"L'Amatriciana per ricostruire": abbiamo dato i numeri!
I paccheri ripieni con ricotta e guanciale alla scuola di cucina dell'Etoile Boscolo Academy
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Vorrei sapere chi è il mandante delle cavolate che faccio. Test "Pennette pomodoro e ricotta" e "Carbonara" in scatola
La saggezza delle donne e l’utilità del maiale.
Procedimento
Mondare il rosmarino ed il timo e tritarli finemente con il coltello.
Istantanee di un inverno: il Tardivo ed il Morlacco
Il fatto che da 24 ore ci sia il sole (e con esso è tornata prepotentemente la polvere, avete notato?) non vuol dire che si possa già parlare di fave, pisellini ed asparagi, anche se la voglia è tanta. Nel cuore…e nel panaiere della spesa ancora il fiore d’inverno per eccellenza, il radicchio tardivo di Treviso, prodotto IGP, che amo davvero tantissimo.
Lo accompagnerei con un altro tesoro della nostra tradizione contadina, già Presidio Slowfood, il formaggio Morlacco: “Murlak, Murlaco, Burlacco o Morlacco erano i nomi con i quali storicamente si indicava un formaggio di latte vaccino prodotto nell’area dell’altopiano del Grappa. Pastori e boscaioli, insediatisi sul Grappa nel periodo della Repubblica di Venezia, usavano fare un formaggio di latte vaccino tenero, magro, a pasta cruda che ha preso il nome dalla loro terra d’origine: la balcanica Morlacchia. Un tempo il latte era scremato totalmente e il grasso era usato per fare il burro che era venduto in pianura: con quello avanzato, invece, si produceva un formaggio “povero”, base dell’alimentazione dei malgari. Il latte in passato era quello delle vacche burline, unica razza bovina autoctona del Veneto oggi a serio rischio di estinzione. Piccoline, dal manto bianco e nero, rustiche e adatte ai magri pascoli del Grappa, producevano un buon latte ma in quantità limitata, non paragonabile alle produzioni odierne delle frisone o delle bruno alpine”.
E dove le mettiamo tutte queste bontà? Nelle crepes, naturalmente!
Pasticcio di crepes con tardivo e morlacco.
Ingredienti per le crepes
250 gr di latte crudo, 75 gr di farina 00, 75 gr di farina di grano saraceno, 60 gr di burro chiarificato, 2 uova, sale
Ingredienti per la besciamella
80 gr di farina 00, 80 gr di burro chiarificato, 1 lt di latte crudo, 300 gr di brodo vegetale, sale, pepe bianco e noce moscata.
Altri ingredienti
800 gr di radicchio tardivo, 300 gr di morlacco, 300 gr di guanciale, sale, pepe, aglio, timo fresco e parmigiano reggiano grattugiato q.b.
Preparare le crepes come di consueto e mettere da parte (con questa quantità se ne dovrebbero produrre dalle 12 alle 16, a seconda del diametro della padella)
Tagliare il guanciale in dadolada e renderlo croccante in una padella antiaderente. Mettere da parte.
Tagliare il Morlacco in dadolada e metterlo da parte.
Mondare il radicchio, tagliarlo a julienne, aromatizzare nella padella utilizzata per il guanciale con uno spicchio d’aglio, aggiungere il radicchio che verrà appassito con una cottura di una decina di minuti. Regolare di sale e pepe. Mettere da parte.
Preparare una besciamella, diluita con un po’ di brodo vegetale prima dell’addensamento, e mettere da parte.
Ed ora la parte finale: partendo da un po’ di besciamella sul fondo della pirofila, o di mini cocotte in porcellana, creare una millefoglie di crepes, radicchio, morlacco, guanciale, foglioline di timo, besciamella e parmigiano, fino ad esaurire gli ingrdienti, avendo l’accortezza di chiudere decorando con gli ultimi “ciccioli” rimasti di guanciale, qualche strisciolina di tardivo ed una spolverata di parmigiano.
Mettere in forno a 180° per 20’ circa e dorare la superificie per qualche minuto sotto il grill a temperatura molto elevata.
Propositi per il nuovo anno: "Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li fa arrabbiare di più." (O. Wilde)
In questo clima di buonismo a tutti i costi un po’ di sano cinismo è quanto di più salubre, per tornare con i piedi per terra e per cercare risposte (smettendo di fare domande) al fine di prepararsi al nuovo anno, a 10 anni dal mitico San Silvestro del 1999.
Secondo il calendario Cinese l’anno che verrà sarà quello della Tigre ed io mi augurerei di essere appena un po’ volpe, come il troppo simpatico Robin Hood di Disney e la spiritosa citazione di Genny Cucciari: “Mia madre è la versione gastronomica di Robin Hood, ruba al frigo per dare a me”.
