Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO
20foodblogger, 20prodotti, una passione: Pomodorino di Torre Guaceto o Cipolla di Acquaviva? ;)

la cucina di qb è anche app

la cucina di qb è anche app
per telefoni Nokia

La Cucina Italiana

La Cucina Italiana
Special Ambassador

Lettori fissi

Visualizzazione post con etichetta ceramica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ceramica. Mostra tutti i post

"A che ora passa la prossima fine del mondo? Non vorrei mi si sciupassero le crèmee brulé al panpepato."


Per fortuna che avevo il cannello altrimenti con il cavolo che la trovavo questa bella porta. Toc. Toc
Chi è?
Sono io.
Io chi?
Come io chi?! IO!
Ascolti. E' da ore che questo cavolo di campanello viene suonato da persone che dicono "Sono io." Centinaia, milioni, miliardi di persone che dicono "Sono io!". Lo capisce che c'è da uscire pazzi?!
Se la capisco! Io sono pazza con tanto di pedigree ma non sarà mica mia la responsabilità di questa storia della fine del mondo! Non siete voi quelli del "Vedo, prevedo, stravedo"? Potevate anche pensare che da qualche parte qualche miliardo di persone dovevate pur metterle!! Sparisce la Terra, ok. E i Terrestri? Dove li mettiamo i Terrestri?
Scusi, non capisco....
Figurati se suonavo al campanello giusto. Anche i Maya non hanno potuto nulla contro l'Ufficio Complicazione Affari Semplici - penso a voce alta mentre con il cannello comincia a dare segni di cedimento. Senta - riprendo a parlare - io stavo cercando di brulare una creèmee brulé e sul più bello è sparito tutto ed è diventato di un buio che neanche dentro un buco nero. Credo che abbia a che fare con la profezia dei Maya. Ha presente?
Si, ne ho sentito parlare. Alcuni degli ultimi arrivati erano davvero curiosi di sapere come sarebbe andata a finire. Quindi Lei mi sta dicendo che la profezia era vera?
Il mio sorriso diventa come quello di Kermit la Rana dei Muppets. Mi sento un po' a disagio a parlare ad un citofono adiacente ad una bella porta color verde speranza, entrambi sospesi nel vuoto più assoluto. Credo di capire come si deve essere sentito quel Testimone di Geova che mi suonò il campanello alle 8.25 della domenica mattina mentre avevo appena steso una striscia di cera in zona cesarini.


Scusi - faccio con tutta l'educazione assortita presente nel mio dna e ricordando immediatamente la sensazione di quello strappo tardivo - a prescindere da chi è stato a fare tutto questo ambaradam non è che potrei entrare? Se poi non dovesse essere questa la porta alla quale devo bussare non c'è nessun problema! L'importante è che ci sia un frigo, anche un frigobar. Sa com'è, la crèmee brulé mi si deperisce.
Vede - risponde la voce cortese al di là del citofono - è che di solito la fine del mondo o la fine di una qualche cosa l'abbiamo sempre scatenata noi o per interposta persona: il Diluvio Universale, le Dieci Piaghe d'Egitto, il vulcano Murruroa, lo sterminio delle popolazioni amerinde e delle streghe a loro insaputa in Europa, il virus dell'influenza intestinale, la Seconda Guerra Mondiale, il Grande Fratello, Uomini e Donne, la Seconda Repubblica! Non per valsa modestia ma in quanto a disastri, anche non biblici, non siamo secondi a nessuno!
Non capisco il nesso e non interrompo il mio sconosciuto interlocutore mentre un brivido lungo la schiena comincia a farmi presagire qualcosa di poco simpatico.
Quindi se non stiamo stati noi, come si può evincere dalla lettura dell'Apocalisse dove non c'è riga che tratti dei Maya e neppure tra la concorrenza - nella bibbia di testimoni di Geova, nelle Upanischad, nei testi sacri delle altre religione monoteiste, per non parlare dei confuciani, gli avventisti, i valdesi, i mormoni, atei e agnostici - come posso affermare che lei è morta visto che non c'è stata la Fine del Mondo?
Mi sta dicendo che non mi accoglierà nè in Paradiso, nè in Purgatorio? Neppure in Inferno?!
Eh no, sono desolato, ma per noi Lei è ancora viva.
...Non c'è uno strapuntino neppure nel Limbo?...
Spiacente, ma è stato recentemente eliminato da una bolla papale. Sembra non sia mai esistito.
Cavolo, ci avete messo 500 anni a riabilitare Galileo e una non si può distrarre cinque minuti che fate fuori il Limbo...che fastidio dava...era come una lista d'attesa dell'Uls...
Mi spiace, davvero. Vorrei esserLe utile ma capisce anche Lei che ho le mani legate, le regole sono regole.
Mentre ascolto queste ultime parole mi guardo intorno. Buio assoluto ed una pirla con un cannello e due cocotte in mano. Vorrei sapere dove sono andati a finire tutti gli altri.....

Posso farle una domanda?
Certo! "Chiedete e vi sarà dato."
Si, appunto. A che ora passa la prossima Fine del Mondo?
Ehm...e che anche noi non è che siamo sempre stati tanto chiari...nell'Apocalisse non è specificato proprio benissimo...
Ve bene, ho capito. Ci vorrà la pazienza di Giobbe. Posso farle un'altra domanda?
Se posso esserle utile...
Non è che può prestarmi un cucchiaino?


