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Video Menù vegano di Natale: Sformatini di fagioli con salsa di yogurt di soia e pistacchio


E siamo arrivati al secondo piatto!
Dopo l'Insalata tiepida e speziata di arance e finocchi e la Vellutata di zucca con latte di soia il video menù vegano di Natale svela il piatto di mezzo che si colora anche nell'utilizzo delle cocottine da portare in tavola e, grazie al grazioso coperchio,  consentiranno ai vostri ospiti di "scoprire" la bontà di questo sformatino di fagioli, legume ricchissimo di proteine nobili e veramente trasformista, tanto da poter diventare farcia di golose crostate.

Una precisazione, circa di lasciarvi alla visione della videoricetta: il menù preparato per queste festività (e dalla prossima settimana poterò le ricette per la serata di San Silvestro) è all'insegna del "costo contenuto" in quanto con pochi accorgimenti ed un po' di impegno è possibile preparare dei piatti davvero invitanti senza cedere al junk food, sicuramente più comodo ma decisamente meno salubre.

Buona visione!


SFORMATINI DI FAGIOLI CON SALSA ALLO YOGURT DI SOIA

Portata: secondo piatto
Dosi per 6 persona
Difficoltà: media
Preparazione: 30’
Cottura: 40’

Ingredienti
800 g di fagioli borlotti già ammollati e lessati
100 di mandorle 
100 g di carote lessate
2 cucchiai di basilico tritato
60 g di farina 00
60 g di margarina
200 g di latte di soia
100 g di tofu bio
100 g di yogurt di soia
pane grattugiato
pistacchi interi non salati
Sale iodato
Pepe nero

Preparazione
Accendere il forno a 180°
In una pentolina sciogliere la margarina, unire la farina, tostandola e sciogliere il composto (roux) con il latte di soia tiepido: mescolare con un cucchaio di legno fino ad ottenere una besciamella morbida. Regolare di sale e mettere da parte.
Grattuggiare finemente le mandorle, schiacciare con la forchetta la carota, tritare il tofu.
Mettere da parte qualche fagiolo e frullare o passare la passaverdure i restanti scolati e sciacquati dall’acqua di conservazione, trasferirli in una ciotola, unire la besciamella, le mandorle, le carote, il tofu, il basilico, i fagioli interi emescolare bene ed unire la quantità di pane grattugiato necessario per ottenere un composto sodo ma non troppo compatto. Regolare di sale e pepe.
Passare l’interno di 6 stampini (cocottine anche da tavola per il servizio) con un po’ di margarina, spolverare con il pane grattugiato, dividere il composto e livellarlo, spolverare ancora con un po’ di pane grattugiato e cuocere nel forno statico già caldo per circa 20’ o fino alla doratura della superficie.
Nel frattempo tritare i pistacchi e trasferire lo yogurt di soia in una ciotolina, profumandolo con un po’ di pepe nero.

Sfornare le cocottine, far riposare qualche minuto e servirle con lo yogurt decorato con i pistacchi.

Video Menù vegano di Natale: Vellutata di zucca con latte di soia e mandorle


La vellutata è il comfort food per eccellenza e le festività imminenti dovrebbero mettere tutti a proprio agio, anche chi deve mettersi ai fornelli per tutti.
Che poi non si tratta solo di cucinare ma di pensare al menù, fare la spesa, allestire la casa, avere insomma un'attenzione a tutto tondo, molto più profonda e intima del semplice, per quanto significativo, gesto di cucinare un piatto.


Il piatto di oggi, pensato per il Menù Vegano di Natale, prevede l'utilizzo della zucca, ortaggio molto amato nel Veneto e, nello specifico, nel Ghetto di Venezia, dove la filastrocca "succa barucca" traduce l'importante ruolo che ricopre per la gastronomica ebraica, dove per barucca si intende sicuramente il "bitorzoluta" della qualità coltivata a Chioggia ma anche il termine "baruch", benedetta.

Anche in questa proposta niente ingredienti di origine animale: la morbidezza si ottiene grazie al latte di soia e il tocco finale, la mandorla grattugiata, restituirà alla vista un piatto completo.

Buona visione!

VELLUTATA DI ZUCCA CON LATTE DI SOIA E MANDORLE

Portata: primo piatto
Dosi per 4 persona
Difficoltà: semplice
Preparazione: 15’
Cottura: 40’

Ingredienti
500 g di zucca già pulita 
2 patate bio
2 scalogni
1,5 litro di brodo vegetale (qui il tutorial)
1 dl di latte di soia
20 g di mandorle intere
Olio extravergine d’oliva Terra di Bari Castel del Monte Dop
Sale iodato 
Pepe nero 

Preparazione
Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti, pulire e tagliare a tocchetti anche la polpa di zucca, mondare ed affettare finemente gli scalogni.
In una casseruola rosolare con un filo d’olio tutte le verdure per 5’.
Unire il brodo vegetale caldo e cuocere per 20’ dalla ripresa del bollore, togliere dal fuoco, frullare con un mixer ad immersione, unire il latte mescolando continuamente e continuare la cottura per altri 20’, ottenendo una crema vellutata.

