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"L'uovo nasce incolume e muore contrito" ovvero la colazione americana in salsa padana con prosciutto d'oca affumicato, zabaione alla zucca, uovo pochè e succo d'uva fragola e fichi d'india


Pina la Gallina entra come una furia nella mia cucina (portate pazienza, le piacciono queste entrate teatrali con tanto di svolazzo di piume, tipo Wanda Osiris).

"Cos'è questa storia dell'oca?"
Ciao Pina, come stai?
"Non fare l'educata con me che non attacca! Ti-ho-chiesto-cosa-e'-questa-storia-della-oca!!"
Si, ecco, ehm..dunque..hai presente l'Mtchallenge? La gara mensile dove biso....
"Lo so cos'è, mia cara. Sono una Gallina che razzola nell'aria e non nell'arena televisiva."
Certo, che diamine! Ecco, appunto: Roberta avevo deciso la sfida di ottobre che aveva come tema...
"Houston abbiamo un problema. E' sempre la tua Gallina che parla. Aveva come tema la colazione americana con tanto di uova alla Benedict!"
Si, vedo che ti hanno informata.
"E COSA CAVOLO C'ENTRANO LE UOVA DELLA PORTOGHESE ?!?"
Ma lo sai che io devo sempre andare fuori tema! Mi piace il brivido della sfida, mi piace..."
"MA LE UOVA ALLA BENEDICT SI FANNO CON LE MIE UOVA E NON CON QUELLE DI OCA!!"
Appunto, perchè non diversifichiamo un po'? Del resto ti rilassi un po' anche tu, no?
"E COSA C'ENTRA IL PROSCIUTTO D'OCA?!"
Perchè se la colazione americana prevede qualche cicciolo di Filippo (il maiale della nostra fattoria) oltre alle tue uova io ho pensato, visto la vicinanza a San Martino, di raccontare di come le oche non sono delle oche, le galline non sono delle galline ed i maiali non sono dei maiali. Sbaglio?
"Sbaglio io a darti retta, sbaglio. E visto come stai vaneggiando alle 9 della mattina non venirmi a raccontare che quello che stai usando è timo o santoreggia o alloro. Tu te lo fumi, il bouquet garnì, altro che marinatura. Addio, vado a fare un discorsetto alla Portoghese ed alle sue uova che, grandi come sono, stanno invadendo l'asilo nido e paga la stessa retta di tutte noi."
Cercate di non litigare!
"E' come hai detto tu prima: sono una Gallina, mica una gallina."


E come sempre Pina aveva ragione, le uova della Portoghese erano troppo grandi per riuscire a lavorarle in camicia: 200 gr di uovo si spatafasciano anche con acqua acidulata al limite della saturazione della soluzione. Ma non ho nessuna intenzione di demordere: vorrà dire che le userò in altri piatti.

Nel frattempo l'elaborazione della ricetta è continuata step by step nei giorni successivi, mentre i miei ricordi andavano alle oche di uno zio acquisito che aveva una trattoria nell'entroterra padovano, a Polverara: Antonio, detto "Toni dea Simia" in quanto per anni condivise le giornate con una scimmia che lo seguiva in tutto. Quando la scimietta morì lo zio la imbalsamò per averla comunque sempre al suo fianco. 
Toni aveva un feeling particolare con gli animali: era una persona buona e sicuramente loro lo sentivano. Cani e gatti lo seguivano e gli obbedivano; bastava un gesto e si immobilizzano, fingendo di essere morti. Il Merlo indiano al mattino lo salutava "Ciao Toni" ed aveva imparato anche altre parole, diciamo delle esclamazioni tipiche della campagna veneta. Ed anche il Pappagallo, scontroso con tutti, con Toni era dolcissimo e, appoggiato sulla spalla, prendeva i semi di zucca direttamente dalle sue labbra, senza graffiarlo o ferirlo. 
Ma come ogni corte che si rispetti anche in quella di Toni c'era un bullo: un oco grande, aggressivo, forzuto e con un carattere terribile. Gli altri animali gli stavano alla larga, saggiamente imitati dagli umani che passavano dalle sue parti. Eppure, appena si avvicinava Toni "El Masaro (il maschio dell'oca) si faceva subito mansueto e lo seguiva ancheggiando come un cagnolino.
Toni ora non c'è più e pur non avendolo mai sentito parlare in italiano nella sua trattoria si fermavano persone da tutto il mondo e di ogni ceto sociale per godere della sua ironia, dei suoi racconti e dei suoi mitici gnocchi, "grandi come strudel".

