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"La Zuppetta che si crede un Gazpacho" e il cooking show per la Metro Academy di Venezia


METRO Group è una delle principali società internazionali di distribuzione, presente in 32 paesi con oltre 2.220 punti vendita dove circa 280.000 dipendenti offrono ogni giorno al cliente estrema professionalità.
La realtà italiana, METRO Italia Cash and Carry, conta 49 punti vendita in 16 Regioni, dove è il Partner dei Professionisti della Ristorazione e dell’Ospitalità.

Il lavoro della ristorazione negli ultimi anni è profondamente cambiato ed ai professionisti dell’ospitalità, dentro e fuori la cucina, è richiesta una formazione continua ed è questa la mission delle METRO Academy che sono le accademie di cucina professionale firmate METRO. 

Queste accademie, presenti all’interno di selezionati punti vendita, sono una novità per il mondo Horeca, una “piazza” all’interno del negozio nella quale è possibile confrontarsi e ricevere ispirazione attraverso cooking show, cocktail session, ma anche corsi riservati ai professionisti. I Resident chef delle METRO Academy di Milano, Bologna, Roma, Perugia, Firenze e Venezia sono inoltre a completa disposizione dei clienti per dimostrazioni e prove prodotto prima dell’acquisto.

Immaginate quindi la mia emozione nel momento in cui mi è stato chiesto di presentare un cooking show nella sede di Venezia, la prima ad essere completamente dedicata al mondo Horeca, sviluppando un menù che potesse raccontare le peculiarità enogastronomiche del territorio con uno sguardo alla storia ed uno al territorio ed indossando gli occhiali della fantasia e dell’innovazione.

I clienti che martedì 14 marzo assisteranno al “racconto di cucina” potranno assaggiare quanto vedranno presentare, grazie alla linea precedentemente realizzata in collaborazione con Massimiliano Iulio, Resident Chef della Metro Academy di Venezia, rientrato da pochi mesi dagli Stati Uniti e da un lungo viaggio professionale che lo ha portato nelle cucine di mezzo mondo.

Ecco allora al menù che abbiamo pensato gli ospiti:

TARTARE DI SKREI CON SORBETTO AL BROCCOLO E CIALDA DI MAIS BIANCOPERLA
Dove il mare che entra nell’orto per questo antipasto che cambia temperature e texture di un piatto della tradizione veneta, ovvero pesce polenta e verdura, e lo offre come fosse un dessert ma che al palato restituisce sapori e consistenze conosciute.

ZUPPETTA DI POMODORINI CONFIT E AGRUMI CON MERLUZZO COTTO A BASSA TEMPERATURA E POLVERE DI OLIVE TAGGIASCHE
Una sorta di “gazpacho a sua insaputa” dove l’acidità è offerta dal succo di agrumi, i carboidrati dall’estratto di finocchi (si, le verdure contengono carboidrati!) e la sapidità dalla polvere di olive taggiasche.

“ROVO E VIGNA” ovvero FRUTTI DI BOSCO CON ZABAIONE “BRUCIATO”
Dove il profumo del Moscato di Pantelleria trasformerà i frutti di bosco, ricchissimi di vitamina C ed antiossidanti, in un dessert elegante e l’accompagnamento con un Baicolo, biscotto tradizionale veneziano, darà una nota croccante al dessert.



Vi lascio la ricetta del main course, ovvero del piatto centrale del menù.
Buon appetito ;)

ZUPPETTA DI POMODORINI CONFIT E AGRUMI CON MERLUZZO COTTO A BASSA TEMPERATURA E POLVERE DI OLIVE TAGGIASCHE 

Portata: main corse
Dosi per 4-6 persone
Difficoltà: media
Preparazione: 40’
Cottura: 1h30 più il tempo necessario per la cottura del merluzzo 
vino o birra consigliati: Franciacorta

Ingredienti per la zuppetta che si crede un gazpacho
500 g di merluzzo, pulito
500 g di pomodorini datterini
100 ml di succo di arancia sanguinella
100 ml di succo di pompelmo rosa
50 ml di estratto di finocchio
60 g di finocchio tagliato sottilmente (meglio con l’affettatrice)
60 g di spicchi di pompelmo tagliato a vivo
20 g di zucchero di canna
1 bouquet garnì, abbondante
aneto o finocchietto selvatico
2 bacche di cardamomo
olio evo di olive taggiasche 
sale in fiocchi, Maldon
pepe bianco di Sarawak
xantana o fibra per addensare

Preparazione
Lavare i pomodorini, stenderli sopra una leccarda coperta da silpat, distribuire le erbette del bouquet, coprire con i pomodorini, condire con sale, pepe, olio, zucchero di canna. Cuocere nel forno statico a 140° per 1h30’.
Frullare e passare al colino.
Unire alla passata di confit i succhi e l’estratto addizionando di qualche grammo di xantana per addensarla appena, regolare di sale e di pepe.

Affettare finemente ill finocchio e lasciarlo in acqua e ghiaccio per renderlo croccante.

Cuocere il merluzzo a bassa temperatura sottovuoto con tre steli di aneto, le bacche di cardamomo e olio evo (50° per 12’). Togliere dal sottovuoto, asciugare, cubettare o sbriciolare grossolanamente con le mani rispettando le fibre, regolare di sale e pepe (se necessario).

Servire la zuppetta a temperatura ambiente o appena tiepida con i pezzi di merluzzo posizionati al centro del piatto, distribuire gli spicchi di agrume e la verdura croccante. Decorare con una foglia di aneto e profumare con la polvere di oliva taggiasca.

