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Vongole veraci in vellutata di piselli e qualche aneddoto sul mercato del pesce di Chioggia


L'estate appena trascorsa ha portato degli ortaggi fantastici da godere appieno anche in giornate uggiose (e per fortuna che c'è il congelatore) e una polemica legata alle dimensioni delle vongole che si possono pescare, polemica che ogni tanto si ripresenta sia a livello nazionale che Ue.
Non ho voglia di alimentare polemiche sterili (chi abbaia alla luna non ha mai una soluzione ma offre solo no declinati in ogni modo) e tanto meno di indicare le indubbie e risapute qualità organolettiche di un prodotto che ognuno di noi conosce e consuma.
Quello che vorrei raccontarvi oggi, così da strapparvi un sorriso mentre preparerete questa ricetta, sono degli aneddoti legati proprio al mercato del pesce di Chioggia, una piccola Venezia in miniatura, popolata da personaggi, più che da cittadini.

Città di pescatori per eccellenza, a differenza di Venezia che era città di mercati e di mercanti, Chioggia, anche se mai veramente nominata, fu il palcoscenico naturale de "Le Baruffe Chiozzotte", commedia scritta da Carlo Goldoni, ispirata alle liti che quotidianamente coinvolgevano i "baruffanti" e le autorità. 
Grande importanza aveva per la Serenissima la salute pubblica e quotidianamente il mercato del pesce era visitato dai severi Vigili Sanitari, per sventare truffe e frodi e, proprio per questo motivo, era vietatissimo bagnare il pesce esposto sui banchi della pescheria, così da ravvivarne "l'occhio". Ma i divieti sono fatti per essere aggirati e quindi, per poter distogliere l'attenzione dei vigili sui comportamenti illeciti bisognava creare un po' di confusione, come ben seppe raccontare Goldoni e quindi, tra una Lucietta che accetta la corte di Toffolo e una Orsetta che si diletta in pettegolezzi con Beppo, si scatena un'intera comunità che, tra spintoni e secchiate d'acqua finirà comunque nell'intento di bagnare il pesce per continuarne la vendita fino a sera.


Un'altra caratteristica del mercato dei banchi della pescheria di Chioggia sono le coperture ottenute grazie all'uso di bellissimi teli dal rosso inteso, quasi bordeaux, l'unico rosso veneziano. Qualche tempo fa anche a Chioggia, forse sulla falsa riga di quanto accadde a Venezia quando, sull'insindacabile desiderio della coppia Pitt-Jolie e per motivi cinematografici, le vetuste coperture dei banchi di Rialto vvennero sostituite con candidi teli, fu proposto di rinnovare non solo le coperture ma anche il colore.
Apriti cielo! Se Goldoni fosse stato ancora vivo avrebbe avuto a disposizione materiale per almeno tre commedie, tante furono le polemiche che scossero tutta la città! E infatti non se ne fece nulla. Tradizioni che surclassano le innovazioni? Beh, non propriamente: in realtà le frequenze ultraviolette raggiunte dai raggi solari che colpivano i teli rossi e che rimbalzano sui banchi sapevano donare all'occhio del pesce una vivacità unica. Tanto che le avvedute massaie ed i cuochi esperti portano il pesce fuori dalle coperture per verificarne la freschezza, un po' come si fa con le stoffe nel negozio di tessuti.

Ma, come concludeva sempre il giudice interpellato a derimere le baruffe, si tratta di "putelezi" ovvero cose di poco conto che nulla tolgono al fascino ed alla bellezza uniche di girare con un carrellino ben fornito di ghiaccioli e caricarlo di pesce freschissimo, dopo essersi goduti anche le battute, le chiacchiere ed i complimenti di pescivendoli e "marinanti". 


Nella ricetta di oggi le vongole veraci, o "caparossoi", mitili carnosi e gustosi dalle vezzose antennine, sanno essere molto saporite e l’acqua di cottura ben filtrata saprà dare la giusta sapidità alla crema di piselli, senza dover aggiungere sale e grassi in eccesso. Una ceramica colorata renderà questo antipasto ancora più piacevole, magari accompagnato da un Soave doc.

