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Panna cotta di Casatella Dop al profumo di fava tonka con chutney di mango, papaya e pere per festeggiare un matrimonio prestigioso


La Casatella Dop in questi giorni festeggia un compleanno ed un matrimonio importanti: il riconoscimento della Dop, avvenuto otto anni fa, grazie all'impegno del Consorzio per la tutela del Formaggio Cascatella Trevigiana nato nel 2001 per preservare la tipicità di un formaggi le cui origini sono intimamente legate alla storia e alla tradizione del territorio trevigiano.
Il Consorzio, proprio per salvaguardare l'unicità della Cascatella ha attivato un severo e costante monitoraggi lungo tutto il percorso produttivo che coinvolge sia gli allevatori che i caseifici trasformatori.

Caratteristiche
La Casatella ha un profumo lieve e fresco di latte, ha un sapore dolce appena acidulo.
Per ottenere la sua bontà si lavora il latte a circa 38 gradi, si aggiunge il caglio liquido e nel giro di massimo 40' si coagula. Si rompe la cagliata, si lasciar riposare per 45', si opera una seconda rottura così da ottenere dei coaguli di dimensione di una noce: a questo punto si lavora massa agitandola lentamente. E si attende 10' per lo spurgo.

A questo punto la massa viene posta in forme che devono essere cilindriche obbligatoriamente così da consentire l'uscita del siero. La salatura, che avviene in salamoia, avviene in tempi diversi che vanno dai 40 ai 120' a seconda della dimensione delle forme. La Castella è un formaggio fresco e quindi non deve essere sottoposto a stagionatura: basterà lasciarlo maturare dai quattro agli otto giorni e la certificazione della sua assoluta bontà sarà il confezionamento su incarto del Consorzio.
Ed è pronto per essere consumato!

Ma con che cosa è confezionata la Casatella? Con il latte! E di quali vacche? Soprattutto di due: la Frisona e la Bruna Alpina.



La Frisona Pezzata Nera è la razza più importante del mondo per l'elevata produzione del latte e per l'ensione della sua diffusione. E' originaria dei celebri pascoli o polders dell'Olanda ed è riuscita ad ambientarsi in quelli tedeschi, francesi, canadesi, israeliani e naturalmente italiani. Venne introdotta attorno agli anni '20 del secolo scorso, soprattutto nell'agro romano Romano appena bonificato, e a cavallo delle due guerre fu quasi completamente soppiantata dalla razza Bruna Alpina. Nel 1955 fu ufficialmente adottato il nome di Frisona Italiana e oggi questa razza ha raggiunto elevanti livelli morfologici, comparandola con quelle autoctone.

  

La Bruna arriva invece dalla Svizzera centrale e la sua capacità lattifera si perde in tempi lontani: documenti relativi a questa attività risalgono all'anno 1000 e sono stati i monasteri e le corporazioni religiose a dedicare particolare attenzione al miglioramento genetico della razza con azioni di selezione che si sono ripetute fino al XIX secolo. Attualmente il primato per i numeri dei capi è dell'Italia e il suo latte ha buone caratteristiche merceologiche ed è particolarmente adatto alla trasformazione in formaggio per gli elevanti tenori di grasso e proteine.

La ricetta che vi propongo oggi è un dessert, un po' peccaminoso, per dolcezza, morbidezza e profumo, come dovrebbe essere una sposa, accompagnato da un chutney che viene da lontano.
E con l'asparago di Badoere IGP? Prepareremo un concentrato detox, ma non ora, fra qualche giorno, così da godere in tutta tranquillità del dessert "nuziale".



PANNA COTTA DI CASATELLA AL PROFUMO DI FAVA TONKA CON CHUTNEY DI MANGO, PAPAYA E PERE E CRUMBLE DI SABLE'

Ingredienti per la panna cotta (6 porzioni)
200 g di Casatella Dop
200 g di latte intero
200 g di panna fresca
70 g di zucchero di cocco 
6 g di gelatina
fava tonka

Ingredienti per il Chutney di papaya e mango
1/2 papaia e 1/2 mango, maturi
2 pere William
1 cipolla di tropea
3 cucchiai di zucchero di cocco
1 noce di burro salato
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
3 cucchiai aceto di mele

Preparazione

Preparare il sable seguendo le indicazioni di questa ricetta e mettere da parte.

