Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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"L'uovo nasce incolume e muore contrito" ovvero la colazione americana in salsa padana con prosciutto d'oca affumicato, zabaione alla zucca, uovo pochè e succo d'uva fragola e fichi d'india


Pina la Gallina entra come una furia nella mia cucina (portate pazienza, le piacciono queste entrate teatrali con tanto di svolazzo di piume, tipo Wanda Osiris).

"Cos'è questa storia dell'oca?"
Ciao Pina, come stai?
"Non fare l'educata con me che non attacca! Ti-ho-chiesto-cosa-e'-questa-storia-della-oca!!"
Si, ecco, ehm..dunque..hai presente l'Mtchallenge? La gara mensile dove biso....
"Lo so cos'è, mia cara. Sono una Gallina che razzola nell'aria e non nell'arena televisiva."
Certo, che diamine! Ecco, appunto: Roberta avevo deciso la sfida di ottobre che aveva come tema...
"Houston abbiamo un problema. E' sempre la tua Gallina che parla. Aveva come tema la colazione americana con tanto di uova alla Benedict!"
Si, vedo che ti hanno informata.
"E COSA CAVOLO C'ENTRANO LE UOVA DELLA PORTOGHESE ?!?"
Ma lo sai che io devo sempre andare fuori tema! Mi piace il brivido della sfida, mi piace..."
"MA LE UOVA ALLA BENEDICT SI FANNO CON LE MIE UOVA E NON CON QUELLE DI OCA!!"
Appunto, perchè non diversifichiamo un po'? Del resto ti rilassi un po' anche tu, no?
"E COSA C'ENTRA IL PROSCIUTTO D'OCA?!"
Perchè se la colazione americana prevede qualche cicciolo di Filippo (il maiale della nostra fattoria) oltre alle tue uova io ho pensato, visto la vicinanza a San Martino, di raccontare di come le oche non sono delle oche, le galline non sono delle galline ed i maiali non sono dei maiali. Sbaglio?
"Sbaglio io a darti retta, sbaglio. E visto come stai vaneggiando alle 9 della mattina non venirmi a raccontare che quello che stai usando è timo o santoreggia o alloro. Tu te lo fumi, il bouquet garnì, altro che marinatura. Addio, vado a fare un discorsetto alla Portoghese ed alle sue uova che, grandi come sono, stanno invadendo l'asilo nido e paga la stessa retta di tutte noi."
Cercate di non litigare!
"E' come hai detto tu prima: sono una Gallina, mica una gallina."


E come sempre Pina aveva ragione, le uova della Portoghese erano troppo grandi per riuscire a lavorarle in camicia: 200 gr di uovo si spatafasciano anche con acqua acidulata al limite della saturazione della soluzione. Ma non ho nessuna intenzione di demordere: vorrà dire che le userò in altri piatti.

Nel frattempo l'elaborazione della ricetta è continuata step by step nei giorni successivi, mentre i miei ricordi andavano alle oche di uno zio acquisito che aveva una trattoria nell'entroterra padovano, a Polverara: Antonio, detto "Toni dea Simia" in quanto per anni condivise le giornate con una scimmia che lo seguiva in tutto. Quando la scimietta morì lo zio la imbalsamò per averla comunque sempre al suo fianco. 
Toni aveva un feeling particolare con gli animali: era una persona buona e sicuramente loro lo sentivano. Cani e gatti lo seguivano e gli obbedivano; bastava un gesto e si immobilizzano, fingendo di essere morti. Il Merlo indiano al mattino lo salutava "Ciao Toni" ed aveva imparato anche altre parole, diciamo delle esclamazioni tipiche della campagna veneta. Ed anche il Pappagallo, scontroso con tutti, con Toni era dolcissimo e, appoggiato sulla spalla, prendeva i semi di zucca direttamente dalle sue labbra, senza graffiarlo o ferirlo. 
Ma come ogni corte che si rispetti anche in quella di Toni c'era un bullo: un oco grande, aggressivo, forzuto e con un carattere terribile. Gli altri animali gli stavano alla larga, saggiamente imitati dagli umani che passavano dalle sue parti. Eppure, appena si avvicinava Toni "El Masaro (il maschio dell'oca) si faceva subito mansueto e lo seguiva ancheggiando come un cagnolino.
Toni ora non c'è più e pur non avendolo mai sentito parlare in italiano nella sua trattoria si fermavano persone da tutto il mondo e di ogni ceto sociale per godere della sua ironia, dei suoi racconti e dei suoi mitici gnocchi, "grandi come strudel".

