Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Cosa ne facciamo dei morti? Anche festeggiarli con i colori della Natura che entra in letargo con un pane al mais e una composta di zucca allo zenzero


Cosa ne facciamo dei morti?

E’ la domanda che da sempre si è posto l’uomo nell’affrontare, con le armi spuntate che si ritrova, il mistero della morte e dell’assenza di chi fino a pochi minuti prima era palpitante di vita.
Da vivi, chi più e chi meno, si è sempre molto affaccendati e la morte, oltre all’assenza, porta con sé un’altra consapevolezza ovvero l’inattività.
Un problema nel problema, quindi: morti e fermi. Una noia. Mortale, verrebbe da dire.

C’era la necessità di superare pragmaticamente tutto questo e di poter donare all’assenza ed all’inattività una valenza diversa: l’amore che aveva unito in vita continuerà sotto forma di attenzione e protezione con l’assenza e nel ciclo perenne ed immutabile della Vita e della Natura l’accudimento diventerà quel sentimento che consentirà ad uomini ed animali di elevare la propria Anima, di dare un senso alla propria presenza, al proprio passaggio.
 

I colori accesi e carichi di vita che la Natura offre in questo periodo dell’anno sono una sorta di canto del cigno della luce, la fine di un periodo lungo, che inizia subito dopo il Solstizio d’Inverno, in cui le tenebre vengono giorno dopo giorno sconfitte dalla permanenza del Sole, divinità temuta ed amata da migliaia di anni. 
Con l’Equinozio d’Autunno hanno fine anche tutte le attività frenetiche che la necessità dell’accudimento e del sostentamento impongono e con il riposo della Natura ha inizio anche il riposo dell’uomo: si raccolgono le olive mentre la vendemmia è già avvenuta, i fienili sono carichi di fieno e granaglie, la dispensa ricca di conserve e composte e con le castagne, ultimo dono del bosco, si preparano pani e biscotti mentre fra qualche giorno, l’estate di San Martino, farà calare il sipario su buio e silenzio.

 

Buio e silenzio che custodiranno i semi messi a dimora nella terra umida ed ancora ebbra del calore dell’estate, stesso buio e silenzio che condizionano la presenza di chi non c’è più.
Nella notte del 31 ottobre si chiede ai nostri morti di prendersi cura dei semi, del raccolto e del nostro futuro e ci si affida, scambiando per un momento i ruoli. Le finestre delle nostre case si illuminao improvvisamente di grandi zucche, intagliate e svuotate, ortaggio magico e propiziatorio, assieme alle fave ed ai ceci, che indicheranno la strada a chi non c’è più. I tavoli delle nostre cucine verranno apparecchiati con dolci e tanta acqua così da dare ristoro ed i dolcetti, preparati con mani amorevoli, saranno il testimone che passerà dalle mani dei morti a quelle dei bambini, le cui anime candide ed innocenti sapranno raccogliere la testimonianza ed il sorriso del nonno con il quale si aveva giocato a lungo, felici e complici.

 

La cultura del consumo e dell’ignoranza ha conferito alla notte dei Morti una connotazione macabra, orripilante, sanguinolenta, tripudio del maligno, quando in realtà si tratta di un momento carico di mestizia, di caldi ricordi e dove i vivi trasformeranno i luoghi in cui i morti riposano in cimiteri carichi di fiori, di presenze, di chiacchiere e di sorrisi.

Perché la morte è l’unica cosa certa dal momento in cui usciamo dal ventre materno e sarà comunque una presenza costante. Da temere e onorare.

La mia ricetta per il primo novembre, visto che Halloween è finalmente passato, è un ringraziamento alla Natura, un tripudio di colori e di profumi, in attesa che questo lungo periodo, che terminerà con l’Epifania, lasci il passo alla Luce ed ai germogli.


Pane al mais e composta di zucca allo zenzero

Una coppia perfetta formata da un pane davvero gluten free sia per la colazione che per l’aperitivo con i caldi colori del foliage autunnale e da un’insolita confettura, dolce e leggermente speziata che si presta ad essere utilizzata non solo per accompagnare il pane al mais ma anche per la preparazione di crostate e biscotti. Un consiglio: abbinate alla coppia una selezione di formaggi e magari, perchè no, qualche salume di ottima qualità.