La mia colazione americana quindi è ispirata al brolo, alla corte e all'orto di queste terre, spesso avvolte dalla nebbia ma che sanno esprimere saperi e sapori davvero unici. In questo periodo dell'anno, seguendo la stagionalità, il maiale non è ancora pronto e gli insaccati dell'anno prima sono già belli che finiti, polli e faraone si stanno preparando per le feste natalizie e quindi alla massaia non restava che l'oca, che nella tradizione gastronomica veneta trova la massima esaltazione, tanto da divenire il piatto "da ricorrenza", grazie all'influenza della cucina ebraica e al gran numero di festività e consuetudini rispettate dalla comunità israelitica a confronto della esiguità di quelle cattoliche. 

I muffin quindi saranno preparati con un po' di mais, la salsa olandese diventa uno zabaione con la zucca e l'oca prima marinata con gli aromi del brolo, poi messa sotto sale e zucchero ed infine affumicata e cotta a bassissima temperatura.
E la frutta? Beh, un bel frullato di uva fragola, fichi d'india e arance, per ricordare i profumi dell'estate appesa passata e l'allegria della vendemmia.



Colazione americana in salsa padana con prosciutto d'oca affumicato, zabaione alla zucca, uovo pochè e succo d'uva fragola e fichi d'india

Ingredienti per gli english muffins (24 circa)

300 g farina petra1, 150 g farina di mais marano, 230 ml latte, 2-3 cucchiai di acqua di cottura della zucca, 7 g di lievito birra secco, 1 cucchiaio zucchero di canna, 1 presa di sale.

Ingredienti per lo zabaione alla zucca
150 gr di polpa di zucca sfatta al vapore2 tuorli bio, 80 g di burro chiarificato a temperatura ambiente, pepe nero del Madagascar macinato al momento e un pizzico di sale di Marsala con scorza d’arancia

Ingredienti per il prosciutto d'oca
1 petto d’oca, sale grosso di cervia e zucchero di canna in parti uguali a ricoprire (circa 1 kg), ½ stecca di cannella, ½ foglia di alloro fresco, 1 chiodo di garofano, 2 bacche di ginepro, qualche chicco di melograno, qualche ago di rosmarino, qualche ramo di timo fresco, la scorza di mezza arancia bio (per il sottovuoto), segatura alimentare per l'affumicatura.

Per il succo di frutta
1 graspo di uva fragola, 2 fichi d’india, il succo di un arancio, qualche goccia di kefir: frullare gli acini con la polpa di fico d'inda e il succo d'arancio, passare il tutto al colino e servire con qualche goccia di kefir.

Ingredienti per l'uovo poche
1 uovo per commensale, acqua, aceto di vino bianco.

Procedimento
In un sacchetto da sottovuoto unire il petto d'oca con le spezie e le scorze di arancia, sigillare e conservare in frigo per una giornata intera.
Togliere dal sacchetto e ripulirlo bene e adagiarlo in un contenitore rettangolare in vetro dove si sarà versato un po' di sale e zucchero sul fondo, successivamente adagiato il petto d'oca ricoperto completamente dal sale e dallo zucchero rimasti. Lasciare così per circa 12 ore. 
Togliere il petto dalla salatura, ripulirlo bene con un pennello di setole di maiale, rosolare solo la pelle per un paio di minuti in una pentola di ferro molto calda, trasferirlo nella pentola per l'affumicatura ed affumicarlo per 10' per lato e successivamente continuare la cottura a vapore per circa 30', sempre nella stessa pentola.
Togliere dal contenitore e mettere da parte coperto da pellicola.