La mia colazione americana quindi è ispirata al brolo, alla corte e all'orto di queste terre, spesso avvolte dalla nebbia ma che sanno esprimere saperi e sapori davvero unici. In questo periodo dell'anno, seguendo la stagionalità, il maiale non è ancora pronto e gli insaccati dell'anno prima sono già belli che finiti, polli e faraone si stanno preparando per le feste natalizie e quindi alla massaia non restava che l'oca, che nella tradizione gastronomica veneta trova la massima esaltazione, tanto da divenire il piatto "da ricorrenza", grazie all'influenza della cucina ebraica e al gran numero di festività e consuetudini rispettate dalla comunità israelitica a confronto della esiguità di quelle cattoliche. 

I muffin quindi saranno preparati con un po' di mais, la salsa olandese diventa uno zabaione con la zucca e l'oca prima marinata con gli aromi del brolo, poi messa sotto sale e zucchero ed infine affumicata e cotta a bassissima temperatura.
E la frutta? Beh, un bel frullato di uva fragola, fichi d'india e arance, per ricordare i profumi dell'estate appesa passata e l'allegria della vendemmia.



Colazione americana in salsa padana con prosciutto d'oca affumicato, zabaione alla zucca, uovo pochè e succo d'uva fragola e fichi d'india

Ingredienti per gli english muffins (24 circa)

300 g farina petra1, 150 g farina di mais marano, 230 ml latte, 2-3 cucchiai di acqua di cottura della zucca, 7 g di lievito birra secco, 1 cucchiaio zucchero di canna, 1 presa di sale.

Ingredienti per lo zabaione alla zucca
150 gr di polpa di zucca sfatta al vapore2 tuorli bio, 80 g di burro chiarificato a temperatura ambiente, pepe nero del Madagascar macinato al momento e un pizzico di sale di Marsala con scorza d’arancia

Ingredienti per il prosciutto d'oca
1 petto d’oca, sale grosso di cervia e zucchero di canna in parti uguali a ricoprire (circa 1 kg), ½ stecca di cannella, ½ foglia di alloro fresco, 1 chiodo di garofano, 2 bacche di ginepro, qualche chicco di melograno, qualche ago di rosmarino, qualche ramo di timo fresco, la scorza di mezza arancia bio (per il sottovuoto), segatura alimentare per l'affumicatura.

Per il succo di frutta
1 graspo di uva fragola, 2 fichi d’india, il succo di un arancio, qualche goccia di kefir: frullare gli acini con la polpa di fico d'inda e il succo d'arancio, passare il tutto al colino e servire con qualche goccia di kefir.

Ingredienti per l'uovo poche
1 uovo per commensale, acqua, aceto di vino bianco.

Procedimento
In un sacchetto da sottovuoto unire il petto d'oca con le spezie e le scorze di arancia, sigillare e conservare in frigo per una giornata intera.
Togliere dal sacchetto e ripulirlo bene e adagiarlo in un contenitore rettangolare in vetro dove si sarà versato un po' di sale e zucchero sul fondo, successivamente adagiato il petto d'oca ricoperto completamente dal sale e dallo zucchero rimasti. Lasciare così per circa 12 ore. 
Togliere il petto dalla salatura, ripulirlo bene con un pennello di setole di maiale, rosolare solo la pelle per un paio di minuti in una pentola di ferro molto calda, trasferirlo nella pentola per l'affumicatura ed affumicarlo per 10' per lato e successivamente continuare la cottura a vapore per circa 30', sempre nella stessa pentola.
Togliere dal contenitore e mettere da parte coperto da pellicola.

