Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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La domenica pulisce tutta la ruggine della settimana. (Joseph Addison)

Spesso la domenica viene indicata come "la giornata dedicata al Signore" ed in ogni religione c'è un giorno della settimana che serve in realtà per staccare la spina, allontanarsi dalle incombenze quotidiane e recuperare così una dimensione un po' più "elevata", fatta anche di tempo per sè stessi e per i propri cari.

Un pranzo preparato e gustato con più tempo e più attenzione piuttosto che uno stropicciato ciabattare con il quale affrontare il cibo in un mix di sapori e di orari, un mondo di quotidiani e di libri in ordine sparso, il perdersi nel contenuto di un cassetto dell'era giuassica, l'avvolgersi in un maglione troppo vecchio e troppo grande, con le maniche a coprire le mani che avvolgono le prime tazze di tè caldo della nuova stagione che avanza.

chiocciolina su foglia di basilico

Chi ha il dono della fede vedrà in tutto questo l'opera di Dio e del suo amore per gli Uomini. Chi invece si sente più laico non potrà che sentire che Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. Friedrich Nietzsche

giochi di specchi in bagno


Gateau di ricotta con cioccolato fondente e coulisse di mirtilli

Ingredienti
500 gr di ricotta freschissima, 150 gr di zucchero zefiro profumato alla vaniglia, 4 uova, 4 cucchiai di farina di riso, 200 gr di cioccolato fondente al 70%, 250 gr di mirtilli, zucchero a velo, il succo di un limone.

Procedimento
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria.
Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, unire la ricotta setacciata almeno una volta, unire la farina di riso e il cioccolato sciolto. Amalgamare bene il tutto e per ultimo, con movimenti delicati, unire gli albumi montati a neve fermissima.
Cucinare nel forno già caldo a 170° per 50'-55' e lasciar raffreddare.
Frullare i mirtilli con un paio di cucchiai di zucchero a velo ed il succo del limone, passare al colino cinese e servire ad accompagnamento del gateau.



Poesie bonsai:

Oh Lumaca. Cosa ti viene in mente
di attraversare proprio adesso?
Lo so ch'è domenica
e il centro storico
è chiuso al traffico,
ma c'è sempre qualche furbo
col motori…SCIAK !

Nota a fondo poesia: se si suppone l'esistenza di un cervello negli ultras del calcio è lecito ipotizzare una mente pensante anche nelle lumache. (Enzo Iacchetti) XD

L'insalata era nell'orto....ed il radicchio nel gateau!


Ma quanto bello è l'orto d'autunno e d'inverno!
Non ha la timida delicatezza della primavera o l'allegra sfrontatezza dell'estate; ha l'aura morbida di una donna che è stata incredibilmente bella da giovane e che ora gode dei frutti della sua maturità. Niente eccessi, niente clamore, ma il fascino della discrezione, un incanto per fini estimatori.
No, tranquilli, non e' l'elogio alla menopausa o dell'"età avanzata ma non trascorsa" come si esprimeva il Manzoni a proposito della Monaca di Monza, è semplicemente la riflessione di fronte ad una mattinata di sole dopo quasi un mese di grigiume padano e della metamorfosi dei colori che durante il "foliage" hanno trasformato il paesaggio che ci circonda....costringendo la sottoscritta al lavoro più inutile del mondo: la raccolta delle foglie caduche Eheh...mi lamento sempre: non è la menopausa, è la teresa! :-)



E quindi? Quindi ci vuole un Gateau di ricotta e Radicchio di Treviso con zabaione di Fior d'Arancio!




Ingredienti

500 gr di ricotta vaccina freschissima (caseificio di Borgoricco)
4 uova intere A
150 gr di Radicchio rosso di Treviso IGP (peso effettivo mondato)
230 gr di zucchero
una piccola radice di zenzero fresco
un po' di vino passito
8 tuorli
160 gr di zucchero di canna
160 gr di Fior d'Arancio Passito 2007 - Ca' Lustra

Procedimento

Tritare finemente il radicchio e farlo appassire in una pentola antiaderente con un po' di vino passito. Mettere da parte.
Montare i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, aggiungere la ricotta passata al setaccio e la radice di zenzero fresca grattuggiata finemente.
Montare gli albumi con un pizzico di sale.
Unire il radicchio ai tuorli ed aggiungere gli albumi, con movimenti dal basso verso l'alto.
Versare in una tortiera di 24 cm, oliata con spray staccante (o burro) ed infarinata ed inserire nel forno già caldo, 170° statico, per circa 45' o fino a quando il dolce sarà completamente rappreso al centro.
Nel frattempo montare fino a renderli spumosi, quasi bianchi, i tuorli con lo zucchero. Spostare la crema dalla planetaria al polsonetto ed, aggiungendo a filo il vino, cuocere a bagnomaria bollente fino a farlo diventare soffice.

Servire la fetta di torta con lo zabaione caldo ed il medesimo vino utilizzato per la cottura dello stesso come accompagnamento.
(n.b.: è possibile preparare dei piccoli tortini in sostituzione della classica torta: diminuiscono i tempi di cottura, circa 28-35') .
Prrendetevi una sedia, visto che le poltroncine di vimini sono già tutte incellophanate in cantina, magari un maglioncino morbido morbido addosso e con una bella fetta di torta profumata salutate il tramonto sotto gli alberi spogli....lo zabaione renderà accettabile tutto, anche la teresa!



...visto che a me muoiono anche i fiori di plastica, in autunno non mi sento così tanto in colpa...:-)