E quindi pesce! Lo so, sembra non c'entrare nulla con il preambolo ma, attenti alla capriola, contiene il fosforo che aiuta a far funzionare il cervello, quel tanto che basta ad essere un po’ furbi ed un po’ spiritosi! Due ricette a base di pesce, testate per il compleanno di Roberto, e richieste dagli amici per il Cenone di San Silvestro, rigorosamente in casa, per far contenti grandi e piccini, soprattutto con i fuochi d’artificio…quelli del vicino di casa che ogni anno offre alle abitazioni vicine uno spettacolo pirotecnico degno dei migliori professionisti della polvere pirica!
Tagliatelle al nero di seppia con funghi porcini, guanciale e cappesante e Filetto di tonno scottato al coriandolo e timo con salsa allo zafferano (ricetta del “mio” chef Carlo Vidali, con piccola variazione)
Ingredienti
400 gr di semola rimacinata di grano duro, 4 uova, un cucchiaino di nero di seppia, 6 cappesante, 300 gr di porcini freschi, 100 gr di guanciale, olio evo.
Preparare la sfoglia come d’abitudine. Lasciar riposare il panetto per circa mezz’ora ed ottenere dalla sfoglia non troppo sottile le tagliatelle.
Procedimento
Portare a bollore l’acqua e nel frattempo tagliare in dadolata gli altri ingredienti: funghi, guanciale e cappesante. Rendere croccante il guanciale e mettere da parte al caldo. Nella medesima padella profumare il grasso rimasto con uno spicchio d’aglio e saltare i funghi e le cappesante per qualche minuti. Regolare di sale. Togliere lo spicchio d’aglio, unire il guanciale ed unire le tagliatelle dopo 3 minuti di cottura nell’acqua salata. Impiattare con un filo d’olio evo.
Ingredienti
Un trancio di tonno di circa un kg, coriandolo e timo freschi, semi di coriandolo, sale nero, olio evo, 100 gr di ricotta di bufala, una bustina di zafferano, un paio di cucchiai di panna fresca.
Procedimento
Scottare per qualche minuto per lato il trancio di tonno e mettere da parte.
Tritare finemente le foglie di coriandolo ed il timo fresco ed unire i semi di coriandolo pigiati con il matarello. Mescolare gli aromi in una ciotolina con un po’, attenti a non esagerare, di sale nero.
Stendere della pellicola e versare sopra un po’ del trito aromatico, facendolo aderire ad un lato del trancio di tonno. Ripetere con i restanti lati, avvolgendo bene il pesce. Mettere in frigo per almeno 10 ore.
Al momento di servirlo preparare una salsina fredda e semplice: passare al setaccio la ricotta, unire lo zafferano, stemperare con una frustina aggiungendo un po’ di panna. Regolare di sale.
Mi vengono in mente mille cose da augurare per il prossimo anno, un nuovo decennio carico di aspettative e di incognite…ma sarò puntuale per il 31, magari con una piccola lista di azioni od oggetti benauguranti. :-)
Il gusto del piacere: Voiello e gli auguri!
Ed eccoci all’ultima tappa del Tour del Piacere Voiello e, preceduta dai simpaticissimi Daniela e Diocleziano e da Solema, pubblico anch’io la video ricetta presentata lo scorso 11 dicembre a Sottomarina.
Come è già accaduto con la pubblicazione del “profilo” scritto da Anna e delle foto ringrazio ancora tutto lo staff di Voilello e di Boscolo Etoile per la simpaticissima serata trascorsa nel modo che preferisco….ovvero tra i fornelli, in allegra compagnia!
Nella speranza che Babbo Natale esaudisca il desiderio di un aggiornamento tecnologico alla mia attrezzatura (pc, cell, ecc) oramai vetusta e quasi definitivamente trapassata :-) auguro a tutti Voi di trascorrere giornate serene con le persone che più amate, carichi di sorrisi e di gesti affettuosi da portare in sè per tutto l’anno, così da ricaricare cuore ed anima.
Del resto il senso del Natale è il dono: potremmo viverlo tutto l’anno, no?
AUGURI DI CUORE ED UN ABBRACCIO FORTE FORTE.
Piacere, Voiello. Ma il piacere è tutto mio!
Ingredienti
1 conf. di Calamari Voiello
una fettina 100 gr. di guanciale
1 zucchinea (solo la parte verde) e qualche foglia di menta
mezzo bicchiere di vino bianco e 4 cucchiai di passata Voiello
500 gr di pomodori datterini
olio extravergine, aglio, sale e pepe macinati al momento
fumetto di pesce o meglio ancora bisque
Procedimento
Mettere i pomodorini in una pirofila con un po' d'olio, una macinata di sale, una di pepe ed un pizzico di zucchero di canna: diventeranno confit dopo un paio d'ore di forno a 100°.
