Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Save the date: una serata tra "Spezie e Baccalà" con il Torronificio Scaldaferro


Terzo appuntamento nello store di Pietro Scaldaferro, a Dolo, a giocare con il cibo e con la cultura enogastronomica che ogni singolo piatto, dal più complesso al più semplice, racchiude.

Giovedì 26 marzo, dalle ore 20, si racconterà attraverso una serata di degustazione, come i cibi della Quaresima, nella città di Venezia, sapevano narrare di posti lontani, di spezie profumate e di tecniche di lavorazione antichissime e incredibilmente attuali.

Per info e prenotazioni: comunicazione@scaldaferro.it - 338-7084749

Vi aspetto!

Finito Carnevale? Settimana detox (che nelle pasticcerie ci sono già le colombe): si inizia con una bella insalata d'inverno


Si fa presto a dire detox e soprattutto si fa presto a dire "insalata".
E' indubbio che la Quaresima arriva come manna dal cielo (è il caso di dirlo) in quanto la bella stagione sta bussando alle porte, anche del nostro armadio e, tra un brindisi ed un'apricena, siamo seduti a tavola da metà novembre.
Il nostro fegato grida vendetta e prima portare tutti gli abiti ad allargare è meglio metterci un po' d'impegno ed iniziare le pulizie di primavera soprattutto all'interno delle nostre dispense: per un certo periodo, che non a caso tutte le religioni del mondo collocano tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, ci verrà richiesta una cerca morigeratezza dei costumi (altrimenti chi avrà il coraggio di indossarli?), optando per menù più salubri e meno complicati da gestire per il nostro organismo che, per affrontare meglio l'intensità del cambio di stagione, dovrà liberarsi di molte, troppe, tossine accumulate in meno di due mesi.


E quindi ci si tutta nelle "insalatone" ovvero un guazzabuglio gastronomico dove si associano proteine animali e vegetali, animali e animali, senza proteine e tanti sali minerali, molte fibre e un pizzico di olio...insomma spesso più complicate da gestire di una salama da sugo.
Il fatto di pranzare o cenare con un'insalatona non deve divenire il pretesto per assemblare l'inassemblabile, consentendoci di condire le nostre portare cum grano salis, letteralmente.


La proposta di oggi, ovvero un'Insalata d'Inverno, racchiude nei principi un po' amari del pompelmo quell'aiuto a depurarsi del quale il vostro fegato ve ne sarà grato, nell'uva sultanina una riserva di energia che non ci creerà picchi glicemici, nel rosso della melagrana non solo colore ma tanti antiossidanti e nelle mandorle e nei semi di lino gli acidi grassi che tanto fanno bene al nostro organismo.
La parte da leone la fa, ovviamente, il cappuccio, una lattuga dal cespo compatto a volte chiuso ed a volte più aperto e morbido. 
A questo gruppo appartengono anche altre "insalate" dai nomi e dai sapori più disparati: la trocadero, la brasiliana, la letizia, la regina di maggio e la meraviglia delle quattro stagioni, invitante già dal nome.


Quantità e procedimento li trovate qui, nel sito de Le Buone Ricette, mentre per la prossima ricetta detox vi aspetto domani.

Buon appettito :)

La Quaresima e il senso del digiuno delle Sante anoressiche

Prosegue nel sito dell'Aifb la pubblicazione di una serie di ricette e di analisi sulle tradizioni enogastronomiche legate alla Quaresima ed alla Pasqua

Il digiuno infatti trova ampio spazio in tutte le esperienze di culto, dalle religioni monoteiste ai riti pagani  contadini e precristiani, ma è solo nella religione cattolica che si riscontra un fenomeno unico ovvero quello delle Sante anoressiche, donne il cui rifiuto del cibo ha donato rispetto e considerazione.


"qb on air" e il digiuno visto dagli eremiti, dai bizantini e dalla tribù degli Xerente: per liberare l'anima e salutare la primavera




«Non sarai schiavo del corpo ma t'impegnerai a procurare quel ch'è meglio per l'anima, che noi liberiamo per così dire da una prigione se la separiamo dalle passioni della carne» (Basilio di Cesarea).


