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Quiche vegetariana di verdure estive: le nuove video ricette!


Il logorio della vita moderna ci impone ritmi sempre più intensi e mozziconi di tempo da dedicare a quanto più ci piace, come godere di un video di qualche minuto, magari per imparare qualcosa, come una ricetta di cucina, dove le zoomate sui particolari ci possono dare degli spunti per ricette future e fissare trucchi per una riuscita migliore.

Con Pam Panorama, l'azienda per la quale sviluppo la ricettazione web, video e magazine,  e Ciquattro Agency abbiamo deciso di cambiare format alle video ricette (ma questa è una sorpresa, le riprese sono appena finite!) e di girarne anche di very smart ovvero video che non durino più un minuto e mezzo ma che sono in grado di spiegare la ricetta passo passo!

Abbiamo iniziato con una quiche colorata di verdure estive, resa più leggera grazie alla presenza della ricotta fresca e ancora più facile nell'esecuzione grazie all'utilizzo della pasta brisée già pronta. Ma siccome so che siete bravissimi qui troverete anche il link del videotutorial (eh si, abbiamo girato anche quelli!) per prepararla con le proprie mani e in poche mosse.


Buona visione e soprattutto buon appetito!

QUICHE VEGETARIANA DI VERDURE ESTIVE

Portata: antipasto, secondo piatto
Dosi per 6 (8) persone
Difficoltà: minima
Preparazione: 15’
Cottura: 40’
Riposo: si
Forno: si
Kcal: per il piatto 926; per porzione 166 (124,75)
Vino consigliato: Verduzzo Giavi Doc

Ingredienti
1 zucchina
1 cipolla rossa 
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 cucchiaio di pane grattugiato 
2 cucchiai di pecorino romano dop grattugiato 
3 uova bio
250 g di ricotta fresca
1 confezione di pasta brisè 
Olio extravergine d’oliva 100% Italiano
sale iodato 
pepe nero macinato al momento
qualche foglia di basilico fresco per la presentazione e per il piatto

Preparazione
Imburrare ed infarinare uno stampo da 20-22 cm di diametro oppure utilizzare della carta forno, stendere la pasta brisée, cospargerla di pane grattugiato e conservare in frigorifero. 
Accendere il forno a 180°.
Nel frattempo lavare e mondare le verdure, tagliarle prima a julinenne e poi a cubetti (lasciare da parte qualche fettina sottile di cipolla rossa per la decorazione), profumare con una macinata di pepe nero, un pizzico di sale e mescolatele con le mani unendo le foglie di basilico spezzettate con le mani.
In una terrina sbattere le uova con 1 cucchiaio di pecorino, unire la ricotta. Regolare di pepe. Unire le verdure cubettate e mescolare bene.
Cospargere con il pecorino avanzato, la farcia di verdure, livellare la superficie e decorarla la con le fettine di verdure.
Cuocere nel forno statico già caldo fino alla doratura.
Sfornare, far raffreddare e servire con fresca insalata e qualche foglia di basilico fresco.

Le previsioni g-astrologiche del 2016: Gemelli, Bilancia ed Acquario con l'Orata in crosta di meringa salata


Terzo appuntamento e terza portata del menù, come l'Orata in crosta di meringa salata, piatto pratico ed elegante, pragmatico, come i segni governati dall'Aria.

Gemelli, Bilancia ed Acquario corrispondono rispettivamente, da un punto di vista stagionale, all'apice della Primavera, con i suoi frutti ancora acerbi, alla preparazione della semina e allo sviluppo delle radici: un fermento costante e continuo mentre le giornate di allungano e la luce diventa un piacevole dono.

La frase dell’anno per i Gemelli:Io penso che siamo fatti per addormentarci sulla schiena guardando le stelle. Tra qualche anno l’umanità tornerà allo stato nomade” (Gustave Flaubert).
Per i Gemelli il 2016 sarà un anno impegnativo: le stelle chiedono di fermarsi un attimo, voi che siete in continuo movimento, e di iniziare un'opera importante di pulitura di rami secchi. Qualsiasi sia la vostra età il processo di consapevolezza vi porterà ad un autunno in cui splenderete al meglio, illuminati da Urano e dal futuro che sta arrivando a grandi passi nella vita di tutti noi.

