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Benvenuta Primavera con il Tiramisù di Casa



Sedetevi al computer e provate a digitare “tiramisù” e vi ritroverete con 59 milioni di risultati. La Gioconda, che è sul mercato da svariato tempo, ne fa cinquanta in meno.
Un successo senza precedenti per un dessert veneto che nel giro di trent’anni è diventato un brand e che inizia dall’umile “sbatudìn”, uova e zucchero montati dalle nonne per i nipotini sfiancati dallo studio e dal gioco: il ricostituente più amorevole del mondo che ogni anno viene festeggiato all’inizio della Primavera.


C’ERA UNA VOLTA LA ZUPPA INGLESE

Per raccontare il fenomeno Tiramisù bisogna partire da lontano. Infatti è uno dei figli di un dolce nato in Romagna, forse alla corte degli Estensi, a Ferrara, diversi secoli fa, una sorta di zuppa inglese, che, con l'arrivo degli austriaci dopo il Congresso di Vienna (1815) copiò alcuni elementi dai dolci viennesi. Nel trevigiano, in particolare i savoiardi, al posto dell’alchermes furono bagnati col caffè, e cosparsi con polvere di cacao.


In Emilia, invece, si ricopriva il dolce di pinoli (da cui, per somiglianza, il nome "Porcospino" ) e un dolce analogo lo preparava negli anni '30 il celebre ristoratore Leone Agnoletti nel suo ristorante di Giavera del Montello (a quel tempo e fin dopo la guerra il più famoso della provincia di Treviso) e lo chiamava anche lui “Porcospino”.


Ranieri da Mosto, elegante patrizio e fine gastronomo veneziano, nel suo “Il Veneto in cucina” (Giunti Editore, 1978) non ne fa menzione, pur elencando dolci oramai scomparsi dalla memoria dei più e nel “Saggi di Cucina Veneta ed accostamenti ai Vini” pubblicato nella primavera del 1979, non se ne trova traccia. 


ll decennio successivo si apre finalmente con due certezze vergate dalla penna di due colonne dell’enogastronomia come Giovanni Capnist e Giuseppe Maffioli. E’ il 1983 e nel “I dolci del Veneto” (Franco Muzzio Editore), si legge “Tirame sù”, definita “recente ricetta veneta” dove tra gli ingredienti compare anche un po’ di panna fresca, appena cinquanta grammi.

IL TIRAMISU’ DI TREVISO

Maffioli presenta la ricetta de “Il tiramesù”, indicandola come quello “legittimo delle Beccherie”, il ristorante ubicato dietro Piazza dei Signori nella cui cucina Lolli “Loy” Linguanotto, giovane pasticcere che aveva lavorato in Germania per un certo tempo, lo preparò per la prima volta. La ricetta è ancora uguale dopo oltre trent’anni: due strati di savoiardi, 30 per strato, imbibiti di caffè e ricoperti da una crema al mascarpone preparata con 12 tuorli d’uovo, 500 g di zucchero e 1 kg di mascarpone. Una spolverata di cacao amaro e voilà, pronto per uscire in sala. La forma tonda, infatti, “tradisce” la sua natura di torta e il servizio con il piatto in acciaio racconta un dessert da ristorazione.

DA TONDO A RETTANGOLARE

Da quella comanda la strada è stata tutta in discesa, varcando monti ed oceani, letteralmente, e diventando un’icona golosa, il dolce moderno più conosciuto al mondo e tradotto in 23 lingue: preparato da Sofia Loren negli studi della CBS con David Letterman e sognato da Bridget Jones per curare le delusioni d’amore.

Si racconta che anche il papa emerito Joseph Ratzinger ne sia particolarmente goloso, ma nella versione con le fragole.


Ma è la ricetta “Tirami su al Philadelphia” scritta da Wilma De Angelis nel suo “Le mille meglio”, edito nel 1988 da Wark Over, che sdogana definitivamente il dolce e ce lo consegna nella versione pop e nella forma rettangolare, quella preparata e servita da tutti noi.

ED ORA ANCHE LIQUIDO!

E un omaggio colmo d’amore quello che è alla base del liquore "Tiramisù di Casa" uscito dalla Distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine, in provincia di Treviso.


Il dolce trevigiano, che abbiamo visto essere nato dal ricostituente più amorevole del mondo, ha ispirato il liquore che recentemente si è aggiudicato il "Premio Innovazione dell'Anno" ai Barawards2021.

