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Riso al salto e brodo di carne: tecnica e riciclo nelle video ricette smart del venerdì


Chi l’avrebbe mai detto che un piatto servito negli anni ’70 nel blasonato ristorante Savini, frequentato dalla Milano da bere del dopo Scala, è in realtà un piatto del riciclo? 
Si tratta infatti di un colpo di genio dello chef che, durante un servizio, si inventò un modo insolito di servire il riso allo zafferano avanzato. 
Un piatto profumatissimo e molto, molto glamour.

Nel video smart tutti i suggerimenti per eseguire il piatto alla perfezione mentre, di seguito, gli ingredienti e le dosi per quattro persone.


RISO AL SALTO

Dosi per 4 persone
Difficoltà: media
Preparazione: 10’
Cottura: 30’
Vino consigliato: Gavi DOCG Ca' Del Plin

Ingredienti
300 g riso Arborio Bio
40 g di cipolla tritata 
vino bianco secco
brodo di pollo o di manzo o acqua 
50 g di grana grattugiato 
2 bustine di zafferano in polvere
50 g di burro
olio extravergine d’oliva
sale iodato e pepe nero macinato al momento

Preparazione
Stufare per qualche minuto la cipolla tritata in una casseruola velata di olio, aggiungere il riso arborio e tostarlo. 
Sfumare il riso con mezzo bicchiere di vino bianco ed una volta evaporato aggiungere il brodo caldo o l’acqua e continuare la cottura per circa 16 minuti.
A metà cottura unire lo zafferano sciolto precedentemente in un mestolo di brodo e mescolare.
Finire la cottura aggiungendo il Grana grattugiato, 20 g di burro e una macinata di pepe nero.
Togliere dal fuoco e mantecare bene.
Versare il riso su un vassoio allargandolo bene su tutta la superficie, così da farlo raffreddare completamente.
Dividere il riso in 4 parti per preparare i 4 tortini.
In una padella del diametro di circa 15 cm far sciogliere un velo di burro, versare una parte di riso e compattarlo, dandogli una forma tonda.
Cuocere per 5 minuti da un lato, aiutandosi con un piatto e facendo molta attenzione far girare il riso e continuare la cottura per altri 5 minuti dorando anche l’altro lato.
Cuocere con lo stesso procedimento anche gli altri tre tortini e servire.

E che brodo si utilizza per un piatto come questo? Sicuramente un signor brodo di carne e, se ve lo siete perso, ecco il tutorial che ve ne racconterà tutti i segreti.


Buona visione e buon fine settimana a tutti!

#Kids University, Nutrisapere e il viaggio del Cacao: il Ben-Essere abita qui!


Ha inizio oggi a Padova Kids University e, fino al 15 ottobre prossimo, l’Università di Padova aprirà le porte alle scuole primarie e secondarie di primo grado, proponendo ad alunne/i di partecipare a una lezione nelle aule universitarie, nei musei e laboratori: #Kidsuniversity è un'iniziativa gratuita che si rivolge alle bambine/i e ragazze/i tra gli 8 ed i 13 anni.


Si tratta di un progetto realizzato dall'Università degli Studi di Padova in collaborazione con Pleiadi e con la partecipazione dell'Osservatorio Astronomico Di Padova e dell'INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed il patrocinio e contributo del Comune di Padova - assessorato alle politiche scolastiche.
La manifestazione viene realizzata grazie al contrubuto di Pam Panorama e della Fondazione Antonveneta e con il supporto tecnico di Firma Group e Toy Color.


Kids University oggi dedicherà un'intera giornata al benessere con il "Nutrisapere":

al mattino l'incontro con la prof.ssa Giovanna Lomolino e il Nutrizionista Giorgio Donegani che, partendo dalla considerazione delle funzioni che gli alimenti svolgono all’interno del nostro organismo, allargheranno l’orizzonte a tutto quello che attraverso il cibo incorporiamo in termini di cultura, sensazioni, emozioni, per acquisire quella consapevolezza che porterà i bambini ad essere cittadini critici responsabili delle loro scelte. 

al pomeriggio, “Il cacao”, incontro con la cuoca e foodblogger Anna Maria Pellegrino che racconterà il viaggio goloso del cacao dalle piantagioni dell’Ecuador fino alle blasonate pasticcerie di Torino, i segreti di una pianta che ha affascinato imperatori, papi, nobildonne e conquistato i palati dei bambini di tutto il mondo e il cioccolato come commodity.