Dosi per 6 porzioni
Difficoltà: minima
Preparazione: 20’ per il pane al mais, 20’ per la composta di zucca 
Cottura: 35’ per il pane al mais, 40’ per la composta di zucca
Riposo: si, 2h per il pane, 4h per la composta di zucca

Ingredienti e preparazione pane al mais senza glutine
300 g di farina di mais
75 g di fecola di patate
75 g di mais fresco
4 g lievito di birra essiccato
280-300 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale iodato
1 cucchiaio di semi di zucca

Preparazione
In una ciotola mescolare le farine e il lievito, unire l’acqua impastando con un cucchiaio ed alla fine aggiungere il sale e il mais sgocciolato. Ottenere un composto uniforme, coprire con pellicola e far riposare coperto in un luogo tiepido per circa 1h.
Spennellare di olio di semi una tortiera di 22 cm di diametro, o rivestirla di carta forno, versare il composto e far lievitare per un’altra ora.
Accendere il forno a 230° inserendo una ciotola d’acqua nella teglia riposta nella parte più bassa del forno.
Abbassare il forno a 220°, infornare la tortiera dopo aver ricoperto la superficie con i semi di zucca, versare l’acqua calda nella teglia così da creare il vapore che consentirà al pane di sviluppare una bella superficie croccante.
Cuocere per 35-40’ o fino alla doratura.
Sfornare, far raffreddare sopra una gratella prima di tagliare e servire con i semi di zucca.

Ingredienti e preparazione per la composta di zucca e zenzero
500 g di polpa di zucca pulita, privata dei semi e dei filamenti
15 g di radice di zenzero fresca
1 seme di cardamomo
1 limone Bio
150 g di zucchero di canna 
150 g di zucchero semolato

Dal limone ottenere il succo e le zeste.
Tagliare la polpa della zucca a pezzettini regolari e trasferirla in una casseruola, unire entrambi gli zuccheri, le zeste, la bacca di cardamomo aperta ed il succo di mezzo limone, coprire con della pellicola da cucina e fate riposare per qualche ora.
Mondare e grattugiare la radice di zenzero fresca.
Unire lo zenzero alla zucca, togliere il cardamomo, portare ad ebollizione, abbassare la temperatura e continuare la cottura a fuoco dolce per circa 40’ o fino a quando il composto non si sarà addensato.
Versare la composta in barattoli piccoli sterilizzati precedentemente, chiudere con un coperchio pulito, capovolgere così da ottenere naturalmente il sottovuoto e conservare al buio un paio di settimane prima di consumarla.


"Panzanella" la ricetta smart del venerdì per il primo, e soleggiato, fine settimana d'autunno


La panzanella è un piatto che in sé non è niente di speciale ma è conosciuta in tutto il mondo.
Il segreto di questo inno della toscanità e del riciclo? Ottimo pane raffermo, verdura freschissima e olio di prima qualità. E qualcuno con cui condividere questa bontà estiva vegana, anche durante il primo fine settimana d'autunno!


Panzanella

Dosi per 4 persone
Difficoltà: minima
Preparazione: 10’
Riposo: si
Vino consigliato: Sangiovese Casa Vinicola Natale Verga

Ingredienti
300 grammi di pane toscano raffermo di almeno un paio di giorni
3 pomodori da insalata Bio
1 cetriolo Bio piccolo
1 cipolla rossa 
un mazzo di foglie di basilico
olio extra vergine di oliva Bio
aceto di vino bianco 
sale iodato 
pepe nero di mulinello

Preparazione
Tagliare a tocchetti regolari il pane e spruzzarli di acqua.
Lavare e tagliare le verdure: a tocchetti il pomodoro, a fettine sottili la cipolla, a rondelle il cetriolo sbucciato.
In una insalatiera unire tutti gli ingredienti, le foglie di basilico spezzettate grossolanamente con le mani e condire con una vinagreitte preparata con aceto, olio, sale e pepe nero: mescolare, anche con le mani, e far riposare almeno un’ora prima di servire. 
E’ più buona il giorno dopo.