E vi assicuro che all’assaggio l’emozione che viene restituita è quella di una cucchiaiata golosa nel dessert più famoso del mondo.


Oggi, primo giorno di Primavera, ho immaginato il Tiramisù di Casa come una coccola golosa: un piccolo bicchierino vintage rubato alla credenza della nonna, una spolverata di cacao, una golosa compagnia mentre ci accingiamo a preparare il dessert che apre la stagione più bella, quella della Primavera.


E come degustarlo ancora? Con una spolverata di cacao, freddo con due cubetti di ghiaccio, caldo con panna e una spolverata di cacao oppure shakerato in purezza o con il caffè.


Buona Primavera a tutti!

Dalla zuppa inglese alla querelle: la vera storia del Tiramisù raccontata da Giampiero Rorato


L’estate porta con sé una serie di classici: i consigli per affrontare il caldo agostano (tra i quali evitare di indossare capi pesanti ed eliminare dai propri menù goulash di montone), i tormentoni musicali (che hanno un’emivita così breve da costringerci a rispolverare per Ferragosto Watussi e Gioca Jouer) e naturalmente le vacanze intelligenti, quasi a voler diluire undici mesi di pirlaggine.

Ma l’estate del 2017 sarà ricordata anche per una singolar tenzone ovvero la paternità del “Tiramisù”, contesa tra due regioni limitrofe, Veneto e Friuli Venezia Giulia, conclusasi con l’attribuzione del PAT (Prodotti agroalimentari tradizionali) del dessert a quest’ultima, proprio pochi giorni fa.

Il caldo si può affrontare serenamente anche grazie al silenzio e al fresco offerti da biblioteche e librerie e, desiderosa di saperne un po’ di più, con lo zaino stracolmo di libri, sono andata a trovare l’amico Giampiero Rorato, giornalista, scrittore e coltissimo enogastronomo.


Buongiorno Giampiero, nel tuo libro “Storie di grandi piatti” in cui racconti leggende e quotidianità di diciassette preparazioni gastronomiche venete, riservi una parte importante al “Tiramisù”, un dessert che in pochi lustri ha conquistato il mondo. Ce ne vuoi raccontare la genesi?

Il fenomeno Tiramisù, vorrai dire! Desidero davvero riassumertelo, anche perché, alle conoscenze attuali, questa è la verità storica.
Il tiramisù è uno dei figli di un dolce nato in Romagna, forse alla corte degli Estensi, a Ferrara, diversi secoli fa, la zuppa inglese, che, con l'arrivo degli austriaci nel Veneto dopo il Congresso di Vienna (1815) ha mutuato alcuni elementi dai dolci viennesi al caffè. Nel trevigiano, in particolare i savoiardi, al posto dell'alchermes sono stati bagnati col caffè, cospargendovi, sopra, della polvere di cacao. Questa è una delle modifiche. 
In Emilia, ad esempio, si ricopriva il dolce di pinoli (da cui, per somiglianza, il nome "Porcospino" ) e dolce analogo lo faceva negli anni '30 del secolo scorso il celebre ristoratore Leone Agnoletti nel suo ristorante di Giavera del Montello (a quel tempo e fin dopo la guerra il più famoso della provincia di Treviso) e lo chiamava anche lui "Porcospino".
Nulla vieta che in altre parti, anche in Carnia, qualcuno facesse un dolce similare oppure che chiamasse "Tirimi-sù" un dolce allo zabaione (proprio perché ricco di calorie). A Tolmezzo il ristoratore che lavorava all'Albergo Ristorante Roma prima di Gianni Cosetti (Cosetti gestì il Roma dal 1970 al 2000) lasciò tra le sue carte un conto nel quale si legge la parola Tiramisù, ma come fosse fatto non si sa
Ho intervistato alcuni vecchi abitanti di Tolmezzo e mi dicono che lì dagli anni '50 si faceva un dolce con l'impiego del mascarpone, ancora non conosciuto a Treviso, poiché un carnico che era stato in Lombardia l'avrebbe conosciuto e lo avrebbe fatto giungere a Tolmezzo. Può essere vero, ma Gianni Cosetti che nel 1995 ha dato alle stampe un suo ponderoso volume intitolato "Vecchia e Nuova Cucina di Carnia" non fa menzione del Tiramisù, né l'accademico e studioso Pietro Adami nelle sue due edizioni del 1985 e del 2009 (arricchita con documenti d'archivio) de "La cucina carnica" (Muzzio Editore), redatte esplorando le valli e i borghi della Carnia, non fa menzione di questo dolce.
Conclusione. nulla vieta che a Tolmezzo in una particolare occasione nel corso degli anni '50 del secolo scorso il cuoco del Roma abbia preparato un dolce chiamandolo Tiramisù, ma in breve tempo la sua memoria era già scomparsa tanto è vero che in Carnia da allora non lo si è più trovato, come attestano Adami e Cosetti.