Per Info: http://www.kidsuniversitypadova.it/ - Tel 049/701778

"Panzanella" la ricetta smart del venerdì per il primo, e soleggiato, fine settimana d'autunno


La panzanella è un piatto che in sé non è niente di speciale ma è conosciuta in tutto il mondo.
Il segreto di questo inno della toscanità e del riciclo? Ottimo pane raffermo, verdura freschissima e olio di prima qualità. E qualcuno con cui condividere questa bontà estiva vegana, anche durante il primo fine settimana d'autunno!


Panzanella

Dosi per 4 persone
Difficoltà: minima
Preparazione: 10’
Riposo: si
Vino consigliato: Sangiovese Casa Vinicola Natale Verga

Ingredienti
300 grammi di pane toscano raffermo di almeno un paio di giorni
3 pomodori da insalata Bio
1 cetriolo Bio piccolo
1 cipolla rossa 
un mazzo di foglie di basilico
olio extra vergine di oliva Bio
aceto di vino bianco 
sale iodato 
pepe nero di mulinello

Preparazione
Tagliare a tocchetti regolari il pane e spruzzarli di acqua.
Lavare e tagliare le verdure: a tocchetti il pomodoro, a fettine sottili la cipolla, a rondelle il cetriolo sbucciato.
In una insalatiera unire tutti gli ingredienti, le foglie di basilico spezzettate grossolanamente con le mani e condire con una vinagreitte preparata con aceto, olio, sale e pepe nero: mescolare, anche con le mani, e far riposare almeno un’ora prima di servire. 
E’ più buona il giorno dopo.

Vegan muffin "Pel di Carota" per la #videoricetta del venerdì

La scorsa settimana abbiamo imparato a preparare un estratto bello e buono e ricco di sostanze nutritive fondamentali per iniziare bene la giornata o per una piccola pausa golosa.
L'estrattore infatti, come la centrifuga, è un elettrodomestico entrato nelle nostre case con una certa irruenza negli ultimi anni e la domanda, ad ogni utilizzo, sorge spontanea: "e con tutta la fibra scartata che ci faccio?"
Moltissimo, effettivamente, come ci insegna una regola fondamentale della fisica ovvero la legge della conservazione della massa, quella che dice "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". La fibra scartata infatti, ricca di elementi importanti per la nostra alimentazione, diventa ingrediente e si trasforma in muffin vegani, come nella videoricetta veloce proposta oggi.


Belli e buoni, vero? E anche bravi, visto che ci hanno dato l'occasione di ripassare un po' di fisica.

Muffin vegano “Pel di Carota”

Portata: dessert
Dosi per 12 muffin
Difficoltà: minima
Preparazione: 30’
Cottura: 30’

Ingredienti
150 g di farina 00
150 g di farina integrale
150 g di fibra estratta, quella che preferite da frutta varia (carota, fragole, arance, ecc)
60-100 ml di bevanda di soia Bio (dipende dall’umidità della fibra utilizzata)
80 g di zucchero di canna 
80 ml di olio di semi di mais 
1/2 bustina di lievito per dolci oppure 1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 stecca di vaniglia 
zucchero a velo per la decorazione 

Preparazione
Accendere il forno a 180° statico.
In una ciotola setacciare la farina con il lievito, in un’altra la fibra con lo zucchero e l’olio.
Versare gli ingredienti secchi in quelli umidi, profumare con i semini della vaniglia, versare a filo il latte di soia fino ad ottenere una pastella cremosa e un po’ densa.
Distribuire il composto con un porzionatore da gelato in uno stampo da muffin coperto da pirottini e cuocere per 25-30’ fino alla prova stecchino.
Sfornare, far raffreddare e servire spolverando con zucchero a velo.