La Playlist per la sfida #44 dell'Mtchallenge: perché non di solo pane vive il blogger


Una delle ultime canzoni postate per il Mtchallenge era la sigla del cartone “Heidi”, dove le caprette fanno miao e, neanche fossi una sensitiva, la sfida di Gennaio ci porta proprio in montagna con i meravigliosi Canederli di Monica. E naturalmente dalla regia mi dicono che abbiamo la video ricetta, pardon, la video-musical-ricetta, con tanto di traduzione espressa degli ingredienti:
persemolo: prezzemolo
sigole: cipolle
balotole: palline
fregole: briciole
cichera: tazza.
I canderli trentitini si accompagnano con capussi (cappuccio), luganega (salsiccia), smacafam che corrisponde ad una torta, Macafame, anch’essa preparata con il pane e poi l’immancabile vino santo, il Marzemino, in quanto anche i Trentini, come i Veneti ed i Friulani, sono un popolo enologicamente all’avanguardia.


La madre di tutti gli ingredienti per la preparazione dei canederli è il pane che, un po’ come il prezzemolo, non ama stare da solo e lo si trova accompagnato con companatici di diversa natura.

Ecco un po’ di suggerimenti per la playlist di questa sfida

Pane e frittata – Rocco Papaleo

Pane e rap -  Rocco Hunt

Pane e castagne – Francesco De Gregori

Pane e merda - Gel feat Metal Carter, Cole, Noyz Narcos

Pane e veleno – Totò (Miseria e Nobiltà)

Ma come si prepara il pane? Seguono altri suggerimenti:

Acqua e sale – Mina e Celentano

La guerra di Piero – Fabrizio de Andrè

Vorrei chiudere con un omaggio ad un Artista che amo molto anzi molto più di molto che ci ha lasciato qualche giorno fa. Un cuore ballerino, come molti di noi, ed ogni giorno un progetto nuovo e forse è proprio questo fuoco che brucia dentro che rende persone appassionate persone speciali.
Io l’ascolto molto spesso, quasi ogni giorno e con le sue note sono nati molti dei personaggi che poi cucinano le ricette per la sfida più viva del web.

Questa è per quando ci si sfiderà sul caffè..
Pino Daniele - 'Na Tazzulella 'e Cafè (Terra Mia)

…questa per le donne che prendono forma sulla carta e poi vivono di vita propria…

Femmena – Pino Daniela

…e questa è per voi. Tutti sul cubo!
Pino Daniele - Yes i know my way

Buon ascolto e buona sfida!
Amp

Dal 17 al 21 gannaio il Molino Quaglia al #Sigep con PETRA® al centro di una filiera che dal campo porta a partener italiani selezionati


Si chiama Petra Selected Partners ed è il progetto che il Molino Quaglia presenterà durante la prossima edizione di Sigep(Salone Internazionale gelateria, pasticceria e panificazione artigianali) che si terrà a Rimini dal 17 al 21 gennaio.

L'iniziativa prevede la nomina dei primi 50 partner scelti tra le migliori pasticceriepanetterie e pizzerie d'Italia: un modo per aiutare il consumatore a riconoscere l'utilizzo delle farine Petra® (1, 3, 5 e 9) realizzando un itinerario tutto italiano capace di individuare i luoghi dove acquistare e degustare la farina macinata a pietra con grano 100% italiano del Molino Quaglia.

Ma nello stand del Molino Quaglia (Hall B5D5 -stand 3.) sarà possibile, durante l'interno corso del Sigep, dialogare con un gruppo di esperti (pasticceri, cuochi, esperti di lieviti) che illustrerà le tecniche per usare al meglio le farine della linea Petra®, ma anche quelle tecnico-professionali e senza glutine.

E naturalmente le farine personalizzate con i Bricks di PetraViva®: Bricks che per la prima volta saranno presentati nella nuova linea professionale in confezioni da 5 kg.
All'interno dello stand si parlerà inoltre di impasti attraverso quelle che sono state chiamate la ruota del pane, la ruota della pizza e la ruota della pasticceria. Ogni ruota, che introduce la necessità di variare la logica di assortimento coniugando profilo nutrizionale e forme del pane, avrà varianti di gusto e contenuto nutrizionale. Per il pane ci sarà soprattutto la ciabatta proposta in quattro varianti, per la pizza quattro diversi impasti con differenti profili nutrizionali e di struttura, per il dolce quattro varianti di struttura con un focus importante sui bignè assortiti.

