Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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La musica è la lingua della passione e vi aspetta a "Siena and Stars". Con delle ricette ed un contest davvero stellari


Una recente analisi economica ha stabilito che per ogni euro investito in cultura se ne ottengono tre di ritorno:  un conto economico sempre in attivo che sa dare qualità alla nostra vita. Ed è quello che offrirà "Siena and Stars" fra poche settimane.
Iko International, in collaborazione con la Regione Toscana e la Confcommercio locale, presenterà a  Siena, nella magnifica Piazza Duomo, un cartellone ricchissimo di date e momenti legati alla musica (lirica, jazz, pop) e alla danza. 


Per rendere più golosi i momenti che anticiperanno i diversi appuntamenti musicali che si susseguiranno dal 10 luglio al 2 agosto (qui tutti i dettagli del programma) la Confcommercio ha pensato di invitare 24 blogger che, abbinate a quattro diversi ristoranti e in collaborazione con gli chef, daranno vita a dei menù particolarmente ispirati e che potranno essere condivisi con gli altri ospiti, grazie ad una specifica App che troverete anche nel mio blog dal 25 giugno.

Infine il contest abbinato, i "Piatti delle Stars", dedicato a tutti i possessori di blog che vorranno inventare una ricetta (dall'antipasto al dolce) ispirata ad uno dei personaggi e genere musicale presenti sul cartellone di "Siena and Stars": la vincitrice o il vincitore potrà assistere al concerto di Ludovico Einaudi (previsto per il 26 luglio) e vedrà la propria ricetta riprodotta da uno dei ristoranti partecipanti. Il contest comincia oggi, 17 giugno, e terminerà il 17 luglio.


Da oggi e nei prossimi giorni avrete l'occasione di leggere i post e le ricette che le 24 blogger hanno preparato ispirate dall'artista che avranno l'occasione di seguire durante il backstage del concerto e, vi confesso, che sono davvero molto emozionata nel confidarvi che sarò a Siena il 26 luglio, proprio in occasione del concerto che terrà Ludovico Einaudi, "In a time Lapse".

E' un artista che amo molto e che seguo da tempo e con stupore ho scoperto qualche tempo fa che nei diversi store digitali in possesso di Edoardo, il mio "piccolo" sedicenne, erano conservati alcuni suoi pezzi. "Certo che lo ascolto, non piace mica solo a te!", è stata la sua risposta. Evidentemente la passione di Enrica, la sorella musicofila, lo ha positivamente contagiato.


"Divenire" è il brano che me lo fece conoscere ma è con “La nascita delle cose segrete” che le decine di appunti presi rigorosamente a matita, pagine di giornali strappate, segnalibri un po’ macchiati che fanno pandan con analoghe macchie in vecchi ed ingalliti libri che li contengono, prendono forma e contenuti e si trasformano in piatti. In un continuo divenire.

E nel mio continuo divenire c’è un’immagine, un sogno che prima o poi diverrà realtà:  un tavolo bianco e tanti, colorati e logorroici ingredienti che fremono per raccontare una storia ovvero la ricetta che li ha portati lì. La raccontano passo dopo passo, in una sorta di maieutica culinaria, ed io sarò sempre con loro, fino a quando mi resterà solo la forza di ascoltare i loro racconti e la musica che li accompagna. Perché è passo dopo passo che si raggiungono i propri sogni.

La ricetta che ho pensato per "I Piatti delle Stars" è proprio un divenire: è la "mia" caprese, il freschissimo piatto estivo, che qualche anno fa divenne "croccante", lo scorso anno "soffice" ed ora...




Divenire... Tortino di pistacchio con gelato di bufala al coriandolo e spuma di datterini confit


Ingredienti (per 6 persone)
Per il tortino (gluten free)
150 gr di pistacchi tostati, 2 uova bio, 75 gr di zucchero profumati alla vaniglia, 50 gr di burro, 4 gr di lievito per dolci, ½ bicchierino di limoncello, 1 limone bio.