Il digiuno, sotto l'aspetto religioso, può essere privato o pubblico ma è senza dubbio quest'ultimo aspetto che va a prevalere in quanto si identifica come momento liturgico e sociale della comunità.
Da sempre l'uomo ha visto nel digiuno un momento di purificazione e di carità, una pratica ascetica per elevare la spiritualità della prorpia anima attraverso l'umiliazione e la privazione del corpo: nel momento in cui sono in grado di dominare la carne lo spirito sarà fortissimo.

Il digiuno veniva praticato ad Atene in occasioni delle Tesmoforie, nei misteri degli Elusi ma anche nel buddismo, nell'induismo e nel manicheismo. Digiunano gli ebrei, i cristiani ed i mussulmani. I farisei digiunavano due volte alla settimana, il lunedì e il giovedì, e i primi cristiani invece il mercoledì ed il venerdì, spostando in avanti di un giorno la pratica.
E digiunavano anche i maschi della tribù degli Xerenti, durante un intero ciclo lunare, per propriziare le pioggie primaverili e cibo per tutta la comunità. Come poi fecero gli appartenenti alle prime comunità cristiane che, riuniti in monasteri e lontani dalle tentazioni del mondo, offrivano la propria astensione dal cibo e le proprie preghiere per il bene della collettività.

Questo, e tanto altro ancora è quanto ci racconteremo con Gil, l'amico gastrocurioso, andando appunto in giro per il mondo a scoprire il significato di un atto così comune a tutte le latitudini, dall'alba della civiltà, concludendo con una ricettina di Bigoli in salsa o con le sarde, tutta veneziana e molto sfiziosa.




E la playlist della puntata di questa settimana? Eccola, per una puntata tutta da ascoltare e da gustare! 

naim, yael - new soul
Barry White - Let The Music Play
Harry Belafonte - Lime In The Coconut
Frank Sinatra - Mrs. Robinson
Max Roach - Tender Warriors

Un talk show gastronomico sempre in movimento: 

RADIO SHERWOOD domenica alle 11.30. Sul web, in streaming e in PODCAST! 
HIBRIDO WEB RADIO mercoledì alle 12.00 e, in replica, domenica alle 14.00 sul web e in streaming.
RADIO TANDEM venerdì alle 13.05 in FM 98.400 a Bolzano/Alto Adige, su web e in streaming.
RADIO BASE: L'ALTRA RADIO PER L'ALTRA GENTE domenica alle 12.45 e, in replica, alle 22.37, in FM 97,300 e sul web. 

Quaresima, digiuno e l'arte di riutilizzare la pasta madre


Inizia per la comunità cattolica un momento molto importante di purificazione mediante appunto il digiuno, precetto che vuole porre dei limiti al corpo, per rispetto a Dio, e regola che le comunità monastiche osservavano prima ancora che il Concilio di Trento definisse in modo puntiglioso quali erano i cibi di "magro" e quindi consentiti e quali erano impuri.

“Mens sana in corpore sano” non significava solo allontanare la mente dalle tentazioni della gola e di elevare quindi il valore del proprio corpo ma era la versione religiosa del suggerimento del più laico Ippocrate, quando esortava "Che il cibo sia la tua medicina". 

Il cibo quindi visto non solo come risorsa indispensabile per la vita ma anche, nell’eccesso, come mezzo di morte o quantomeno di tentazione, dalla mela di Eva in poi. E proprio per questo le donne sono sempre state maggiormente soggette al problema della moderazione. Infatti i Libri penitenziali, elenchi di peccati e di relative penitenze, compilati in ambiente monastico a partire dal IV sec., appaiono illuminanti: la privazione del cibo, o settimane e mesi a pane ed acqua, avrebbe portato alla santità. Molte donne, infatti, fecero del digiuno un mezzo per acquisire maggiore autorevolezza, in un periodo storico poco felice (beh, non è che quello che stiamo vivendo ora....). Da qui il fenomeno delle "sante anoressiche" e l'esempio più vivido è sicuramente quello di Caterina da Siena che dall'età di 16 anni si nutrì di pane, acqua e verdure, soprattutto erbe amare, quelle che crescono spontaneamente e che in primavera diventano per noi, meno propensi alla santità, occasione di risotti e frittate strepitosi.