Buon venerdì a tutti!



Back to school! "Cappuccetto Rosso" e una favola di centrifuga per le #videoricette vegane del venerdì


Incredibile! 
Sono già trascorsi tre mesi e la campanella suonerà in quasi tutte le scuole d'Italia e riprendere con rinnovata energia (voglio proprio vedere se dopo tutte queste vacanze osate protestare!) l'avventura del nuovo anno scolastico.
E chi ben comincia è a metà dell'opera e quindi si comincia bene con una sana colazione, il pranzo più importante della giornata.
In questa settimana, a venerdì a venerdì, quattro nuovi video - praticamente un menù - tutti dedicati al benessere e alla voglia di rimettersi ai fornelli, riaccendendo i forni, con piatti semplici che possono essere preparati anche da amanti della cucina un po' inesperti o da giovani aspiranti chef.

La ricetta di oggi prevede l'utilizzo dell'estrattore per un goloso bicchiere ricco di sali minerali, zuccheri della frutta e tanti antociani, così da preparare il sistema immunitario ad affrontare i prossimi rigori autunnali. Un goccio di miele per una dolce coccola e qualche scaglia di cioccolato fondente, un vero supereroe della dispensa.

E con le fibre scartate dall'estrattore o dalla centrifuga? Non gettatele e ci ritroviamo qui lunedì per cucinare insieme un esercito di muffin vegani.

Buona visione e buon fine settimana con le #buonericette di Pam Panorama.



La #videoricetta del venerdì. Anzi tre: le salse veloci che in cucina bisogna conoscere


La salsa è una preparazione semi-liquida utilizzata per accompagnare carni, pesci, anche verdure, e per rendere più armonico il gusto di un piatto.

Auguste Escoffier, celebre cuoco francese che diede un risalto incredibile alla figura del  "saucier" nella brigata di cucina, a chi gli domandava come ideava le sue salse, rispondeva "Raramente è il caso a suggerirmele. Come in pittura vi sono colori complementari, anche in cucina vi sono sapori complementari. Cosi,conoscendo le proprietà e gli aromi degli alimenti, le dissonanze o le armonie esistenti tra loro, posso creare sulla carta, ovvero senza utilizzare i fornelli, alcune preparazioni anche complicatissime. Azzardando un altro paragone, posso affermare che come un compositore riesce, con la sola immaginazione, a realizzare il valore di un accordo musicale che a pensato, cosi io sono in grado di anticipare il sapore dell'abbinamento di due o più alimenti che non sono mai stati accostati".

Seguendo il pensiero di Escoffier possiamo dire che in cucina, come in tutti i momenti della nostra quotidianità, la differenza fra buono e cattivo sta solo nella cura e nell'attenzione che si pone nel portare a termine un determinato gesto e, quindi, anche per la realizzazione delle salse un ingrediente non vale l'altro, pena ottenere un risultato scandente.

In commercio ne esistono di molte, testate e codificate, e oggi voglio proporvi quelle ideate per accompagnare - ma non solo - degli hamburger, veggy e maggy, per i quali vi do l'appuntamento la prossima settimana.

Una videoricetta veloce, anzi videotutorial, per tre salse stuzzicanti: Salsa al Curry, Maionese Vegana e Salsa Tzatzichi, e con un suggerimento per un ingrediente segreto.
Buona visione (e buon lavoro)!


Caponata di melanzane. Ricetta? Di più! Videoricetta (che è quasi un tutorial)

Venerdì sta per Videoricetta e questa settimana c'è una sorpresa in più ovvero la Giornata Nazionale della Caponata, grazie al post di Giuliana Fabris dove potrete scoprire tutto della storia della ricetta, inserita nella settimana che il Calendario del Cibo Italiano di Aifb dedica alla melanzana, la "mela insana" che tolse il sonno a più di qualche censore disturbato, a sua insaputa, dalla presenza un po' fastidiosa della solanacea cruda, confusa con l'idea di maligno che, come ben sappiamo, si cela in molti luoghi. Orto compreso.