Cucinare a vapore la zucca e conservare l'acqua vegetativa.

Sciogliere nel latte tiepido il lievito con lo zucchero e lasciar riposare una decina di minuti. Nella planetaria con la frusta a gancio mescolare le farine, aggiungere il latte e poi l'acqua. Il pizzico di sale verso la fine, quando gran parte della farina sarà unita all'impasto e lasciar lavorare alla velocità più bassa fino ad ottenere una palla liscia e morbida. Coprire, lasciar lievitare al raddoppio (io un'ora a 30°).
Sgonfiare l'impasto, stendere una sfoglia di 1 cm abbondante, ottenere con un coppapasta da 7 cm di diametro tanti cerchi: posizionarli in una leccarda coperta da carta forno fino al termine della pasta. Far riposare 20' e nel frattempo mettere sul fuoco una teglia in ghisa pesante ed accendere il forno a 80-100°: cucinare i muffin per circa 10' per lato e man mano che si procede con le ulteriori cotture far asciugare i muffin in forno.

Passare la colino la polpa sfatta di zucca, posizionare una pentola sul fuoco riempita d'acqua per 2/3, adagiare una bastardella, versare la polpa, i due tuorli e mescolare con una frusta senza fermarsi fino ad ottenere un composto spumoso (ci vorranno circa 10). Lontano dal fuoco unire il burro a temperatura ambiente ed a tocchetti, mescolando sempre con la frusta. Regolare di sale e profumare con abbondante pepe del Madagascar macinato al momento. Tenere al caldo fino al momento del servizio

In un pentolino portare a bollore dell'acqua acidulata con un po' di aceto di vino bianco, versare l'uovo aperto in un piattino e cucinarlo, aiutandosi con un paio di cucchiai, per circa 2'. Con un mestolo forato togliere l'uovo, adagiarlo sopra una ciotola colma di acqua e ghiaccio.

Comporre il piatto utilizzando un piattino a cappello di prete, versare un po' di zabaione, tagliare a metà il muffin e dagiare la base, mettere al centro l'uovo, versare ancora un po' di salsa, adagiare una fettina di prosciutto d'oca ed incidere l'uovo. Terminare con un'abbondante macinata di pepe nero lungo e servire immediatamente.

E la Portoghese che tanto ha fatto infuriare Pina? Beh, anche lei, come me, adora il cinema ;)

"Il dolce non è così dolce senza l'amaro" come una fetta di Gubana con un Nero, a Trieste

Pina la Gallina, prima autorizzarmi ad affrontare la colazione americana secondo l'Mtchallenge, che vedrà una strage degli innocenti visto la quantità di uova necessarie a farne una alla Benedict decente, mi ha mandato in missione in quel del FVG a scoprire la colazione friulana, o giuliana.
Armata di libri, tanti, e di santa pazienza, scarsa (visto che ultimamente è stata messa a dura prova), non avrei mai pensato che un dolce soffice farcito di frutta secca aromatizzato con grappa avrebbe scatenato un piccolo vespaio. Sembra la versione altamente calorica di patate-riso-cozze (o riso-patate-cozze?).

Cominciamo dal ripieno: noci, uvetta, pinoli, fichi secchi, prugne secche, agrumi canditi, cioccolato, liquore, pangrattato, burro. Per la Gubana (friulana) la lista è questa. E per la Putiza (giuliana)? Soprattutto noci, uvetta, pinoli, rum e la scorza di un limone. In entrambi i casi l'involucro è una pasta soffice che ha bisogno di lievitazione.
E la forma? Beh, la forma è la vera discriminante: l'impasto farcito è arrotolato su sè stesso, come una chiocciola, ma anche no. Per entrambi i dolci, naturalmente.
Poi c'è il Presnitz, triestino, un dolce pasquale che ha il ripieno della Gubana ma avvolto da una sfoglia. A forma di chiocciola. E profumato con chiodi di garofano pestati, cannella e noce moscata in polvere.
A ben guardare sembrano abbastanza simili ed ogni famiglia ha la propria ricetta: unica ed originale ma soprattutto diversa. 