Servire in fondine individuali, con un filo di olio evo, una macinata di pepe nero e le mandorle a lamelle.

Video Menù Vegano di Natale: Insalata tiepida di arance e finocchi al vino speziato


Ci siamo.

- 4 alla data fatidica e mai come quest'anno le richieste che mi sono state fatte, sotto forma di serate didattiche, timide email e messaggi dell'ultima ora sono state all'insegna di un Natale gastronomicamente meno "impattante", a misura di renna, come mi ha scritto una giovane lettrice.
Per le #buonericette di Pam Panorama abbiamo allora deciso di proporre, oltre ad un menù classico, di facile esecuzione, anche per chi lavora fino al 24 alle 19.00, anche uno vegano,  continuando nella programmazione che abbiamo sviluppato durante tutto l'anno che sta finendo.


Piccola parentesi.
Con il seitan ci ho provato, nel senso che l'ho preparato con farine diverse e l'ho cotto in tutti i modi ma continua a non piacermi. Non per il gusto, sia chiaro, si tratta pur sempre di una base "inerte" che si può personalizzare come meglio si crede: l'ingrediente principe in cucina, quello che non dovrebbe mancare mai, è sicuramente la fantasia. Ma non dovrebbe mancare mai neppure l'etica, che non si focalizza solo nei pulcini maschi tritati vivi alla nascita per farne deliziosi bocconcini deliziosamente impanati o nello sguardo strappacuore e strappalacrime del cucciolo di agnello (a Pasqua, a Natale si è meno sensibili, evidentemente) che puntualmente diventano protagonisti di campagne mediatiche virali (si, insomma, virali fino alla successiva campagna mediatica virale, s'intende).
E circa il seitan, per chi non lo sapesse, l'eticità mi si focalizza sul consumo smodato di acqua necessaria alla sua preparazione: una buona mezz'ora sotto l'acqua corrente prima di poter ottenere un liquido limpido e considerare il panetto di glutine pronto alla cottura.

Per cui non mi piaceva prima e continua a non piacermi: si può scegliere di essere vegetariani e vegani (seguiti da un nutrizionista, è inutile che ci raccontiamo la storia dell'orso) senza sprecare acqua, bene sempre più prezioso e per la quale già si stanno scatenando delle guerre. E se poi decidete di fare la doccia con un amico, i ghiacciai che si stanno sciogliendo ve ne saranno grati!

Ma torniamo al video menù vegano di Natale e naturalmente si parte dall'inizio ovvero con una piacevole insalata invernale, ottima per le feste grazie al passaggio in forno e all'utilizzo del vino aromatizzato con le spezie che preferite. 
Un filo di olio buono e magari qualche fiocco di sale e siamo pronti per la video ricetta di domani, una vellutata di zucca, resa morbida grazie al latte di soia ed alle mandorle tostate.

Buona visione.

INSALATA TIEPIDA DI ARANCE E FINOCCHI AL VINO SPEZIATO

Portata: antipasto
Dosi per 4 persone
Difficoltà: semplice
Preparazione: 15’
Cottura: 20’
Riposo: 10’

Ingredienti
800 g di finocchi bio
3 arance bio
qualche bacca di ginepro e 1 di anice stellato
100 ml di vino bianco secco
1 ciuffetto di aneto 
Olio extravergine d’oliva Terra di Bari Castel del Monte Dop
Sale iodato
Pepe nero

Preparazione
Accendere il forno a 220°.
Mondare i finocchi, affettarli e sbollentarli in acqua salata per 2’ alla ripresa del bollore.
Scolare e mettere da parte.
Portare a bollore il vino con l’anice stellato e le bacche di ginepro, così da aromatizzarlo.
Lavare bene 2 arance ed affettarle mentre pelare a vivo la terza.
Coprire con carta forno una teglia, distribuire un’arancia affettata, continuare con i finocchi e coprire l’arancia restante. Regolare di sale e di pepe e versare il vino senza le spezie e cuocere nel forno a 210° per circa 20’.

Far raffreddare qualche minuto e servire impiattando con qualche spicchio di arancia pelato a vivo, i ciuffetti di aneto e un filo di olio evo.