La caponata, tripudio degli ortaggi estivi, è un piatto che racconta tutta la bellezza e la passione della cucina che la gastronomia siciliana esprime in ogni portata. L’ingrediente principale, le melanzane, devono riposare con un po’ di sale grosso così da perdere parte dell’acqua amara di vegetazione e fritte nell’olio di semi, così da rendere il gusto più leggero. L'unione successiva con gli altri ingredienti, cotti a parte e con un po' di lentezza, ci consente di godere di un mix unico di sapori grazie soprattutto all'agrodolce, conditio sine qua non della ricetta, e sarà come far entrare l’estate nella vostra cucina. Il tocco finale, l'aggiunta dell'uvetta e dei pinoli tostati, testimonia come il mediterraneo ha saputo contaminare ricettari e palati, in perfetta armonia.
E' un piatto semplice, in sintesi, ma più curerete la linea con attenzione e più il palato vi ringrazierà e, mi raccomando, si serve a temperatura ambiente, in quanto il riposo conferisce un’armonia maggiore agli ingredienti.

Nel video anche un piccolo consiglio ovvero come preparare un hummus di melanzane, da preparare con la parte bianca inutilizzata dell'ortaggio, così da non sprecare davvero nulla,

Buona visione e buon appetito!


Quiche vegetariana di verdure estive: le nuove video ricette!


Il logorio della vita moderna ci impone ritmi sempre più intensi e mozziconi di tempo da dedicare a quanto più ci piace, come godere di un video di qualche minuto, magari per imparare qualcosa, come una ricetta di cucina, dove le zoomate sui particolari ci possono dare degli spunti per ricette future e fissare trucchi per una riuscita migliore.

Con Pam Panorama, l'azienda per la quale sviluppo la ricettazione web, video e magazine,  e Ciquattro Agency abbiamo deciso di cambiare format alle video ricette (ma questa è una sorpresa, le riprese sono appena finite!) e di girarne anche di very smart ovvero video che non durino più un minuto e mezzo ma che sono in grado di spiegare la ricetta passo passo!

Abbiamo iniziato con una quiche colorata di verdure estive, resa più leggera grazie alla presenza della ricotta fresca e ancora più facile nell'esecuzione grazie all'utilizzo della pasta brisée già pronta. Ma siccome so che siete bravissimi qui troverete anche il link del videotutorial (eh si, abbiamo girato anche quelli!) per prepararla con le proprie mani e in poche mosse.


Buona visione e soprattutto buon appetito!

QUICHE VEGETARIANA DI VERDURE ESTIVE

Portata: antipasto, secondo piatto
Dosi per 6 (8) persone
Difficoltà: minima
Preparazione: 15’
Cottura: 40’
Riposo: si
Forno: si
Kcal: per il piatto 926; per porzione 166 (124,75)
Vino consigliato: Verduzzo Giavi Doc

Ingredienti
1 zucchina
1 cipolla rossa 
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 cucchiaio di pane grattugiato 
2 cucchiai di pecorino romano dop grattugiato 
3 uova bio
250 g di ricotta fresca
1 confezione di pasta brisè 
Olio extravergine d’oliva 100% Italiano
sale iodato 
pepe nero macinato al momento
qualche foglia di basilico fresco per la presentazione e per il piatto

Preparazione
Imburrare ed infarinare uno stampo da 20-22 cm di diametro oppure utilizzare della carta forno, stendere la pasta brisée, cospargerla di pane grattugiato e conservare in frigorifero. 
Accendere il forno a 180°.
Nel frattempo lavare e mondare le verdure, tagliarle prima a julinenne e poi a cubetti (lasciare da parte qualche fettina sottile di cipolla rossa per la decorazione), profumare con una macinata di pepe nero, un pizzico di sale e mescolatele con le mani unendo le foglie di basilico spezzettate con le mani.
In una terrina sbattere le uova con 1 cucchiaio di pecorino, unire la ricotta. Regolare di pepe. Unire le verdure cubettate e mescolare bene.
Cospargere con il pecorino avanzato, la farcia di verdure, livellare la superficie e decorarla la con le fettine di verdure.
Cuocere nel forno statico già caldo fino alla doratura.
Sfornare, far raffreddare e servire con fresca insalata e qualche foglia di basilico fresco.