La scelta di illustrare la lavorazione degli impasti che partono da una materia prima tracciata e di assoluta qualità rientra nell'ottica della formazione che da sempre il Molino Quaglia persegue a Vighizzolo d'Este (Pd). Proprio per imparare a lavorare la farina in modo ottimale il Molino offre nel corso dell'anno una vasta gamma di corsi professionali e amatoriali dedicati all'arte bianca (www.lascuoladelmolino.com). Conoscere gli ingredienti, risalire all'origine del grano, imparare le migliori tecniche di lavorazione della farina sono la base imprescindibile per realizzare prodotti capaci di esprimere una creatività che ha alle spalle non solo l'emozione di un piatto, ma la sostanza della sua realizzazione.

E per sottolineare l'importanza della conoscenza delle origini di un prodotto, il Molino Quaglia ha deciso di sostenere il progetto Barista e Farmer, il primo reality show al mondo basato sul caffè, che sarà tra i protagonisti di questa edizione del Sigep.

Per maggiori informazioni www.molinoquaglia.com 

#lebuone ricette e la strana coppia ovvero il "Menù per due"

Ricordate il film "La strana coppia" con Jack Lemmon e Walter Matthau? Si tratta di un bellissimo film,  girato nel 1968 ed inserito, a ragione, fra le 100 migliori commedie cinematografiche. Narra la storia di due uomini, diversissimi per carattere ed esperienze, che decidono di vivere insieme, anche per rendere meno pesanti le loro solitudini. E come sempre accade, il cinema e la letteratura anticipano di qualche decennio la realtà (pensate alle opere di Jules Verne, come "Dalla Terra alla Luna, ed all'omonimo film "Viaggio nella Luna" girato a Parigi nel 1902).




Quante sono le "strane coppie" che popolano le nostre città, i nostri condomini? Molte di più di quelle che possiamo immaginare: signore anziane e rimaste sole che aprono le loro case a giovani studenti provenienti da ogni parte del mondo, amici che vivono insieme per dividere le spese, madri o padri che sorreggono sulle loro spalle la fatica e l'impegno di crescere i figli da soli, amici d'infanzia che nella terza età decidono di unire le loro solitudini e, perchè no, anche giovani innamorati che scommettono sulla forza del loro sentimento.



Nasce da questa riflessione l'idea di "Menù per due", una nuova categoria di ricette per #lebuonericette di Pam Panorama ovvero il suggerimento per preparare, in meno di un'ora, una cenetta o un pranzo o comunque un momento da condividere in cucina che sia completo da un punto di vista nutrizionale ma, soprattutto, divertente, anche nella realizzazione da effettuare, perchè no, insieme.
Quindi, per tutte le "strane coppie" del mondo ecco Polpette&Cupcake dove le polpette, realizzate con il pane avanzato, fanno a gara in simpatia e bontà con i morbidissimi cupcake.
E buon appetito :)



Tornano i Master del Fresco di Panorama: sabato 28 giugno si imparerà a fare il pane

“I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.”

Cosa c’è di più sapiente e di più buono del pane? Qual è il profumo che più di ogni altro sa trasformare una giornata uggiosa?

I Master del Fresco di Panorama ritornano e con essi la gioia di condividere antiche tradizioni e nuove conoscenze grazie agli esperti che durante il mese di luglio vi intratterranno nel punto vendita di Marghera (Via Sartoio Orsato 8), nell’entroterra veneziano.


Alle 10.30, alle 12.00, alle 16.00 ed alle 17,30 l'esperto panificatore Vito Carchidi vi racconterà il pane come non l'avete mai assaggiato.

Vi aspettiamo!