Talvolta però la scelta dell'astensione dal cibo destava preoccupazione, perché dietro la figura emaciata di una virtuosa digiunatrice poteva esserci un'inquietante strega: sostentarsi senza mangiare era ritenuto possibile solo grazie all'intervento diabolico. Infatti la prova del peso veniva richiesta dall'Inquisizione, in quanto le streghe dovevano essere leggere, per poter volare. Se poi, per pura sfortuna, una donna magra (forse lo era di costituzione) aveva anche i capelli lunghi e neri e magari gli occhi verdi apriti cielo! Un bel barbeque non glielo avrebbe negato nessuno avendo in sé tutti i tag della stregoneria.

Ci aspetta quindi una quarantena di moderazione e di "rispetto", tema illuminante dell'ultimo Identità Golose e che nella cultura delle nostre campagne veniva osservato quotidianamente. E il rispetto nei confronti del cibo credo si possa manifestare anche, e soprattutto, nell'evitare di sprecarlo e nel saper riconoscere il valore di quello che si considera scarto.

Durante di #pastamadreday, con un gruppo di amiche, non abbiamo solo parlato di lievito madre e di un nuovo modo di panificare, rispettoso dei giusti tempi, ma anche di come riutilizzare gli eccessi che si ottengono dai frequenti rinfreschi. Vi riporto quindi due ricette, davvero semplici, e incredibilmente profumate e giusto in tempo per i quaranta giorni di Quaresima che ci aspettano!


Cestino di Pasta Madre
Ingredienti
700 gr di pasta madre (o pasta di pane) ancora da far lievitare, 1 mazzetto di aneto o finocchietto, 3 cucchiai di olio evo. Tempo, 2h e 15’

Procedimento
Aggiungere all’impasto di pasta l’aneto o il finocchietto e lasciar riposare fino al raddoppio (1 ora e ½ circa).
Dividere l’impasto in tre parti distinte, stenderle con un mattarello, spennellarle con un cucchiaio di olio evo la parte esterna di uno stampo per soufflé o altro stampo simile e far aderire bene la pasta allo stampo.
Cucinare per circa 15’ minuti, o fino a doratura, nel forno già caldo a 200°.
Togliere lo stampo dal forno, lasciar raffreddare completamente, togliere delicatamente il cestino e ripetere l’operazione con il restante impasto.



Sfogliette croccanti al rosmarino
Ingredienti
100 gr di pasta madre, 300 gr di Petra1, 150 dl di acqua tiepida, 2 rametti di rosmarino, 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaino raso di sale fino, 1 cucchiaio di sale grosso.

Procedimento
Lavare ed asciugare il rosmarino e tritare finemente i rami di un rametto. Nella planetaria inserire la pasta madre e lavorarla con la frusta a gancio unendo un po’ di acqua e una volta sciolta la farina, il rosmarino, il sale unendo tutta l’acqua a filo come fosse una maionese. Formare una palla lisci, coprirla con un canovaccio umido (ben strizzato) e lasciarla riposare per almeno 2 ore.
Accendere il forno e portarlo a 200°, stendere l’impasto sopra un foglio di carta forno e con il mattarello ottenere una sfoglia sottilissima (in alternativa si potrà usare la sfogliatrice per la pasta) e tagliarla in tante striscioline.
Trasferire le striscioline sopra una leccarda unitamente alla carta forno , spennellare la superficie con l’olio evo e cucinare per massimo 5’.
Lasciarle raffreddare sopra una gratella per dolci, decorarle con il sale grosso e il rosmarino rimasto ed accompagnarle a formaggi cremosi o verdure.