Pulire gli scampi, a parte i 4 necessari per la guarnizione, e preparare un fumetto (se si avesse più tempo a disposizione si potrebbe preparare in po' di bisque o salsa di crostacei, vedere il post di sabato) con i carapaci degli scampi, una foglia d'alloro, uno scalogno e qualche grano di pepe nero.
Tagliare in dadolata il guanciale ed a julienne la zucchina e farli saltare prima l'uno e dopo l'altro nella medesima padella, senza aggiungere condimenti. Mettere da parte
Prendere un'altra padella, mettere l'olio, far saltare qualche spicchio d'aglio in camicia, aggiungere la passata, unire gli scampi e, dopo qualche minuto, far sfumare mezzo bicchiere di vino bianco mescolato alla salsa di pomodoro. Far asciugare, ma non troppo la salsa e mettere da parte.
Impiattare come se fosse una millefoglie: mettere un po' di pasta sul piatto, sopra zucchine e guanciale, gli scampi ed i pomodirini confit e chiudere con uno scampo intero ed una fogliolina di menta. Tenere gli ingredienti così divisi permette che risaltano i singoli colori, senza che il nero prenda il soppravvento su tutto.
Suca Baruca...non è solo una canzone dei Pitura Freska.
"Co sto afar del si e del no
moighe un ponto, moighe un ponto
co sto afar del si e del no
moighe un ponto a tutti do.
Marieta monta in gondola che te porto al Lido
de ti no che no me fido ti se massa un impostor.
Suca, suca baruca sucu suca."
Nel 1991 i Pitura Freska rallegravano l'etere con questa canzone che prendeva in giro le donne veneziane, dando loro della "zucca vuota" perchè....non cedevano le loro grazie!
A distanza di un po' di anni invece di tentare di imparare il dialetto veneziano cantando a squarciagola "Fioi, 'ndemo a vedar i Pin Floi" (canzone che più di qualsiasi tavola rotonda politicizzata o denuncia da parte dei soloni di turno, disegnò il disastro di Venezia all'alba di un evento che avrebbe dovuto renderla "fruibile" invece la sfregiò terribilmente), la suca baruca la cucino, per la gioia dei palati e delle orecchie dei miei "cari"!Risotto con zucca in agrodolce, guanciale e riduzione di Chianti
Ingredienti
Una zucca rotonda media da pulire, 2 scalogni, una fetta di guanciale da circa gr 200, gr 400 gr di riso vialone nano presidio Slow Food di Grumolo delle Abbadesse, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 1 bicchiere abbondante di vino bianco secco (ho usato Sauvignon Fumè), 1 spruzzatina di aceto bianco, brodo vegetale qb, sale e pepe nero macinati al momento, burro e formaggio parmigiano per la manteca, 1 scalogno ed un bicchiere abbondante di vino per la riduzione di Chianti.
Procedimento
Pulire la zucca, tagliare a tocchetti la polpa, tenendone da parte circa 100 gr per la dadolada e cucinarla in forno per circa mezz'ora.
Tagliare la fetta di guanciale in cubettini e rosolarla in una padellina antiaderente senza aggiungere grassi. Mettere da parte.
Tagliare a brunoise la zucca, rosolarla a fuoco vivace nella medesima padellina usata per il guanciale, aggiungere un po' di vino, una spruzzata di aceto, un cucchiaino di zucchero ed abbassare il fuoco. Far andare per qualche minuto: la brunoise deve risultare appena ammorbidita e composta nella struttura. Mettere da parte al caldo insieme al guanciale.
In un pentolino mettere il Chianti e lo scalogno (che serve per addolcirne il gusto) e lasciar ridurre ad 1\3 del totale.
Far appassire dolcemente lo scalogno tritato finemente in una casseruola di rame, tostare il riso, sfumare con un bicchiere di vino bianco ed appena assorbito, aggiungere un mestolo di brodo vegetale. Aggiungere la zucca cotta in forno e schiacciata con una forchetta e continuare la cottura. Regolare di sale.
Un minuto prima spegnere il fuoco, aggiungere il burro ed il formaggio parmigiano grattugiato perla manteca, macinare un po' di pepe nero e coprire per un paio di minuti.
Mise an place: aggiungere sul fondo un cucchiaio di riduzione, con il coppapasta dare un minimo di forma al riso e decorare con la dadolada di guanciale e zucca agrodolce..
Il cesto delle meraviglie...le zucche sono state cucinate, le malagrane pure...mancano le castaghe ed i cachi..