Cucinare a vapore la zucca e conservare l'acqua vegetativa.

Sciogliere nel latte tiepido il lievito con lo zucchero e lasciar riposare una decina di minuti. Nella planetaria con la frusta a gancio mescolare le farine, aggiungere il latte e poi l'acqua. Il pizzico di sale verso la fine, quando gran parte della farina sarà unita all'impasto e lasciar lavorare alla velocità più bassa fino ad ottenere una palla liscia e morbida. Coprire, lasciar lievitare al raddoppio (io un'ora a 30°).
Sgonfiare l'impasto, stendere una sfoglia di 1 cm abbondante, ottenere con un coppapasta da 7 cm di diametro tanti cerchi: posizionarli in una leccarda coperta da carta forno fino al termine della pasta. Far riposare 20' e nel frattempo mettere sul fuoco una teglia in ghisa pesante ed accendere il forno a 80-100°: cucinare i muffin per circa 10' per lato e man mano che si procede con le ulteriori cotture far asciugare i muffin in forno.

Passare la colino la polpa sfatta di zucca, posizionare una pentola sul fuoco riempita d'acqua per 2/3, adagiare una bastardella, versare la polpa, i due tuorli e mescolare con una frusta senza fermarsi fino ad ottenere un composto spumoso (ci vorranno circa 10). Lontano dal fuoco unire il burro a temperatura ambiente ed a tocchetti, mescolando sempre con la frusta. Regolare di sale e profumare con abbondante pepe del Madagascar macinato al momento. Tenere al caldo fino al momento del servizio

In un pentolino portare a bollore dell'acqua acidulata con un po' di aceto di vino bianco, versare l'uovo aperto in un piattino e cucinarlo, aiutandosi con un paio di cucchiai, per circa 2'. Con un mestolo forato togliere l'uovo, adagiarlo sopra una ciotola colma di acqua e ghiaccio.

Comporre il piatto utilizzando un piattino a cappello di prete, versare un po' di zabaione, tagliare a metà il muffin e dagiare la base, mettere al centro l'uovo, versare ancora un po' di salsa, adagiare una fettina di prosciutto d'oca ed incidere l'uovo. Terminare con un'abbondante macinata di pepe nero lungo e servire immediatamente.

E la Portoghese che tanto ha fatto infuriare Pina? Beh, anche lei, come me, adora il cinema ;)

La cultura è come la marmellata: meno ne hai e più la spalmi

In effetti questa non è una marmellata, termine dedicato alle preparazioni a base di agrumi; forse è una confettura ma è anche un po' piccante e con qualche seme dentro. E c'è la senape. Allora è una mostarda. Ma le regole per la preparazione della mostrarda.....

Avete presente quanto si apre il frigo con in mano un pannetto di pasta brisè o pasta sfoglia che bisogna assolutamente utilizzare e si tira fuori un mondo tipo "Ho visto cose che voi umani... ". Ecco, questa confettura è un po' così, una creatura che ha visto la luce al di là dei bastioni di Orione :)


Confettura senapata di uva fragola con fichi, pesche e zenzero

Ingredienti
1 kg di uva fragola, 8 fichi maturi, 2 grosse pesche bio, 2 mele bio, 350 gr di zucchero di canna, 2 cucchiai di senape in polvere, 2 cucchiai di zenzero in polvere (o 40 gr di radice di zenzero fresca), 250 gr di gherigli di noce bio.

