Risotto al Radicchio tardivo mantecato all'Asiago: le eccellenze venete nel piatto per #lebuonericette. Come la Burlina e la Rendena.
Cucina pop o rock? No, rap! Con i cavatelli Senatore Cappelli e la dadolata di Prosciutto Mondosnello, radicchio Tardivo di Treviso e le noci salvacuore
Faraona al timo e santoreggia nello spiedo verticale Staub e qualche chiacchiera in cucina con la Creatura
Taste 7 a Firenze: alla Stazione Leopolda arriva un treno carico di Solidarietà. E di Panettone al Kabir.
Aglie, fravaglie e fattura ca nun quaglie, 'uocchie, maluocchie e frutticiell rind' all'uocchie, corna, bicorna e la sfortuna nun ritorna, sciò sciò, ciucciuè!!!
Come perchè? Venerdì 17 vi dice niente? Di anno bisestile? Con tanto di maledizione da parte dei Maya? Roba da far tremare i polsi!
Alla ricerca del B.I.L., il Benessere Interno Lordo
Omne vivum ex ovo, Ovetto Kinder permettendo :)
Extraterrestre, portami via. Cucino io!
Roll di crepes con zucca, radicchio, Castelmagno e salsa di datterini confit
E c’ho il gallo e c’ho il cane e c’ho il pane e c’ho il salame: porca l’oca porca l’oca no!
Istantanee di un inverno: il Tardivo ed il Morlacco
Il fatto che da 24 ore ci sia il sole (e con esso è tornata prepotentemente la polvere, avete notato?) non vuol dire che si possa già parlare di fave, pisellini ed asparagi, anche se la voglia è tanta. Nel cuore…e nel panaiere della spesa ancora il fiore d’inverno per eccellenza, il radicchio tardivo di Treviso, prodotto IGP, che amo davvero tantissimo.
Lo accompagnerei con un altro tesoro della nostra tradizione contadina, già Presidio Slowfood, il formaggio Morlacco: “Murlak, Murlaco, Burlacco o Morlacco erano i nomi con i quali storicamente si indicava un formaggio di latte vaccino prodotto nell’area dell’altopiano del Grappa. Pastori e boscaioli, insediatisi sul Grappa nel periodo della Repubblica di Venezia, usavano fare un formaggio di latte vaccino tenero, magro, a pasta cruda che ha preso il nome dalla loro terra d’origine: la balcanica Morlacchia. Un tempo il latte era scremato totalmente e il grasso era usato per fare il burro che era venduto in pianura: con quello avanzato, invece, si produceva un formaggio “povero”, base dell’alimentazione dei malgari. Il latte in passato era quello delle vacche burline, unica razza bovina autoctona del Veneto oggi a serio rischio di estinzione. Piccoline, dal manto bianco e nero, rustiche e adatte ai magri pascoli del Grappa, producevano un buon latte ma in quantità limitata, non paragonabile alle produzioni odierne delle frisone o delle bruno alpine”.
E dove le mettiamo tutte queste bontà? Nelle crepes, naturalmente!
Pasticcio di crepes con tardivo e morlacco.
Ingredienti per le crepes
250 gr di latte crudo, 75 gr di farina 00, 75 gr di farina di grano saraceno, 60 gr di burro chiarificato, 2 uova, sale
Ingredienti per la besciamella
80 gr di farina 00, 80 gr di burro chiarificato, 1 lt di latte crudo, 300 gr di brodo vegetale, sale, pepe bianco e noce moscata.
Altri ingredienti
800 gr di radicchio tardivo, 300 gr di morlacco, 300 gr di guanciale, sale, pepe, aglio, timo fresco e parmigiano reggiano grattugiato q.b.
Preparare le crepes come di consueto e mettere da parte (con questa quantità se ne dovrebbero produrre dalle 12 alle 16, a seconda del diametro della padella)
Tagliare il guanciale in dadolada e renderlo croccante in una padella antiaderente. Mettere da parte.
Tagliare il Morlacco in dadolada e metterlo da parte.