Quindi Giampiero quanto dichiarato lo scorso 29 luglio in Gazzetta Ufficiale, ovvero l’attribuzione del Pat al Fvg si sofferma semplicemente su delle ipotesi di “nascita” del dessert e tralascia,  volutamente?, la “crescita”.

Infatti il Tiramisù che il mondo ha conosciuto, anche se nel corso del tempo variamente interpretato, è quello realizzato e quotidianamente proposto ai clienti dal ristorante Beccherie di piazzetta Ancillotto a Treviso, fatto conoscere dagli articoli di Giuseppe Maffioli nel 1982.  Il resto è poesia. Come detto, può essere esistito un dessert di questo nome sia a Tolmezzo che a Pieris nel Goriziano, ma non è mai uscito dall’ambito locale e nessuno ne ha mai scritto prima di Maffioli nel 1982.

Sono perplessa Giampiero, alla luce di tali e tanti testimonianze come ha potuto il Veneto farsi “soffiare” il Pat?
Devo tuttavia aggiungere che se la Regione Friuli Venezia Giulia ne ha ottenuto il riconoscimento ministeriale come prodotto tipico proprio, ciò è avvenuto sulla base di poche notizie esistenti, suffragate dal "più grande tiramisù del mondo" realizzato due anni or sono a Gemona del Friuli ed entrato nel Guinness dei primati.
In tutta questa faccenda la Regione del Veneto, titolare per legge dell'indicazione dei prodotti tipici della propria regione, non si è mai veramente interessata di far registrare dal Ministero delle Politiche agricole e forestali questo suo dolce, nonostante il PAT sia stato modificato ben 17 volte. In politica si devono usare le leggi che lo Stato mette a disposizione delle istituzioni locali e dei cittadini, altrimenti è inutile piangere sul latte versato. Sono lacrime di coccodrillo. 


Grazie Giampiero. Non tutti i salmi finiscono in gloria, mi viene da aggiungere. 

Staremo alla finestra del web per assistere l’evolvere degli eventi e nel frattempo un goloso #savethedate: per il prossimo 1^ ottobre 2017 l’Assocuochi di Treviso ha organizzato il “Tiramisuday” che verrà vissuto in tutte le piazze del centro storico della splendida cittadina veneta e il cui programma (qui) si sta arricchendo giorno dopo giorno con la prima gara di Tiramisù fatto in casa dove appassionati non professionisti si sfideranno a colpi di mascarpone e cacao, i laboratori per bimbi (così da abituarli fin da piccoli alla bontà), la sfida delle scuole alberghiere, le degustazioni e i dibattiti, per finire con i cooking show tenuti da cuochi e maestri pasticceri.



Aspettando Cheese, i formaggi Slow Food si raccontano a Cavaso


Sono rimasti in 14, portano avanti una tradizione antica, tenacemente, ostinatamene: da maggio a ottobre, il Morlacco nasce dalla combinazione del latte della mungitura serale, scremato per affioramento, al quale si aggiunge quello intero munto al mattino. 

Carlo Petrini e Gaetano Pascale sostengono la prima rassegna territoriale che “anticipa” la manifestazione internazionale di settembre a Bra


Sabato 8 e domenica 9 aprile a Cavaso del Tomba (TV) si terrà Aspettando Cheese, il primo evento territoriale che anticipa Cheese, manifestazione internazionale dedicata al formaggio di qualità promossa da Slow Food, in programma il prossimo settembre a Bra. 