Cròmee brulé "panpetato" e cotta al vapore

Ingredienti (per 4 cocotte Staub in ceramica di 10 cm di diametro)
250 ml di panna fresca, 150 di latte crudo, 100 gr di zucchero semolato, 4 tuorli bio, 1 cucchiaio di spezie miste (cannella, zenzero, chiodo di garofano, noce moscata, cardamomo, coriandolo, 1/2 stecca di vaniglia), zucchero di canna.

Procedimento
Portare a bollore la panna ed il latte con i semini della mezza stecca di vaniglia ed unirlo alle uova sbattute con lo zucchero semolato. Passare al colino cinese il composto, unire le spezie mescolando bene e versare il tutto nelle cocottine. 
Cucinarle a vapore a 80° per circa 35'.
Sfornare, lasciar raffreddare a temperatura ambiente, riporre in frigo per almeno 4 ore e servire dopo aver "bruciato" con il cannello lo zucchero di canna (1 cucchiaio colmo) sparso sulla superficie.



Due ragioni mi hanno sempre reso simpatica la cremazione: la prima è che adoro il caldo; la seconda, la prospettiva di fregare i vermi.



Qui c'è poco da toccarsi, scusate il francesismo.
Il rischio reale è quello di non essere mai lasciati in pace. Neppure durante il sonno eterno che, stando alle ultime notizie, rischia di divenire un pisolino.
Eh si, siamo in troppi su questa Terra e rischiamo di essere troppi anche sottoterra; se i contadini cinesi denunciano espropri forzosi dalle loro terre nei nostri cimiteri accade più o meno la stessa cosa e, al caro estinto, si notifica lo sfratto senza che qualcuno in Parlamento accenni a proroghe di alcun tipo.

Non si è fatto in tempo a piangere il povero congiunto, cambiare il look coordinato con il triste evento, scegliere la cilindrata della Mercedes che creerà code incredibili durante il trasporto dalla chiesa al cimitero (orario che di solito coincide con il termine delle lezioni dell'unica scuola esistente nel paese, il giorno di mercato e il rinnovamento della segnaletica orizzontale), sostituire la monumentale corona di gerbere con i più resistenti fiori in plastica dell'Ikea, che bisogna ricominciare tutto daccapo: i cimiteri italiani sono allo stremo e urge una soluzione intelligente. Perché con tutte le emergenze che ci vengono martellate con dovizia di particolari nei TgH24 - dall'emergenza caldo all'emergenza freddo passando per l'emergenza tiepido - nessuno ancora ha avvisato il popolo italiano che allungamento della vita non è un condono tombale alla prospettiva della morte.


E visto che "la morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare", i Sindaci, già alle prese con tagli di tutti i tipi, propongono soluzioni che riescano a far preferire la cremazione alla sepoltura. Anche perché, diciamocelo chiaramente, la vita in una bara dev'essere di una noia mortale.

Così il Sindaco di Crispina, in quel di Pisa, trascorsi i 10 anni dalla sepoltura, ha contattato i congiunti dell'estino che non si era ancora mineralizzato (era rimasto più o meno integro, insomma) offrendo di coprire i costi della cremazione con consegna dell'urna: l'alternativa sarebbe stata quella di rimettere tutto com'era per altri 10 anni ma facendo sostenere le spese alla famiglia; le casse del comune sono vuote mentre quelle del cimitero traboccano.

Tutti hanno scelto la prima opzione che, personalmente, ritengo molto più interessante rispetto a quella di divenire buffet per invertebrati di varia natura.
Del resto, come disse Woody Allen, "preferisco la cremazione alla sepoltura e tutte e due a un week-end in famiglia."



Un dolce speziato e che profuma di caffè, così da rendere insonni i vermetti buongustai;)

Torta profumatissima con Petra9, pistacchi, cardamomo e polvere di caffè

Ingredienti
240 gr di Farina Petra9, 180 gr di zucchero semolato, 2 uova bio, 125 gr di burro, 140 gr di latte crudo, 40 gr di pistacchi, 2 cucchiaini rasi di lievito per dolci, 1 cucchiaino di cardamomo in polvere, 2 cucchiaini di polvere di caffè, 2 cucchiai di zucchero di canna, un pizzico di sale, zucchero a velo.

Procedimento
Setacciare con un setaccio a maglie larghe la farina con il cardamomo, il caffè, il lievito.
Sciogliere il burro a bagnomaria.
Tritare finemente i pistacchi.
Montare le uova con lo zucchero fino a renderle spumose (circa 10') con una frusta o con la planetaria alla 2nda velocità.
Unire a filo il burro e il latte al composto di uova e un po' alla volta la farina e la farina di pistacchi.
Con una spatola mescolare bene ed unire il pizzico di sale.
Versare il contenuto in una tortiera in ceramica francese Staub, precedentemente imburrata ed infarinata (o coperta di carta forno se preferito) e spolverare la superficie con lo zucchero di canna.
Cucinare nel forno statico già caldo a 180° per circa 40' (la prova stecchino è d'obbligo).
Sfornare, lasciar raffreddare 5', togliere dallo stampo e lasciar raffreddare sopra una gratella. 
Servire semplicemente spolverando con lo zucchero a velo direttamente con il colorato ed elegante stampo.