Tostare i pistacchi, lasciarli raffreddare e tritarli finemente. Montare gli albumi a neve ferma.
Montare i tuorli con lo zucchero, unire il burro morbido e il limoncello. Mescolare con una spatola ed unire delicatamente i pistacchi e successivamente gli albumi.
Ungere ed infarinare dei piccoli stampini monodose, versare il composto riempendoli per 2/3 e cucinare i tortini nel forno statico già caldo a 170° per circa 35’.
Sfornarli e lasciarli raffreddare sopra una gratella.

Per il gelato
160 g di burrata, 320 g di latte crudo, 100 g di panna fresca, 24 gr di glucosio, qualche seme di coriandolo pestato con un mortaio

Portare a bollore il latte con il glucosio e la polvere di coriandolo e far raffreddare per qualche minuto. Nel frattempo frullare la burrata ed unirla al latte. Montare appena la panna e versarla nel composto. Trasferire tutto nella gelatiera e far mantecare per circa 35' (dipende dalla potenza espressa dalla gelatiera).

Per i datterini confit
600 gr di datterini, zucchero di canna "muscobado"

In una leccarda coperta da carta forno disporre i datterini lavati, spolverarli con una presa di zucchero di canna e cucinarli nel forno statico già caldo a 140° per circa 2h30'.

Per la spuma di pomodoro
400 gr di passata di datterini conft, 100 gr di panna, 2 cucchiai di olio di noci, 2 fogli di gelatina, la punta di un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro, 4 gocce di tobasco, 10 gr di glucosio, pepe nero lungo macinato al momento.

Tenere qualche datterino da parte per la decorazione, frullarli, passarli al colino e mettere in un pentolino la vellutata ottenuta, unire i fogli di colla di pesce ammollati in acqua fredda, la panna, il concentrato, il tobasco ed il pepe. Mescolare bene. Ripassare nuovamente al colino, emulsionare con l'olio di noci, versare nel sifone, unire una cartuccia e conservare in frigo capovolto per circa 3 ore e comunque fino al momento del servizio.

Comporre il piatto, preferibilmente conservato in frigo, spolverandolo con un po' di zucchero profumato alla vaniglia e frullato fino ad ottenerne una polvere, adagiare un tortino e coprirlo con un po' di spuma di datterini e decorare con un pistacchio intero, a fianco posizionare una quenelle di gelato e decorarla con un datterino confit. Terminare il piatto con una granella grossolana di pistacchio, un paio di datterini, qualche scaglia di cioccolato fondente al 72% e qualche zeste della scorza di un cedro e di un limone di Sorrento (o bio), se gradite.

"I cigni cantano prima di morire; non sarebbe un brutto affare se certa gente morisse prima di cantare".


Avete notato che nessuno canta più?

Ok, prova provata sul campo tipo Art Attack e, se si ha la fortuna di abitare in periferia, l'esperimento sarà sicuramente molto semplice.

Prendete la bicicletta. Fatto?
Salite alla Bersagliera (occhio alla sella!). Fatto?
Bene, ora aggiustate il battito cardiaco e con tutta la calma di questo mondo (come se  foste una panda rossa della Telecom-manutenzione a 5' minuti dalla fine dell'orario di lavoro che, davanti a voi sull'orlo di una crisi di nervi, occupa la carreggiata centrale percorrendola a 30 km/h) pedalate zigzagando, magari un sabato o una domenica mattina.
Cosa si sente? Tagliaerba in funzione per il prato di casa, minicompressori in funzione per il lavaggio dell'auto, qualche urlo montessoriano per inquadrare la prole vivace, cani che abbaiano al cancello e un po' di musica, per lo più in inglese ma nessuna voce umana che canti. E se provate a curiosare attraverso le ringhiere o i cancelli vedrete che dalle orecchie delle persone, in faccende varie affaccendate, escono minuscole protuberanze bianche che spariscono all'altezza del bacino. Tipo notizie dall'interno.