Il termine Gubana ha natali sloveni: deriva infatti da "guba" (increspare, far pieghe) e sta ad indicare quindi una preparazione piegata ed arrotolata. Esiste anche un documento ufficiale che fa risalire alla metà del '500 la presenza di questi dolci sulle tavole friulane, o giuliane.


Credo, comunque, che la madre di tutte le chiocciole lievitate farcite di semi e frutta secca sia lo Struccolo o Struko, tipico delle vallate di Stregna (a pochi chilometri da Cividale) che viene ancora oggi preparato nell'Osteria Sale e Pepe, dove Teresa elabora piatti incredibilmente buoni raccontando ricette antiche.
Lo Struko è un raviolo dolce dall'involucro preparato con farina e patate, ripieno di un composto formato da noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa e cacao. Viene lessato in acqua salata e servito con burro fuso addolcito da zucchero semolato e profumato con cannella ("alla turca", per intenderci, visto che i traffici veneziani arrivarono fin da queste parti). Ma volendo c'è anche lo strucolo preparato con la ricotta e l'uvetta.


Mi si sta alzando l'indice glicemico: ho bisogno di un caffè.

"La vol dir un nero?"
"No, un caffè!"
"Un nero, qui de noi il caffè se ciama nero".
"E se volessi un cappuccino?"
"La g'ha de dir cafelate."
"Io non voglio il caffelatte, caspita! Fammi un macchiato allora, per cortesia."
"Alora la ciol un capo in b."
"Un capo in b?"
"Si, in bicer!"
"E se volessi un macchiatone?"
"Un gociato?"
"Non una goccia, un po' di schiuma in più rispetto al macchiato ma meno rispetto al cappuccino."
"Signora, la vedo nervosa. Forse xe meio che la se ciol un deca in b."
"No, grazie. Fammi uno slivovitz. Doppio."



Gubana

Ingredienti
500 g farina tra Petra3 e Petra5 (oppure una buona 00), 6 g lievito secco o 12 di birra fresco, 200 g latte crudo, 3 uova bio, 120 g di zucchero profumato alla vaniglia, 90 g burro chiarificato (o 100 normale), 1 arancia non trattata, 1 tuorlo ed un po' di zucchero semolato per la decorazione.
Per la farcia: 150 g di gherigli di noci, 100 g uvetta sultanina, 50 g pinoli, 2 fichi secchi, 2 prugne secche, 2 albicocche secche, 50 g di canditi (quelli che preferite), 100 g cioccolato fondente almeno al 62%, un po' di liquore (dal marsala alla grappa, 40 g di pangrattato, 40 g di burro, 1 uovo bio.

Procedimento
Sciogliere il lievito in un po' di latte tiepido ed unirlo nella planetaria con il resto degli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e sodo. Coprire e far raddoppiare.

Mettere in ammollo l'uvetta sultanina nel liquore, tostare il pangrattato nel burro e nel tritare con il coltello tutti gli ingredienti della farcia, unirli in una ciotola con l'uvetta ammollata, il pangrattato, il tuorlo e l'albume montato a neve.
Accendere il forno a 190° (da abbassare a 180°appena infornato).

Rompere la lievitazione, stendere la sfoglia sopra un canovaccio, farcirla con il composto lasciando appena un po' libero il bordo, arrotolarla su se stessa e poi a chiocciola ma non troppo stretta. Spennellare la superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto e spolverizzare con lo zucchero semolato.

Ungere una teglia o una tortiera da 28 cm di diametro e cucinare per circa 50' circa nel forno statico già caldo a 180°. Sfornare, far raffreddare sopra una gratella e servire.

E = mc2? Ma no! Energia = milk x cacao al quadrato!

