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IL RISTORANTE DEGLI CHEF, IL NUOVO TALENT SHOW CULINARIO DI RAI2 CHE VEDE IN GIURIA ANDREA BERTON, PHILIPPE LÉVEILLÉ E ISABELLA POTÌ


Appuntamento al 20 novembre 2018 per il nuovo nuovo talent show culinario targato Rai2, che vedrà impegnati per sei settimane i magnifici dieci che avranno accesso al programma e alla tanto ambita cucina del “ristorante”.

Sono iniziate infatti in questi giorni le selezioni che hanno visto provenire da tutta Italia ben ottanta aspiranti chef che dovranno battersi, superando una serie di prove davanti al giudizio insindacabile di tre chef di fama internazionale: Andrea Berton, Philippe Léveillé e la giovane e talentuosa Isabella Potì.

Il ristorante sarà il campo di battaglia in cui i dieci concorrenti selezionati dovranno dimostrare non solo di essere dei perfetti chef ma anche abili gestori di un locale: duelleranno realizzando ricercati menù per soddisfare il palato di esigenti avventori, vip e non, cercando di convincere gli Chef che li guideranno in questo percorso di crescita.

Ma chi sono i componenti della severissima giuria? Eccoli:

Andrea Berton, 48 anni, si è formato nella brigata di Gualtiero Marchesi, Attraverso la collaborazione con la Taverna di Colloredo di Monte Albano, lo Chef Berton conquista la prima stella Michelin. La collaborazione con il Ristorante Trussardi alla Scala permette allo Chef Berton di guadagnare la seconda stella Michelin nel 2009, le tre Forchette dal Gambero Rosso nel 2010 e tre Cappelli nella guida dell’Espresso nel 2011.

Philippe Léveillé, chef di fama internazionale (due stelle Michelin, Cappello d’oro sulla Guida Espresso, tre Forchette sulla guida Gambero Rosso 2019) e già conosciuto dal grande pubblico. Nato nel 1963 in Francia ma italiano di adozione, con la sua cucina eclettica ha girato il mondo.

Isabella Potì, 22 anni ma già considerata uno dei grandi talenti della cucina, nel 2017 è stata inserita nella lista “Forbes 30 Under 30 Europe” nella categoria “The Arts”.

Save the date: 20 novembre 2018, alle ore 21.20.

GETBAZZA e MISIEDO: due nuove startup insieme trasformano il mondo dei coupon


Grazie all’integrazione delle due startup è ora possibile verificare la disponibilità del tavolo in un locale prima di acquistare il coupon per la cena

 Una vera e propria rivoluzione nel mondo dei social buying dedicati alla ristorazione: da oggi è possibile verificare la disponibilità del tavolo al ristorante prima di acquistare il coupon per la cena. La novità arriva grazie all’integrazione di due startup italiane ideate da 2night spa ed H-Farm: Getbazza, portale di acquisti specializzato nel proporre offerte esclusive dedicate al mondo della notte e del divertimento, e MiSiedo, servizio real time di prenotazione tavoli per i migliori ristoranti in Italia. L’idea, una vera e propria novità, è di dare un servizio completo agli utenti: prima di tutto con la possibilità di conoscere la disponibilità del locale prima dell’acquisto, poi sostituendo l’obbligo di riservare il tavolo telefonicamente con la prenotazione online.

«Si tratta di un cambiamento di grande rilievo rispetto agli altri social buying che forniscono lo stesso servizio - dichiara Simone Tomaello ceo di 2night - «Oltre ad offire un valore aggiunto al consumatore finale, forniamo un servizio anche al gestore assistendolo nell’ottimizzazione dei coupon: in base alla disponibilità del locale potrà segnalarci quanti ne può accogliere ogni giorno», dichiara Simone Tomaello ceo di 2night.
  
