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Vegan muffin "Pel di Carota" per la #videoricetta del venerdì

La scorsa settimana abbiamo imparato a preparare un estratto bello e buono e ricco di sostanze nutritive fondamentali per iniziare bene la giornata o per una piccola pausa golosa.
L'estrattore infatti, come la centrifuga, è un elettrodomestico entrato nelle nostre case con una certa irruenza negli ultimi anni e la domanda, ad ogni utilizzo, sorge spontanea: "e con tutta la fibra scartata che ci faccio?"
Moltissimo, effettivamente, come ci insegna una regola fondamentale della fisica ovvero la legge della conservazione della massa, quella che dice "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". La fibra scartata infatti, ricca di elementi importanti per la nostra alimentazione, diventa ingrediente e si trasforma in muffin vegani, come nella videoricetta veloce proposta oggi.


Belli e buoni, vero? E anche bravi, visto che ci hanno dato l'occasione di ripassare un po' di fisica.

Muffin vegano “Pel di Carota”

Portata: dessert
Dosi per 12 muffin
Difficoltà: minima
Preparazione: 30’
Cottura: 30’

Ingredienti
150 g di farina 00
150 g di farina integrale
150 g di fibra estratta, quella che preferite da frutta varia (carota, fragole, arance, ecc)
60-100 ml di bevanda di soia Bio (dipende dall’umidità della fibra utilizzata)
80 g di zucchero di canna 
80 ml di olio di semi di mais 
1/2 bustina di lievito per dolci oppure 1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 stecca di vaniglia 
zucchero a velo per la decorazione 

Preparazione
Accendere il forno a 180° statico.
In una ciotola setacciare la farina con il lievito, in un’altra la fibra con lo zucchero e l’olio.
Versare gli ingredienti secchi in quelli umidi, profumare con i semini della vaniglia, versare a filo il latte di soia fino ad ottenere una pastella cremosa e un po’ densa.
Distribuire il composto con un porzionatore da gelato in uno stampo da muffin coperto da pirottini e cuocere per 25-30’ fino alla prova stecchino.
Sfornare, far raffreddare e servire spolverando con zucchero a velo.

Buon venerdì a tutti!



"Salviamo la Terra! È l'unico pianeta col cioccolato." E dei tortini che sarebbero piaciuti tanto a Goldoni

Ora che anche il prof. Veronesi nell'ultimo suo libro "La dieta del digiuno" ha sdoganato la valenza del cioccolato, da un punto di vista scientifico, non ci sono più limiti ai golosi di tutto il mondo anche se noi lo sapevano da un pezzo, più o meno dall'età dell'asilo nido.

Scoperta dai Maya, valorizzata dagli Aztechi, portata nel Vecchio Mondo da Cortéz la cioccolata non riscosse subito molto successo in quanto il sapore un po' "polveroso" ed indubbiamente amaro poco si confaceva ai palati europei, abituati alle dolcezze che la pasticceria araba aveva fino a quel momento sfornato. Ma la caparbietà dei Gesuiti, che sapevano di quanto questa bevanda fosse amata dai colleghi sacerdoti amerindi, fece, è il caso di dirlo, il miracolo e, unitamente a tante storie e leggende, la cioccolata entrò nelle corti europee e già, attorno alla metà del '500, aveva fatto la sua comparsa in Piemonte, grazie all'entusiasmo del duca Emanuele Filiberto di Savoia, detto "Testa di Ferro". Ma purtroppo fu un entusiasmo poco virale.
Fu grazie ad Anna d'Austria, infanta di Spagna, che nel 1615 andò in sposa a Luigi XIII che la cioccolata entrò nella corte parigina prima e in tutta la Francia poi raggiungendo, in breve tempo, Olanda, Germania e Inghilterra. Si iniziò a dolcificarla, servendola in tazza sciolta nel latte con scorze di frutta ed aromi: non più l'atzeco peperoncino ma le più veneziane cannella e vaniglia.


A Londra la cioccolata fece furore, diventò una vera moda e quindi Venezia, assieme a Torino (che nel frattempo si era ricordata dell'entusiasmo del Duca) e Firenze non potevano essere da meno. Bere la cioccolata divenne un fenomeno di costume, come era accaduto per il caffè. Ovviamente c'era chi la demonizzava, accusandola di condurre il goloso a compiere le più turpi nefandezze e chi, invece, la considerava una vera e propria panacea, capace di guarire ogni dolore e ogni malinconia. E dai salotti ai teatri il passo fu breve: Sante Bagozzi ne scrisse per primo, un po' goffamente,  esaltando le virtù della bruna bevanda e lamentandosi contemporaneamente del fatto di essersi bruciato la gola nel berla. A Venezia infatti, nel '700, era d'abitudine chiudere i pranzi con una serie di "golosessi": amaretti e spumilie, sorbetti e creme, rosolio e cioccolata in tazza (all'inglese) e l'immancabile caffè.
Fu poi Goldoni che ne tesse le lodi, inserendola nei suoi testi teatrali e anche ne "La Conversazione" dove appunta rivela il suo entusiasmo affermando "viva la cioccolata! e colui che l'ha inventata!"


