Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Una donna indomita al volante e un dolce speziato e con fiori eduli per San Martino

L'11 novembre, il giorno di San Martino, a Venezia si festeggia in un modo tutto particolare ovvero facendo diventare i bimbi protagonisti di un "dolcetto e scherzetto" ante litteram nel senso che nella città in cui le cose sono avvenute sempre prima che nel resto del mondo, ai cuccioli d'uomo viene concesso di risvegliare calli e campielli con grida, canti, filastrocche in dialetto e con il rumore di piatti e pignatte sbattuti da novelli cavalieri, travestiti con mantelli di raso e dorate corone in cartone. Entrano nei negozi e chiedono dolcetti che ricevono in gran quantità tra sorrisi e ricordi dei tempi andati.
Tutto questo chiasso in onore di San Martino, un Vescovo della Chiesa, la cui buona azione nei confronti di un povero mendicante infreddolito ed affamato, con il quale condivise il suo mantello color porpora, di calda e morbida lana, viene ricordata dopo secoli dai canti e dagli scherzi innocenti dei bimbi. Con il suo gesto scelse di andare controcorrente e tutta la sua vita fu da esempio.


Ma è di un'altra personalità che vi voglio parlare ovvero di una donna che tra le nebbie del Delta del Po diede retta solo alla propria passione ovvero a quella per la velocità: Maria Antonietta Avanzo, la prima donna italiana pilota.
Dalla cantò le gesta di Tazio Nuvolari ma ben pochi sanno che nel 1921, sul podio che lo decretò vincitore nel circuito del Garda, c'era anche lei. Al terzo posto. Mentre tre anni prima, nel 1918, con "disinvoltura e precisione", come ebbe a dire Enzo Ferrari, vinse il giro del Lazio. Si ritirò nel 1939, dopo essere arrivata sesta nella competizione Tobruch-Tripoli.
Prese parte a ben 5 edizione della mitica Millemiglia e non si fece certo scoraggiare dalle norme che ad Indianapolis impedivano alle donne di gareggiare: ottenne una dispensa speciale e, ovviamente, gareggiò.


Imparò a guidare da sola e visse a cento all'ora gran parte della sua esistenza. Lei stessa affermava che nella vita aveva "fatto tutto quello che aveva voluto. Ho ricevuto parecchi doni: bellezza, ricchezza, amori e due splendidi figli. E se la macchina andava a 180 all'ora, a 180 io andavo."
Con i figli poi emigrò in Australia, terra delle promesse mantenute, e diede vita ad un'azienda agricola modello e tornò in Italia a godersi i frutti di tanto lavoro con un titolo, quello di Baronessa, che si era data per far comunque e sempre parlare di sè. Morì nel 1977, senza aver mai rinnegato sé stessa.
Nella sua vita ha sempre corso soprattutto contro i pregiudizi, gli ostracismi, gli ostacoli, ovviamente tutti maschili, come quando sulla linea del traguardo le lanciavano contro oggetti o venivano spinte greggi di pecore per ostacolare il suo arrivo.

E in un paese come il nostro, in cui le donne lavorano il doppio per avere la metà, sarebbe bello che qualcuno raccontasse le storie di donne felici e realizzate, invece di ricordarsi di loro solo in coccodrilli di cronaca nera.
Se avete voglia di scoprire un po' di più di questa donna che seppe vivere di passione e che sfidò il mondo a raggiungerla sul filo dei cento all'ora, vi consiglio di leggere "Indomita", scritto da Luca Malin, che in anni di minuziosa ricerca è riuscito a scoprire le mille sfaccettature di questa incredibile donna, italiana, conosciuta più all'estero che in patria.

Questo dolcino di San Martino, profumato da spezie voluttuose e decorato con teneri petali di fiori è dedicato a lei. Ad una Donna che seppe far parlare di sè per la sua bravura e per la sua personalità. Indomita, appunto.


San Martino speziato con coriandolo, anice stellato e fiori eduli

Ingredienti
Per il San Martino
250 g farina Petra5, 80 gr burro chiarificato, 80 g zucchero semolato, 1/2 bacca di vaniglia, 3 tuorli bio, un pizzico di sale, la scorza di un'arancia bio.
Per la decorazione 
150 g cioccolato fondente, 50 g di burro, praline dorate di cioccolato al latte, anice stellato, cannella in stecca, semi di coriandolo, fiori eduli.