L’appuntamento è dedicato ai formaggi di qualità del Triveneto e si concentrerà sulle, spesso piccole, produzioni locali: dal Morlacco all’Asiago stravecchio, dal Monte Veronese di malga al Puzzone di Moena, dal Vezzena al Casòlet a latte crudo della Val di Sole, dal Botìro di Primiero di malga al Forma di Frant della Carnia

Saranno affrontati i temi  della produzione alimentare e della sua sostenibilità per le persone, il territorio e gli animali. Si parlerà, quindi, di salute, tradizione e unicità: tutti gli ingredienti che rendono concreto il significato del made in Italy.  


Il programma si aprirà il sabato alle 18.45 nella sala consiliare di Cavaso, con un aperitivo chiacchierato: un confronto su idee e proposte per valorizzare le produzioni biologiche e promuovere la biodiversità. Una “degustazione narrata”, in compagnia di Lucio Carraro, autore de “Il senso della Lumaca e altre storie”, dell’esperto di Slow Food Antonio Alberton  e di  Claudio Gazzola,  chef dell’Osteria alla Chiesa di Monfumo. 

La domenica – per tutta la giornata, in concomitanza con la tradizionale manifestazione Cavaso in Fiore – una mostra mercato animerà piazza Benedettini, proponendo degustazioni guidate: occasioni per scoprire più da vicino e, per chi lo desidera, acquistare i formaggi dei presidi Slow Food del Triveneto, insieme ai formaggi che, rispettando il disciplinare di Cheese, dicono no agli allevamenti intensivi e mettono al centro la qualità e l’attenzione al biologico.

E se aveste voglia di provare il Morlacco come ingrediente vi lascio con una ricetta Ravioli di Morlacco semistagionato e noci con arancia candita alla senape e polvere di cappero.


Vi aspettiamo!

“LA CUCINA GENTILE”, un momento di incontro e confronto al femminile a cura delle Lady Chef di Treviso


LADY CHEF DI ASSOCUOCHI TREVISO E SPAZIO DI MARCA SONO LIETI DI PRESENTARVI “LA CUCINA GENTILE”

Dal prossimo ottobre, su iniziativa del sodalizio “LADY CHEF” di Assocuochi Treviso e “SPAZIO DI MARCA”, un momento di cucina tutto al femminile per parlare di cibo attraverso la tecnica e la manualità, la tradizione e la cultura che esso sa esprimere.
Uno spazio di incontro e confronto. Uno Spazio di Marca, appunto.

I cooking show, curati da tre diverse Lady, si svolgeranno nella cucina di “Spazio di Marca” (Viale Trento e Trieste, 10 a Treviso) secondo il seguente calendario:

5 ottobre 2016
“IL TÈ DEL POMERIGGIO A TREVISO, DOLCE E SALATO”, in collaborazione con “La STANZA DEL TÈ” di Treviso, curato da  DANIELA BUOSI Lady Chef di Assocuochi Treviso, Personal Chef

2 novembre 2016
“LA CUCINA DI CAMPAGNA IN CITTÀ” la rivisitazione in chiave 2.0 della tradizione gastronomica trevigiana, curato da CRISTINA ANDREOLA referente Lady Chef Assocuochi Treviso e Unione Cuochi del Veneto, Chef patron Agriturismo AL CREDAZZO

7 dicembre 2016
“LE SPEZIE, IL PROFUMO DELLA TERRA” ovvero un viaggio attorno al mondo, curato da ANNAMARIA PELLEGRINO Lady Chef, Corporate Chef, blogger e foodwriter dI lacucinadiqb.com

Programma degli incontri
Dalle 19.00 alle 19.30, registrazione e consegna dispense
dalle 19.30 alle 22.30 cooking show e piccola degustazione.
Contributo a lezione
30 euro, per gli associati Fic
35 euro per i non associati
pacchetto promozionale 90 euro per l’intero percorso.
Per info e prenotazioni: Daniela Buosi mail: danielabuosi@alice.it , cell 3663778024

Vi aspettiamo!


Al via il IV appuntamento con "LA VIA DELLA LANA": dal 7 al 16 maggio il tema ARDITE TRAME sarà un focus sull'importanza di fare rete


Si terrà per due fine settimana, nei giorni 7, 8 e 14, 15 e 16 maggio 2016, la quarta edizione de La Via della Lana, la rassegna eventi sulla cultura della Lana che si svolge negli spazi dello storico Lanificio Paoletti di Follina (TV). La manifestazione accende da quattro anni l’attenzione sui percorsi di senso legati alla lavorazione laniera, riscoprendo dinamiche di recupero e condivisione dei valori legati alla tradizione e creando nuovi significati attraverso la contaminazione con aree progettuali contigue al textile design. Il tema della quarta edizione, Ardite Trame, mette l’accento di sulla necessità di fare rete, di mettere a fattor comune esperienze, risorse e competenze per lanciare un percorso di innovazione dell’industria, del territorio e della sua comunità.