Panini cioccolatosi


In una vita precedente devo essere stata una cuoca azteca. Una golosa cuoca azteca. E le golose cuoche azteche erano la passione dei golosi bimbi aztechi, ovvio - altrimenti che razza di cuoca dell'altro mondo sarei stata? ;)

Non mi spiego diversamente la passione per questo alimento visto che, come ho letto un paio di sere fa, "gli altri sono ingredienti ma il cioccolato è cioccolato".

Non trovate che più è amaro e più ti addolcisce? E la morbidezza che lascia sulle labbra?


Insomma, come l'arcobaleno dopo il temporale ispira liete novelle anche un buon cioccolato a colazione non può che essere il miglior buongiorno da dare e da ricevere, soprattutto quando dividono con noi questo dolcissimo momento della giornata Bravi Bimbi con la testa ciondolante e pettinati con le bombe a mano :)


E come per i muffin ed i cupcake anche questi panini per la colazione si possono congelare e successivamente rigenerare in forno a 110° per 5'.


Panini cioccolatosi


Ingredienti

500 gr farina petra 00, 40 gr di zucchero zefiro aromatizzato alla vaniglia, un pizzico di sale, 12 gr di lievito di birra, 225 latte crudo, 100 gr di burro Benedetto Occelli, 1 uovo, 30 gr di miele millefiori, 30 gr di latte condensato, 150 gr di gocce di cioccolato fondente


Procedimento

Nella planetaria mettere tutti gli ingredienti ad esclusione del burro morbido a tocchetti e delle gocce di cioccolato.

Con la frusta a gancio formare un impasto omogeneo, aggiungere il burro, farlo assorbire completamente ed unire le gocce fino a quando non coloreranno l'impasto di una bella tonalità ambrata.

Coprirlo con della pellicola e lasciar riposare fino al raddoppio.

Riprendere, nella spianatoia modellare un salsicciotto e tagliarlo a pezzi uguali (circa 12 per dei panini grandi e 16/18 per dei panini più piccoli) e dare ad ognuno una perfetta forma sferica.

Trasferirli in una leccarda ricoperta di carta forno e proteggerli con della pellicola, lasciando riposare fino al raddoppio.

Nel forno statico a 190°-200° cucinare per 10'-12' minuti, lasciar raffreddare sopra una gratella.


"Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato senza il pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane."

Stefano Benni, Margherita dolcevita, 2005


Panini cioccolatosi

Se alla mucca dai da bere il caffè non è che poi mungi un cappuccino.

L'avevo promesso: niente dolcetto o scherzetto. Solo dolcetto, perchè la vita è già troppo complicata di suo. E niente scherzetto perchè tira una brutta aria.

Però bisogna pur sorridere un po', no? E quando farlo se non al mattino, tutti insieme, durante il momento della colazione, che i nutrizionisti continuano, a ragione, a definire il pranzo più importante della giornata?

Allora vi faccio sorridere io, con questi cupcake che, come gli ultimi muffin postati, si possono congelare appena sfornati, per avere poi dei morsi golosi di scorta, e che sono davvero soffici - nonostante l'assenza di tuorli e con la quantità di burro dimezzata rispetto alla media.

Cupcake un po' speziati con yogurt greco (e con soli albumi)

Ingredienti
4 albumi, 100 gr di yogurt greco, 90 gr di burro chiarificato, 60 gr di latte crudo, 180 gr di zucchero aromatizzato alla vaniglia (oppure mezzo cucchiaino di stecca di vaniglia "usata", seccata e frullata), 230 gr di farina 00 PETRA, , 1 cucchiaino di lievito, mezzo cucchiaino di cannella in polvere, un pizzico-ino di sale

Procedimento
Accendere il forno statico a 170°.
In una ciotola unire gli ingredienti secchi e mescolarli con una frusta per amalgamarli bene.
In un'altra ciotola sbattere appena gli albumi con il latte e lo yogurt.
Mescolare i due composti, con una frusta, per 1', aggiungere il burro morbido e continuare per 1 altro minuto o fino a che tutta la farina sarà amalgamata (max 2') e versare il composto, aiutandosi con un porzionatore di gelato, in uno stampo per muffin coperto con pirottini.
Cucinare per 23'-25' minuti e lasciar raffreddare sopra una gratella; questi cupcake si possono congelare appena sfornati ed una volta freddi possono essere farciti con la confettura che più vi ispira o arricchiti con una ganache al cioccolato (340 gr di cioccolato fondente, 380 gr di panna da montare, 40 gr di burro semisalato).

