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#iprimiditalia ai nastri di partenza e la seconda ricetta ovvero la reinterpretazione della Pasta alla Norma in finger



Il Festival dei Primi d'Italia è iniziato con tutto il suo corollario di eventi dedicati alla pasta ed al primo piatto, celebrando ed analizzando, da tantissimi punti di vista, il piatto che da sempre sta nella top ten delle preferenze gastronomiche degli italiani.
Durante l'ultima edizione ha visto la luce l'esperienza con web e la cucina 3.0 e quest'anno il programma si è arricchito di laboratori e show, spesso curati da blogger, come nel caso del "Food Experience 3.0" e del "Blog Talk".


Del primo di questi tre appuntamenti (il terzo è la Doppia Sfida FoodBlogger "Fresca di Gusto: il ripieno che non ti aspetti" previsto per sabato 27 alle 18, sul palco) ne ho parlato qualche giorno fa mentre per il secondo, quello di domenica 28, che tratterà appunto la trasformazione di un primo piatto della tradizione in finger, ho pensato alla Pasta alla Norma, così ricca di colore e di sapore. 

Gli elementi che caratterizzano il piatto ci sono tutti, come il colore, il sapore, la croccantezza, solo che mi sono divertita a mescolarli tra di loro. E tutto questo gioco delle parti ha prodotto appunto il finger che potere vedere, spiegato passo passo nella ricetta che segue.

E per la ricetta della sfida? Vi aspettiamo sabato pomeriggio a Foligno :)

 

Pasta alla Norma in finger ovvero Calamarata croccante con concassè di melanzana cotta a vapore e polvere di capperi, coulis di datterini confit al pepe di Sarawak

Ingredienti (per 12 finger)
1 melanzana viola
3 San Marzano da sugo
3 pomodori secchi sott’olio
2 g di polvere di capperi
500 g di datterini da lavorare confit
½ arancia
12 pezzi di calamarata, pasta di semola di grano duro
olio evo
pepe nero di Sarawak
frutto del cappero, basilico fritto, ricotta salata per guarnire

Procedimento
Lavare i datterini ed adagiarli in una placca coperta da carta forno e sulla quale è stato steso un letto di aromi (basilico, erba cipollina, aneto, maggiorana, timo, basilico e qualche fettina di aglio cosparsi di sale e zucchero a velo e un cucchiaio di bacche di pepe di Sarawak), cospargerli di zucchero a velo e sale e qualache goccia di olio evo e appassire nel forno statico già caldo a 140° per 2 ore. Sfornare, frullare, passare al colino e mettere da parte.

Pelare la melanzana viola, tagliarla a concasse, inserirla in un sacchetto da cottura con delle foglioline di timo ed un litro di acqua addizionato a 16 g di sale e 14 di zucchero (sale bilanciato) e qualche goccia di olio evo. Cuocere a 85° a vapore per 30’. Abbattere in positivo o con acqua e ghiaccio.

Incidere a croce i San Marzano, sbianchirli per 2’ circa a vapore o in acqua bollente, privarli della buccia e dei semi ed ottenere una concassè. Mettere da parte.
Tagliare a concassè il pomodoro secco ed tritare delle foglioline di timo.

Spadellare con poco olio evo la concassè di pomodoro con qualche foglia di basilico, unire le melanzane e il pomodoro secco, unire il timo e la polvere di cappero. Togliere le foglie di basilico e tenere in caldo.

Lessare la calamarata per il tempo indicato dal produttore e friggerla con l’aiuto degli stampi metallici da cannolo in abbondante olio a 170° per 1’45’’. Conservare in luogo caldo per eliminare l’eccesso di olio.

Farcire la calamarata con il composto di melanzane e pomodori ed adagiare ogni singolo pezzo sopra un cucchiaino di ceramica con poco coulis di datterini sul fondo, guarnire quindi con julienne di ricotta salata, un fiore di cappero tagliato a ventaglio e una fogliolina di basilico fritto.

"A che ora passa la prossima fine del mondo? Non vorrei mi si sciupassero le crèmee brulé al panpepato."


