèe
250 gr di farina
150 gr di burro ammorbidito
1 cucchiaino di sale ed un pizzico di zucchero
1 cucchiaio di latte freddo
1 uovo intero

Per il ripieno
1/2 chilo di pomodorini confit
6 cucchiai di senape di digione
2 cucchiai di ricotta freschissima (sostituibile con panna appena montata)
4 cucchiai di riso bianco
sale e pepe macinati al momento.




Procedimento
Preparare la pasta brisèe com'è vostra abitudine (io metto tutto in planetaria), stenderla fino ad uno spessore di 3 mm, rivestire un anello del diametro di 20 cm ed almeno 3 cm di altezza e mettere in frigo per una ventina di minuti.
Cucinare in bianco a 190° (forno statico) per 40 minuti o fino alla cottura, togliendo i pesi per gli ultimi 15 minuti ed abbassando la temperatura a 170°.
Togliere l'anello e lasciar raffreddare su una griglia.

Far bollire in acqua salata il riso per 18 minuti, raffreddarlo sotto l'acqua fredda ed asciugarlo bene.

Mescolarlo in una ciotola con la senape e poi con la ricotta setacciata (o con la panna). Salare, pepare e versare, livellando, nel guscio di pasta. Posizionare i pomodorini, cospargere con un trito di basilico, macinare sopra un po' di sale ed un po' di pepe nero lungo e servire a temperatura ambiente.




Secondo voi, la prole, come può aver commentato? "Ma perchè in questa casa non si mangia mai normale".
...i paninari degli anni '80 erano più simpatici, erano ....;-)

Buona la prima!

Mangia questa conserva o salta dalla finestra! Datterini semiconfit aromatizzati.


"L'amante, il pazzo, il poeta hanno la stessa fantasia", William Shakespeare


Io aggiungerei anche il "cuoco": amante del cibo, pazzo per esso e ispirato dalle emozioni che in ogni sua forma suscita...wow, mi sembra l'angolo della poesia!

Sarebbe bello aprire anche l'angolo della storia: ovvero la storia di un piatto, dei suoi ingredienti, della sua evoluzione nel tempo. Per esempio se gli Aztechi non fossero mai esistiti che fine avrebbero fatto la maggior parte delle nostre ricette? Questo popolo strabiliante (infatti Cortes ha ritenuto opportuno eliminarlo velocelmente) praticava il maggese (il turno di riposo delle terre dalle coltivazioni), l'irrigazione e costruiva giardini galleggianti. Coltivava mais, fagioli, meloni, vaniglia, peperoni, cotone, cacao, l'agave ed il tabacco. Quali altre cose avrebbe potuto "impararci" se l'ignoranza e la superbia di chi non sa apprezzare il diverso, il non conosciuto non avessero preso il sopravvento?

E comunque i "pazzi vanno assecondati: io mi alleno con mia moglie". (Totò)



E quindi direi di passare ad assecondare anche l'ennesimo esperimento culinario: pomodorini semiconfit aromatizzati in conserva.


Ingredienti

2 kg di pomodorini datterini

sale e pepe macinati al momento, zucchero di canna, olio evo


Procedimento

Lavare i pomodorini, adagiarli sulle leccarde rivestite di carta forno ed oliate, salare, pepare, zuccherare ed oliare in superficie. Mettere in forno statico per un paio d'ore a 130°.

Lasciare raffreddare in forno. Sterilizzare dei vasi facendoli bollire per 5 minuti. Riempire i vasi pressando appena ed aromatizzare come si preferisce: timo, grani di pepe nero, coriandolo schiacciato appena con il matarello, bacche di ginepro, foglie di alloro, spicchi d'aglio sbollentati in acqua ed aceto, peperoncino...davvero come meglio ispira la propria fantasia ed il proprio gusto.

Riempire i vasi di olio extravergine d'oliva fino all'orlo. Chiudere i vasi e sterilizzarli facendoli bollire per mezz'ora.


Perchè semiconfit? Perchè sopporteranno meglio succcessive eventuali brevi cotture come, per esempio, una quiche.
Quasi quasi ne preparo una domani....