Noodles con uova, verdure e gamberoni: un breve viaggio nella storia e nella cultura della cucina cinese (e la grammatica della bacchette)

Sin dai tempi più remoti, i pensatori e gli scrittori cinesi hanno costantemente affrontato il tema dell’alimentazione, tant’è vero che il nome di un piatto non si riferisce ai suoi ingredienti bensì alla qualità del piatto stesso. Così la zuppa d’uovo è chiamata “la delicata brezza di una notte di luna piena”: un piatto preparato in una zuppiera è detto “tutta la famiglia è riunita.

La cucina cinese è considerata un’arte, fa parte della cultura millenaria del paese e gode di una notevole popolarità in tutto il mondo.
Si fonda essenzialmente sull’armonia tra gli alimenti fan, riso, sorgo, miglio, bambù e grano, e quelli tsai ovvero tutto ciò che accompagna i fan: verdure, funghi, carne e pesce. E l'alimentazione sana si sa sull'equilibrio perfetto tra la dualità dello Yin (alimenti rinfrescanti freddi) e dello Yang (alimenti energetici e caldi), concetto millenario accettato da tutte le scuole di pensiero filosofico e che governa buona parte del comportamento quotidiano.L’armonia cromatica è parte fondamentale del piatto dove l’ingrediente principale viene accostato ad altri secondari così da poter avere da tre a cinque colori in ogni piatto

Gli alimenti si suddividono ulteriormente nei Cinque Elementi:
Fuoco, degli alimenti amari e/o di colore rosso, ottimi per il cuore e l'intestino tenue, carne d'agnello e capra, peperoni, caffè, cacao e alcuni liquori.
Legno, degli alimenti agri e/o verdi, come anatra, pollo, grano e il tè d'ibisco e favoriscono il corretto funzionamento del fegato e della vescica.
Acqua, elemento degli alimenti salati e di color nero, ideali per i reni e per la vescica. dell'elemento acqua fanno parte anche alcuni legumi.
Terra, degli elementi che danno vigore alla milza e allo stomaco, quelli di colore gialle e/o dolci, come il mais e il miglio, ortaggi come la zucca e la carota e buona parte della frutta.
Metallo, elemento che comprende gli alimenti piccanti e/o bianchi, necessai a rafforzare i polmoni e l'intestino crasso come il riso integrale, il crescione, la rapa e infine il vino caldo.

La cucina che conosciamo noi, ampiamente adattata alle esigenze europee, è quella della regione del Guangdong in quanto fin dal XIX secolo moltissime famiglie emigrarono da quella regione in Europa e negli Stati Uniti: spicca nettamente la nota agrodolce e l’utilizzo della salsa di ostriche, nata da una dimenticanza di un cuoco.


Come per quella indiana anche la cucina cinese sente forte l’influenza della geografia così che i quattro punti cardinali caratterizzano anche quattro diverse tipologie di cucina
Quella del nord, dal fiume Yangtze fino alla Grande Muraglia, offre stili culinari di Shantung, Henan e Pechino nei quali predominate è l’uso di cereali come grano, mais o miglio, utilizzati anche per preparare pane, spaghetti o frittelle. Si tratta di una cucina molto sapida e sostanziosa dove vengono ampiamente utilizzati pollo e tofu. Il piatto più conosciuto? Sicuramente l’anatra laccata alla pechinese.