Una domenica con Emile Henry da BBCasa a Mantova

Il meteo prevede un fine settimana uggioso e quale invito migliore ad accendere il forno per cimentarci con Le Pain ed i prodotti delle nuove collezioni che Emile Henry ha presentato al recente HOMI di Milano? 
Domenica 2 marzo , presso il negozio BBCass, a Mantova in Via Accademia 22 - sarà l'occasione di trascorrere un pomeriggio con la cloche, che diventa anche camera di lievitazione e consente una cottura ottimale dei lievitati, e con altri prodotti di Emile Henry, come la Tajine, lo stampo per la Tarte Tatin e il nuovissimo stampo per la brioche. 
Vi aspetto quindi, dalle 14.00 alle 18.00, per trascorrere insieme qualche ora tra il profumo del pane appena sfornato ed i sentori di spezie colorate.



Homi Milano, Emile Henry protagonista al New Macef 2014


Le scorse settimane trascorse a studiare ricette nuove per gli amici di Emile Henry presenti ad Homi hanno hanno iniziato a portare i loro frutti fin dalla giornata di ieri, trascorsa appunto ad utilizzare le loro nuove proposte, appena "sfornate".

Non solo quindi "Le Pain" ma anche il nuovo stampo da brioche, le proposte della collezione "Corolle", con gli intensi rossi così seducenti, ma anche la nuovissima linea "1850", dove l'elegantissimo e caldo grigio, caratterizza una serie di strumenti da cucina adatti a tutte le cotture e sopratutto per l'induzione. 


Vi aspetto!


Pane alla zucca rustico al profumo d'arancio con semi di zucca per Le Pain di Emile Henry


Il meteo prevede un fine settimana uggioso e che porrà termine alle temperature insolite di questo inizio d'autunno: quale invito migliore ad accendere il forno e cimentarci con il pane, anche per la prima volta?
Oggi, presso il negozio AdHoc, a Lugo di Ravenna, sarà l'occasione di parlare di Le Pain, la cloche che diventa anche camera di lievitazione e consente una cottura ottimale dei lievitati e degli altri prodotti di Emile Henry, come la Tajine e lo stampo per la Tarte Tatin.

Vi aspetto quindi, dalle 15.30 alle 19.00, per trascorrere un pomeriggio tra il profumo del pane appena sfornato ed i sentori di spezie colorate e nel frattempo vi lascio con una ricetta per un pan brioche un po' rustico e molto leggero grazie alla presenza della zucca, cotta a vapore ed inserita nell'impasto, ottimo per accompagnare formaggi dalla grande personalità.


Pane alla zucca rustico con semi di zucca al profumo d’arancio

Ingredienti
250 gr di farina Petra9, 250 gr di farina Petra1, (oppure 250 g di farina di manitoba e 250 g di farina integrale) 1 bustina di lievito secco, 100 gr di zucchero profumato alla vaniglia, 200 g di zucca mantovana cotta a vapore, 150 g di latte intero, 50 g di burro chiarificato, 2 cucchiaini di sale fino, le zeste di un arancio bio.
Per decorare: 1 tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte, 1 po’ di semi di zucca.

Procedimento
Accendere il forno a 50° e inserire Le Pain.
Cucinare a vapore la polpa di zucca, metterla dentro il bicchiere del Bamix, frullarla per pochi secondi con il latte freddo, unire il burro sciolto, mescolare ancora.
Nella planetaria mescolare le due farine con il lievito e lo zucchero, unire gli ingredienti liquidi e iniziare a mescolare con la frusta a gancio alla prima velocità: quando i ¾ della farina saranno inglobati nell’imbasto unire il sale e le zeste tritate dell’arancio.
Ottenere un panetto compatto, dare due pieghe di forza e metterlo sulla base de Le Pain appena infarinato. Chiudere e lasciar riposare due ore.
Riprendere l’impasto, sgonfiare, dare altre due pieghe di forza, comporre una pagnotta tonda, spennellare la superficie con il tuorlo sbattuto con il latte ed incedere con l’apposito attrezzo la superficie. Chiudere e lasciar riposare per un’altra ora.
Accendere il forno statico a 240°, cucinare il pane coperto per circa 30-35’, sfornare, togliere il coperchio e lasciar raffreddare sopra una gratella.
Servire con formaggi erborinati e composte senapate.