Mondare il radicchio, tagliarlo a julienne, aromatizzare nella padella utilizzata per il guanciale con uno spicchio d’aglio, aggiungere il radicchio che verrà appassito con una cottura di una decina di minuti. Regolare di sale e pepe. Mettere da parte.
Preparare una besciamella, diluita con un po’ di brodo vegetale prima dell’addensamento, e mettere da parte.
Ed ora la parte finale: partendo da un po’ di besciamella sul fondo della pirofila, o di mini cocotte in porcellana, creare una millefoglie di crepes, radicchio, morlacco, guanciale, foglioline di timo, besciamella e parmigiano, fino ad esaurire gli ingrdienti, avendo l’accortezza di chiudere decorando con gli ultimi “ciccioli” rimasti di guanciale, qualche strisciolina di tardivo ed una spolverata di parmigiano.
Mettere in forno a 180° per 20’ circa e dorare la superificie per qualche minuto sotto il grill a temperatura molto elevata.
Il panettone di Loison: chinotto, baccalà e tardivo tutti nello sformatino!
Nei giorni durante i quali si dovrebbe respirare con la pancia riesco a fare un giro nei siti delle aziende che amo maggiormente e in quelli dei blogger che ammiro di più. E' un viaggio al quale vorrei riuscire a dedicare più tempo ma tant'è...
Quasi in contemporanea ho trovato sia nel sito di Loison che in quello di Fiordisale l'iniziativa legata al Natale ed al mitico Panettone di Loison; un paio di giorni fa poi avevo acquistato quello al chinotto, un agrume vintage che quest'anno è tornato agli onori....dei piani di lavoro delle cucine! E come se non bastasse avevo da qualche giorno l'idea di trasformare un prodotto finito in ingrediente, come in una vecchia ricetta trovata in un raccoglitore del 1991.
E quindi? E quindi mi sono decisa ed è nato questo Insolito Tortino (come giustamente Loison, nel proprio sito, sottolinea uno spazio dedicato alle ricette più diverse confezionate proprio con il panettone), ovvero uno Sformatino di panettore al Chinotto con baccalà e Tardivo.
Ingredienti per 4 tortini
200 gr di panettone di Loison al Chinotto
400 gr di baccalà dissalato
500 gr di radicchio tardivo
1 uovo
8 cucchiai di ricotta salata grattugiata
3 cucchiai di pinoli tostati
sale, pepe, cardamomo qb e di mulinello
Procedimento
Lessare il baccalà nel latte con una foglia d'alloro, uno scalogno, due chiodi di garofano ed qualche grano di pepe nero per 50 minuti. Scolare, pulire e mettere da parte gr 200 di polpa.
Lavare e mondare il radicchio, oliare il fondo di una pirofila, adagiare i mazzetti di radicchio, regolare di sale e pepe e lasciar appassire nel forno statico a 150°.
Nella planetaria mettere il panettone, l'uovo, 200 gr di radicchio tritato, la polpa di baccalà, 4-5 cucchiai di ricotta salata e le spezie.Eventualmente un cucchiaio del latte utilizzato per la cottura del baccalà. Regolare di sale. Riempire con il composto ottenuto degli stampini imburrati ed infarinati e cucinare per 30 minuti nel forno a 180°.
Sfornare e servire caldo con una salsa ottenuta frullando il radicchio brasato con un po' di olio e qualche pinolo tostato e decorando con qualche pinolo intero.
Purtroppo non sono riuscita a fotografare la ricetta: nell'ordine questa settimana si è rotto il cancello d'ingresso, una stampante, un telefono cellulare, la pompa dell'acquaio della cucina, la macchina fotografica......che il mondo che mi circonda mi stia dicendo che vorrebbe vedermi seduta, che dico, 24 ore? :-)
L'insalata era nell'orto....ed il radicchio nel gateau!
E quindi? Quindi ci vuole un Gateau di ricotta e Radicchio di Treviso con zabaione di Fior d'Arancio!