La cucina dell’ovest è quella situata all’interno della Cina, comprende l’area di Sichuan e Hunan. L’isolamento ha caratterizzato nel tempo una cucina molto piccante grazie all’uso del famosissimo pepe di Sichuan ma anche di peperoncini rossi e di zenzero. Molto amati i piatti a base di maiale, pesce e di frutta. Il piatto più apprezzato è a base di tofu e peperoni piccanti. 

La cucina dell’est caratterizza l’area geografica che va dalla costa orientale fino al centro della Cina e comprende gli stili gastronomici di Fujian, Jiangxi, Zhejiang e, il più importante, quello di Shanghai. E’ una cucina ricca di frutta e verdura, grazie anche alle terre fertili che caratterizzano queste aree, e quindi prevalentemente vegetariana. Le carni vengono trasformate nella cottura grazie all’uso dello zucchero e si prediligono le tecniche del vapore e della rosolatura.
Infine, ma non per importanza, la cucina del sud della Cina, dove spicca quella cantonese che utilizza tantissimi prodotti e abbondanti condimenti e salse. Si tratta di una cucina raffinata dove è fondamentale la freschezza della materia prima: carni, pesci d’acqua dolce e salata, verdura e funghi vengono acquistati tutti giorni nei caratteristici e fornitissimi mercati cittadini.


Un discorso a parte merita la cucina di Taiwan caratterizzata dalla mescolanza di colori, di aromi e di sapori, presentata in maniera squisita e dove si possono trovare, alle volte anche riassunti, quasi tutti gli stili regionali cinesi: pesce alla griglia, cucina di Sichuan, anatra alla pechinese, il riso utilizzato in infiniti piatti ed i dolci presentati sotto forma di ravioli cotti al vapore o fritti.
Le porzioni di un pranzo cinese non sono servite individualmente: i piatti da portata si collocano al centro del tavolo dai quali si trasferisce il cibo in quelli di ogni commensale utilizzando le famose bacchette per le quali vige un codice di comportamento rigorosissimo. Non bisogna introdurre le bacchette nella bocca mentre si mastica, non bisogna farle cadere pena l’avvicinarsi di disgrazie immani, non si infilza il cibo, non si conficcano in un piatto di riso ed infine non bisogna assolutamente gesticolare con le bacchette mentre si parla!

Infine Marco Polo, il mercante veneziano (1254-1324), che diffuse in Europa le culture dell'Estremo Oriente, e che fece parte del corpo diplomatico dell'imperatore cinese Kublai Khan: nel suo diario di un viaggio lungo vent'anni, "Il Milione", esaltò la cucina cinese dell'epoca affermando che "nessuna cucina al mondo offre tanto piacere con così poco".

Noodles con uova, verdure e gamberoni

Il piatto di oggi è un piatto semplice nella preparazione ma elegante nel gusto: l’utilizzo del wok consente di accorciare i tempi di cottura, restituendo i singoli ingredienti croccanti e ben amalgamati tra loro.

Preparazione: 25’
Cottura: 25’
Difficoltà: semplice

Ingredienti
300 gamberoni o mazzancolle senza testa
200 g di seppia
250 g di noodles
2 uova Bio

100 g di piselli freschi (surgelati o in scatola se la stagione non aiuta)
2 cipollotti
1 cipolla rossa 
1 carota
1 pezzettino di radice di zenzero 
50 ml di salsa di soia bio
25 ml di sake 
sale iodato 
brodo vegetale
olio di semi di mais 
pepe di Sichuan in grani
prezzemolo fresco per la decorazione