Procedimento
In una capace pentola di rame versare gli acini d'uva, i fichi e le pesche con la buccia tagliati in spicchi e lo zucchero. Portare ad ebollizione e cucinare a fuoco basso e coperto per circa un'ora. Dopo questo periodo di tempo unire le mele tagliate in spicchi e private del torsolo ma con la buccia e le spezie in polvere (o la radice di zenzero grattugiata con la microplane). Mescolare bene e cucinare per altri 20'.
Passare il composto al colino e rimetterlo sul fuoco per altri 20' con i gherigli di noce spezzettati grossolanamente. Dovrebbe essere della consistenza giusta, eventualmente lasciare sul fuoco per qualche altro minuto, fino al risultato desiderato.
Versare la confettura in vasetti da 250 cc sterilizzati per 5', chiudere con coperchi puliti e sterilizzare per altri 30' (a partire dal bollore).

Far raffreddare nell'acqua e conservare al buio almeno un mese prima di aprire i vasetti; l'ho gustata con del pane integrale ed una tazza di tè verde bio (praticamente ho "pulito" il fondo della pentola) in una fresca mattina ma anche a profumare un piatto di caprini erborinati con un buon rosato del Salento. E mi è piaciuta in entrambe le versioni!

Si vive solo una volta, ma se lo si fa bene, è sufficiente

Una volta lessi che la vita è troppo breve per bere male ed io, per la proprietà transitiva della goduria, ho spostato l'analogo pensiero anche al cibo.

Del resto mangiare male è la cosa più semplice del mondo e basta guardarsi intorno per scoprire la distribuzione su larga scala di κακoτρόφιμα (neologismo testè creato grazie al mio vecccccchisssssimo dizionario Rocci miracolosamente ricomparso dalla stanza di Enrica) ovvero di cibo kakos (cattivo). Cattivo non nel senso di "non buono - non mi piace" ma proprio di "kattivo che mi fa male". Perchè il cibo kakos può anche essere buono, come mi ha insegnato pochi minuti fa mio nipote Samuele (oggi in versione Unno Solitario) mentre stavamo facendo la spesa insieme: frutta si (solo banana), verdura si (solo patate fritte), carne semi-uffa (a meno che non ci siano faccine simpatiche nella confezione), dolci e biscotti solo se confezionati, acqua diluita e colorata (altrimenti perchè Dio avrebbe creato la cocacola?).



E siccome io sono la zia Nianna che "comunque prepara delle cose buone e vuole che mangiamo con due forchette e due bicchieri" (cosa volete farci, sono nata nel secolo sbagliato) ho pensato che un piatto cotto con amore e con il gusto della lentezza avrebbe potuto (come la goccia cinese) iniziare quel piccolo lavoro di demolizione di una dis-cultura alimentare già consolidata nonostante la tenera età.

Filetto di vitello alla uva fragola

Ingredienti
600 gr di filetto di vitello (o di maiale), un grappolo di uva fragola, 2 spicchi d'aglio, un mazzetto aromatico, 1 bicchiere di vino rosso, 2 bacche di ginepro ed 1 foglia di alloro, sale e pepe nero macinato al momento, olio evo.

Procedimento
Pulire e legare il filetto di vitello, dorarlo in una padella antiaderente con un paio di cucchiai di olio evo e trasferire in una teglia con gli spicchi d'aglio in camicia, il mazzetto aromatico (rosmarino, salvia, basilico), le bacche di ginepro e la foglia di alloro avvolte in una garza pulita, gli acini interi del grappolo ed il bicchiere di vino rosso. Regolare di sale.

Mettere in forno statico già caldo ad 80° per circa 2' girandolo ogni tanto; trascorso questo tempo togliere il vitello e metterlo al caldo, gettare la garza con gli aromi e gli spicchi d'aglio, frullare il mazzetto aromatico, l'uva (meno qualche chicco per la decorazione) ed il sugo di cottura, passarlo al colino e farlo ridurre per alcuni minuti.

"Buono"
"Grazie"
"Ma perchè hai messo l'uva nella pentola?"
"Per insegnarti qualcosa di nuovo"....e qualcosa di buono :)