Vongole veraci in vellutata saporita di piselli

Preparazione: 20’
Cottura: 20’
Difficoltà: minima
portata: antipasto

Ingredienti per quattro persone
500 d di vongole veraci
450 g di piselli freschi sgusciati o surgelati  (peso al netto del bacello)
200 ml di vino bianco secco 
2 spicchi d’aglio dop 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato 
100 ml di brodo vegetale
Olio evo
Sale iodato e pepe nero

Procedimento
Mettere a spurgare le vongole in acqua fredda salata per almeno un'ora 
In una casseruola, o nella base di una tajine, rosolare gli spicchi d’aglio in camicia con un paio di cucchiai di olio evo, far aprire le vongole, eliminare quelle chiuse, sfumare con il vino bianco e continuare la cottura a fuoco vivace per altri 5’. Filtrare il liquido di cottura e tenere al caldo le vongole.
Mondare i piselli, eliminare il baccello e lessarli per 8’ in acqua bollente salata.
Scolari, frullarli emulsionando con il liquido di cottura delle vongole e il brodo vegetale caldo.
Servire dividendo la vellutata in fondine o mini tajine, distribuire le vongole e terminare con un po’ di prezzemolo fresco ed una macinata di pepe nero.


Golosaria 2014: quando lo stile di vita è anche buono



GOLOSARIA è una delle Rassegne-Mercato di Enogastronomia fra le più curiose d’Italia, giacchè qui debuttano ogni anno tante novità: oltre 8000 mq dove saranno  presenti 200 produttori alimentari e 100 titolari di cantine, selezionati per la loro eccellenza. E ci sarà, per fare qualche esempio, il caviale del Parco Sud di Milano e i prodotti caseari senza lattosio del Cremasco, i capperi di Pantelleria e il tartufo marchigiano, il culatello di Zibello e la sopressa veneta, la zucca della Lomellina e la patata brianzola, il panettone siciliano e il biscotto del Lago di Mergozzo. E poiché Expo 2015 è alle porte, non mancheranno le perle casearie svizzere e le spezie e i the del mondo.

Di  Expo 2015 si parlerà anche  con la presentazione della Campagna di Unaproa ‘Nutritevi dei colori della vita’ - lanciata nelle scuole per promuovere l’introduzione nella propria alimentazione di 5 gruppi di frutta e verdura  -  e con il progetto ‘Un Piatto per Expo: 5 ingredienti per raccontare il Territorio’, che mette alla prova i locali lombardi.
E che dire dell'uovo perfetto, che sarà una delle proposte di street food che lanceranno il progetto Amati, curarsi mangiando, che appena dopo Golosaria, a Milano aprirà il suo primo Papillarium, ossia un luogo dove affrontare con gusto il tema dello stile di vita alimentare.


Oltre alla Rassegna - propedeutica alle degustazioni e agli acquisti -  la sezione GOLOSARIA LAB ospiterà oltre 50 appuntamenti di incontro con i Maestri del Gusto - chef, sommelier, produttori, critici - per propiziare occasioni di conoscenza e sperimentazione diretta: show cooking, degustazioni, laboratori di alta cucina, e soprattutto conversazioni e confronti diretti.

Tra gli altri appuntamenti più attesi troviamo l’area Barbeque - allestita nel giardino di Superstudio con griglia a 360°, che permette al pubblico di realizzare aperigrill di pesce, pizza, verdure, perfino dolci - e le proposte della Cucina di Strada. È il  meglio della cucina tradizionale italiana dedicata a  chi mangia in piedi, passeggiando o andando al lavoro: dalle decine di varianti della piadina alla focaccia di Recco, dai agnolotti pret-à-manger ai gelati artigianali, il tutto da degustare con piccoli sorsi di birre artigianali. Sul palco di GOLOSARIA saranno presenti i Master di Cucina dell'IFSE (Italian Food Style Education Culinary Institute), i cui maestri, in occasione degli show cooking, proporranno approfondimenti e moduli di cucina specializzata per avvicinare il grande pubblico all'esperienza della vera scuola di cucina. Altra novità di Golosaria 2014 è ChocoLounge, Salotto del Cioccolato in cui il “Cibo degli Dei” sarà proposto in abbinamento ai distillati.

La Selezione Top Hundred ideata da Marco Gatti sarà invece protagonista dell’area Wine, presentando uno spaccato dell’Italia del vino e mettendo  a confronto tradizione e innovazione attraverso degustazioni e wine tasting guidati. Protagonisti anche quest'anno i vitigni e i vini autoctoni, con un'attenzione particolare al mondo delle bollicine.