Sabato 7 maggio sarà la giornata di inaugurazione della manifestazione, al via con la presentazione della nuova rete Venice Textile Manufacturers, un progetto di condivisione imprendito­riale per creare valore d’impresa attraverso la cultura, con la partecipazione di Unindustria Treviso, Serica 1870, Maglificio Giordano’s, Manifatture Tessili di Vittorio Veneto, Tessitura Bevilacqua di Venezia e Lanificio Paoletti. Segue nel pomeriggio la presentazione di tutti i progetti della quarta edizione: 100% Over Wool, con cinque brand emergenti del territorio che hanno interpretato il campionario Primavera Estate 2017 del Lanificio Paoletti realizzando una capsule collection dedicata; Botteghe Temporanee, il temporary shop giunto alla seconda edizione e che coinvolge 19 designer per ripensare gli scarti di lavorazio­ne della lana; l’arte e le installazioni tessili saranno invece le protagoniste di Transiti, il percorso artistico dedicato alla fiber art che si sviluppa attraverso le aree produttive del lanificio; continua infine il lavoro di riscoperta dell’archivio storico del Lanificio Paoletti, con un focus sulle Raccolte Tessili dagli Anni Venti.
Domenica 8 maggio verranno approfondite le tematiche dei progetti della quarta edizione attraverso incontri e riflessione pubbliche. La mattina Storie di Design e di autoproduzione, con Annaclara Zambon, curatrice del progetto Botteghe Temporanee; Ivano Vianello, architetto; Laura Fiaschi e Gabriele Pardi – Gumdesign; Antonella Maione e Mauro Cazzaro - Kanz Architetti. Nel pomeriggio due incontri: Nuove stagioni della progettazione tessile e moda dove i 5 brand del progetto “100% Over Wool” - Alfa Perro, Altrove, D’Alpaos, Liliana Milani e Alessio Zinato - si presentano e si confrontano in dialogo con Alberto Damian; Textile Design e Fiber Art: percorsi a confronto è invece l’incontro con con Elda Danese, docente dell’Università IUAV Venezia, e con Stefano Pillon, curatore di “Transiti”.
Il secondo fine settimana della manifestazione ha inizio sabato 14 maggio con la tavola rotonda Lana delle Dolomiti: un futuro sostenibile è possibile, un progetto territoriale nato nel 2014 con l’obiettivo di recuperare le lavorazioni tessili artigianali e valorizzare le lane locali in un’ottica di filiera corta e riscoperta del materiale, con la partecipazione dei rappresentanti di Centro Consorzi Sedico, Istituto Agrario A. Della Lucia di Feltre, Cooperativa Fardjma, Associazione per la Promozione e la tutela della Pecora Brogna, Pecora di Foza, Associazione Fea di Lamon, Unione Montana Alpago e le neonate start-up Lana e Dintorni e I lavori di Penelope, intervengono inoltre Danilo Gasparini ed Emilio Pastore. Con l’occasione Lanificio Paoletti presenta il concorso internazionale per la valorizzazione della cultura della lana dell’Alpago e della sua lavorazione sostenibile. Nel pomeriggio Dal baco al drappo: la seta veneta tra passato e futuro, incontro di approfondimento storico e antropologico a cura di Danilo Gasparini con Edoardo Demo, docente di Storia Economica dell’Università di Verona, Enrico Baldazzi di Serica 1870 ed Andrea Paoletti.

Domenica 15 maggio si potrà assistere a Momenti bucolici in lanificio, con la tosatura delle pecore dell’Alpago e dimostrazioni dal vivo di filatura e lavorazioni a maglia con il gruppo Percorso Vecchi Mestieri dell’Alpago. Nel pomeriggio Itinerari, la presentazione delle nuove realtà locali per la valorizzazione del patrimonio territoriale che promuovono forme alternative di turismo attivo per famiglie: Italy ProCycling, Una Montagna di Sentieri, Veneto Kids e NaturalMente Guide. Torna il Cinema in Lanificio con la proiezione del film Transumanza del 2015, un viaggio iniziatico, percorso rigorosamente a piedi, alla ricerca del senso contemporaneo di un gesto, il transumare, che appartiene all’uomo e all’animale da sempre; sarà presente il regista Roberto Zazzara presentato da Danilo Gasparini.