La frase dell’anno per i Bilancia: “Luminoso e lieto domani sarà il mattino. Questa vita è stupenda, sii dunque saggio, cuore” (Anna Acmatova).
Siete un segno molto amato e nel 2016 le stelle saranno sempre con voi in tutti i campi della vostra vita anche se sarà l'amore che vi farà volare e vi porterà lontano
i pianeti amici, praticamente tutti, vi consentiranno di realizzare desideri ed ambizioni che danzeranno, con l'ingresso di Giove in autunno, la marcia trionfale di quest'anno. Un consiglio? Mettere in frigo qualche bottiglia preziosa visto che durante l'anno non mancheranno le occasioni per stappare e festeggiare.

La frase dell’anno per gli Acquario: “Senza sentire la stanchezza, avete scalato le rocce sino a giungere nei pressi di uno sperone sul quale pensava si trovasse il nido dell’aquila. Il grido del rapace confermava le sue supposizioni” (Marco Buticchi).
Ancora un anno impegnativo che dovrete utilizzare per completare la vostra trasformazione, onere al quale state lavorando da qualche anno e che, in certi momenti, è stato davvero sfiancante. Fin all’autunno saranno momenti alterni, anche piacevoli, come nel caso di piccole vincite e di soddisfazioni personali ma sarà l’ingresso di Giove in Bilancia, in aspetto davvero grandioso con Saturno, che avrà effetti notevoli non soltanto nell’ambito professionale e sugli affari, ma anche sulla famiglia, sulla vita personale e sulla vostra felicità.

Eccoci giunti alla ricetta di oggi, la terza portata di questo menù g-astrologico di fine d'anno, un piatto di mare (con il pesce) e di terra (con il sale) ma che nella lavorazione della meringa salata (aria) rappresenta l'elemento principe dei tre segni appena trattati. La cottura? In forno (fuoco), naturalmente.

Orata in crosta di meringa salata
La cottura in crosta è una tecnica semplice e da sempre utilizzata per presentare piatti “nascosti” come appunto il pesce in crosta di sale o il pollo avvolto dalla creta. In questa ricetta l’aggiunta di un ingrediente come l’albume consente di creare una crosta molto elegante, adatta ad un menù delle feste, da rompere in tavola per stupire gli ospiti. E con i tuorli avanzati, che si fa? Magari una crema per farcire o accompagnare il panettone.

Portata: secondo piatto
Dosi per 4 persone
Difficoltà: minima
Preparazione: 20’
Cottura: 30’ 
Vino consigliato: Sauvignon Az. Agricola Villa Bianca di Cavalli

Ingredienti
2 orate o branzini da 800 g ciascuno
2 scalogni bio 
2 foglie di alloro
2 chiodi di garofano
1500 g di sale fino 
6 uova medie (o 220 ml di albume)
spezie o aromi se graditi

Preparazione
Accendere il forno a 160°.
Farsi pulire dal pescivendolo le orate, privandole delle interiora ma lasciando le squame, che le proteggeranno durante la cottura.
Mondare lo scalogno e fissare con il chiodo di garofano la foglia di alloro ed inserire questo boquet garnì nella pancia delle orate.
In una ciotola unire gli albumi e montarli con una frusta elettrica o a mano e man mano unire il sale, trasferire il composto in un sac a poche.
Coprire con un foglio di carta forno una teglia rettangolare, creare con la meringa una base dove appoggiare i pesci e ricoprirli con la meringa restante.
Cuocere nel forno già caldo per circa 30’ o fino a quando la superficie si dorerà leggermente, indurendosi.
Lasciar riposare qualche minuto e servire in tavola rompendo la superficie così da far intravedere il pesce cotto sottostante, se si desidera.

Buona lettura e buona visione.


Le previsione g-astrologiche del 2016: Toro, Vergine e Capricorno con il primo piatto, Vellutata speziata al latte di cocco con code di gambero


Seconda puntata delle previsioni g-astrologiche e seconda portata del menù, una bella Vellutata speziata al latte di cocco con code di gambero.

Toro, Vergine e Capricorno sono dei segni di Terra e rappresentano, rispettivamente, il periodo primaverile della riproduzione, la conservazione del raccolto e la stasi invernale ovvero l'esplosione della potenza e dell'energia, la laboriosità, l'impegno, la saggezza e la lungimiranza in quanto è durante l'apparente momento di silenzio dell'inverno che la Natura si prepara alla sua entrata trionfale. Quindi concretezza, in ogni momento della vita.