Da non mancare è la presentazione del nuovo portale IlGolosario.it, in occasione della quale saranno premiati i protagonisti storici dell'artigianato gastronomico e gli chef italiani presenti fin dalla prima edizione accanto ad altrettanti esordienti. Verrà celebrato il Prodotto simbolo di GOLOSARIA 2014, scelto dai visitatori partecipanti al Contest della giornata. 

Altre opportunità di partecipazione diretta vengono dai Contest fotografici e di Critica enogastronomica, che avranno come piattaforma i Social Network dedicati: Facebook e anche Twitter, con l'account @golosaria

FIVI: i mille volti del vino italiano. Piacenza vi aspetta per un viaggio con il "Calice in mano".


Una nuova immagine per raccontare chi sono e cosa fanno i Vignaioli Indipendenti. Bottiglie che raccontano storie di terra e lavoro e presentano la mostra Mercato dei Vini di Piacenza


Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre oltre 200 artigiani del vino saranno a PiacenzaExpo per il MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI, organizzato da FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti
Un viaggio attraverso i filari del nostro Paese: dalle montagne della Valle D’Aosta al sole delle Sicilia. Per scoprire oltre mille etichette, vitigni poco conosciuti, modi di pensare e creare il vino diversi  e, soprattutto, incontrare e conoscere piccoli straordinari artigiani che curano i loro prodotti dalla vigna, alla cantina. Fino ad accompagnarli sulla nostra tavola.



E  la nuova immagine del mercato Piacentino, realizzata dall’illustratrice Monica Zani, fatta di bottiglie contenenti il volto di ognuno degli oltre 750 vigneron FIVI, vuole comunicare la fatica, la passione, la singolarità e diversità di ognuno di loro e dei loro vini. Volti che diventano etichette, bottiglie che racchiudono le vite di grandi artigiani della vigna e della cantina. 
Ogni bottiglia custodisce un racconto. Stappare una bottiglia significa lasciare fluire la storia di chi ha creato quel vino e lo offre ai consumatori. Lo fa “mettendoci la faccia”, perché è frutto unicamente del suo lavoro:  inizia in vigna e si conclude con una stretta di mano con chi lo acquista. È questa la realtà dei Vignaioli Indipendenti. Prendersi cura della vite e dei suoi grappoli, di territori e paesaggi patrimonio di tutti noi. Significa credere nella terra e nelle proprie capacità di valorizzarla, metterci impegno e farcela nonostante la burocrazia soffocante, la crisi economica: nonostante tutto. Significa lavorare la propria terra, investire in lavoro e risorse. Raccontare dentro una bottiglia una storia, un’identità e offrirla agli altri.

IL MERCATO DEI VINI di Piacenza sarà l’occasione per incontrare direttamente i Vignaioli Indipendenti, una realtà vitivinicola con oltre750 associati, presenti in tutte le regioni del nostro Paese e in grado di offrirci ogni anno 55 milioni di bottiglie prodotte in più di 7 mila ettari di filari.
La presenza di numerosi artigiani del cibo aprirà una finestra sulle tipicità gastronomiche legate ad un modello di filiera alimentare in tutto e per tutto simile a quella dei vignaioli FIVI, e renderà la degustazione dei vini ancora più gustosa. Anche grazie al contributo e alla collaborazione del giornalista e critico enogastronomico Giorgio Melandri.

Il MERCATO DEI VINI di Piacenza sarà un viaggio “calice in mano” alla scoperta dell’Italia del vino artigianale.
Date: sabato 30 novembre, domenica 1 dicembre 2013

Luogo: PiacenzaExpo, quartiere fieristico che si trova all'uscita del casello di Piacenza Sud
Distanze: un’ora da Milano, Bergamo, Brescia, Verona. Meno di un’ora da Mantova, Reggio Emilia, Parma, Alessandria


Orari:  sabato che domenica, dalle ore 11 alle 19


Biglietto Ingresso: Euro 15,00 catalogo e calice degustazione inclusi
info: www.mercatodeivini.it twitter:@vignaiolifivi  https://www.facebook.com/vignaioliindipendenti.fivi?ref=hl