Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Finito Carnevale? Settimana detox (che nelle pasticcerie ci sono già le colombe): si inizia con una bella insalata d'inverno


Si fa presto a dire detox e soprattutto si fa presto a dire "insalata".
E' indubbio che la Quaresima arriva come manna dal cielo (è il caso di dirlo) in quanto la bella stagione sta bussando alle porte, anche del nostro armadio e, tra un brindisi ed un'apricena, siamo seduti a tavola da metà novembre.
Il nostro fegato grida vendetta e prima portare tutti gli abiti ad allargare è meglio metterci un po' d'impegno ed iniziare le pulizie di primavera soprattutto all'interno delle nostre dispense: per un certo periodo, che non a caso tutte le religioni del mondo collocano tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, ci verrà richiesta una cerca morigeratezza dei costumi (altrimenti chi avrà il coraggio di indossarli?), optando per menù più salubri e meno complicati da gestire per il nostro organismo che, per affrontare meglio l'intensità del cambio di stagione, dovrà liberarsi di molte, troppe, tossine accumulate in meno di due mesi.


E quindi ci si tutta nelle "insalatone" ovvero un guazzabuglio gastronomico dove si associano proteine animali e vegetali, animali e animali, senza proteine e tanti sali minerali, molte fibre e un pizzico di olio...insomma spesso più complicate da gestire di una salama da sugo.
Il fatto di pranzare o cenare con un'insalatona non deve divenire il pretesto per assemblare l'inassemblabile, consentendoci di condire le nostre portare cum grano salis, letteralmente.


La proposta di oggi, ovvero un'Insalata d'Inverno, racchiude nei principi un po' amari del pompelmo quell'aiuto a depurarsi del quale il vostro fegato ve ne sarà grato, nell'uva sultanina una riserva di energia che non ci creerà picchi glicemici, nel rosso della melagrana non solo colore ma tanti antiossidanti e nelle mandorle e nei semi di lino gli acidi grassi che tanto fanno bene al nostro organismo.
La parte da leone la fa, ovviamente, il cappuccio, una lattuga dal cespo compatto a volte chiuso ed a volte più aperto e morbido. 
A questo gruppo appartengono anche altre "insalate" dai nomi e dai sapori più disparati: la trocadero, la brasiliana, la letizia, la regina di maggio e la meraviglia delle quattro stagioni, invitante già dal nome.


Quantità e procedimento li trovate qui, nel sito de Le Buone Ricette, mentre per la prossima ricetta detox vi aspetto domani.

Buon appettito :)

Con un'anatra di gomma non si è mai soli (Douglas Adam)



«In molte delle civiltà meno formaliste dell'Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida galattica per gli autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti alcune lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia: Uno, costa un po' meno; Due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole "NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO". [...] E, nel caso che ci fosse un'inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta. »(Douglas Adams, in Guida galattica per gli autostoppisti).
Avete voglia di leggere qualcosa che risale agli anni '80 ma che è incredibilmente d'attualità come "Gli scritti corsari di P.P.Pasolini"? Allora leggetevi tutta l'opera di Adams e poi mi direte.
Così, mentre vi rilassate leggendo, e ridendo di gusto delle incredibili avventure degli scanzonati protagonisti della "saga" radiofonica, io intanto vado in cucina e potrei prepararvi il piattto che segue:
PETTO D'ANATRA e MELOGRANA (con pan brioche dolce alla zucca che per la seconda volta non riesco a fotografare: allora ditelo!)
Ingredienti
800 gr di petto d'anatra
250 gr di vino rosso
uno scalogno
una stecca di cannella
qualche chiodo di garofano
un cucchiaio di miele di corbezzolo ed un cucchiaino di fecola
mezzo bicchierino di brandy
2 melagrana
sale di Maldon oppure in fiocchi
olio evo, pepe di mulinello


Procedimento
In un pentolino mettere il vino, lo scalogno, la cannella ed i chiodi di garofano e far ridurre fino ad 1/3 del volume.

Pulire il petto d'anatra, togliere con la pinzetta eventuali residui di penne e rosolarlo in una padella con dell'olio evo. Una volta reso bello dorato e croccante, aromatizzarlo con una macinata di pepe e versare il brandy, continuado la cottura fino al completo assorbimento. Mettere da parte.

Sgranare le melagrana, mettendo da parte qualche chicco per impiattare alla fine, e versare i chicchi nella riduzione per qualche minuto. Frullare, passare con un colino, rimettere nel pentolino con il miele e la fecola fino ad ottenere una crema.


Tagliare la carne, metterne qualche fettina in ogni piatto con la salsina, i grani di melograna, una macinata di pepe e qualche fiocco di sale di Maldon.

Sarebbe stato bello che qualcuno avesse lasciato stare le fette di pan brioche dolce alla zucca che avevo preparato, e tostato, per accompagnare la carne.....sarà per un'altra volta. :-)

La semplicità nel piatto: branzino al sale aromatico con succo di melagrana

I racconti di Enrica circa il concetto di enogastronomia che hanno i giovani d'oggi (mi sembra di essere la nonna di mia nonna!) mi ha fatto riflettere e sorridere: in sintesi tutto ciò che è fruibile direttamente dallo scaffale dell'ipermercato è buono mentre tutto ciò che ha la necessità di un minimo di manipolazione, anche semplicemente lavare un etto di insalata, assume una valenza quasi esotica.
Così, una ricetta semplicissima, come una cottura al sale, che mantiene le qualità organolettiche del cibo, viene "sentita" come complicata, difficile, uffa che barba, sopprassedendo sul fatto che se il cibo è "buono, pulito e giusto" oltre a far bene al nostro corpo (siamo ciò che mangiamo) fa sicuramente bene a questo nostro esausto pianeta.
Non credo lo stesso si possa dire del junk food, che tra l'altro crea dipendenza, come il fumo e le sostenze stupefacenti.
Branzino selvaggio al sale aromatico con succo di melagrana
1 branzino (almeno 1 kg, eviscerato)
3 kg di sale grosso
qualche ramo di rosmarino ed una bella manciata di foglie di salvia freschi
due melagrane
1 scalogno ed una stecca di cannella
1/2 kg di patatine novelle
un po' di aneto
olio evo

Procedimento
Tritare finemente gli aghi di rosmarino e le foglie di salvia ed in una ciotola unire il sale, mescolando a piene mani.
Sgranare le melagrane, mettere da parte qualche grano ed un po' di succo per la mise an place, ed ottenerne il succo filtrato.
Coprire con il sale aromatizzato il fondo di una pirofila, adagiare il branzino al cui interno si metterà lo scalogno mondato e la stecca di cannella.
Versare il succo di melagrana e coprire con il sale rimanente.
Mettere in forno caldo, statico, a 200° per circa 45 '.
Nel frattempo lavare e pelare le patatine novelle, tagliarle in tocchetti uguali e cucinarle al vapore.
Servire i filetti con un filo di vinagreitte fatta con un cucchiaio di succo di melagrana, un po' di pepe nero macinato al momento ed un cucchiaio di olio evo, qualche grano del frutto e le patatine aromatizzate con un po' di aneto.


La semplicità è la forma della vera grandezza. (Francesco De Sanctis)