Ma cosa anticipano le stelle per il 2016? Come dicevo ieri per i segni di Fuoco nello shaker ho inserito di tutto un po' ed ecco cosa ne è uscito.

La frase dell’anno per i Toro: “Qui, dietro i muri, gli dei giocano: giocano con i numeri, con i quali è fatto l’universo” (Le Corbusier).
Con Giove in trigono arriveranno confetti, nuovi eredi e verrà rimpinguato il portafoglio ma c'è un ma (non vorrete mica fili tutto liscio, vero?) ovvero bisognerà stare molto attenti alla dieta: quando Giove ci è amico si tende ad esagerare a tavola e in cantina.
Mercurio porterà soldi e successo ed essendo un pianeta che viaggia molto è molto probabile che le belle notizie possano arrivare da lontano e dall'estero. E se entra Giove saluterete l'onnipotente Plutone in Capricorno che vi sta tenendo compagnia dal 2008.

La frase dell’anno per i Vergine: “Da quando abbiamo imparato che la terra è rotonda e gira come una trottola pazza, abbiamo capito che la realtà non è come ci appare, ogni volta che intravediamo un pezzo nuovo è un’emozione” (Carlo Rovelli)
Avrete Saturno amico e non contro, come il celebre film, che vi terrà compagnia trasformandovi. Avrete anche Marte vicino e se qualche volta vi capiterà di sentirvi incompresi dalle stelle non dovete temere: Mercurio sarà lì al momento giusto! E vi consiglia due piccole riflessioni: visto che riceverete molti doni non sarebbe il caso di cominciare ad essere un po' più generoso? E visto che sorrisi sono gratis non sarebbe il caso di donarli più spesso?

La frase dell’anno per i Capricorno: “Mi piacciono soprattutto le rose antiche. Disordinate, arruffate, semplici, profumatissime, spinose. Una gradevole compagnia in una sonnolente giornata estiva” (Marion Garretty).
Dopo 12 anni sembra che le stelle, tutte, abbiano deciso di premiarvi: il 2016 sarà un anno davvero importante e soprattutto lieto, leggero da vivere e condividere
Mercurio, che protegge i pianeti di Terra, sarà un inaspettato complice nella concretizzazione di quanto seminato negli anni scorsi, donandovi raccolti copiosi. Un solo consiglio: ricordatevi che fuori dal vostro severo mondo interiore, così protetto, c'è vita. E anche l'amore: suvvia, è giunta l'ora di innamorarvi di nuovo.

Il piatto indicato per questi tre segni concreti non poteva che essere una zuppa: pochi ingredienti e soprattuto poche sorprese. Ma è l'anno di Mercurio, ricordate?, con il mantra su viaggi e contaminazioni e così la confortante zuppa diventerà un'accattivante vellutata con sapori e profumi che vengono da molto lontano.

Vellutata speziata al latte di cocco con code di gambero
I piatti delle feste solitamente sono dedicati alla tradizione da condividere con amici e parenti in grandi riunioni di famiglia. Ma perché non osare qualcosa di diverso, così da stuzzicare la curiosità e l’appetito di tutti? Ecco una ricetta 3.0 che associa alla dolcezza del cocco la spiccata personalità della bisque di gambero il tutto confezionato con l’inconfondibile profumo del curry. E in più c’è anche la curcuma, l’antiossidante più potente del mondo!

Portata: primo piatto
Dosi per 4 persone
Difficoltà: minima
Preparazione: 15’
Cottura: 30’ 
Vino consigliato: Trebbiano Due Tigli

Ingredienti
12 gamberi 
400 ml di latte di cocco 
50 g di porro 
1 scalogno
2 arancia bio
50 g di cocco grattugiato 
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di curry, meglio un mix personalizzato da voi
1 cucchiaino di zucchero di canna
Olio extravergine d’oliva 
Sale iodato
Pepe nero

Preparazione
Lavare i gamberi, eliminare la testa, il carapace e il budellino interno, porli in una ciotola con il succo di 1 arancia, sale e pepe.
Tagliare a rondelle sottili il porro e tritare lo scalogno.
In un casseruola rosolare con un filo d’olio prima lo scalogno e successivamente le teste ed i carapaci per qualche minuto, versare 1 litro di acqua freddissima, portare a bollore, togliere dal fuoco e far riposare: avremo ottenuto un fumetto di pesce veloce e profumato.
In una casseruola versare il fumetto di pesce filtrato con un colino, portarlo a bollore, unire le rondelle di porro, cuocere per 5’, versare il latte di cocco, il cocco grattugiato, il succo della seconda arancia, le spezie e cuocere fino a bollore. Togliere dal fuoco e lasciar riposare.
In una padella antiaderente con un filo d’olio cuocere i gamberi per 2’.