La menziona la prima volta ne "La vedova scaltra", nel 1749, anche se la scena più "gustosa", è il caso di dirlo, la si trova nella commedia "Servitore di due padroni" dove un incuriosito Truffaldino scambia il "bodin" (il budino all'inglese) per una "polenta, anzi no, l'è mejo della polenta!"
Ma una delle scene più belle viene narrata nel dialogo tra Eugenio e Lisaura ne "La Bottega del Caffè": quest'ultimo si offre di aiutare la servetta di Lisaura, che si ingegna a preparare l'amata cioccolata, con una "frullatina" e per tutta risposta Lisaura lo gela, congedandolo, dicendo: "Non è per lei, signore".


Beato l'abbattitore! Si, in quanto mi ha consentito, a suo tempo, di surgelare dei fichi in pochi minuti e di trasformarli in un goloso ripieno per dei "cuori fondenti" un po' sui generis, preparati per la festa di compleanno de La Creatura. Peccato averne avuti così pochi...

Tortini al cioccolato con ricotta e fichi 
Ingredienti
300 g di Petra 5, 300 g di zucchero di canna muscovado, 300 g di ricotta freschissima, 1/2 stecca di vaniglia, 1/2 cucchiaino di cannella, 60 g di cioccolato in polvere Fairtrade, 2 cucchiaini di lievito in polvere, 3 uova bio, una decina di fichi "freschi".

Procedimento
Accendere il forno statico a 180°. Inserire i pirottini di 5 cm di diametro nello stampo da muffin e posizione 1/4 di fico: se desiderate potere spadellare i fichi tagliati in spicchi con una noce di burro ed un cucchiaio di zucchero di canna per qualche minuto ma vi assicuro che sono buoni anche "nature".
Setacciare un paio di volte la farina con il lievito e il cacao in polvere. Aggiungere la cannella e i semini della vaniglia.
In una ciotola montare la ricotta con lo zucchero unendo, uno alla volta, le uova intere fino ad ottenere un composto liscio.
Unire la farina, mescolando bene, e con un porzionatore da gelato riempire i pirottini (basta una pallina media).
Cucinare nel forno già caldo, statico e nella parte centrale per circa 25' (prova stecchino d'obbligo), sfornare, lasciar raffreddare sopra una gratella e servire, come avrebbe fatto Rosaura con Arlecchino :)

"Ma il cielo è sempre più blu". Un dolce, un vino, un'emozione, un carcere.



Si e' concluso Taste 7 con la pubblicazione del bellissimo Il genio nella Pentola ma non si è ancora spenta l’emozione dell’anteprima dell'evento, presentata lo scorso 24 febbraio alla Casa Circondariale "Due Palazzi” di Padova.

Pur avendo, e accade tuttora, frequentato, e non solo per lavoro, ospedali e luoghi di cura che limitano, durante la permanenza in essi, i propri movimenti e la propria libertà, non mi era mai capitato di entrare in un carcere. E anche ora faccio fatica a parlarne.
Ognuno di noi ha delle paure inconsce, quasi ancestrali e il più delle volte poco razionali. Come se la ragione potesse, effettivamente, dare una spiegazione a tutto.

Una costruzione linda con un parcheggio ordinato potrebbe rappresentare anche un condominio o degli uffici amministrativi, salvo poi accorgersi del numero importante di persone in divisa. Cordiali, sorridenti. Ma ferme e decise.

"La Cucina in Cantina" e il Cupcake con crema al burro stupefacente. Si, con i semi di papavero :)


Il mese di febbraio si quasi giunto alla conclusione e con essa le serate dedicate agli incontri di cucina. Quello che si è svolto ieri sera era dedicato alla pasticceria americana: muffin, cupcake e brownies. 
Gli allievi (alcuni di essi diventati nel frattempo amici che non si perdono una lezione) si sono cimentati anche nella preparazione di bagel, un tipico pane di tradizione ebraica che si racconta essere giunto nel nuovo mondo grazie ai libri di cucina degli ebrei polacchi.