GETBAZZA
Getbazza è il sito di social buying nato nel 2010 e specializzato nel proporre offerte esclusive dedicate al mondo della notte e del divertimento. Ogni giorno su www.getbazza.com vengono pubblicate proposte per acquistare, con uno sconto minimo del 50%, servizi legati al mondo dell’entertainment (dalla cena all’ingresso al concerto, dall’aperitivo a offerte combinate di pizza più cinema e pizza più disco ma anche viaggi e offerte benessere e shopping), valide 24 ore e differenziate per città

MISIEDO
MiSiedo è un servizio real time di prenotazione tavoli per i migliori ristoranti in Italia. Il servizio di MiSiedo è semplice, veloce e soprattutto gratuito. Con MiSiedo infatti si può verificare in tempo reale, ad ogni ora del giorno e della notte, se ci sono posti disponibili presso un ristorante e ricevere immediatamente la conferma della prenotazione senza dover chiamare il ristorante e attendere in linea o rischiare di presentarsi e non trovare posto. Il tutto in un click: basta collegarsi a misiedo.com o scaricare l’app gratuita per iPhone o per Android

Save the date: il 13 settembre a Milano la cucina stellata di Fabio Baldassarre incontra #enerzona di Barry Sears


La Zona è gourmet e affascina anche i grandi chef che la sanno interpretare. 

Con l'ausilio, anzi le direttive (di bilanciamento) dell'ideatore della strategia nutrizionale 40 30 30, dottor Barry Sears, arriva in anteprima nazionale il primo corso di cucina tutto dedicato alla #enerzona.

Domani infatti, nella splendida cornice del ristorante Unico di Milano (Viale Achille Papa, 30),
lo chef stellato Fabio Baldassarre interpreterà in chiave mediterranea i bilanciamenti studiati dal dietista delle stars americane, tenendo appunto un corso di cucina in Zona ad un gruppo di curiose Foodblogger!



L'evento verrà naturalmente raccontato sui maggiori social (facebook, twitter, instagram): per seguirmi (si, ci sarò anch'io) non perdete l'hastag #enerzonacookingclub.

Apre "Freakbar" a Treviso: un locale camaleontico ed uno spazio polinfunzionale sotto il segno del pop




Freakbar (ex 2 Piani Ovest) inaugura la nuova stagione sabato 13 aprile dalle ore 19:00 alle ore 4:00 con aperitivo fino alle ore 22:00. 

Il programma per la serata prevede la selezione musicale dei dj milanesi Fabione 3P e Mauri Fox con la partecipazione straordinaria di Edo B; i tre dj movimenteranno la serata fino a tardi. In agenda anche il vernissage della mostra dell’artista pop Alfo Villa. I quadri, dai colori fluorescenti, selezionati per la mostra al Freakbar,  ritraggono donne che vivono la movida notturna e rimarranno esposti per un mese (www.alfovilla.wordpress.com).

Freakbar è un locale easy ed eclettico, che si trova su quella che viene chiamata “Strada Ovest” di Treviso, dove non solo drink e musica regnano sovrani. E’ un locale polifunzionale, da frequentare sia di giorno sia di notte, perchè è in grado di adattarsi alle necessità dei diversi momenti della giornata: è bar caffetteria, ristorante, cocktail bar e night club.


Freakbar è il luogo ideale per colazioni e pranzi di lavoro, per momenti di svago all’ora dell’aperitivo, per una cena in compagnia o un romantico incontro a due e per un movimentato dopocena ballando tra i tavoli. E’ un locale dal design moderno ed essenziale con elementi d’arredo anni ’70. L’arredamento è multifunzionale per rispondere alle esigenze camaleontiche del locale: il lungo bancone, i comodi divanetti, gli sgabelli e tavolini alti si prestano a utilizzi diversi e contribuiscono a rendere il locale ancora più versatile.  

I tavoli e le lampade fluo, realizzati e dipinti a mano dal designer Alfo Villa sono pezzi unici, vere e proprie installazioni permanenti, ispirate alla pop art, che grazie all’ausilio di lampade speciali nelle ore serali creano un inaspettato effetto scenico. Il mood del locale cambia con il passare delle ore, l’atmosfera è intima e rilassata durante la giornata e verso sera viene privilegiata l’interazione fra le persone. Freakbar con la nuova gestione diventa una tappa obbligata della vita nottambula, un locale dove ritrovarsi tra mostre d’arte e dj set di musica alternativa. Il programma del Freakbar prevede serate a tema, degustazioni e presentazioni, allestimenti ed esposizioni, performance e momenti musicali d’avanguardia in collaborazione con dj milanesi. Freakbar propone Freak Art: ogni mese il locale ospiterà la mostra di un’artista emergente. Freak Art è un progetto di espressione artistica rivolto a chiunque voglia esporre le proprie idee, siano queste declinate in quadri, foto, pensieri o emozioni. Questa è la formula con cui lo staff del Freakbar di Milano ha fatto ha animato le serate milanesi. 