"Prima la pancia piena, poi l'ideologia". Krusciov

Se vuoi la colazione a letto, dormi in cucina

"Vieni a fare colazione!"
"No, non serve!"
"La colazione è il pasto più importante della giornata! Scendi!"
"Uffa, come il Mister. Pensa che ha detto che non gli piace l'hamburger!"

Sono contenta di non essere l'unica eretica gastronomica della vita di mio figlio: se anche il Mister (nella classifica tra Pirlo e Pato, Ibra è troppo maleducato) deve sottolineare, consegnando un prezioso libretto con le indicazioni che le madri devono seguire circa l'alimentazione dei propri figli, che una buona alimentazione è importante per un buon rendimento, vuol dire che siamo proprio alla frutta (ovviamente poco gradita, figuriamoci se è appena un po' deliziosamente ammaccata).

Ecco quindi un Muffin allo yougurt senza burro, leggero e gustoso, che si può anche farcire dopo la cottura, a prova di appassionati di schifezze e di mister severi.


Ingredienti
360 gr farina 00 PETRA, 160 gr zucchero, 2 uova grandi bio, 50 ml di latte crudo, 150 gr di yogurt bianco, 100 gr di olio, un pizzico di sale, due cucchiai rasi di lievito chimico, granella di zucchero per la decorazione.

Procedimento
Come per la preparazione della maggior parte dei muffin, mettere in una ciotola gli ingredienti secchi, setacciati e mescolati, ed in un'altra ciotola quelli umidi, anch'essi ben amalgamenti con l'utilizzo di una frusta. Versare l'impasto liquido in quello secco e mescolare fino a quanto la farina sarà scomparsa. Riempire per 3/4 gli stampini da muffin (con un sac a poche o con il dosatore per il gelato) ricoperti dagli appositi pirottini e cucinare nel forno statico a 190° per 12'-14'. Lasciar raffreddare sopra una gratella.

E se ci siamo lasciati travolgere da una particolare buona volontà nello sfornare i muffin, che facciamo? Un pigiama party, per esempio, con muffin e latte caldo, se proprio non sappiamo come stoccarli, oppure, semplicemente, congelarli ancora caldi così da averne una scorta per le mattinate uggiose, che verrà rigenerata nel forno caldo a 110° per 5'. :)

Chi ben comincia è a metà dell'opera: biscotti doppio latte per colazione.


Ho deciso di postare tutta una serie di ricette dedicate esclusivamente alla colazione...va bè, anche per la metà mattina, oppure al pomeriggio e magari dopo cena..:)

Direi di iniziare con dei biscottini al kamut (che si possono declinare anche con la farina di grano saraceno) e che sono riuscita a modellare grazie ad uno stampino della planetaria per crumiri ma che si possono modellare anche semplicemente con le mani e con una forchetta.

Biscotti da inzuppo..e non solo

Ingredienti
500 gr di farina di kamut (oppure 250 di kamut e 250 di grano saraceno), 100 gr di fecola di patate, 140 gr di zucchero zefiro profumato alla vaniglia, 120 gr di burro chiarificato, 200 gr di latte condensato (si trova ovunque in tubetti da 170 gr), 120 gr di latte crudo, una piccola presa di sale, un cucchiaino raso di lievito per dolci, 4 gr di bicarbonato di ammonio (che è davvero utile per la preparazione dei biscotti).