Mettere in una ciotola la colla di pesce con un po' di acqua fredda.

In una casseruola con il fondo pesante portare a bollore il latte con la panna, lo zucchero e la fava tonka e fuori dal fuoco frullare con la Casatella. Unire la colla di pesce ammollata e strizzata e dividere il composto in stampini di silicone oliati. Abbattere in positivo.

Nel frattempo preparare il chutney di mango e papaya.
Mondare e cubettare la frutta e tritare la cipolla.
Stufare la cipolla in una casseruola con una noce di burro salato.  Unire la frutta, lo zenzero, lo zucchero e sfumare con l'aceto di mele. Cuocere a fuoco dolce per 30' o fino a quando l'acqua si sarà completamente assorbita. 
Frullare, abbattere e mettere da parte.
Impattare il dessert unendolo al chutney e al crumble di sablè.




Voglio condividere con voi i ricordi di una bella giornata di fine estate, la scorsa, trascorsa con alcune associate Aifb in occasione di un piacevolissimo blogtour nella Marca Trevigiana. Ci siamo alzate all'alba per andare nella Malga Malvine "Binot" a mungere la  Bruna e la Pezzata, e trascorrere una giornata nell'habitat naturale di cui ogni vacca dovrebbe godere, tra fiori e professori e vigili cani Pastori.

l'ingresso della Malga "Binot"


Tavola apparecchiata


Fiore edulo ;)


 Occhio che vi vedo!


Dotte chiacchiere con il prof. Danilo Gasparini


Bigliografia:
Caseus Veneti
Consorzio Tutela Formaggio Casatella Dop
Le forme del latte, Slow Food

Risotto al Radicchio tardivo mantecato all'Asiago: le eccellenze venete nel piatto per #lebuonericette. Come la Burlina e la Rendena.


Le eccellenze che arrivano sulle nostre tavole e ci consentono di preparare piatti dai colori e dai profumi inconfondibili hanno alle spalle il duro lavoro di donne e uomini ma anche, e troppo spesso ce lo dimentichiamo, di animali.
Provate a pensare al piatto più semplice e veloce che possiamo cucinare, una bella frittata. Ma se le uova deposte dalla nostra gallina sono stressate, in quanto la diretta interessata costretta in spazi angusti ed a ritmi vitali innaturali, come possiamo pensare che quel piatto così invitante sia davvero "buono"? 
La stessa riflessione andrà fatta per tutti gli animali che l'uomo da tempi immemori alleva, come la mucca o meglio vacca, che dal secondo dopoguerra è diventata, attraverso severe selezioni, una vera e propria macchina da latte.

I miei ricordi di bimba e di adolescente che trascorreva una parte dell'estate sull'altopiano di Asiago mi restituiscono istantanee scattate lungo le trincee de La Grande Guerra non più devastate da orrende esplosioni ma rallegrate dalla paciosa presenza della vacca Burlina, la mucca optical per eccellenza, un animale d'altri tempi, abituata a vivere allo stato brado fin dall'infanzia.

Si racconta che fu uno storico danese, Johu Zimmermann, a fornire un riferimento storico-geografico davvero intrigante nella persona della regina Burhlina che lega la sua vicenda leggendaria alla regione dello Jutland. E che i Cimbri, il popolo di stirpe germanica che colonizzò l'altopiano ed i monti Lessini nel primo Medioevo, portarono dai pascoli del Nord Europa a quelli più profumati del Veneto. Ma nel '700, una devastante epidemia di peste bovina rischiò di cancellare un'attività economica fiorente che appunto nei secoli si era venuta formando, quella della produzione del latte e dei suoi preziosi derivati. Giunse in soccorso della nostra Burlina la trentina vacca Rendena, forse meno elegante e dal mantello di un caldo castano, ma sicuramente più forte. E tutto è bene quel che finisce bene. 
Davvero? Si, direi di si, negli ultimi vent'anni l'interesse per il formaggio di malga è cresciuto nei consumatori, più consapevoli che la qualità del cibo è un valore irrinunciabile in quanto strettamente legato alla qualità della vita degli animali, degli allevatori e dei luoghi dove essi vivono.

Ecco allora una ricetta anzi, una video ricetta, che profumerà la vostra cucina con quanto di meglio sa produrre la nostra Regione, Risotto al Radicchio tardivo mantecato all'Asiago.

Buona appetito!