Distribuire la vellutata, decorare con i gamberi cotti, profumare con una macinata di pepe nero e servire immediatamente.

Buona lettura e buona visione.



Le previsioni g-astrologiche del 2016: Ariete, Leone e Sagittario con l'antipasto


Il cielo del 2016 anticipa tantissime novità visto che sarà un anno governato da Mercurio,  messaggero degli Dei e pianeta che ha il domicilio primario nei Gemelli (segno doppio: quello che non viene in mente ad uno ispira l'altro) e che simboleggia il contatto intellettivo con il mondo esterno. E di intelligenza ne abbiamo bisogno, oh se ne abbiamo bisogno!
Inoltre i movimenti astrali sembrano quasi anticipare l'era dell'Aquario, quella in cui la tecnologia guiderà le nostre vite, il pensiero positivo sarà predominante sull'azione aggressiva, le fonti di energia saranno rinnovabili e ci sarà una maggiore consapevolezza, maggior rispetto, maggior comprensione. Se continuo così quasi quasi mi candido con i M5S, al netto del chip sottocutanei.

Saturno in Sagittario, Urano in Ariete e Giove in Vergine saranno garanzia di pulizia, soprattutto morale, di riforme importanti nel segno dei diritti civili e di un progresso tecnologico "che voi umani, ecc".
Non solo efficenza, pulizia e professionalità: Nettuno nei Pesci, che ci mette 164 anni a girare completamente lo zodiaco, e che nel segno che rappresentante l'alfa e l'omega di ognuno di noi ha il proprio domicilio primario, indica la Metamorfosi. Quindi prepariamoci: a tagliare i rami secchi, le connessioni sconnesse, le parole inutili ed i piatti sciarpi.

Ariete, Leone e Sagittario sono segni caratterizzati dall'elemento Fuoco e che rispettivamente sono il domicilio primario di Marte, del Sole e di Giove: pianeti concreti, che quando si muovono, anche il veloce Marte, non fanno mai nulla per caso.

Cosa riserverà il 2016 a questi segni così focosi?
A questo punto ho inserito nel mio shaker Barbanera, Branko, i libri dell'Alberti del 1978 e tutte le effemeridi da qui al 3014 e in quattro portate (antipasto, primo, secondo e dessert) vi servirò le previsioni astrali più buone dello Zodiaco: cominciamo quindi con i segni di Fuoco e il resto del menù verrà svelato nei prossimi giorni coni segni di Terra, Aria ed Acqua.

La frase dell’anno per gli Ariete: “Oggi in questa notte calda dolce come il profumo di fiori esotici, svegliati ad una vita che scotta” (Herman Hesse).
Saturno è pronto a darvi i frutti maturati nell'ultimo anno: sta a te disegnare strategie ed affrontare il cambiamento con saggezza e razionalità. Bastano due aspetti per poter annunciare successo e affermazione: Saturno in Sagittario e Urano in Ariete, due eccezionali forze cosmiche in grado di mutare in maniera sorprendente anche la vita personale e affettiva. Quel che invece chiede Giove dalla Bilancia è di non perdere calma. 
Sorridete di più: è gratis.

La frase dell’anno per i Leone: “Non voglio dire che non mi interessi diventare ricca… ma se, dovesse succedere, il mio ego me lo voglio portare appresso… quando mi sveglierò una bella mattina e andrò a fare la prima colazione da Tiffany” (Truman Capote).
Ok, avete ragione, gli ultimi anni sono stati davvero molto duri ma già dai primi mesi del 2016 inizierete a consolidare, soprattutto dal punto di vista economico, l'inizio del raccolto di fine 2015.
Conquisterete autorevolezza, maturità professionale ed indipendenza di giudizio. Ed imparerete che non tutto quel che luccica è oro.
Tutti gli intoppi verranno dimenticati dopo il 9 settembre, quando Giove entrerà in Bilancia e voi passerete notti infuocate sotto il cielo stellato. Non vi siete sposati nel 2015? Cosa aspettate a farlo nel 2016? Magari l'otto agosto.