Croissant salato con petto d'oca e Granny Smith al Calvados e il contest di q.b. fvg "Le Mele nel Piatto"

Fabiana Romanutti, deus ex machina di q.b. fvg, il mensile enogastronomico dell'Eurozona con sede a Trieste, lo scorso numero aveva lanciato alle blogger una sfida a suon di ricette ed essendo luglio l'ingrediente principe non poteva che essere la pesca.
Decine e decine di ricette in redazione e una proposta: perchè non replicare con la mela?


Detto fatto! 
Con "Le mele nel piatto" Fabiana attende le vostre ricette e c'è tempo fino al 21 settembre per vincere premi golosi messi a disposizione da Pantianicco, piccola località del medio Friuli dove si celebra da decenni la Mostra regionale della Mela: 1°premio 50 chili di croccanti mele. 2° premio: 12 bottiglie di sidro. 3° premio: 12 bottiglie di succo di mele. 
La giuria qualificata comprende anche gli organizzatori della mostra. Siccome non c'è nulla di più efficace del cosiddetto "effetto stellare" (leggi: passaparola) Fabiana è certa che le foodblogger che hanno partecipato al concorso faranno da cassa di risonanza a questa suggestiva Mostra regionale. 
Come prima immagine una creazione strepitosa di Cerise Doucède.

Ed ecco la mia ricetta: un panino in versione gourmet dove un soffice croissant salato accoglie due stagioni: la freschezza della cipolla di Tropea e della Granny Smith, che ricordano l'estate oramai agli sgoccioli, e il profumo intenso di un petto d'oca e di una senape appena addolcita con il miele, per salutare l'imminente autunno.



Croissant salato con petto d’oca e granny smith al Calvados

Ingredienti
2 croissant salati, 8 fette di petto d’oca, 1 mela granny smith, 1/2 cipolla rossa, 3 cucchiai di panna acida, 1 robiolina freschissima, misticanza, Calvados, limone, sale e pepe nero del Madagascar, timo, senape in grani e miele di acacia o mille fiori, burro chiarificato.

Procedimento
Mondare e tagliare le cipolle a fettine sottili
Mondare la mela, privarla del torsolo, tagliarla in dadolata, spruzzarla con unpo' di succo di limone e saltarla in una padella con un po' di burro per qualche minuto. Fiammegiarla conil Calvados e mettere da parte. 
In una ciotola mescolare la robiola con un po’ di panna acida, qualche fogliolina di timo e una macinata di pepe.
Accendere il forno a 180°, tagliare il croissant a metà, spalmarlo con la crema di formaggio, in successione farcire la base con la cipolla, la misticanza, la mela, le fettine di anatra.
Chiudere il croissant, sistemarlo sulla griglia del forno coperta con carta d’alluminio e cucinare per max 5’ a 220°.

Servire con una salsa di senape di Digione addolcita da miele.



Per info: info@qbquantobasta.it e Buon contest a tutti!

L'acquavite Prime Arance diventa protagonista dei cocktail estivi


Ecco i consigli dei professionisti per conferire personalità ai mix drinks

In cucina si chiamerebbe “ingrediente segreto”. Quello che non predomina, ma che conferisce personalità al piatto. Nella preparazione di un cocktail quell'ingrediente ha invece un nome: acquavite, d'uva o di frutta. All'anagrafe: Prime Uve e Prime Arance, prodotti di punta della  Distilleria Bonaventura Maschio.

A confermare la tendenza è Michele Di Carlo, presidente del Classic Cocktail Club e vicepresidente dei soci sostenitori Aibes, l'Associazione Italiana Barman e Sostenitori. È possibile, chiediamo a lui, utilizzare un distillato come l'acquavite d'uva anche nei cocktail? «Certo che si può – ci risponde Di Carlo -, anzi, l’acquavite d’uva è un ingrediente originale, che conferisce al cocktail una maggiore aromaticità».

Ma cosa ne pensa chi ogni giorno elabora e propone cocktail al grande pubblico? Francesco Conte, barman dello Shaker Club di Aversa (Ce), rettore campano del Classic Cocktail Club ci spiega: «Il distillato è l'anima di un drink, è il suo "spirito", sia che si parli di distillato d'uva, di vinacce o anche di frutta, è in grado di trasferire l'anima della materia prima al drink. Il tutto portandosi dietro il carico di sapori, profumi, storia e di legame con il territorio di produzione. In una parola: è in grado di trasferire emozioni.  Un aspetto da non sottovalutare perché un buon drink deve essere capace soprattutto di questo, deve arrivare al cuore e donare un'emozione».

Dello stesso parere è Francesca Mannis, 24enne barlady di Lamezia Terme (Cz) che gestisce il Sunrise Cocktail Bar di Falerna Scalo (Cz): «Ho recentemente conquistato il podio del Concorso Cocktail Letterario al Vittoriale con un cocktail che aveva, tra gli ingredienti, la Prime Uve Oro e la Prime Arance. Quest'ultima ha saputo rendere in forma liquida il sapore di uno dei prodotti della mia meravigliosa terra. L'acquavite d'uva, utilizzata al posto della vodka, mi ha permesso di conferire, inoltre, maggiore personalità al cocktail».



E se volessimo cimentarci nella preparazione casalinga di un cocktail non troppo elaborato ecco la ricetta, battezzata “First” dai clienti stessi di Francesco Conte:  versare in un mixing-glass 2/10 di Marsala Riserva e 8/10 di Prime Uve Oro. Servire in un calice da cocktail, il diamante, freddo, ma non gelato e completare con uno zeste di un limone bio freschissimo.