Procedimento
In una ciotola unire la farina, lo zucchero, i semini della stecca di vaniglia ed iniziare ad impastare con il burro a tocchetti, unire il pizzico di sale, le zeste di arancia ed i tuorli ed impastare brevemente fino ad ottenere un composto liscio. Coprire e lasciar riposare per un'ora in frigo (o abbattere in positivo per circa 20').
Nel frattempo pestare con un matterello un cucchiaio di semi di coriandolo e mettere da parte.
Sciogliere a bagnomaria (oppure a microonde facendo attenzione che a non superare i 500 w di potenza) il cioccolato fondente a tocchetti con il burro.
Stendere l'impasto ed ottenere tre San Martino della dimensione di circa 20 cm di altezza e cucinarli nel forno statico già caldo per circa 12'-15'.
Sfornare, lasciare raffreddare sopra una gratella, ricoprire "disordinatamente" con il cioccolato fondente e terminare con le altre decorazioni: i semi di coriandoli, i pezzettini di cannella, l'anice stellato, la granella colorata ed i fiori eduli.
Abbattere per qualche minuto o lasciar raffreddare a temperatura ambiente. E regalare alle vostre Donne :)


Omne vivum ex ovo, Ovetto Kinder permettendo :)



L'uovo ha da sempre avuto un significato molto particolare, anche prima che il signor Kinder ci mettesse dentro i Puffi in modo tale che da gennaio a dicembre non c'è verso di svicolare alle rumorose proteste della prole durante il conto al supermercato. 
Di solito, questo oscuro oggetto del desiderio, fa bella mostra di se proprio nella zona Cesarini della spesa - la cassa - ed è ovviamente ad altezza bimbo: che sia esso sul passeggino, sul seggiolino del carrello, a piedi o in braccio (quando le precedenti opzioni non sono più gradite dall'infante!)
E non pensate che la crescita possa risolvere il cul de sac della cassa: dagli ovetti si passa ai chewgum, caramelle, ferrero roche, batterie, lamette e .... va bè, il resto dell'assortimento se l'acquisteranno da soli ;)

Croustades ovvero uova ed asparagi take away

Settimana iperintensa.

Enrica è rimasta a casa H24 per una settimana (con i relativi orari che continuano ad essere diversi dai miei di almeno 6 fusi orari), Edoardo ha aumentato gli allenamenti settimanali (e con essi il numero delle lavatrici, programma specifico "fango e petunie" ovvero quello che il filtro mi ritorna ogni volta), Roberto si è messo in testa di costruirsi un caminetto esterno (dopo che l'ultimo preventivo portato a casa aveva il valore..di un carato..e non ho capito!) ed io mi sono dovuta occupare di un trasloco sui generis.

Ma il richiamo della mia cucina è stato più forte, tipo Torna a casa Lessie e non ho potuto resisterle, anche perchè non ho nessuna intenzione di farlo! E poi su di me cucinare ha l'effetto di una seduta di yoga: mi riconcilia con il mondo e torno a respirare con la pancia.

E visto che sono stata sempre in giro ho pensato di portarmi la giusta stagione nel cestino della merenda, uova ed asparagi. Stessa sostanza, anche se la forma è un po' diversa. :-)



Croustades con uova ed asparagi

Ingredienti per le croustades: 250 gr di farina 00, 125 gr burro chiarificato ammorbidito, 1 uovo, 1 cucchiaino di zucchero, 1/2 cucchiaino di sale affumicato, 40 ml di acqua fredda.

Ingredienti per la farcitura: un mazzo di asparagi bianchi e uova (un paio per commensale e due crostatine ciascuno), scalogno, cardamomo, sale e pepe.

Visualizza Uova ed asparagi take away


Procedimento

Preparare la frolla come di consueto, lasciarla riposare avvolta nella pellicola ed in frigo per almeno un'oretta, stenderla dello spessore di 3 mm, ricoprire degli stampini e cucinare in bianco a 180° per circa 15' ed altri 3-5' minuti, tolti i pesi o i fagioli, per la giusta colorazione. Lasciar raffreddare e mettere da parte.

Pelare gli asparagi con il pelapatate, tagliare a rondelle sottili conservando le punte, saltarli in un battuto di scalogno, brasare con un po' di vino bianco, regolare di sale e pepe ed aromatizzare con il cardamomo verso la fine della cottura, dopo circa 15'.