La frase dell’anno per i Sagittario: “Devi diventare un albero alto, molto alto. La sua cima deve toccare il cielo, i suoi rami devono proteggere la tua casa e tutto quello che ami” (detto degli Indiani d’America).
Saturno, dopo la rapida visita nel 2015, adesso è ospite fisso nel vostro segno fino a dicembre 2017 e sotto il suo sguardo saggio tutto potrà essere modificato e rinnovato: amore, famiglia, professione, affari, salute. Urano e Marte vi aiuteranno a tenere acceso il fuoco in questa opera di rinnovamento e l'arrivo di Giove, a fine anno, consoliderà un bilancio finalmente positivo. Ho detto fuoco e quindi un solo consiglio: razionalità altrimenti rischiate di bruciarvi anche voi.

Il piatto indicato per questi tre segni che amano la tavola elegante e sofisticata e dovranno solcare nuovi percorsi di vita? Eccolo: ricetta e videoricetta.


Cappesante al timo con maionese di corallo

La Saint-jaques, Capasanta o Cappasanta, è un mollusco che si può trovare sul mercato tutto l’anno. Era il simbolo identificativo dei pellegrini che percorrevano il cammino per Santiago di Compostela, riconoscibili in quanto la portavano appesa al collo, e si racconta sia stato lo stampino naturale per la nascita delle Maddeleines, i dolcini tanto amati da Proust. In questa ricetta la presenza dell’arancia, sia nella marinatura che nella preparazione della maionese di corallo, dona al piatto un profumo particolare, grazie anche alla presenza del timo e del ginepro. Un antipasto facile e veloce e di sicuro effetto.

Portata: antipasto
Dosi per 4 persona
Difficoltà: semplice
Preparazione: 25’ più la marinatura di 2 h
Cottura: 3’
vino consigliato: Grillo Rapitalà Igt

Ingredienti
8 cappesante 
2 rametti di timo fresco
2 bacche di ginepro
2 spicchi d’aglio dop 
1 arancia dop 
2 dl di vino bianco secco 
Olio extravergine d’oliva 
Sale iodato 
Pepe nero di mulinello

Preparazione
Lavare ed asciugare i molluschi e le valve, tenendo queste da parte se si desidera usarle per il servizio.
Eliminare dai molluschi i tessuti connettivi e il corallo. Sciacquarli dalla sabbia lasciandoli in ammollo per qualche minuto in acqua fredda. Asciugare bene.
In una ciotola unire gli spicchi d’aglio interi e leggermente schiacciati, i rametti di timo, le bacche di ginepro, il vino e due cucchiai di olio extravergine, un pizzico di sale e il pepe macinato al momento, mescolare bene, unire i molluschi, coprire con pellicola e lasciar riposare in frigo per 2h.
Ottenere dall’arancia il succo e le zeste ovvero la scorza a striscioline ottenuta con un riga limoni o con un coltello affilato
Nel frattempo unire in un contenitore i molluschi, un paio di cucchiai di olio e il succo d’arancio e frullare fino ad ottenere un’emulsione fluida, regolare di sale e di pepe.
Togliere i molluschi dalla marinatura, asciugarli con carta assorbente e cuocerli nella piastra calda per massimo 3’ in tutto.

Servirli, se si desidera, nelle conchiglie con la maionese di corallo, una macinata di pepe e un rametto di timo a decorazione.

Video Menù vegano di Natale: Sformatini di fagioli con salsa di yogurt di soia e pistacchio


E siamo arrivati al secondo piatto!
Dopo l'Insalata tiepida e speziata di arance e finocchi e la Vellutata di zucca con latte di soia il video menù vegano di Natale svela il piatto di mezzo che si colora anche nell'utilizzo delle cocottine da portare in tavola e, grazie al grazioso coperchio,  consentiranno ai vostri ospiti di "scoprire" la bontà di questo sformatino di fagioli, legume ricchissimo di proteine nobili e veramente trasformista, tanto da poter diventare farcia di golose crostate.

Una precisazione, circa di lasciarvi alla visione della videoricetta: il menù preparato per queste festività (e dalla prossima settimana poterò le ricette per la serata di San Silvestro) è all'insegna del "costo contenuto" in quanto con pochi accorgimenti ed un po' di impegno è possibile preparare dei piatti davvero invitanti senza cedere al junk food, sicuramente più comodo ma decisamente meno salubre.

