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Torna Mogliano Veneto la seconde edizione di “Leguminosa”!

Sabato 10 novembre dalle 10.30 alle 19.30 e domenica 11 novembre dalle 9.00 alle 19.30, presso la Piazza dei Caduti, si avrà la possibilità di conoscere i legumi italiani con particolare riferimento a quelli riconosciuti come Presidi Slow Food, grazie ai produttori coinvolti nella mostra mercato.

Si potranno i piatti preparati da Chef in viaggio, Brambù e la Proloco di Mogliano e partecipare ai laboratori didattici, dedicati ai più piccoli, proposti da Slow Food Educa e Mulino Terrevive.

Per tutti gli aggiornamenti cliccate "parteciperò" all'evento Facebook o accedete al portale Metoo.

La Bella, La Barbera e le "Impiraresse" per un dessert al femminile

Quando l'altro giorno ho aperto il pacco speditomi da Fernando confesso che sono rimasta un po' sorpresa. 
"Ma come" ho pensato "la Barbera con questo caldo?!". Tra Scipione e Caronte le previsioni meteorologiche non sono state e non saranno delle migliori per cui l'idea di provare un piatto che potesse essere vestito con la "Valmorena", la Barbera d`Asti DOCG 2009 dei Marchesi Incisa della Rocchetta utilizzando carni importanti e lunghe cotture un po' mi aveva spiazzata.


Lo stesso giorno il fruttivendolo, che oramai non si stupisce più delle mie fantasiose richieste, mi regala un sacchetto di "Bella di Garbagna", ciliegia piemontese presidio Slowfood che prima del predominio delle Vignole emiliane, e per le sue particolari caratteristiche organolettiche finiva sotto spirito e come ripieno dei golosi Boero, avvolta da buon cioccolato fondente.


Al rientro in casa, luogo che in questi giorni di fuoco diventa rifugio e ristoro con la sua penombra dovuta agli scuri socchiusi, mi torna in mano un libro che parla di una passione, i vetri veneziani e contemporaneamente la radio, durante il notiziario regionale, racconta una storia di un mestiere antico, quello delle "Impiraresse", donne che "impiravano" ovvero infilavano le perline di vetro che le fornaci dell'isola di Murano hanno prodotto per secoli.


Come scrive Marina Raccanelli nel suo blog "Le impiraresse lavoravano sparse un po’ per tutta la città, ma era più facile vederle nel sestiere popolare di Castello, una delle sei parti in cui è diviso il centro storico di Venezia. Ognuna di loro teneva sulle ginocchia un vassoio di legno colmo di perline, e vi affondava dentro, velocemente e in modo ritmico, un ventaglio composto di aghi (da 40 a 60), da cui si dipartivano lunghi fili di lino. Lavoravano a cottimo; un’intermediaria, detta “mistra”, distribuiva a un gruppo di impiraperle un cassone di legno con il materiale, pesante circa un quintale; il lavoro compiuto da ciascuna, e commissionato in fili di lunghezza prestabilita, uniti tra loro alla testa, veniva accuratamente pesato prima e dopo dalla mistra.
Per diversi secoli, dal Millequattrocento o forse prima, fino alla prima metà del Novecento, questa attività impiegò milioni di giovani donne a Venezia; nonostante la fatica e l’attenzione, non appena erano in grado di svolgerlo scorrevolmente, come in un meccanismo ben oliato, animavano le calli e i campielli con le loro risate, le confidenze reciproche, le piccanti osservazioni sui passanti, i pettegolezzi sui vicini."

Ora ne sono rimaste davvero pochissime e gli ultimi giorni di giugno si dedicano una giornata di festa dove, tra le calli e con una maestria unica, confezionano sotto gli occhi di curiosi e passanti decori e ricami un tempo richiestissimi per l'arredo e dall'alta moda.
A questo punto la fantasia ha bussato alla porta ed è entrata in casa portando con sé Venezia, il profumo delle spezie, il colore dei commerci e le perline di vetro sono diventate le ciliegie. Le Belle danno il meglio di sé sotto spirito? E io le avvolgo con la Barbera, altra parte femminile di questo piatto che, da elemento d'accompagnamento, diventa ingrediente vero e proprio.

E' nato questo dessert dove gli ingredienti si rincorrono e si ritrovano alla fine in un grande abbraccio, come perle colorate unite da un filo di lino.


Ciliegie speziate al Barbera con perle di gelato al caffè e cardamomo

Ingredienti (per 2-3 vasi piccoli)
30 ciliegie, 350 ml di Barbera, 2 stecche di cannella, 1 bacello di vaniglia, 4 cucchiai di zucchero di canna.
Per il gelato al caffè: 400 gr di latte intero, 1 cucchiaino di agar-agar, 5 cucchiai di glucosio in polvere (si trova normalmente in farmacia), 1 cucchiaio di caffè Illy in polvere, 2 tuorli bio, semi di cardamomo verde.

