Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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20foodblogger, 20prodotti, una passione: Pomodorino di Torre Guaceto o Cipolla di Acquaviva? ;)

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Cucina pop o rock? No, rap! Con i cavatelli Senatore Cappelli e la dadolata di Prosciutto Mondosnello, radicchio Tardivo di Treviso e le noci salvacuore

Oggi la ricetta ve la voglio raccontare con un rap napoletano, Mondosnello e il mangiare sano.
Metti i cavatelli del senatore Cappelli, yo!! Non ci sono solo quelli, ma puoi dire che almeno son  buoni e in pentola cucinati, per la ricetta di Rovagnati.
Omega 3, Omegame, Omega quanti ce n’è?
Metti le noci, il radicchio di Treviso, è poi c’è l’acqua che viene dal Monviso, cuoci la pasta, condiscila e qualcosa manca!
Certo la pasta vuole la sua sapidità e allora Mondosnello cottoAcubetti, mettimetti a volontà.
Si avvicina il Natale, lui fa rap da tanti anni, altro che febbre “man”, se l’ascolti caccia i malanni.
Clementino suona come un buon vino, un mandarino, nu cotechino, un prosciutto col panino!! 
Buon appetito, sulla guancia come un disco gira è il dito perché il piatto "fra" è troppo squisito !!!
Leggi la ricetta e stai a sentì la la lalala lacucinadi di di lacucinadiqb!!


Niente da fare, quest'anno la musica che mi suona nella mente è tutt'altro che natalizia per cui lascio la parola anzi, le note, alle mie ricette e con esse ascolterete i crescendo che sapranno dare i cavatelli di Mangiare Matera, il tardivo di Treviso, le noci della Fondazione Veronesi, tutti uniti nella direzione dalla dadolata del prosciuttino Mondosnello.



Ma se volete ascoltare un bel rap non dovreste perdervi Clementino!
Buon appetito (qui la ricetta) e buon ascolto ;)

Maglie e il Mercatino del Gusto: le "mani in pasta" per un piatto di cavatelli!


E' iniziata la kermesse salentina che, unitamente alla Notte della Taranta, richiama migliaia di appassionati, curiosi, foddies e anche qualche purista gastrofanatico: durante  il laboratorio "Zuppe d'estate" ho assistito ad una dotta disquisizione circa il fatto se era corretto o meno accompagnare una fantastica "Acqua e sale" (e ve ne parlerò nel prossimo post) con un Chardonnay locale che faceva ben 12,5°. Un vino troppo importante per un piatto "povero" della tradizione gastronomica locale.

Le comunità del cibo ed un Senatore. Per un piatto strepitoso!

Nell'immaginario collettivo il cavaliere è un bell'uomo, alto, elegante, distinto. Insomma un bel tipo da frequentare.

E' stata l'impressione che ho avuto quando ho visto per la prima volta la spiga del frumento della varietà "Senatore Cappelli", una specialità della Comunità della Calle del Grano della Valle d'Itria.
Selezionato da Nazzareno Strampelli nel 1915 trovò in questa regione, definita a ragione "il granaio d'Italia", il giusto mix di sole e ricchezza del terreno per crescere alto e rigoglioso: forse un po' troppo in quanto, proprio per la sua caratteristica di raggiungere altezze considerevoli - anche 160 cm - aveva la tendenza a piegarsi, necessitando quindi di un'attenzione maggiore per la sua coltivazione. E nel mondo dell'omologazione in nome del profitto a nessuno era venuto in mente che questa caratteristica, l'avvicinarsi al suolo, creava un microclima tale che soffocava le malerbe rendendo così questo grano veramente adatto alla coltivazione bio.
E proprio per questo negli anni venne abbandonata quasi del tutto la sua coltivazione: che diamine, come si fanno altrimenti a vendere i pesticidi ed i diserbanti?

Come le fiabe insegnano, i buoni alla fine vincono sempre, ed anche questo grano la sua piccola battaglia l'ha vinta: un cibo buono pulito e giusto, per una coltivazione rispettosa della natura e dei ritmi millennari che potrebbe, come il trend degli ultimi anni sottolinea, far tornare i giovani in questa terra con queste nuove opportunità di lavoro, proprio grazie alla Comunità del grano della Valle dell'Itria.

Medesima fiaba del Pomodorino Fischetto di Torre Guaceto, una coltivazione ritrovata e della quale vi racconterò fra qualche giorno, dopo aver provato una ricetta davvero golosa.


Cavatelli "Cappelli" con Fiaschetto di Torre Guaceto


Ingredienti
Una confezione di pasta Cappelli, 300 gr di pomodorini Fiaschetto, un po' di passata Voiello, 100 gr di cacioricotta, qualche gheriglio di noce, sale e pepe nero macinato al momento, uno spicchio d'aglio e qualche foglia di basilico, olio evo.

Procedimento
Sbollentare i pomodorini per un minuto, gettarli in acqua e ghiaccio, pelarli, tagliarli in dadolata e saltarli per qualche minuto con dell'olio evo profumato con uno spicchio d'aglio in camicia e mettere da parte.

Grattugiare il cacioricotta, tritare i gherigli di noce, spezzettare con le mani le fogli di basilico.

Portare a bollore dell'acqua salata e lessare i cavatelli; scolarli al dente e spadellarli per un minuto in una capiente padella nella quale avrete versate qualche cucchiaio di passata Voiello, aggiungere la dadolata di fiaschetto, i gherigli e le foglie di basilico. Cucinare per un altro minuto e servire con un'abbondante spolverata di cacioricotta.