"Caro Non-Turista ti scrivo, così ti racconto un po'". Ed un gazpacho al lemongrass con tofu al lime per Ferragosto



Caro Non-Turista ti scrivo, così ti racconto un po’
e siccome sei molto vicino più forte ti racconterò.
Da quando sei arrivato c’è una grossa novità
anche se ho la carta Venezia, con il cavolo che riesco
ad utilizzare i trasporti di questa città.

Arrivato a Santa Lucia, anche quando non è festa,
mi tocca fare lo slalom tra i sacchi a pelo e la ressa.
E mi vien da madarte a ramengo per intere settimane!
Ma visto che a nessuno veramente interessa quello che ho dire
sai che armaron de scaramenti che mi rimane?

Ma l’Istituzione ha detto che dal nuovo anno
anche la tua presenza subirà una trasformazione
e figurite se non stiamo dietro aspettando!
Ci sarà il numero chiuso a Natale e a Capodanno
e ogni Non-Turista che scenderà dalla nave
dovrà studiare e un piccolo esame dovrà dare.

Non potrai mangiare davanti alla Chiese schifezze petaisse
e sarebbe bello che smettessi di girare in mutande:
è vero, c’è la laguna, ma non siamo al mare.
E non si può neppure girare in bici con affanno
sai, i Veneziani da sempre già lo fanno.

E se vorrai fare l’amore non è detto che si possa sempre fare come ti va
magari evita il Ponte degli Scalzi a mezzogiorno o giù di là.
Perché se è vero che lo fai in silenzio e non disturbi
non credo che tu sia tra i furbi 
ma sicuramente tra gli immensamente cretini, a prescindere dall’età.

Vedi caro Non-Turista cosa ti scrivo e ti dico
sai, non sono affatto contento
che tratti questa città come un cesso in ogni momento.
Vedi caro Non-Turista cosa bisogna inventare
per confessarti quanto sono mona
a continuare a sperare.

Questa città con amore la puoi godere in ogni istante
vedi Non-Turista mio
che il rispetto diventa importante (anche dalle Istituzioni)
perché in questa città ci vivo anch’io.


Post ferragostano dettato dal nervoso e reso leggero proprio dall'aria di festa (dal vento di festa, direi, visto la brezza mattutina che mi sta gelando piedi e naso). 
Ciò non toglie che Venezia, come si sta dicendo da 25 anni, ovvero da quanto il concerto dei Pink Floid trasformò la città in una pattumiera, sta morendo di troppo turismo ignorante ed invicile, di incuria, di indifferenza, di gola ed accidia istituzionale ed abbandonata silenziosamente dai legittimi abitanti.

Ora si stanno tutti affannando a rovesciare sull'argomento fiumi di parole, visto che in questi giorni di pausa con qualcosa bisogna pur riempire le pagine dei giornali, ma credo che la soluzione sia una sola ovvero che per visitare un luogo, qualunque esso sia, bisogna meritarselo: dimostri di essere un ignorante (nel senso che ignori semplicemente dove sei)? Bene: stai a casa che fai un piacere anche a te. 

Del resto lo dicevano i Pitura Freska oltre vent'anni fa, nella celebre canzone "Pin Floi":
Vien vanti do tissie che gridano
"Io Venezia la odio!"
Domanda: "Perche' odi Venessia?"
"Perche' fa schifo!"
Domanda:
"Perche' non te ne sei stata a casa tua?" 

Buon ferragosto (e buon pranzo :)


Estratto di gazpacho al lemongrass con tofu al lime e cialde di pane al mais

Ingredienti (per 4 persone)
4 pomodori San Marzano, 1 cetriolo piccolo, 1 peperone giallo, 1/2 cipolla di Tropea, 1 lemongrass, 125 g di tofu, 1 lime, qualche fetta di pane al mais, sale in fiocchi, pepe verde, olio evo, foglie di basilico per il piatto.

Procedimento
Tagliare a tocchetti il lime e farlo marinare in una citronette preparata con il succo del lime, olio evo, sale in fiocchi e pepe verde macinato al momento.
Tagliare sottilmente delle fette di pane al mais e tostarle in una padella antiaderente.
Lavare, mondare e tagliare a tocchi regolari la verdura e passarla all'estrattore (o frullatore a basso regime di giri): regolare di sale e pepe ed emusionarla appena con un paio di cucchiai di olio evo.
Distribuire il gazpacho in quattro ciotoline, continuare con il tofu tritato grossolanamente e terminare con una foglia di basilico ed una fetta di pane.

Legenda:
Carta Venezia: abbonamento scontato per i trasporti dedicato ai residenti
Santa Lucia: stazione FS di Venezia
Mandarte a ramengo: mandarti a quel paese
Armaron: armadio
Sacramenti: improperi
Petaisse: appiccicose
Mona: sciocco

p.s.: a Venezia non possono girare in bici neppure in bambini. In altre isole (Pellestrina, Sant'Erasmo) si può.