Se vuoi la colazione a letto, dormi in cucina

"Vieni a fare colazione!"
"No, non serve!"
"La colazione è il pasto più importante della giornata! Scendi!"
"Uffa, come il Mister. Pensa che ha detto che non gli piace l'hamburger!"

Sono contenta di non essere l'unica eretica gastronomica della vita di mio figlio: se anche il Mister (nella classifica tra Pirlo e Pato, Ibra è troppo maleducato) deve sottolineare, consegnando un prezioso libretto con le indicazioni che le madri devono seguire circa l'alimentazione dei propri figli, che una buona alimentazione è importante per un buon rendimento, vuol dire che siamo proprio alla frutta (ovviamente poco gradita, figuriamoci se è appena un po' deliziosamente ammaccata).

Ecco quindi un Muffin allo yougurt senza burro, leggero e gustoso, che si può anche farcire dopo la cottura, a prova di appassionati di schifezze e di mister severi.


Ingredienti
360 gr farina 00 PETRA, 160 gr zucchero, 2 uova grandi bio, 50 ml di latte crudo, 150 gr di yogurt bianco, 100 gr di olio, un pizzico di sale, due cucchiai rasi di lievito chimico, granella di zucchero per la decorazione.

Procedimento
Come per la preparazione della maggior parte dei muffin, mettere in una ciotola gli ingredienti secchi, setacciati e mescolati, ed in un'altra ciotola quelli umidi, anch'essi ben amalgamenti con l'utilizzo di una frusta. Versare l'impasto liquido in quello secco e mescolare fino a quanto la farina sarà scomparsa. Riempire per 3/4 gli stampini da muffin (con un sac a poche o con il dosatore per il gelato) ricoperti dagli appositi pirottini e cucinare nel forno statico a 190° per 12'-14'. Lasciar raffreddare sopra una gratella.

E se ci siamo lasciati travolgere da una particolare buona volontà nello sfornare i muffin, che facciamo? Un pigiama party, per esempio, con muffin e latte caldo, se proprio non sappiamo come stoccarli, oppure, semplicemente, congelarli ancora caldi così da averne una scorta per le mattinate uggiose, che verrà rigenerata nel forno caldo a 110° per 5'. :)

Minimuffin per Maxicoccole


Si dice che in cucina non c'è democrazia. Mi sembra un'affermazione corretta: un'organizzazione ferrea non può contemplare una benchè minima anarchia, altrimenti ne perderebbe la bontà del risultato finale.

Mi ricordo Carlo, il mio amico chef e maestro, e le sue frasi mattutine: “Appena entri in cucina ricordati che sei già nella m...a” e “Tre secondi di distrazione da parte tua corrispondo a 20 minuti di attesa in più per il cliente in sala”. E io ho cercato di seguire i suoi suggerimenti...ma come si può essere autoritari nel mezzo della foresta?! Inoltre le giornate erano davvero faticose, la lontananza da casa, i ritmi serrati....e cosa c'è di meglio che il profumo dei muffin che addolcisce il risvegli nella foresta e ti fa venir voglia di chiacchiere, confidenze, coccole?

Minimuffin per maxicoccole

Ingredienti

250 gr farina 00 (anche di riso, anche di kamut), 120 gr di zucchero (anche fino a 150 gr ed anche di canna), 1/2 cucchiaio di lievito chimico, 85 gr di burro chiarificato, 100 gr di yogurt naturale, 100 gr di panna fresca, 2 uova, un pizzico di sale, un pizzico di bicarbonato. Poi si possono aggiungere, modificando l'impasto base: 30 gr di cacao amaro, un paio di cucchiai di granella di pistacchio, un paio di cucchiai di mandorle a lamelle frullate con dello zucchero zefiro per ricoprire la superficie dei dolcetti, una vaschetta di frutti di bosco, una vaschetta di fragole, una mela renetta, un paio di pesche, un paio di cucchiai di granella di zucchero....

Procedimento

Come per tutti i muffin mescolare gli ingredienti secchi (setacciati) a quelli umidi, personalizzarli con frutta, semi o cacao, riempire per 2/3 dei pirottini più piccoli di quelli solitamente in commercio (misura 3 invece della classica 5) inseriti nei mini contenitori cuki in alluminio (nella foresta non erano reperibili stampi per muffin!), eventualmente ricoprire la superficie con la granella di zucchero piuttosto che con il mix di zucchero e mandorle, mettere tutta questa bontà per 15'-18' nel forno caldo tra i 180°-200° (prova stecchino è come sempre d'obbligo), lasciar raffreddare (non sempre è stato possibile) e godersi un coccoloso attimo di pausa. :-)



Muffin bio ed integrali…perchè non si può vivere di sole frittelle!