Lunedì 16 maggio è la giornata dedicata ai più piccoli con spettacoli di giocoloria, laboratori di tinte naturali e performance di danza tessile. In chiusura della manifestazione il concerto della banda di Follina.

Andrea, Paolo e Marco e Paoletti
Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile partecipare ai Percorsi Sensoriali: visite guidate agli spazi del lanificio e presso l’Osteria del Tessitore si potranno sperimentare degustazioni, musica e intrattenimenti. Inoltre Emporio coperte, il magazzino di accessori classici di produzione del Lanificio Paoletti riaperto e riscoperto per l’occasione. Tanto di Cappello espone le esperienze curriculari degli alunni l Liceo Artistico “Bruno Munari” di Vittorio Veneto, e infine S-coperta, il laboratorio di crochet collettivo in collaborazione con il circolo Il Cuore a Colori di Brugnera (PN) a cui sarà possibile partecipare entrambe le domeniche della rassegna.
LA VIA DELLA LANA
Rassegna Eventi sulla Cultura della Lana
IV Edizione, 
ARDITE TRAME
Sabato 7, Domenica 8, Sabato 14, Domenica 15, Lunedì 16 Maggio 2016
LANIFICIO PAOLETTI, Via Cartiera 2, Follina (TV)


Per ulteriori approfondimenti il programma completo de La Via della Lana è online: www.laviadellalana.it.

Cooking Show Tour: da Alessandria a Cassino due mesi ai fornelli in tandem con Andrea Mainardi

Ultime ore prima iniziare una nuova avventura ai fornelli, questa volta in tandem con uno chef davvero caleidoscopico, come sa essere Andrea Mainardi.
A partire da sabato 8 marzo, a Sassuolo (Mo) , fino al 18 maggio, a Marghera (Ve), ogni fine settimana ci alterneremo ai fornelli in un cooking show tour che ci vedrà preparare un intero menù, dall'antipasto al dolce.

Queste le date e le città:
Panorama Sassuolo
08 - 09 Marzo
Panorama Parma
15 - 16 Marzo
Panorama Alessandria
22 - 23 Marzo
Panorama Torino
29 - 30 Marzo
Panorama Cassino
05 - 06 Aprile
Panorama Pontedera
12 - 13 Aprile
Panorama Pistoia
26 - 27 Aprile
Panorama Alatri
03 - 04 Maggio
Panorama Treviso . Villorba
10 -11 Maggio
Panorama Marghera
17 -18 Maggio

Vi aspettiamo a Sassuolo, dalle 17.00 alle 18.30, con blocchetto degli appunti e tanta voglia di condividere la passione per la cucina!

Cucina pop o rock? No, rap! Con i cavatelli Senatore Cappelli e la dadolata di Prosciutto Mondosnello, radicchio Tardivo di Treviso e le noci salvacuore

Oggi la ricetta ve la voglio raccontare con un rap napoletano, Mondosnello e il mangiare sano.
Metti i cavatelli del senatore Cappelli, yo!! Non ci sono solo quelli, ma puoi dire che almeno son  buoni e in pentola cucinati, per la ricetta di Rovagnati.
Omega 3, Omegame, Omega quanti ce n’è?
Metti le noci, il radicchio di Treviso, è poi c’è l’acqua che viene dal Monviso, cuoci la pasta, condiscila e qualcosa manca!
Certo la pasta vuole la sua sapidità e allora Mondosnello cottoAcubetti, mettimetti a volontà.
Si avvicina il Natale, lui fa rap da tanti anni, altro che febbre “man”, se l’ascolti caccia i malanni.
Clementino suona come un buon vino, un mandarino, nu cotechino, un prosciutto col panino!! 
Buon appetito, sulla guancia come un disco gira è il dito perché il piatto "fra" è troppo squisito !!!
Leggi la ricetta e stai a sentì la la lalala lacucinadi di di lacucinadiqb!!