Procedimento
Setacciare insieme farina, zucchero, lieviti ed unire il latte condensato, il latte crudo ed il burro pomata.
Impastare nella planetaria il tutto fino ad ottenere un panetto liscio ed uniforme che riposerà una mezz'ora in frigo, coperto con pellicola.
Dividere il panetto in tanti piccole parti dalle quali ottenere dei cilindri del diamentro di 3 cm, schiacciarli un po' con il palmo della mano, ottenere dei biscotti di circa 4 cm e disporli in una placca coperta con carta forno, ben distanziati fra loro, premendo la superficie con una forchetta infarinata, a mo' di decoro. Se invece avete un'accessorio per biscotti inserire le porzioni di pasta e tagliarla con un coltello infarinato man mano che esce dallo stampo (come quando si preparano i bigoli!)

Cucinare nel forno statico già caldo a 190° per 13'-15', o fino a quando saranno dorati ed asciutti.

E ricordatevi che la colazione è il pasto più importante della giornata e che ci vuole davvero poco per sorridere alla vita :)

Colazione newyorkese


Sistemando le foto delle varie cartelle ho trovato anche queste, sempre legate ad un viaggio di lavoro, in questo caso Chicago e successivamente NY, che fanno riferimento ad una colazione con ....vista!


Beh, la prima foto non necessita commenti. La cosa che più mi ha affascinato di questa "piazza" multicolore è che nascosta fra la fretta dei passanti ed una certa ostentazione della fretta medesima c'era un negozietto, piccolo, gestito dall'immancabile signore orientale, sorridente, gentile e molto anziano che, a notte inoltrata, con 6 gradi sottozero, non ha battuto ciglio di fronte alla richiesta di un'aspirina, causa mia emicrania perenne. Evidentemente devo aver avuto un'aria molto provata perchè me ne ha consegnata una confezione contenente 100 compresse da 500 mg di principio attivo alla modica cifra di 0,99 cent.....
Altro paese, altra mentalità, diversi tipi di servizi.


Il mattino successivo, la sorpresa: la mirabolante colazione che vedete nella foto piccolina (purtroppo la macchina fotografica aveva deciso di pensionarsi anticipatamente) non è altro che una torre di torta caprese con ciuffi di panna, qualche fragolina e qualche pistacchio intero. Che sono riuscita a digerire dopo aver superato un oceano!

Infatti, ecco la ricetta, rigorosamente italiana (e più digeribile):

Torta Caprese

Mitica torta che non prevede l’uso di farina (quindi va bene anche per i celiaci) e che la tradizione vuole essere nata, attorno agli anni ’20, per un involontario errore di un cuoco che si dimenticò di mettere la farina in una torta di mandorle, messo in agitazione dal fatto che in sala stava cenando un feroce e famoso boss locale.
La ricetta della tradizione prevede: montare 200 g di burro con 200 g di zucchero, incorpora 6 tuorli, leggermente sbattuti. Quando il composto sarà omogeneo, aggiungiungere 300 g di mandorle con la buccia finemente tritate e 200 g di cioccolato fondente, tritato finissimo o sciolto a bagnomaria o in un polsonetto, un cucchiaino di lievito ed i semini di mezza stecca di vaniglia. Unire molto delicatamente, con un movimento dal basso verso l’alto, gli albumi montati a neve ferma con un pizzico di sale. Imburrare uno stampo rotondo (diametro di 27 cm), foderarlo con carta da forno e versare l’impasto. Far cuocere per per 50 minuti a 180 gradi. Una volta sfornata, la torta va capovolta sopra una gratella per dolci e lasciata intiepidire. Spolverare di zucchero a velo prima di servirla così, semplicemente, oppure accompagnata ad un paio di cucchiai di crema inglese.
Un buon vino passito, magari un Aleatico, esalterà maggiormente la bontà della torta


Cosa mi ha sollecitato questi ricordi? Il cappuccio preparatomi da Enrica, che gli amici chiamano Zoe, per allietarmi la giornata: un cappuccio con "sorriso"! Sorseggiato ascoltando i suoi racconti sparati a raffica, neanche fossi un i-pod, mentre Agata sollecitava la sua colazione...

Sinceramente, c'è niente di più bello?


Smile!




Agata, la gatta