Mi sento un fritoin: oramai credo di aver impregnato anche il dna con l’odore di frittura tra galani, frittelle, mozzarelle in carrozza e quindi ho pensato che urgeva un programma detox.

Come se non bastasse la mia “piccola”, tra un esame universitario e l’altro, aveva deciso di staccare con 48 ore full-immersion nella sua amata Berlino, tra neve e gelo, con orari e cibo….diciamo fuori standard? ;-)… ed al suo ritorno, ascoltando i racconti di mille accadimenti, ho pensato che sarebbero state necessarie almeno 24 ore per scendere con i piedi per terra.

cibo enrica

Come recuperare il … jet-lag e dare sollievo al metabolismo (anche al mio, naturalmente)? Se il buon giorno si vede dal mattino, ci vuole una colazione che preveda qualcosa di diverso da cibi che con la natura non hanno molto in comune, magari dei muffin integrali profumati con lime (mojito docet!)

Muffin integrali con olio extravergine d’oliva e lime

Ingredienti

150 gr di farina di kamut integrale bio, 100 gr di semola bio, 50 gr di fecola, 150 gr di zucchero zefiro profumato con stecche di vaniglia (anche 100 gr sono sufficienti), 50 gr di glucosio, 2 cucchiaini di lievito, 2 gr di bicarbonato di ammonio, un pizzico di sale, la buccia grattugiata ed il succo di un lime, 250 gr di latte crudo, 2 uova, 85 gr di olio evo.

Procedimento

Attrezzarsi come al solito per la produzione dei muffin: in una ciotola gli ingredienti secchi (setacciati) e da una parte quelli umidi, versare gli ingredienti secchi nella ciotola degli ingredienti umidi, mescolare bene fino a quando non sparisce tutta la farina (l’ho sentito dire una volta ed ho trovato la definizione efficace e divertente).

Pirottinare (ricoprire con i pirottini) uno stampo da muffin e mezzo, versare l’impasto e cucinare per 30’, forno statico a 175°. Lasciar raffreddare sulla gratella e spolverare di zucchero a velo.

Visto, come nuova! Pronta per un nuovo esame…:-)

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Ah, la mamma…;-)

Gli Unni non erano così cattivi. Forse mangiavano male.

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Domenica ho avuto tutta la mia famiglia a casa, per festeggiare il compleanno di mia sorella, Federica, mamma degli “Unni”, Alessandro e Samuele, i gemelli che ad aprile compiranno 6 anni, affettuosamente chiamati Unni prima da me e poi dalla mamma medesima. Perchè se è vero i figli so’ pieze e’ core è anche vero che gli spigoli dei muri di casa mia non sono in kriptonite, ma di banalissimo e fragilissimo cemento, in alcuni punti addiritura armato. Ma vi assicuro che non basta…come è assolutamente inutile tagliare l’erba del giardino prima del loro arrivo. Vi ricordate Attila? “Dove passo io non crescerà più un filo d’erba!”

Dilettante. Non ha mai messo a vivo le radici di un abete, lui. E siccome mangiava, con il suo popolo, radici e carne semicruda ho pensato che una ricetta che prevedesse l’uso di ingredienti che “il flagello di Dio” non aveva mai visto, neanche dipinti, forse avrebbe addolcito il temperamento dei nipotini (e salvaguardato la raccolta di moto di Edoardo).

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Muffin Survivor

Ingredienti

250 gr di farina 00, 150 gr di miele d’acacia, 1 uovo grande, 3 gr di sale, 15 gr di lievito, 85 gr di olio evo profumato al mandarino (e/o 85 gr di burro chiarificato ed una grattugiata di buccia di arancia non trattata), 240 gr di latticello, zucchero a velo

Senza planetaria perchè ho seriamente temuto per la sua incolumità, una ciotola per ciascuno: ad Alessandro quella degli ingredienti secchi (farina setacciata con il lievito, il pizzico di sale) mentre a Samuele quella con gli ingredienti umidi (l’uovo appena sbattuto, il latticello, la buccia d’arancia ed il burro a temperatura ambiente oppure l’olio evo profumato all’arancia, il miele per ultimo).

“Ma lui ha più cose di me dentro!!!”