Niente da fare, quest'anno la musica che mi suona nella mente è tutt'altro che natalizia per cui lascio la parola anzi, le note, alle mie ricette e con esse ascolterete i crescendo che sapranno dare i cavatelli di Mangiare Matera, il tardivo di Treviso, le noci della Fondazione Veronesi, tutti uniti nella direzione dalla dadolata del prosciuttino Mondosnello.



Ma se volete ascoltare un bel rap non dovreste perdervi Clementino!
Buon appetito (qui la ricetta) e buon ascolto ;)

Il design si misura con gli ortaggi: dall’Università di Venezia un progetto suggestivo

E’ suggestivo il progetto “Modesign dalla terra alla tavola” dedicato ai prodotti ortofrutticoli tipici del territorio: parte dall’Iuav, istituto universitario di architettura di Venezia, corso di laurea in disegno industriale e multimedia, e si propone di valorizzare e approfondire i valori del cibo. 
Gli studenti di graphic e di product design si sono confrontati direttamente con agricoltori e produttori, un incontro che è stato fertile di idee e di proposte, che saranno esposte in una mostra che sarà aperta a Treviso dal 2 al 5 ottobre, a Santa Caterina, sede dei musei civici. 

La rassegna sarà il cuore di eventi culturali che ruoteranno attorno agli ortaggi, alla frutta, ai cibi, alla cucina, alle tendenze gastronomiche, al design e alla comunicazione che ne possono esaltare identità, tipicità, proprietà nutritive, il piacere del gusto, l’eleganza della presentazione, la tradizione e l’innovazione, l’estetica. “Modesign dalla terra alla tavola” si annuncia con una magnifica composizione che riassume quanto di più bello e di più gustoso la terra veneta offre in questa stagione: carote, patata americana, radicchi, peperoni, fagioli, pomodoro, kiwi, mele, cipolla. Gli ortaggi si combinano, sospesi, in un gioco equilibrato di forme e di colori. Incuriosiscono e appagano l’occhio e il desiderio di gustarli.

Sono coinvolti nel progetto autorevoli esponenti del “made in Italy agroalimentare, nomi di grande prestigio che danno peso e valenza alla mostra, esaltandone gli aspetti innovativi e creativi. E’ presente, grazie alla collaborazione con la Coldiretti di Treviso, anche OPO Veneto, che nell’iniziativa, vede una grande opportunità per esaltare la modernità nel settore ortofrutticolo, per far conoscere, apprezzare e gustare i prodotti tipici del territorio fuori dei canali di sempre. Francesco Arrigoni, direttore di OPO Veneto: “E’ una bellissima proposta, un modo diverso, fresco, moderno di comunicare l’ortofrutta. 

Si esce dai soliti schemi e percorsi, si parla a un pubblico diverso e questo fa certamente bene. E fa bene in particolare ai produttori che sono incentivati a seguire comportamenti virtuosi. E’ sicuramente molto interessante che l’iniziativa nasca dall’Università di Venezia e sia frutto del lavoro degli studenti. I prodotti della terra, il cibo e tutto il mondo che vi ruota attorno sono espressione della nostra civiltà: un dato culturale, dunque, ed estetico, che attiene al gusto e al piacere del vivere”. 

www.ortoveneto.it

All’azienda Le Manzane la vendemmia è una faccenda di buon senso!


Le mani sfiorano i grappoli carichi di acini succosi, rotondi, vellutati. 
Si sente il ticchettio delle forbici che separano i grappoli dal tralcio. Difficile resistere al profumo inebriante di quelle dolci gocce di nettare che sfuggono alla polpa se solo si stringe un po’ più forte tra le dita. 
E così un acino qua e uno là finisce in bocca per essere assaporato appieno. 
La natura si ammira con gli occhi ma si coglie sfiorandone i contorni, sentendone il profumo e assaporandone il gusto. 

Così quella che si terrà domenica 15 settembre all’azienda agricola Le Manzane di San Pietro di Feletto sarà una vendemmia speciale. A raccogliere i pregiati grappoli di Prosecco Docg insieme alla famiglia Balbinot e alla sua squadra di cantina ci saranno i non vedenti e gli ipo-vedenti dell’associazione UICI, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della sezione provinciale di Treviso, accompagnati dai sommelier della FISAR di Treviso.