Per fortuna che avevo il cannello altrimenti con il cavolo che la trovavo questa bella porta. Toc. Toc
Chi è?
Sono io.
Io chi?
Come io chi?! IO!
Ascolti. E' da ore che questo cavolo di campanello viene suonato da persone che dicono "Sono io." Centinaia, milioni, miliardi di persone che dicono "Sono io!". Lo capisce che c'è da uscire pazzi?!
Se la capisco! Io sono pazza con tanto di pedigree ma non sarà mica mia la responsabilità di questa storia della fine del mondo! Non siete voi quelli del "Vedo, prevedo, stravedo"? Potevate anche pensare che da qualche parte qualche miliardo di persone dovevate pur metterle!! Sparisce la Terra, ok. E i Terrestri? Dove li mettiamo i Terrestri?
Scusi, non capisco....
Figurati se suonavo al campanello giusto. Anche i Maya non hanno potuto nulla contro l'Ufficio Complicazione Affari Semplici - penso a voce alta mentre con il cannello comincia a dare segni di cedimento. Senta - riprendo a parlare - io stavo cercando di brulare una creèmee brulé e sul più bello è sparito tutto ed è diventato di un buio che neanche dentro un buco nero. Credo che abbia a che fare con la profezia dei Maya. Ha presente?
Si, ne ho sentito parlare. Alcuni degli ultimi arrivati erano davvero curiosi di sapere come sarebbe andata a finire. Quindi Lei mi sta dicendo che la profezia era vera?
Il mio sorriso diventa come quello di Kermit la Rana dei Muppets. Mi sento un po' a disagio a parlare ad un citofono adiacente ad una bella porta color verde speranza, entrambi sospesi nel vuoto più assoluto. Credo di capire come si deve essere sentito quel Testimone di Geova che mi suonò il campanello alle 8.25 della domenica mattina mentre avevo appena steso una striscia di cera in zona cesarini.


Scusi - faccio con tutta l'educazione assortita presente nel mio dna e ricordando immediatamente la sensazione di quello strappo tardivo - a prescindere da chi è stato a fare tutto questo ambaradam non è che potrei entrare? Se poi non dovesse essere questa la porta alla quale devo bussare non c'è nessun problema! L'importante è che ci sia un frigo, anche un frigobar. Sa com'è, la crèmee brulé mi si deperisce.
Vede - risponde la voce cortese al di là del citofono - è che di solito la fine del mondo o la fine di una qualche cosa l'abbiamo sempre scatenata noi o per interposta persona: il Diluvio Universale, le Dieci Piaghe d'Egitto, il vulcano Murruroa, lo sterminio delle popolazioni amerinde e delle streghe a loro insaputa in Europa, il virus dell'influenza intestinale, la Seconda Guerra Mondiale, il Grande Fratello, Uomini e Donne, la Seconda Repubblica! Non per valsa modestia ma in quanto a disastri, anche non biblici, non siamo secondi a nessuno!
Non capisco il nesso e non interrompo il mio sconosciuto interlocutore mentre un brivido lungo la schiena comincia a farmi presagire qualcosa di poco simpatico.
Quindi se non stiamo stati noi, come si può evincere dalla lettura dell'Apocalisse dove non c'è riga che tratti dei Maya e neppure tra la concorrenza - nella bibbia di testimoni di Geova, nelle Upanischad, nei testi sacri delle altre religione monoteiste, per non parlare dei confuciani, gli avventisti, i valdesi, i mormoni, atei e agnostici - come posso affermare che lei è morta visto che non c'è stata la Fine del Mondo?
Mi sta dicendo che non mi accoglierà nè in Paradiso, nè in Purgatorio? Neppure in Inferno?!
Eh no, sono desolato, ma per noi Lei è ancora viva.
...Non c'è uno strapuntino neppure nel Limbo?...
Spiacente, ma è stato recentemente eliminato da una bolla papale. Sembra non sia mai esistito.
Cavolo, ci avete messo 500 anni a riabilitare Galileo e una non si può distrarre cinque minuti che fate fuori il Limbo...che fastidio dava...era come una lista d'attesa dell'Uls...
Mi spiace, davvero. Vorrei esserLe utile ma capisce anche Lei che ho le mani legate, le regole sono regole.
Mentre ascolto queste ultime parole mi guardo intorno. Buio assoluto ed una pirla con un cannello e due cocotte in mano. Vorrei sapere dove sono andati a finire tutti gli altri.....

Posso farle una domanda?
Certo! "Chiedete e vi sarà dato."
Si, appunto. A che ora passa la prossima Fine del Mondo?
Ehm...e che anche noi non è che siamo sempre stati tanto chiari...nell'Apocalisse non è specificato proprio benissimo...
Ve bene, ho capito. Ci vorrà la pazienza di Giobbe. Posso farle un'altra domanda?
Se posso esserle utile...
Non è che può prestarmi un cucchiaino?


Cròmee brulé "panpetato" e cotta al vapore

Ingredienti (per 4 cocotte Staub in ceramica di 10 cm di diametro)
250 ml di panna fresca, 150 di latte crudo, 100 gr di zucchero semolato, 4 tuorli bio, 1 cucchiaio di spezie miste (cannella, zenzero, chiodo di garofano, noce moscata, cardamomo, coriandolo, 1/2 stecca di vaniglia), zucchero di canna.

Procedimento
Portare a bollore la panna ed il latte con i semini della mezza stecca di vaniglia ed unirlo alle uova sbattute con lo zucchero semolato. Passare al colino cinese il composto, unire le spezie mescolando bene e versare il tutto nelle cocottine. 
Cucinarle a vapore a 80° per circa 35'.
Sfornare, lasciar raffreddare a temperatura ambiente, riporre in frigo per almeno 4 ore e servire dopo aver "bruciato" con il cannello lo zucchero di canna (1 cucchiaio colmo) sparso sulla superficie.