“Si, ma la farina è fatta da tanti chicchi”

“Ah, va bene”

Poi il capo (in questo caso io) con sguardo severo ma giusto suggerisce (ordina) che gli ingredienti umidi vengano versati in quelli secchi e, mescolando a 4 mani e 2 mestoli, si ottiene un composto granuloso (posso togliere i pallini? Provaci, che ti blocco la crescita!) e senza traccia di farina.

A cucchiaiate nei pirottini dentro lo stampo per muffin (uno stampo a testa) e nel forno a 200° per circa 20’ (se li guardate troppo non lieviteranno mai!)

Di solito si dovrebbero lasciar raffreddare sopra una gratella ma dopo un paio di urli miei (non si tolgono con la paletta da pasticcio! E neanche infilzandoli con i bastoncini cinesi!!!!) la saggezza ha preso il sopravvento ed all’unanimità abbiamo deciso di lasciarli lì e di decorarli con lo zucchero a velo (un dispenser di zucchero a velo a testa) una volta raffreddati.

“Che buoni, Zia Nianna!

“Grazie Amori, ma li avete fatti voi”

“Ne facciamo ancoa?”

“Se masticate seduti ed in silenzio” ;-)

Ah, la famiglia! …. però ho regalato a ciascuno il set ikea per piccoli cuochi….il matarello non è pesante, non dovrebbero farsi troppo male….;-)

Tortino di mandorle e cioccolato bianco


Mi sembra di essere diventata "El Merendero"....si sfornano dolcetti a nastro, che non fanno neppure in tempo a raffreddarsi, sono tutti in dieta e, chissà perchè, il giorno successivo rimangono poche briciole. Neanche dovessi raccontare la fiaba di Pollicino!
E quindi è ovvio che bisogna sbizzarirsi in quanto la monotonia in cucina è quanto di peggio possa esistere; così sono nati questi muffin delicati ed indubbiamente sostanziosi!
Ingredienti
150 gr di zucchero
150 gr di farina di mandorle (o mandorle tritate finissime)
150 gr di farina di riso
1 bustina di lievito
qualche goccia di aroma alle mandorle
2 uova grandi
100 gr di yogurt Muller
100 gr di burro chiarificato morbido
200 gr di cioccolato bianco

Procedimento
Nella planetaria montare le uova con lo zucchero fino a renderle spumose, sciogliere nel polsonetto il burro con il cioccolato, setacciare la farina di riso con il lievito ed unire i restanti ingredienti alle uova.
Mescolare delicatamente aggiungendo le gocce di aroma e versare il componente morbido nei pirottini usati a copertura di uno stampo per muffin, riempendoli quasi completamente.
Nel forno statico a 190° per 35-40 minuti, fino alla completa asciugatura interna del dolce.
Far raffreddare sopra una gratella e servire con una nuvola di zucchero a velo, magari con una tazza di tè dall'aroma un po' speziato.


Dolcezze senza farina: muffin con mandorle, riso e cioccolato.

Una nuova amica mi ha fatto l'onore di conoscerla meglio e curiosando tra i post del suo blog ho scoperto il simbolo gluten free. E siccome in questi giorni sto "studiando" la cucina del ben-essere, secondo i dettami del kosher ebraico, ho pensato ad un dolce tutto per lei...anche se i 16 muffin preparati non sono riusciti a raggiungere la colazione per il giorno successivo...

MUFFIN CON FARINA DI MANDORLE, RISO E GOCCE DI CIOCCOLATO
150 gr di zucchero aromatizzato con vaniglia
75 gr di farina di mandorle (o mandorle tritate finissime)
75 gr di farina di riso
1/2 bustina di lievito
5 cucchiai di latte intero
2 uova grandi
1o0 gr di yogurt Muller
150 gr di burro chiarificato morbido
130 gr di gocce di cioccolato fondente
Nella planetaria rendere spumose le uova con lo zucchero e successivamente aggiungere prima le mandorle e poi la farina di riso setacciata con il lievito. Unire le uova, una alla volta, lo yogurt ed il latte ed infine le gocce di cioccolato leggermente infarinate. L'impasto risulterà un po' granuloso. Posizionare i pirottini nello stampo da muffin, versare il composto a cucchiaiate (un cucchiaio abbondante) e cucinare nel forno caldo a 190° per 25 minuti (controllando la cottura con lo stecchino che deve risultare asciutto).


Farli raffreddare sopra una gratella per dolci e servirli dopo averli decorati con zucchero a velo.
Un consiglio: conservate qualche stecca di vaniglia (anche quelle già utilizzate magari per aromatizzare la crema catalana) all'interno di un vaso di vetro con lo zucchero semolato: sarà sempre piacevolmente profumato.
Buone coccole. :-)