Preparazione
Pulite i gamberoni, eliminate il carapace e il budello interno e lasciate marinare qualche minuto con il sake, un pizzico di sale e una macinata di pepe di Sichuan e ripetete con la seppia pulita e tagliata a julienne.
Mondate e tagliate anche le verdure a julienne e sottilmente la cipolla.
Grattugiate la radice di zenzero e in una ciotola sbattete le uova con un pizzico di sale ed una macinata di pepe di Sichuan. Cuocete da entrambi in lati una sottile frittatina utilizzando una padella antiaderente molto calda. Tagliatela a listarelle e mettete da parte.
Nel wok, con un paio di cucchiai di olio, cuocete dolcemente il porro e il cipollotto, unite le carote ed i piselli ed aggiungete un paio di mestoli di brodo vegetale.
Dopo qualche minuto aggiungete la seppia, i gamberi e la salsa di soia con lo zenzero grattuggiato.
Nel frattempo portate a bollore dell’acqua salata e lessate i noodles per 2’, mescolandoli così che non cuociano in blocco.
Trasferiteli nel work, unite un mescolo di brodo vegetale e portate a termine la cottura per altri 2’.
Servite immediatamente con dell’altra salsa di soia a parte e decorando il piatto con prezzemolo fresco tritato finemente.

Le previsioni g-astrologiche del 2016: Cancro, Scorpione e Pesci e il Fiadone corso


Eccoci alla fine del menù, il dessert, che andrà a caratterizzare i segni dello Zodiaco che hanno in comune l’elemento Acqua: Cancro, Scorpione e Pesci.

Il Cancro rappresenta i frutti maturi, lo Scorpione la semina ed i Pesci l’ultima fase della vita sotterranea. E’ curioso come, nelle tre decadi o gradi (1-10°, 10-20°, 20-30°) ovvero gli spicchi occupati dal Sole durante il percorso dello Zodiaco, che contraddistinguono differenti parti del corpo, i primi due segni d’acqua hanno a che fare con il cibo (Cancro, stomaco e ventre; Scorpione, intestino e retto) inteso nella sua valenza più profonda ovvero assaggiato, degustato, cercato avidamente o rifiutato, assimilato, trattenuto ed infine espulso. Aspetti poco cool ma pur sempre da tenere in considerazione.

Come sarà il 2016 per i segni d’Acqua? Una parola sola: rinascita. Una vera e propria maieutica che è più di eliminare i rami secchi (Saturno vi ha messo a dura prova negli ultimi due anni) o raccogliere i frutti di faticose semine. E’ cambiare pelle, anche faticosamente. E fare spallucce se il mondo non è pronto. Voi, invece, si.

La frase dell’anno per i Cancro: “Un’emozione particolare nel veder ergersi sul mare i vecchi muraglioni di Bisanzio e drizzarsi nel cielo la cupola e i minareti di Santa Sofia” (Marella Agnelli).
Emozionante, vero? E’ meglio che vi abituate. Nettuno dona intuito mentre Giove promette fortuna sul lavoro e nello studio (mai considerarsi imparati!) e la vostra sensibilità, per una volta, non si rivolterà contro. Lo sapete anche voi che siete i rododendro dello Zodiaco, vero? Prendete l’agenda e segnatevi due periodi: dal 9  gennaio al 17 febbraio qualche difficoltà colpo di coda del 2015 potrebbe impensierirvi e dal 31 luglio al 9 settembre quando vi capiteranno occasioni irripetibili per quanto riguarda il lavoro. E poi segnate una data a caso lungo il mese del vostro compleanno. Per sposarvi.

La frase dell’anno per gli Scorpione: “- Quando tempo – dirai. – Come va – chiederai. – Bene, quando ti vedo” (Daria Menicanti).
Amore, passione, sensualità. Ma anche fascino magnetico. Segna anche che sarai lucido, lungimirante, astuto. Ebbene si, finalmente è il vostro turno e il 2016 sarà un anno ricco di successi e novità, grazie a Giove, a Plutone e soprattutto a Nettuno, che vi osserva amorevolmente dall’amico Pesci. Anche per te d’obbligo l’agenda: dal 9 gennaio al 13 febbraio potrebbe essere una buona idea battere i pugni sulla scrivania e guardare fisso negli occhi il capo. Non ti resisterà. Mentre dal 14 febbraio al 12 marzo vola basso: qualcuno pronto a farti lo sgambetto c’è sempre. Ma superato questo periodo lo infilzerai con un transpallet.