Info: Freakbar (ex 2 Piani Ovest) Viale della Repubblica, 240 - Treviso
Telefono: 0422/1780567 e 366/5059867
Facebook: Freakbar Treviso

"Il luogo di Papageno", le foodblogger e le "Ricette di Mammà"


Il contest “Le Ricette di Mammà” è arrivato alla sua conclusione e domani, sabato 29 settembre i quattro fortunati vincitori saranno i protagonisti della serata evento nel nuovo ristorante “Il Luogo di Papageno”


Molte le novità in casa Papageno, la rivista  di enogastronomia dell’Alpe Adria, che ha aperto le porte al mondo dei food-blogger a livello nazionale, indicendo qualche mese fa un contest, ovvero un concorso dedicato agli internauti appassionati di cucina che volessero mettere alla prova la loro bravura ai fornelli.


Il contest ha preso spunto dall'ultimo libro pubblicato da Bacco Arianna, la casa editrice di Papageno: “Le Ricette di Mammà”, di Pasquale Riccitelli, che raccoglie con semplicità, gusto e rispetto della tradizione le ricette campane che sua madre era solita preparare nei giorni di festa. Con queste parole Riccitelli conclude la sua presentazione al libro: “L'intento che anima la pubblicazione di queste “vecchie e care” ricette è quello di sensibilizzare tutti coloro che amano la buona cucina e le tradizioni legate alla casa, al fine di trasmetterle ai nostri figli che sappiano valorizzare i sapori e i profumi dei buoni prodotti delle terre natie, mantenendo sempre viva l'arte culinaria popolare delle nostre regioni e rafforzando in tal modo le nostre radici."

Da qui nasce dunque la sfida proposta ai foodblogger: reinterpretare la ricetta assegnata, tenendo fede alla metodologia di esecuzione ma con la possibilità di variare ingredienti e presentazione. Le ricette selezionate dei 26 partecipanti provenienti da tutt’Italia, oltre che dall’estero – presente un blog di Bruxelles – sono state minuziosamente valutate da una giuria d’eccezione, composta dalle due foodblogger Anna Maria Pellegrino e Alessandra Prizzon, dall’autore del libro Le Ricette di Mammà Pasquale Riccitelli, dallo chef del ristorante Baccalà Divino di Mestre (Venezia) Franco Favaretto e per quanto riguarda la rivista Papageno dal direttore e giornalista enogastronomico Giuseppe Casagrande e dall’editore Alvaro De Anna. I quattro vincitori, coordinati dallo chef del Ristorante Il Luogo di Papageno Alberto Toè, si cimenteranno ai fornelli con le loro interessanti rivisitazioni sabato 29 settembre, nella prima serata-evento aperta al pubblico nel nuovo locale all’interno del Centro Polifunzionale Le Terrazze, a Villorba di Treviso,“Il Luogo di Papageno” ristorante, enoteca e scuola di cucina: tre luoghi insieme, che sono tre modi diversi di confrontarsi con i saperi e i sapori delle Tre Venezie, Austria, Slovenia e Croazia.  

Ad aprire il menù l’antipasto del blog Daniela & Diocleziano: il Gattò di patate a modo mio, seguito dalla Pasta al forno vegetariana alle erbe aromatiche del blog Zucchero e Viole e dal Bollito con patè di fegatini e cipolla caramellata proposto dal blog Timo e Maggiorana; si concluderà la cena con un classico della tradizione napoletana Il Babà, nella versione di Grazia in cucina. I partecipanti alla serata riceveranno in omaggio il libro “Le ricette di Mammà”.