Buona visione!


SFORMATINI DI FAGIOLI CON SALSA ALLO YOGURT DI SOIA

Portata: secondo piatto
Dosi per 6 persona
Difficoltà: media
Preparazione: 30’
Cottura: 40’

Ingredienti
800 g di fagioli borlotti già ammollati e lessati
100 di mandorle 
100 g di carote lessate
2 cucchiai di basilico tritato
60 g di farina 00
60 g di margarina
200 g di latte di soia
100 g di tofu bio
100 g di yogurt di soia
pane grattugiato
pistacchi interi non salati
Sale iodato
Pepe nero

Preparazione
Accendere il forno a 180°
In una pentolina sciogliere la margarina, unire la farina, tostandola e sciogliere il composto (roux) con il latte di soia tiepido: mescolare con un cucchaio di legno fino ad ottenere una besciamella morbida. Regolare di sale e mettere da parte.
Grattuggiare finemente le mandorle, schiacciare con la forchetta la carota, tritare il tofu.
Mettere da parte qualche fagiolo e frullare o passare la passaverdure i restanti scolati e sciacquati dall’acqua di conservazione, trasferirli in una ciotola, unire la besciamella, le mandorle, le carote, il tofu, il basilico, i fagioli interi emescolare bene ed unire la quantità di pane grattugiato necessario per ottenere un composto sodo ma non troppo compatto. Regolare di sale e pepe.
Passare l’interno di 6 stampini (cocottine anche da tavola per il servizio) con un po’ di margarina, spolverare con il pane grattugiato, dividere il composto e livellarlo, spolverare ancora con un po’ di pane grattugiato e cuocere nel forno statico già caldo per circa 20’ o fino alla doratura della superficie.
Nel frattempo tritare i pistacchi e trasferire lo yogurt di soia in una ciotolina, profumandolo con un po’ di pepe nero.

Sfornare le cocottine, far riposare qualche minuto e servirle con lo yogurt decorato con i pistacchi.

Video Menù vegano di Natale: Vellutata di zucca con latte di soia e mandorle


La vellutata è il comfort food per eccellenza e le festività imminenti dovrebbero mettere tutti a proprio agio, anche chi deve mettersi ai fornelli per tutti.
Che poi non si tratta solo di cucinare ma di pensare al menù, fare la spesa, allestire la casa, avere insomma un'attenzione a tutto tondo, molto più profonda e intima del semplice, per quanto significativo, gesto di cucinare un piatto.


Il piatto di oggi, pensato per il Menù Vegano di Natale, prevede l'utilizzo della zucca, ortaggio molto amato nel Veneto e, nello specifico, nel Ghetto di Venezia, dove la filastrocca "succa barucca" traduce l'importante ruolo che ricopre per la gastronomica ebraica, dove per barucca si intende sicuramente il "bitorzoluta" della qualità coltivata a Chioggia ma anche il termine "baruch", benedetta.

Anche in questa proposta niente ingredienti di origine animale: la morbidezza si ottiene grazie al latte di soia e il tocco finale, la mandorla grattugiata, restituirà alla vista un piatto completo.

Buona visione!

VELLUTATA DI ZUCCA CON LATTE DI SOIA E MANDORLE

Portata: primo piatto
Dosi per 4 persona
Difficoltà: semplice
Preparazione: 15’
Cottura: 40’

Ingredienti
500 g di zucca già pulita 
2 patate bio
2 scalogni
1,5 litro di brodo vegetale (qui il tutorial)
1 dl di latte di soia
20 g di mandorle intere
Olio extravergine d’oliva Terra di Bari Castel del Monte Dop
Sale iodato 
Pepe nero 

Preparazione
Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti, pulire e tagliare a tocchetti anche la polpa di zucca, mondare ed affettare finemente gli scalogni.
In una casseruola rosolare con un filo d’olio tutte le verdure per 5’.
Unire il brodo vegetale caldo e cuocere per 20’ dalla ripresa del bollore, togliere dal fuoco, frullare con un mixer ad immersione, unire il latte mescolando continuamente e continuare la cottura per altri 20’, ottenendo una crema vellutata.

Servire in fondine individuali, con un filo di olio evo, una macinata di pepe nero e le mandorle a lamelle.

Video Menù Vegano di Natale: Insalata tiepida di arance e finocchi al vino speziato


Ci siamo.