AD HOC CASA snc
via FORO BOARIO, 6 - 48022 - LUGO (RA)
Tel. 0545 22610 - Fax: 0545 22610





Comunipane 2013 a Vighizzolo d'Este: Petra sarà #bread religion


CON IL MOLINO QUAGLIA E PETRA IL PANE PROTAGONISTA
L’8 SETTEMBRE IL COMUNIPANE A ESTE (PD)
E CON CHEF E PANETTIERI ANCHE ANDY DEI BLUEVERTIGO, ROLLING STONE E IL MANGIADISCHI

L’8 settembre Este (Pd) ospiterà la giornata pubblica della quinta edizione di Comunipane®: il simposio tecnico sul pane italiano organizzato dall'Accademia del Pane che dal 2007 pone temi di discussione e dibattito che contribuiscono alla diffusione della sana alimentazione.

Quest’anno l’iniziativa, che per la prima volta sarà accolta nella piazza centrale di Este, si svolgerà dalle 17.00 alle 21.00 e vedrà riunirsi ancora una volta artigiani alimentari e appassionati gourmet per questo evento voluto dal Molino Quaglia.

Il tema della serata sarà il panino, sostituto di un pasto o rapido snack da strada, con 15 ricette di altrettante coppie di panettieri e cuochi che si occuperanno di preparare rispettivamente il pane e le farciture. Ogni coppia cuoco-panettiere presidierà una “sosta gastronomica” dove spiegherà e servirà il suo panino agli ospiti paganti che lo richiederanno. Lo scopo di ogni “sosta gastronomica” sarà presentare al vasto pubblico dei consumatori prodotti semplici che nascono da ingredienti e tecniche di lavorazione di provata qualità.
Il panino imbottito è uno snack tra i più consumati al mondo, ma su cui occorre riflettere non solo per la qualità delle farciture utilizzate, ma anche per l’impasto stesso che, come per la pizza, rappresenta la base su cui far crescere il prodotto. Per questo a Este si riuniranno per un momento di approfondimento, panettieri, pizzaioli e cuochi chiamati a raffrontarsi sul migliore metodo di gestione delle materie prime.

Come nelle edizioni passate, l’evento si svolgerà in un contesto animato da artisti di diversa provenienza, la cui espressione artistica sia capace di coinvolgere quanti più ospiti potenzialmente interessati alla qualità alimentare proposta. Quest’anno sarà la volta della musica con una puntata speciale de Il Mangiadischi (www.ilmangiadischi.it), il format tv gastro-musicale condotto da Carlo Spinelli e Niccolò Vecchia, che nelle puntate precedenti ha visto importanti chef dialogare davanti alle telecamere con noti musicisti su temi che associano cucina e musica d’autore.

Rolling Stone, il mensile rivolto ad appassionati e professionisti della musica, sarà partner dello spazio musicale a tema gastronomico, che, sotto il titolo di “Bread Religion”, animerà anche una sezione specifica nel sito web della rivista con la pubblicazione nei 5 mesi successivi delle ricette presentate l’8 settembre dai cuochi e dai panettieri coinvolti. 

Ospite speciale della serata sarà Andy dei Bluevertigo che, oltre ad essere presente nel Mangiadischi, terrà a fine serata una breve sessione acustica di alcuni dei suoi brani più noti. 

Per maggiori informazioni: www.molinoquaglia.com

La moltiplicazione dei pani e dei pesci: la prima app della storia. E un pane Omega3


L'appena trascorsa "Earth Day" ha concluso una settimana in cui l'aggettivo "sostenibile" è stato, ancora una volta, predominante su tutti gli altri.
La Terra è una Madre benevola che nutre miliardi di esseri viventi: vertebrati e no, visibili ed invisibili, più o meno coperti di peli, piume e squame ed è a causa della virale presenza di una singola specie vivente, quella umana, che da madre amorevole si sta trasformando in matrigna feroce

Si può dire che tutto sulla Terra è sostenibile meno che noi e la Terra fa quello che può,  come se Eva avesse allontanato Caino per salvare Abele. Come se si cominciasse a capire che nessuna della nostre azioni verrà condonata: un condono tombale sarà quanto ci aspetterà. Molto più velocemente di quello che ci raccontiamo.