Il costo della cena è di 45 euro vini inclusi presso “Il  Luogo di Papageno” www.illuogodipapageno.it (Via Roma 76/15, 31020 Villorba TV,  Centro polifunzionale Le Terrazze). 
E’ richiesta prenotazione al 0422 911552 o info@illuogodipapageno.itPer informazioni stampa Papageno 0422/307153 e per ulteriori dettagli sull’iniziativa: eventi@papagenonline.it - www.papagenonline.it

Il senso delle sagre per il cibo. E una ricetta up-to-date per un Cacciucco rivoluzionario

sagra (ant. o letter. sacra) s. f. [femm. sostantivato dell’agg. sagro, variante ant. di sacro1]. – 
2. estens. 
a. Festa popolare, che si svolge in un paese o in un rione e sim. per celebrare un avvenimento, e soprattutto un raccolto, un prodotto: la s. dell’uvadel vinodel pescela s. del carciofo a Ladispoli.

ristorante s. m. [adattam., su ristorare, del fr. restaurant (v.)]. – Esercizio pubblico dove si consumano pasti completi che vengono serviti da camerieri su tavoli disposti in un locale apposito (il termine indica o vuole indicare un esercizio di categoria più elevata che trattoria)

trattorìa2 s. f. [der. di trattore3]. – Pubblico esercizio, con una o più sale, dove si possono consumare pasti completi; ha in genere tono più modesto rispetto al ristorante, ma spesso il nome di trattoria è assunto anche da ristoranti caratteristici di alto livello (sempre che siano esercizî autonomi, che non facciano cioè parte di alberghi, stazioni, navi, ecc.)

osterìa s. f. [der. di oste1]. – Nel passato, locanda dove si poteva mangiare e trovare alloggio: cammina, cammina, cammina, alla fine sul far della sera arrivarono stanchi morti all’o. del Gambero Rosso (Collodi). Oggi, locale pubblico, di tono modesto e popolare, con mescita di vini e spesso anche con servizio di trattoria.

tavèrna s. f. [lat. tabĕrna «bottega, osteria»]. – 1. a. Osteria, trattoria di infimo rango, frequentata da gente poco raccomandabile: ne la chiesa Coi santi, e in taverna coi ghiottoni (Dante); una t. piena di ubriaconi; linguaggio da taverna, basso, volgare. b. Oggi il termine, di uso prevalentemente ant., è stato riadottato senza più alcun valore spreg. per indicare, insieme al dim. tavernetta, ristoranti, trattorie e sim., a volte di lusso, arredati in stile rustico.


Ovvero l'unico posto dove non si potrebbe mangiare è proprio alla sagra, stando a quanto riportato dalla mitica Treccani (nell'arco della settimana spolvero decine di volumi di Treccani assortite e qualcuno l'ho anche letto :). 
Intendiamoci, io sono sagra friendly visto che da quasi 10 anni faccio parte di un gruppo di sfessati che ne organizza di parrocchiali: per due giorni di "somministrazione di cibo, bevande, ricchi premi e cotillons" non siamo mai abbastanza e si comincia sempre un paio di mesi prima. Si arrivano a fare anche 700 coperti e nel corso degli anni i bimbetti che ti facevano volare per aria con vassoi carichi di gnocchi e costicine vengono, una volta cresciuti, arruolati per la sala - mediamente 30 tavoli - mentre lo zoccolo duro dei veterani è equamente diviso tra acquisti e autorizzazioni, cucina, griglie, bevande e spillatrici, dolci, sughi e marinature, friggitrici, montaggio e smontaggio, raccolta rifiuti e gavettoni. Ovvero un gruppo consistente di persone che gratuitamente offrono il loro tempo e le loro energie per raccogliere fondi da usare poi durante l'anno.

parte del menù

Non più tardi di una settimana fa ho letto l'ennesimo contenzioso tra i ristoratori e le diverse associazioni che organizzano questi eventi e il motivo è sempre lo stesso: le sagre portano via clienti ai ristoranti e in tempi di crisi ci si sfida a colpi di coperti. E ovviamente consideravo pretestuose le considerazioni dei ristoratori vista la palese diversità nell'offerta non solo del menù ma anche della location, della carta dei vini, dei dessert e del servizio in generale.

l'insalata di mare 

Fino all'altra sera. Si, perchè nonostante conosca la qualità dei fornitori dai quali ci serviamo per organizzare la "nostra sagra", che Esterina (82 anni) controlla i 100 e più polli ad uno ad uno per la marinatura fatta con il rosmarino e i limoni del suo orto, che il vino non è preparato con le polverine, che i gnocchi e i bigoli vengono fatti a mano e che il pesto viene preparato da un cuoco genovese che scarta le foglie di basilico appena ammaccate, i prezzi che proponiamo sono sempre "politici". Conosciamo i nostri clienti, le loro disponibilità economiche, le motivazioni per cui stiamo facendo tutta questa fatica e comunque preferiamo avere dei margini minimi piuttosto che servire piatti che non siano più che discreti (anche perché per i sei mesi successivi il fatto che alla sagra si sia mangiato male diventa argomento di pubblico ludibrio!). Nessuno di noi è un ristoratore e cerchiamo di stare al nostro posto.