- 4 alla data fatidica e mai come quest'anno le richieste che mi sono state fatte, sotto forma di serate didattiche, timide email e messaggi dell'ultima ora sono state all'insegna di un Natale gastronomicamente meno "impattante", a misura di renna, come mi ha scritto una giovane lettrice.
Per le #buonericette di Pam Panorama abbiamo allora deciso di proporre, oltre ad un menù classico, di facile esecuzione, anche per chi lavora fino al 24 alle 19.00, anche uno vegano,  continuando nella programmazione che abbiamo sviluppato durante tutto l'anno che sta finendo.


Piccola parentesi.
Con il seitan ci ho provato, nel senso che l'ho preparato con farine diverse e l'ho cotto in tutti i modi ma continua a non piacermi. Non per il gusto, sia chiaro, si tratta pur sempre di una base "inerte" che si può personalizzare come meglio si crede: l'ingrediente principe in cucina, quello che non dovrebbe mancare mai, è sicuramente la fantasia. Ma non dovrebbe mancare mai neppure l'etica, che non si focalizza solo nei pulcini maschi tritati vivi alla nascita per farne deliziosi bocconcini deliziosamente impanati o nello sguardo strappacuore e strappalacrime del cucciolo di agnello (a Pasqua, a Natale si è meno sensibili, evidentemente) che puntualmente diventano protagonisti di campagne mediatiche virali (si, insomma, virali fino alla successiva campagna mediatica virale, s'intende).
E circa il seitan, per chi non lo sapesse, l'eticità mi si focalizza sul consumo smodato di acqua necessaria alla sua preparazione: una buona mezz'ora sotto l'acqua corrente prima di poter ottenere un liquido limpido e considerare il panetto di glutine pronto alla cottura.

Per cui non mi piaceva prima e continua a non piacermi: si può scegliere di essere vegetariani e vegani (seguiti da un nutrizionista, è inutile che ci raccontiamo la storia dell'orso) senza sprecare acqua, bene sempre più prezioso e per la quale già si stanno scatenando delle guerre. E se poi decidete di fare la doccia con un amico, i ghiacciai che si stanno sciogliendo ve ne saranno grati!

Ma torniamo al video menù vegano di Natale e naturalmente si parte dall'inizio ovvero con una piacevole insalata invernale, ottima per le feste grazie al passaggio in forno e all'utilizzo del vino aromatizzato con le spezie che preferite. 
Un filo di olio buono e magari qualche fiocco di sale e siamo pronti per la video ricetta di domani, una vellutata di zucca, resa morbida grazie al latte di soia ed alle mandorle tostate.

Buona visione.

INSALATA TIEPIDA DI ARANCE E FINOCCHI AL VINO SPEZIATO

Portata: antipasto
Dosi per 4 persone
Difficoltà: semplice
Preparazione: 15’
Cottura: 20’
Riposo: 10’

Ingredienti
800 g di finocchi bio
3 arance bio
qualche bacca di ginepro e 1 di anice stellato
100 ml di vino bianco secco
1 ciuffetto di aneto 
Olio extravergine d’oliva Terra di Bari Castel del Monte Dop
Sale iodato
Pepe nero

Preparazione
Accendere il forno a 220°.
Mondare i finocchi, affettarli e sbollentarli in acqua salata per 2’ alla ripresa del bollore.
Scolare e mettere da parte.
Portare a bollore il vino con l’anice stellato e le bacche di ginepro, così da aromatizzarlo.
Lavare bene 2 arance ed affettarle mentre pelare a vivo la terza.
Coprire con carta forno una teglia, distribuire un’arancia affettata, continuare con i finocchi e coprire l’arancia restante. Regolare di sale e di pepe e versare il vino senza le spezie e cuocere nel forno a 210° per circa 20’.

Far raffreddare qualche minuto e servire impiattando con qualche spicchio di arancia pelato a vivo, i ciuffetti di aneto e un filo di olio evo.

Quadrotti con le sarde: un pesce poco "cool" per le #buonericette


Il pesce è entrato nell'alimentazione dell'uomo sin dagli albori della sua evoluzione.