"Uffa, le solite manfrine catto-ecologiste!" Forse, ma è proprio il racconto riportato dagli Evangelisti (l'unico accadimento riportato da tutti e quattro, come quello della resurrezione) della moltiplicazione dei pani e dei pesci che mi ha fatto riflettere in questi giorni. Il racconto è noto a tutti: Gesù, durante una sua predicazione, si trova circondato da una moltitudine di persone (chi scrive cinquemila, chi qualcuna di meno) alle quali bisogna dare da mangiare. Così con 5 pani e 2 pesci o con 7 pani e qualche pesciolino (e la cabala dei numeri 5 e 7 si ritrova anche nelle altre grandi religioni monoteiste) compie il "miracolo" ovvero riesce a nutrire tutti in maniera così soddisfacente che "il cibo avanzato riempì molte ceste".


Ecco, personalmente non credo che Gesù con la bacchetta magica abbia compiuto un incantesimo ma semplicemente che l'apertura verso l'altro, il rispetto e la condivisione abbiamo compiuto il miracolo: ognuno dei presenti ha cercato dentro le proprie borse da viaggio ed ha trovato un pezzo di pane in più e magari qualche pesce essiccato, si è girato e l'ha offerto al proprio vicino. E così di persona in persona; poi qualcuno si è fatto carico di raccogliere tutto questo cibo ed ha cominciato a distribuirlo a chi faceva fatica a muoversi, a chi era ai piedi della collina, a chi stava allattando il proprio piccolo, a chi era giunto fin lì con le stampelle in cerca di speranza e calore. E rispetto. E condivisione. E li ha trovati nel gesto di uno sconosciuto che gli offriva un pezzo di pane.

E' sulla base di questo sentimento, la condivisione, che ho accolto l'invenzione di un gruppo di giovani ricercatori venetI: ha creato un'app, battezzata Rattatouille, che consente di condividere il cibo in eccesso che spesso ingolfa i nostri frigoriferi. All'insegna del km zero e di un sano desiderio di eliminare le trincee che masochisticamente costruiamo all'interno di condomini e quartieri, l'applicazione è stata premiata durante il recente HACKathon101, una sana competizione "che ha premiato progetti che hanno nella sostenibilità, economica ed ecologica, una caratteristica irrinunciabile." Irrinunciabile, appunto.

La riflessione quindi è continuata in un'operatività all'insegna della condivisione operosa: nel continuare ad effettuare test e prove per la panificazione domestica mi sono trovata con la casa che profumava di pane e molte pagnotte in dispensa che ho provveduto a distribuire tra i vicini di casa. E mi sono ritrovata con una buona bottiglia di vino di ritorno. Del resto, siamo in Veneto :)



Pagnotta "Omega3" con Le Pain di Emile Henry


Ingredienti
350 gr di Petra9 o farina integrale, 150 gr di farina 0, 1 bustina di lievito secco (7 gr) per panificazione, 1 cucchiaino di sale, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 300 gr circa di acqua tiepida, 80 gr tra semi di lino, di girasole, di sesamo, 2 cucchiai di olio evo.

Procedimento
Accendere il forno a 50° e mettere la cloche "Le Pain" per 10'.
Nella planetaria con la frusta a gancio sciogliere il lievito, un cucchiaio delle farine mescolate insieme e un po' di acqua tiepida. Unire i restanti ingredienti, far incordare per 2', unire il sale e l'olio e continuare con la velocità più bassa per circa 10', fino a quanto l'impasto sarà liscio e morbido e ben incordato.
Lavorare l'impasto dando tre pieghe di forza di tipo 1, ottenere una piccola palla, appoggiarla sul piano de Le Pain leggermente infarinata, coprire e lasciar riposare per circa 2 ore.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo, stenderlo, dare altre due pieghe di forza, ricomporre una bella palla, incidere una croce sulla superficie e spolverare con della farina 0. Coprire e lasciar riposare per altri 40'.
Accendere il forno statico a 240°, inserire la cloche nella parte centrale e cucinare per circa 40'.
Sfornare, lasciar riposare qualche minuto e lasciar raffreddare il pane sopra una gratella prima di tagliarlo a fette.