 il risotto alla pescatora

L'altra sera, dicevo. Si, alla Sagra del Cacciucco e del pesce fritto (o del totano ai ferri a seconda dei diversi link) di Fonteblanda il conto che ho pagato non era propriamente da sagra: si partiva dal coperto di 1,5 euro, 5 euro per un'insalata di mare che alla fine è sembrata essere il piatto migliore, 6 euro per un risotto che evidentemente qualcuno aveva dimenticato nella pentola, 12 euro per un piatto di cacciucco ricco di concentrato di pomodoro nel quale ho riconosciuto 1 cicala e mezzo, 2 gamberi e un paio di striscioline di seppia e 8 euro per una frittura piuttosto "pesante" (in termini di assorbimento di olio), 2,5 euro per una fetta di torta della Bindi e 80 cent per un caffè che...vabbè, sapete che io i caffè cattivi li lascio nella tazza (o nel bicchiere di plastica).

il Cacciucco 

Nel capo sportivo che ospitava la sagra, allestita anche con qualche gonfiabile e un paio di banchetti dove si vendevano oggetti hand made del "Comitato per la Vita Onlus di Grosseto", ci saranno stati almeno 200 posti a sedere, serviti da volontari in cucina, in sala, ai banchi. Allora mi sono ricordata dei tanti articoli, delle tante polemiche e della notizia circolata ieri circa il fatto che in Italia hanno chiuso ben 9000 ristoranti: progetti, sogni, impegno, sacrificio e alla fine le sedie sopra i tavoli. Per sempre.
E per quanto io sia sagra friendly, alla luce delle ultime mie "esperienze gastronomiche", credo che i ristoratori abbiano davvero qualche ragione da spendere.


il fritto misto

Domani è Ferragosto ed oggi si è ancora in tempo per acquistare il pesce per una ricetta doc di Cacciucco, trovata in un libro dalla tiratura piuttosto limitata e scritto a due mani da Alessandra Meldolesi e Gabriele Zanatta. Provato in campeggio con l'ausilio della pescheria di Pescia Romana: il risultato è stato strepitoso! Questo si che era un Cacciucco "con tante qualità di pesce almeno quante sono le c che formano la parola"! 

Caciucco alla viareggina (più snello e up-to-date): "un'evoluzione della tradizione, sfociata nella fondazione di una confraternita e nella redazione di un disciplinare rivoluzionario. I suoi capisaldi? 30% di polpi, seppie e affini, 70% di pesce con le spine, 0 vino e soffritto, le lische come esaltatore, olio solo a crudo e aglio a piacere".

Ingredienti (per 4 persone contate almeno 5 etti di pesce a testa)
8 etti fra seppe e polpi, 3 etti di scorfano, 3 etti di triglie, 2 etti di tracine, 2 etti di sugarello e altrettanti di ombrine, 2 cucchiai di concentrato di pomodoro, 2 spicchi d'aglio, 1 mazzetto di prezzemolo fresco, sale, peperoncino, olio evo, pane toscano in fette.

Procedimento
Una volta squamati e sfilettati far sobbolire gli scarti con un litro e mezzo di acqua per 15'.
I molluschi puliti e tagliati a bocconcini andranno affogati in questo brodo bollente filtrato dentro una pentola capace, con l'aggiunta di 2 cucchiai colmi di concentrato di pomodoro e 2 spicchi d'aglio. Diventeranno teneri dopo 40' minuti di cottura circa. Regolare solo ora di sale e peperoncino. I filetti di pesce andranno aggiunti all'ultimo momento e fuori da fuoco e si cuoceranno con il calore della base, senza pregiudicare testura, proprietà vitaminiche e gusto. Un giro di olio a crudo, pane abbrustolito, prezzemolo a piacere e il cacciucco alla viareggina è servito.