500 gr di ricotta vaccina freschissima (caseificio di Borgoricco)
4 uova intere A
150 gr di Radicchio rosso di Treviso IGP (peso effettivo mondato)
230 gr di zucchero
una piccola radice di zenzero fresco
un po' di vino passito
8 tuorli
160 gr di zucchero di canna
160 gr di Fior d'Arancio Passito 2007 - Ca' Lustra
Procedimento
Tritare finemente il radicchio e farlo appassire in una pentola antiaderente con un po' di vino passito. Mettere da parte.
Montare i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, aggiungere la ricotta passata al setaccio e la radice di zenzero fresca grattuggiata finemente.
Montare gli albumi con un pizzico di sale.
Unire il radicchio ai tuorli ed aggiungere gli albumi, con movimenti dal basso verso l'alto.
Versare in una tortiera di 24 cm, oliata con spray staccante (o burro) ed infarinata ed inserire nel forno già caldo, 170° statico, per circa 45' o fino a quando il dolce sarà completamente rappreso al centro.
Nel frattempo montare fino a renderli spumosi, quasi bianchi, i tuorli con lo zucchero. Spostare la crema dalla planetaria al polsonetto ed, aggiungendo a filo il vino, cuocere a bagnomaria bollente fino a farlo diventare soffice.
Servire la fetta di torta con lo zabaione caldo ed il medesimo vino utilizzato per la cottura dello stesso come accompagnamento.
(n.b.: è possibile preparare dei piccoli tortini in sostituzione della classica torta: diminuiscono i tempi di cottura, circa 28-35') .
...visto che a me muoiono anche i fiori di plastica, in autunno non mi sento così tanto in colpa...:-)Si apre la stagione delle zuppe
Jeanne Ruland, Judith Schaffert, le Minestrine degli Angeli

"Amoreeee, è ottobre, inizia il freddo, vedi di metterti la maglietta sotto la camiciaaaa"
"Mamma, ma ci sono i leoni in giardino da quanto caldo fa!!!"
"A prescidere, si apre comunque la stazione delle zuppe."
"Bene, oggi ho rientro e mangerò in mensa"
"Si, ma prima o poi tornerai...."
"E' quello che temevo....."
"Mamma!!!!! Ho messo su due kili!!!! Aaaaaaaaghhhhh! Quand'è che cominci a cucinare le zuppe?!"
E poi Obama va in giro a dire yes, we can. Lui governa l'America mentre noi mandiamo avanti il resto del pianeta :-) e tra una cosa e l'altro prepariamo la Vellutata di porri e patate (con dadolada di pecorino semi-stagionato) e Zuppa rustica di radicchio rosso e patate (con ciccioli di speck)
Ingredienti, per la Vellutata di porri e patate
Aromatizzare l'olio con lo spicchio d'aglio e far saltare i porri tagliati a rondelle sottili, aggiungere le patate tagliate a tocchetti, coprire d'acqua e cucinare fino a quanto le patate non si rompono con il mestolo di legno. Gli ultimi cinque minuti frullare tutto con il frullatore ad immersione ed aggiungere il trito aromatico.
Regolare di sale e pepe ed impiattare aggiungendo al centro della ciotola una cucchiaiata di dadolada di pecorino. Olio crudo se vi va.
Ingredienti, per la Zuppa rustica di radicchio e patate
Imbiondire la cipolla e rosolare il radicchio, brasarlo con il vino e farlo evaporare per 3/4, aggiungere le patate, ben lavate e con la buccia, tagliate a tocchetti 2x2, aggiungere un rametto di rosmarino, coprire d'acqua e lasciar andare fino alla cottura delle patate. Togliere il rametto di rosmarino e frullare parzialmente la zuppa, lasciando dei pezzettini evidenti.

Tostare qualche fetta di pane (ne avevo preparato uno ai cereali con la mdp) e chiamare tutti a tavola....non sentite un po' di freschino anche voi?
Miniquiche, che passione!
Io adoro il radicchio tardivo e sarebbe davvero bello che questo incredibile "fiore d'inverno" trovasse l'adeguato riconoscimento come il formaggio Morlacco o la Gallina Padovana.