Procedimento per le Belle nella Barbera
In un pentolino versare la Barbera, lo zucchero, la cannella ed il bacello di vaniglia, portare tutto a bollore e far stringere della metà a fuoco dolce.

Nel frattempo denocciolare le ciliegie (se preferite un sentore un po' più amaro mantenere il nocciolo) e metterle nella riduzione filtrata e lasciar riposare per mezza giornata. Sterilizzare un apio di vasi piccoli di vetro facendoli bollire per circa 15', toglierli dall'acqua con delle pinze e riporli ad asciugare sopra un canovaccio pulito.
Trascorso un po' di tempo riportare a bollore il tutto, versare nei vasetti e chiudere con tappi nuovi. Capovolgere e far raffreddare prima di riporre in dispensa.

Procedimento per il gelato
Versare in una casseruola il latte con l'agar-agar, il caffè e il glucosio. Portare a bollore e continuare la cottura per 2' mescolando continuamente, togliere dal fuoco. 
Con un frustino montare i tuorli in una ciotola ed unire lentamente un mestolo di latte al caffè: versare il composto nella casseruola, mescolare bene. Trasferire il composto nella gelatiera e seguire le istruzioni oppure in una ciotola metallica e trasferire il tutto in freezer per circa 3 ore.

Servite le ciliegie in vecchi bicchieri da champagne o da martini unendo delle palline di gelato ricavante con lo scovolino da melone o da anguria (così che siano della stessa dimensione dei frutti sotto spirito), unire un po' di riduzione di Barbera ed una macinata di semi di cardamomo.

Nutella, Nutellae..Nutellas.


Visualizza Black and White

Sono passate due settimane da quanto ho rivisto le mie vecchie compagne di scuola e da allora, soventemente, ho ripetuto a mente qualche regola di grammatica latina e ricordato il mio rapporto con il cibo.
Allora, in effetti, era piuttosto disturbato: mangiavo poco, oppure moltissimo, e comunque sempre in modo disordinato. Ma la cosa che più mi ha fatto riflettere era l'assoluta ignoranza (s.f., mancanza di conoscenza, di preparazione, di competenza nei confronti di ciò che si dovrebbe o che si potrebbe conoscere e sapere) nei confronti del cibo "locale".

Ecco perchè ho imparato a conoscere, e ad amare, i Presidi Slow Food, perchè sono un patrimonio culturale e gastronomico che deve essere tutelato e portato all'attenzione di tutti.

Allora perchè non associare un presidio di un mais che risale al '600, all'interno di una ricetta veneziana che è ugualmente antica, ad un prodotto goloso anche se indubbiamente industriale?

"Zaeti" Black and White, ovvero il Mais Bianco Perla fa merenda con la Nutella

Ingredienti
80 gr di mais biancoperla, 80 gr di farina 00, 60 gr di burro chiarificato, 80 gr di zucchero zefiro, 2 uova medie, un pizzico di bicarbonato di ammonio, 12 gr di lievito, 60 g di Nutella.


Visualizza nutella, nutellae, nutellas


Procedimento
Nella planetaria rendere spumose le uova con lo zucchero, aggiungere le farine setacciate con il lievito ed il burro fuso.

Nella spianatoia ricavare dall'impasto dei rotolini del diamentro di 4/5 cm e lunghi 6, posizionarli nella placca rivestita di carta forno e cucinare nel forno già caldo a 170° per 15'-20' (dipende anche dello spessore dei rotolini). Attenzione a disporli molto distanziati tra di loro in quanto si dilatano completamente durante i primissimi minuti di cottura.

Cospargerli di zucchero a velo ancora caldi e servirli con un sorriso perchè sono così leggeri che spariranno in pochi minuti!

Tortini di noci e cipolla di Acquaviva (ma anche con i funghi)





TORTINI DI PANE, NOCI E CIPOLLE DI ACQUAVIVA

Agli sgoccioli, come al solito, ma più passa il tempo e più mi rendo conto che sta diventando un lusso, averne un po' di più.
E sembra che il freddo di questi giorni sia quasi un avvertimento: "Anna, è autunno! E il giochino di Paola?"
Bene, ho pensato a questi tortini da servire caldi, che si possono congelare appena raffreddati e che mi hanno ispirata in due versioni: con la Cipolla di Acquaviva (che mi ricorda l'estate) e con i funghi (che mi ricorda l'autunno).
Bene, si comincia.