I miei ricordi di bimba mi fanno tornare alla mente i film in bianco e nero dove gli uomini cantavano sotto la doccia o facendosi la barba, come pure le melodiose voci femminili, alcune anche da mezzo soprano, che gorgheggiavano mentre si occupavano delle faccende domestiche. E si sentiva anche fischiettare. 



Ora non più, si canta solo in televisione, dopo aver percorso centinaia di chilometri per raggiungere un luogo dove si trovano altre migliaia di persone che vorrebbero fare la stessa cosa ovvero cantare, pardon, urlare. Evidentemente a casa la doccia era sempre occupata.
Ma cantare, pardon, urlare non basta. Bisogna farlo davanti ad una giuria che, a meno che tu non sia portatore sano di corde vocali geneticamente modificate, il più delle volte ti fa sentire una caccola pelosa. 

E che canzoni si cantano, pardon, si urlano? Una volta c'era Pippo che non sapeva nulla, le Papere che volevano fare conversazione con i Papaveri, le Insalate di Maramao precocemente scomparso, i bimbi a cui girava la Ciribiricoccola, dell'Immensità di Don Backy e dell'invito a Volare di Domenico Modugno.
Ora si parla, pardon, si urla solo di amore. Ma non l'amore bello, quello che ti riempie la vita e che ti fa crescere dentro bensì l'amore problematico, sfigato, triste, smunto, depresso. Sembra che ci si metta insieme solo per dire, pardon, urlare "maledetta quella volta che ci siamo messi insieme!".
Però piace e c'è sempre qualcuno che arriva "uno" e poi subito in vetta alle classifiche.

Una volta raggiunta la notorietà la strada però è tutta in salita: sistemati denti-naso-labbra-tette, dimagrisci, occhio ai brufoli, trova uno stilista e un ufficio stampa che segua i follower finti che intasano i tuoi profili e trovati un moroso da farti rubare dalla Belen di turno così da poter cantare, pardon, urlare che l'amore è una gran sfiga e che ci si può fidare solo della mamma.

Che nostalgia di quei tempi quando Pupo cantava "Gelato al cioccolato/dolce un po' salato/tu, gelato al cioccolato" il cui testo fu scritto da Malgioglio, celebre autore di Mina. La leggenda metropolitana racconta che Pupo rifiutò le avances di Malgioglio il quale, indispettito, compose la canzone ricordando un appagante appuntamento notturno avuto con un ragazzo di colore. Trasformandolo così in un innocente motivetto "estivo" degli anni '80 ;)

Canticchiando in cucina, in compagnia dei primi colori dell'autunno, ho "composto" la seconda variazione sul tema "Caprese": prima quella croccante, con i pomodorini confit e la granella di pistacchio, e ora questa soffice. Della serie, musica nuova in cucina.


La “caprese soffice”: spuma di burrata e pomodori con basilico croccante

Ingredienti (per 4 persone)
Spuma di pomodoro
400 gr di pomodori maturi, 1 spicchio d’aglio rosa, 200 gr di passata, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, tobasco, sale, pepe nero macinato al momento, 3 fogli di colla di pesce, qualche bella foglie di basilico fresco, olio evo, coriandolo.
Spuma di burrata
250 gr di burrata, 100 gr di panna fresca, 100 gr di latte fresco, ½ foglio di colla di pesce, sale, pepe bianco.
Qualche bella foglie di basilico fresco, olio evo, coriandolo

Procedimento
Sbollentare per 2’ minuti i pomodori incisi a croce sulla superficie, raffreddarli nell’acqua fredda, pelarli, eliminare i semi, tagliarli a tocchetti. Privare dell’anima centrale verde lo spicchio d’aglio, tagliarlo finemente ed unirlo ai pomodori. Frullare il tutto emulsionando con il succo di pomodoro, qualche goccia di tabasco, un paio di cucchiai di olio evo e regolando di sale e pepe. Passare al colino, unire la colla di pesce ammollata in acqua fredda e sciolta a bagnomaria (o 15’ al microonde), mescolare bene con un frustino. Versare il tutto in un sifone, unire 1 cartuccia di gas per il sifone da 500 gr e 2 per quello da 1 chilo e mettere in frigo capovolto per almeno 3 ore.