L’uva raccolta quel giorno seguirà un percorso particolare. Sarà vinificata e spumantizzata, quindi le bottiglie prodotte verranno completate con un’etichetta scritta in Braille e dedicata all’ UICI. Successivamente Le Manzane si occuperà della vendita delle bottiglie e una parte del ricavato sarà devoluta proprio all’ UICI.


«L’idea è nata dopo una cena al buio organizzata dall’Associazione Fisar, che ha coinvolto i non vedenti  – spiega Ernesto Balbinot, titolare dell’azienda Le Manzane - Noi abbiamo fornito lo spumante per la serata e ci siamo chiesti “se i non vedenti possono servire la cena, sono anche in grado di cogliere l’uva?” Glielo abbiamo chiesto e ci hanno risposto di sì, anzi, qualcuno è già abituato a vendemmiare l’uva del proprio vigneto di a casa. Così nasce questa vendemmia che vede ancora una volta insieme i non vedenti e i sommelier fisar di Treviso». E la cantina Le Manzane, che rinnova il suo impegno con la solidarietà.

Dopo la mattinata di raccolta dell’uva, ci sarà una ghiotta merenda offerta dalla cantina.

Per info:
Azienda Agricola Le Manzane
via Maset, 47/B
31020 San Pietro di Feletto (TV)
Tel. +39.0438.486606


Apre "Freakbar" a Treviso: un locale camaleontico ed uno spazio polinfunzionale sotto il segno del pop




Freakbar (ex 2 Piani Ovest) inaugura la nuova stagione sabato 13 aprile dalle ore 19:00 alle ore 4:00 con aperitivo fino alle ore 22:00. 

Il programma per la serata prevede la selezione musicale dei dj milanesi Fabione 3P e Mauri Fox con la partecipazione straordinaria di Edo B; i tre dj movimenteranno la serata fino a tardi. In agenda anche il vernissage della mostra dell’artista pop Alfo Villa. I quadri, dai colori fluorescenti, selezionati per la mostra al Freakbar,  ritraggono donne che vivono la movida notturna e rimarranno esposti per un mese (www.alfovilla.wordpress.com).

Freakbar è un locale easy ed eclettico, che si trova su quella che viene chiamata “Strada Ovest” di Treviso, dove non solo drink e musica regnano sovrani. E’ un locale polifunzionale, da frequentare sia di giorno sia di notte, perchè è in grado di adattarsi alle necessità dei diversi momenti della giornata: è bar caffetteria, ristorante, cocktail bar e night club.


Freakbar è il luogo ideale per colazioni e pranzi di lavoro, per momenti di svago all’ora dell’aperitivo, per una cena in compagnia o un romantico incontro a due e per un movimentato dopocena ballando tra i tavoli. E’ un locale dal design moderno ed essenziale con elementi d’arredo anni ’70. L’arredamento è multifunzionale per rispondere alle esigenze camaleontiche del locale: il lungo bancone, i comodi divanetti, gli sgabelli e tavolini alti si prestano a utilizzi diversi e contribuiscono a rendere il locale ancora più versatile.  

I tavoli e le lampade fluo, realizzati e dipinti a mano dal designer Alfo Villa sono pezzi unici, vere e proprie installazioni permanenti, ispirate alla pop art, che grazie all’ausilio di lampade speciali nelle ore serali creano un inaspettato effetto scenico. Il mood del locale cambia con il passare delle ore, l’atmosfera è intima e rilassata durante la giornata e verso sera viene privilegiata l’interazione fra le persone. Freakbar con la nuova gestione diventa una tappa obbligata della vita nottambula, un locale dove ritrovarsi tra mostre d’arte e dj set di musica alternativa. Il programma del Freakbar prevede serate a tema, degustazioni e presentazioni, allestimenti ed esposizioni, performance e momenti musicali d’avanguardia in collaborazione con dj milanesi. Freakbar propone Freak Art: ogni mese il locale ospiterà la mostra di un’artista emergente. Freak Art è un progetto di espressione artistica rivolto a chiunque voglia esporre le proprie idee, siano queste declinate in quadri, foto, pensieri o emozioni. Questa è la formula con cui lo staff del Freakbar di Milano ha fatto ha animato le serate milanesi. 



Info: Freakbar (ex 2 Piani Ovest) Viale della Repubblica, 240 - Treviso
Telefono: 0422/1780567 e 366/5059867
Facebook: Freakbar Treviso