Ingredienti per il pane al latte con la mdp
210 gr di latte crudo tiepido
350 gr di farina tipo 00
2 cucchiai di lievito madre disidratato (lo trovo in erboristeria)
1 cucchiaino raso di sale
10 gr di burro chiarificato
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di succo di limone
Ingredienti per i tortini alle cipolle di acquaviva
1 tazza di gherigli di noci
6 cipolle di Acquaviva
2 foglie d'alloro
1 bicchiere di vino rosso, ho usato un Monsenese, Chianti classico 2004
olio evo, sale e qualche grano di pepe nero

Ingredienti per i tortini ai funghi
1 tazza di gherigli di noci
1 kg di funghi misti, tra chiodini e porcini
2 spicchi d'aglio in camicia
prezzemolo fresco tritato
olio evo, sale e pepe nero lungo macinati al momento
(se non sono troppo indisciplinata ho aggiunto, come variante, del pecorino stagionato grattugiato: sono comunque piacevoli entrambe le versioni)
Base per entrambi di tortini
1\2 litro di latte fresco crudo
1\2 litro di panna fesca
1\2 kg di pane al latte raffermo
4 uova

Preparare il pane seguento le istruzioni della propria mdp un paio di giorni prima.
Mondare le cipolle e tagliarle sottili, scaldare un filo d'olio e farle cipolle per qualche minuto e lasciarle appassire lentamente dopo aver aggiunto il vino, l'alloro ed i grani di pepe nero. Regolare di sale e pepe e mettere da parte.

Scaldare il latte con la panna e portare a bollore; versarlo, filtrando, nella planetaria dove è stato messo il pane raffermo tagliato a tocchetti, mescolare con la frusta piatta per un paio di minuti e aggiungere un uovo intero alla volta, aggiungere le noci, poi le cipolle (1\3), regolare di sale e versare l'impasto a cucchiaiate nello stampo da muffin oliato con lo spray staccante. Mettere nel forno caldo a 180°, statico, per 35-40 minuti o fino ad una leggera doratura esterna.

Sfornare e servire con un paio di cucchiaiate di cipolle brasate.

Pulire i funghi e tagliarli a pezzettini regolari, scaldare l'olio in una padella e far rosolare l'aglio in camicia, versare i funghi e lasciarli andare per qualche minuto. Coprire ed abbassare il fuoco, pochi minuti prima di completare la cottura togliere il coperchio, aggiungere il prezzemolo tritato e regolare di sale e pepe, togliendo l'aglio.

Il procedimento, da qui in avanti, è uguale, semplicemente si sostituiscono le cipolle con i funghi (unendo, se si desidera, il pecorino stagionato grattugiato)

Mi è piaciuto preparare tutte 3 le versioni, quasi in contemporanea ed i profumi che si sono mescolati in cucina hanno avuto quasi un effetto terapeutico. Per cui vorrei girare tutto il mio lavoro, sperando di creare troppi disguidi. :-)



”La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.” Arthur Schopenhauer


Anche il gruviera ha i buchi e mica si lamenta!



E - Cosa si mangia?
M - Come, cosa si mangia!? Ma non dovevate essere via tutti oggi?
E - Leonardo è in castigo plenario perchè ha preso due 4 e quindi non poteva venire a Gardaland con noi. Papà è andato in moto con Giancarlo ed io ho fatto i compiti, dopo vado da Sofia per un giro in bici.
M - Quindi siamo noi due?
E - No, Enrica è tornata da Bologna, ha fatto colazione ed è andata su a studiare...per me è andata a dormire!
M - Anche per me. Ci vuole fisico per la vita notturna, tipo Terminator! Ma papà che ti ha detto?
E - Ah, papà ha detto che vorrebbe mangiare leggero...
M - Leggerissimo: nel frigo si sente l'eco perchè domani deve venire l'assistenza e visto che "avevate tutti un sacco di impegni" non ho nessuna "pietanza preventiva" (ovvero quello che preparo e lascio con tanto di istruzioni quando per lavoro non posso essere presente a pranzo o a cena).

Si è accesa una lampadina, tipo Eta Beta: i Presidi! Esatto, perchè qualche sera prima avevo cenato in un ristorante del circuito Slow Food, La Ragnatela, ed avevo acquistato del riso di Grumolo delle Abbadesse e dei pomodori pelati dop buoni assai ed in frigo mi era rimasto un bel pezzo di Asiago Stravecchio.

...un po' di datterini sono rimasti...
...e apro anche una bella bottiglia...

M - Manda un sms a papà ed ordinagli di portare a casa un dolce. Va in giro in moto, lui...


Riso, pelati e stravecchio: tutti nel risotto.

Ingredienti
400 gr di riso di Grumolo delle Abbadesse
100 gr di Asiago Stravecchio (anche un po' di più...e così buono)
2 rametti di rosmarino fresco
una lattina di pelati
un paio di scaloghi
brodo vegetale
olio evo, burro charificato, sale integrale macinato al momento

Procedimento
Far appassire lo scalogno tagliato sottile e tostare il riso per un paio di minuti, sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco ed aggiungere il brodo vegetale caldo. Dopo che il primo mestolo è stato assorbito versare il contenuto della lattina di pelati e gli aghi di rosmarino tritati finemente. Continuare la cottura per una decina di minuti, aggiungere la dadolada di Asiago e continuare la cottura per 3 minuti. Spegnere il fuoco, lasciar riposare un minuto, aggiungere il burro chiarificato, impiattare il riso con un coppapasta e qualche datterino confit.
M- poi le donne sono il sesso debole.... :-)
P - E' una giornata bellissima! Hai finito di lamentarti? :-)