Frullare la burrata con la panna, il latte, il sale e il pepe fino ad ottenere una crema morbida. Unire la colla di pesce ammollata in acqua fredda e strizzata e stemperata a bagnomaria. Versare il composto nel sifone da ½ litro, caricare una cartuccia e conservare in frigo capovolto fino al momento del servizio o comunque per almeno un’ora.

Nell’olio evo ben caldo friggere le foglie di basilico e appoggiarle sulla carta casa per eliminare l’eccesso di olio.

Comporre il bicchiere iniziando dalla spuma di pomodori, unire successivamente la spuma di burrata e terminare con una macinata di coriandolo e le foglie di basilico.

Maiale alla diossina in salsa di cromo esavalente. Anche no.

Cotechino con spuma di lenticchie arancioni e coriandolo

In Italia sono stati importati (dati gennaio-settembre 2010) 220 milioni i chili di carne di maiale e visto che non esiste una norma che regoli l'etichettatura (proposta di legge giacente da mesi in Parlamento ma, che volete, tra case ed escort c'era altro a cui pensare) è assai probabile che un po' di diossina sia finita in wustel, prosciutti, ragù, hamburger, macinati, ravioli, lasagne e chi più ne ha più ne metta. Ed ovviamente nei nostri piatti e nelle nostre riserve di grasso bruno, in quanto la diossina - come la vitamina E - è liposolubile e trova nelle nostre rotondità una piacevole locazione.
L'ONU ha dichiarato il 2011 Anno della Chimica, antica scienza che gli arabi chiamavano Alchimia. Dalla pietra filosofale alla padella antiaderente in mezzo ci sono studi, ricerche, tentativi, fallimenti, successi. 
E' una cosa buona e giusta, come molte conquiste dell'intelletto umano, a patto che non ci trasformi in Frankestein Junior. Perchè nessuna sceneggiatura potrà salvarci.




Cotechino con spuma di lenticchie, per un piatto buono, pulito e giusto

Ingredienti (per 6 persone)
250 gr di lenticchie, 125 ml di latte crudo, 50 ml di brodo vegetale, 50 ml di panna (oppure solo 100 ml di brodo vegetale), 2 cucchiai di olio evo (3 se viene utilizzato solo il brodo vegetale), uno spicchio d'aglio, una foglia di alloro, sale e pepe nero macinato al momento, olio evo.
1 cotechino artigianale da 500 gr, 2 bacche di ginepro, 4 grani di pepe nero, 1 cucchiaino di grani di coriandolo, 1 foglia di alloro.

Procedimento
Cucinare il cotechino per circa un paio d'ore dal bollore, in una pentola capiente con gli aromi, partendo dall'acqua fredda. Se invece preferite la comodità del cotechino precotto basteranno 20 minuti di cottura dal bollore.

Rosolate in una pentola di coccio lo spicchio d'aglio con un filo d'olio, aggiungere le lenticchie, l'alloro, regolare di sale e pepe, coprire di acqua e cucinare a fuoco lento per circa 30'.
Lasciar raffreddare e frullarle con il latte, il brodo vegetale  - e la panna - l'olio. Passare al colino cinese cosi' da ottenere una crema priva di grumi, versarla nel sifone, caricare con 1 cartuccia di azoto e mettere in frigo per almeno 2 orette. Al momento di servire scaldare a bagnomaria per qualche minuto.

Servire componendo sul piatto 2 o 3 fettine di cotechino ed un po' di spuma di lenticchie (ho utilizzato il beccuccio a stella) ed una macinata di semi di coriandolo.