La frase dell’anno per i Pesci: “Ora, come sempre, è presto. La luce vola con le sue api. Lasciatemi solo con il giorno. Chiedo il permesso di nascere” (Pablo Neruda).
Ricordate la maieutica? Perfetto, riprendete in mano i libri di filosofia e ripassate Socrate, vi aiuterà a non abbassare lo sguardo dinnanzi a Saturno, che cercherà in tutti i modi (come nel 2015) di mettere i sogni alla prova della realtà. Il vostro segno è il più completo: racchiude in sé tutte le caratteristiche dei segni che lo precedono, la vostra magica sensibilità deriva proprio da questo. Nettuno, vostro governatore, il più misterioso e pericoloso tra tutti, vi lascia generosamente in usufrutto il suo tridente, con cui pescate nel mare della vita le buone occasioni e visto che siete in due dove non prende il primo ci riesce sempre il secondo. Basterà quindi che entrambi i pesci (sarebbe utile ogni tanto decidere comunque un’azione comune) raccolgano il guanto della sfida e non ce ne sarà per nessuno. E ringraziate Marte nello Scorpione che guiderà la vostra rinascita. Come la Fenice.

Quale proposta a chiusura del menù e del 2015? Dessert, naturalmente, ma non troppo sofisticato, i prodromi di un dessert, ecco. L’ispirazione è tutta marina, direi isolana in quanto non c’è niente come un’isola che possa spiegare le contraddizioni dei segni d’acqua, così immersi nel liquido amniotico della vita e così ritirati in loro stessi e nella loro solitudine, come i pastori corsi e sardi. Entrambe le isole (e di una parte della Sardegna ve ne parlerò fra qualche giorno) sono belle, crocevia di storie e di uomini, dai menù contaminati e dalla natura mozzafiato. Ed ho scelto la Corsica, con questo dolce semplicissimo a base di ricotta di capra, vestito a festa dai profumi delle spezie, per i ricordi che ancora mi emozionano, donati anni fa da una delle immersioni più belle, al largo di Lavezzi, dove mi sono sentita davvero un tutt’uno con l’elemento acqua, circondata da Cernie lunghe come me, che mi rubavano placide il pesce dalle mani.


Fiadone, dolce corso con ricotta di capra o “Brocciu"
Il Fiadone è un tipico dolce che giunge nelle nostre cucine dalla Corsica, facilissimo da preparare e da offrire anche come merenda salubre e golosa. Si può aromatizzare ulteriormente utilizzando un alcolico (un paio di cucchiai e diminuendo la quantità di succo di limone ad un cucchiaio) di vostro gusto come grappa, brandy, marsala anche se, secondo me, con il Calvados, diventa regale.
Un consiglio circa lo zucchero a velo? Con l’aiuto di un buon frullatore (=buon motore) è possibile polverizzare lo zucchero semolato unendo la parte esterna essiccata della bacca della vaniglia. Profumo intenso anche senza gli “aromi naturali”.

Dosi per 4-6 persone
Portata: dessert
Difficoltà: semplice
Preparazione: 20’
Cottura: 40’

Ingredienti
250 g ricotta freschissima di capra
80-100 d di zucchero semolato (è meglio sentire il gusto della ricotta che quello dello zucchero)
1 cucchiaino di fava Tonka grattugiata 
3 uova bio
la scorza grattugiata e il succo di un limone bio

Preparazione
Accendere il forno a 200° statico.
In una ciotola lavorare la ricotta con una spatola unendo la fava tonka, la scorza di limone e il succo.
Montare i tuorli con lo zucchero e gli albumi a neve ferma.
Unire la crema di ricotta ai tuorli montati ed infine aggiungere gli albumi con movimenti delicati, dall’alto verso il basso, sempre aiutandosi con una spatola.
Coprire con carta forno bagnata e ben strizzata una teglia quadrata piccolina o uno stampo con cerniera dal diametro max di 20 cm.
Infornare, abbassare la temperatura a 180° e cuocere per 40’, fino alla doratura della superficie.

Sfornare, far raffreddare e servire spolverando di zucchero a velo.