Sbattere le uova brevemente dopo averle salate e pepate, cucinarle per 2'-3' in una padella calda mescolando continuamente con un mestolo di legno.

Riempire le croustades con una cucchiaiata di uova strappazzate ed una di asparagi brasati, usando le punte per la decorazione (in effetti ho farcito le crostatine in modo importante..ma si trattava del mio pranzo, mica di un happy hour!).

Potenza del mio cestino di vimini: sapete quante volte Yoghi ha cercato di barattare la crostatina con similpanino farcito di finta-cotoletta? ;-)

Ciao Primavera!

La primavera astronomica giunge regolarmente, da quando esiste la precessione degli equinozi, il primo marzo. Quella “ufficiale” il 21 marzo e quella metereologica …….. quando le garba: nella stessa settimana il giardino è stato sferzato da una tempesta (martedì e mercoledì spalavo neve) e la domenica (con la luna nuova) ho potato le ortensie, già ricoperte di gemme verdi e rigogliose.

Marzo pazzerello e meravigliosamente anarchico, come il mio vizio di inventare di sana pianta piatti ed accostamenti o provare, e successivamente modificare, le ricette dei grandi cuochi e pasticceri… ma non lo facciamo un po’ tutti?:-)

E siccome quest’anno la tanto agognata primavera giunge, sempre sulla carta, di domenica, tutti a casa della cuoca a festeggiarne il compleanno e, con l’occasione, la festa dei papà e l’anniversario del fidanzamento dei genitori (**+sono nata 7 anni giusti dopo!).

Un’invasione, quest’anno, che al giardino, già completamente devastato da un lunghissimo inverno, non potrà nuocere più di tanto…. , neppure con i Gemelli, Edoardo, Lucky ed il pallone….


Un menù profumato e colorato e per finire un dolce davvero strepitoso (grazie Cuoco nero!) ovvero la Crostata di confettura con "morbidezzza" alle mandorle .

Ingredienti

Per la pasta frolla: 300 gr di farina 00, 150 gr di zucchero zefiro, 150 gr di burro morbido, 1 uovo ed 1 tuorlo, un pizzico di sale, la scorza grattugiata di un limone piccolo e non trattato.

Per la crema pasticcera: 4 tuorli, 500 gr di latte crudo, 120 gr di zucchero, 40 gr di farina, una stecca di vaniglia.

Per la copertura soffice alle mandorle: 100 gr di burro chiarificato, 2 tuorli e 4 albumi, 70 gr di mandorle tritate, 90 gr di zucchero zefiro, 70 gr di pane grattugiato tostato.

Un po' di marmellata a piacere, aspra, altrimenti risulterebbe un po' troppo stucchevole (quella che ho usato questa volta è stata arance amare con un pizzico di zenzero).

Procedimento

Preparare la frolla come di consueto, lasciarla riposare a palla coperta con la pellicola, stenderla e ricoprire una tortiera da crostata oliata ed infarinata. Mettere in frigo.

Preparare la crema pasticcera: mettere a scaldare il latte, mescolare in una ciotola lo zucchero con le uova, usando una frusta, ed i semini della vaniglia, aggiungere la farina setacciata e versare sul composto il latte caldo. Mescolare, riversare il tutto nella pentola, riportare a bollore e cucinare per 1' max 1,30''. Mettere da parte.

Nella planetaria sbianchire il burro, aggiungere lo zucchero, i tuorli uno alla volta, le mandorle ed il pane grattugiato tostato e per finire, a mano e con una spatola, gli albumi montati a neve non fermissima, morbida direi.

Riprendere la tortiera, versare la crema pasticcera e livellare bene; posizionare, distanziate l'una dall'altra, una decina di cucchiaiate di marmellata, in concomitanza con le fette che si taglieranno ed una centrale, e ricoprire il tutto, partendo dall'esterno fino al centro con una spirale di spuma aiutandosi con una sac a poche usa e getta.

Mettere nel forno caldo a 180° per circa 45-50' (controllare perchè l'ho fatta due volte: il forno statico mi è sembrato meglio ma ci è voluto un po' di più). Si deve asciugare la "spuma meringosa" (neologismo di mio figlio, mentre gli stavo spiegando quali altri dolci si possono preparare con gli albumi montati, tipo le meringhe unite con la nutella!).

BUONA PRIMAVERA!