All'inizio la pesca era un'occupazione individuale, ma quando gli insediamenti umani divennero stanziali, si iniziarono ad introdurre le reti e la pesca divenne un'attività collettiva. Dal rudimentale amo in osso ai futuribili ami in lega di carbonio, dalle reti arcaiche a quelle fatte in indistruttibile nylon: la tecnologia si è evoluta notevolmente, ma in fondo la pesca è rimasta un'attività legata all'abilità ed alla fatica dell'uomo.

Dal principio, nei paesi del Mediterraneo, a causa del clima caldo, il pesce raramente veniva consumato fresco; si preferiva preservarlo affumicandolo o salandolo, messi di conservazione noti già nella preistoria. I Romani furono tra i primi ad introdurre una legislazione sulla pesca, mentre fu nel Medioevo che vennero introdotte le concessioni e i diritti di pesca.

Nella Roma dell'età imperiale si consumavano cefali, rombi, cernie, di solito cotti alla brace e accompagnati da salse. In epoca medioevale, con l'orrigidirsi dei dettami della Chiesa che prevedevano l'osservanza di periodi di magro, il consumo del pesce si diffuse notevolmente. Oggi il pesce è inserito nelle diete di tutta la popolazione umana, e per alcune popolazioni di mare è ancora oggi l'alimento base. la quantità totale di pesce pescato non è eccessiva ma le risorse sono sfruttate malissimo: si consumano poche varietà, e le altre, pur commestibili e gustose, non vengono immesse nel mercato. Alcune specie sono pescate indiscriminatamente, fino a metterne in pericolo l'esistenza, altre sono allevate intensamente compromettendo in modo significativo la vita e la dignità di chi vive in determinate aree del mondo.

Un paese come  l'Italia, potrà sembrare incredibile, nonostante i chilometri di coste e le molte varietà di pece che ne popolano i mari, importa una grossa quantità di pescato, Ciò è dovuto non soltanto a un mero fabbisogno interno, ma anche al tipo di consumi, che tendono di orientarsi verso pesci "cool" che vivono in acque non italiane e dei quali spesso è impossibile ottenerne la tracciabilità. Secondo un rapporto  pubblicato dalla FAO nel 2010, infatti, la popolazione mondiale ha consumato 110 milioni di tonnellate di pesce, di cui ben 51 milioni provenienti dall'itticoltura. Lo stesso rapporto conferma che una specie marina su tre è soggetta a uno sfruttamento eccessivo da parte della pesca (credits Slow Food).

Una velocissima introduzione, in quanto l'argomento avrebbe bisogno di post e post e, visto che sono stata in Norvegia ed alle Lofoten quasi una settimana, ci sarà molto da scrivere prossimamente.

Oggi vi suggerisco una ricetta semplice, che rende protagonisti pesce povero e ortaggi comuni come le sardine, le patate e le cipolle in una specie di tortilla colorata e ricca di Omega 3 che non appesantirà nè la linea nè le tasche.

In linea di massima, tra le migliaia di ricette che ogni nazione e tradizione condivide, ci sono due regole molto semplici per cucinare il pesce: pulirlo bene e non cuocerlo troppo. Se il pesce è fresco, quanto è cotto, la pelle si stacca con facilità, mentre se è vecchio o congelato, bisognerà addirittura tagliare la pelle con il coltello. Un consiglio se avete voglia di preparare una zuppa: scegliete varietà di pesce con la testa grossa, che rendono il brodo più saporito.

Quadrotti con le sarde (ricetta e videoricetta qui)

Ingredienti

400 g di patate P&P
2 cipolle rosse P&P
200 g di sardine eviscerate e pulite P&P
6 uova P&P
4 cucchiai di olio extravergine Garda P&P
sale
pepe nero macinato al momento

Procedimento
Tagliare a spicchi sottili le cipolle, sbucciare e tagliare a fettine le patate mettendole in una ciotola con acqua fredda (per non farle annerire e far perdere loro parte dell’amido)
In una padella scaldare l’olio, unire le patate e cucinare per 10’. Unire le cipolle, regolare di sale e continuare la cottura per altri 10’. Accendere il forno a 180°.
Sciacquare le sarde già eviscerate ed aperte a libro ed asciugarle con carta casa. Foderare con carta forno una teglia rettangolare o quadrata.
Tritare il prezzemolo.
In una terrina sbattere le uova, salare e pepare unire il prezzemolo tritato. Versare metà del composto nella teglia, distribuire le sarde, coprire con il resto del composto e trasferire nel forno già caldo.
Cucinare per 20’, sfornare e servire.