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L'8 Marzo e la Coopertiva Agricola Insieme #unlamponelcuore


Vorrei condividere con le amiche e gli amici della Cooperativa Insieme la soddisfazione per l'invito alla Camera dei deputati l'8 marzo. 
Ditelo ai vostri conoscenti di Roma e allarghiamo la nostra rete solidale di amicizia!


Questo è il testo dell'invito:

"I parlamentari per la pace invitano la S.V. ad incontrare le donne della Cooperativa Agricola Insieme di Bratunac (Srebrenica) in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della donna, alle ore 15,00 nella Sala Aldo Moro, Camera dei deputati.
Durante la giornata sarà offerta una degustazione dei prodotti (confetture e succhi di lamponi, more e mirtilli) della cooperativa e sarà esposta una mostra fotografica sulla guerra e la pace in ex Jugoslavia, del fotoreporter Mario Boccia.
E' previsto un saluto della Presidente della Camera dei deputati, on. Laura Boldrini"

L'8 marzo la Camera sarà aperta alle visite guidate del pubblico, dalle 12,00 alle 14,30, secondo le modalità abituali (prenotazione presso l'infopoint situato in via degli Uffici del Vicario, angolo.via della Missione).

L'incontro delle 15,00 con la Cooperativa Agricola Insieme è aperto al pubblico, previa prenotazione, ad esaurimento posti.Gli interessati possono prenotarsi scrivendo a: mariob@coop-insieme.com

ps: è consigliabile presentarsi dieci min. prima delle 15,00 all'ingresso di piazza Montecitorio; per gli uomini c'è l'obbligo di indossare la giacca.

Due cocktail "rosa" per #unlamponelcuore ed un 8 marzo tutto dedicato alle Donne di Bratunac



Vi ricordate il post del bùrek, scritto per partecipare all'Mtchallenge ed usato per raccontare la storia delle donne di Bratunac, nella Bosnia Erzegovina? Conclusi augurandomi che per l'imminente festa dell'8 marzo si lasciassero le mimose sugli alberi e si preparassero dei pani profumati sui quali spalmare le marmellate prodotte da queste donne. 
Chi lesse il post mi chiese "perché non conosco la loro storia, quella della cooperativa Agricola Insieme e di Rada?". E da qui l'idea: "noi foodblogger ci esprimiamo con le ricette e sarà proprio con le nostre creazioni che continueremo la narrazione". 
Così è nato #unlamponelcuore.

Sabato 8 marzo, oltre 300 foodblogger posteranno contemporaneamente alle ore 9.00 e sosterranno con l'iniziativa “#unlamponelcuore il progetto “Lamponi di pace“ della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/), nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e dei piccoli frutti e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".

Attraverso la pubblicazione di una ricetta a base di lamponi, i food blogger aderenti all'iniziativa si propongono di far conoscere la realtà nascosta dietro questi prodotti, il fine per cui la cooperativa è nata e le motivazioni che la sorreggono, in un gesto di solidarietà che dedica l'8 marzo al coraggio e alla forza delle donne di Bratunac.

Ho pensato quindi di preparare e condividere due ricette che spesso identificano un momento di relax e di svago, a chiusura di una giornata di lavoro, oppure l'inizio di una serata diversa dal solito; si tratta di due cocktail, in rosa, che hanno come ingrediente principe il lampone che ben si sposa con i profumi ed i colori del mediterraneo, che si trovano nel fico d'india e nel basilico.


L'eleganza del gin, la dolcezza dell'arancia, l'asprezza del lime, la morbidezza del salice salentino ed infine le bollicine del prosecco avvolgono il lampone e lo vestono a festa, come fecero le tre fate madrine con Cenerentola, preparata per il ballo con pochi tocchi di bacchetta magica.


Nelle foto si vede anche la fugace presenza di un pane - preparato con mirtilli secchi ed un po' di pecorino tagliato con la mandolina - ed avvolto a spirale, come appunto è il burek, il dolce dal quale è partito tutto questo. Ma ve lo racconterò un'altra volta ;)


Donne, Pace e Lamponi
Ingredienti
3/10 di polpa di lamponi, 1/10 di succo d'arancia, 1/10 di succo di fico d'India, 2/10 di Gin, 3/10 di Prosecco, qualche lampone e qualche fetta di lime per decorare.

Procedimento
Nella centrifuga inserire 50 g di lamponi, ½ arancia tarocco pelata a vivo, 1 fico d’india sbucciato ed ottenerne un succo da filtrare ulteriormente.
Inserire in un contenitore cilindrico 3 cubetti di ghiaccio, il succo centrifugato, il Gin e mescolare energicamente con un cucchiaino lungo (stir).
Versare il tutto in due bicchieri, meglio se cilindrici, e riempirli a ¾ con il prosecco molto freddo.
Decorare con qualche lampone fresco infilzato in un bastoncino di bambù.


Gocce rosa di ghiaccio al lampone
Ingredienti
2/10 di Gin, 6/10 di Salice Salentino Rosato, 1 mela grennu smith piccola, 20 lamponi, qualche foglia di basilico fresco.

Procedimento
Inserire 4 lamponi nella vaschetta del ghiaccio, riempire d’acqua, abbattere in negativo o mettere nel congelatore così da formare dei cubetti di ghiaccio “farciti “di lamponi.
In un mortario o in un bicchiere tenuto precedentemente in frigo pestare delicatamente le foglie di basilico con il gin, filtrare e mettere da parte in frigo.
Nella centrifuga frullare la mela grenny smith lavata bene e con la buccia ed i lamponi e versare il succo nel gin al lampone e mescolare velocemente per qualche secondo.
Prendere un bicchiere da Martini o, meglio, un bicchiere vintange da champagne a coppa, mettere due cubetti di ghiaccio, versare il succo al gin, completare con il vino rosato e servire immediatamente.


Búrek di ricotta e marmellata ai frutti di bosco con spuma di mele al coriandolo e Calvados. Per l'Mtchallenge e per le donne di Bratunac

C’è una domanda che non bisognerebbe mai fare ad una donna di Bratunac: Come sta tuo marito?”
C’è una domanda che non bisognerebbe mai fare ad una donna Bratunac: “Cosa fa tuo figlio?”
Bratunac dista pochi chilometri da Srebrenika, in Bosnia Erzegovina, dove la follia degli uomini ha portato via a queste donne i loro compagni, qualche volta i padri, sempre i figli, anche neonati, strappati dalle braccia e messi a cuocere dentro un forno o sfracellati contro un muro. Perché la follia degli uomini riesce a vedere in un neonato un nemico in divenire e in una donna una pericolosa complice da distruggere, calpestare, violare. O semplicemente un utero che partorirà i geni del vincitore.
Nel luglio del 1995 le truppe a comando dell'infame Ratko Mladic divisero gli uomini dai 13 ai 65 anni dalle donne, in tutti i villaggi appartenenti all'enclave di Srebrenica, inutilmente posta sotto la tutela delle inutili truppe dell'Onu. Le quali non intervenirono mentre il genocidio di 8372 Musulmani Bosniaci avveniva nell'indifferenza della vicinissima, e civilissima, europa (genocidio fu un termine non riconosciuto durante i processi che si svolsero anni più tardi nei confronti dei pochi responsabili catturati, sostituito dal più blando massacro!).



Villaggi devastati, campagne abbandonate e l'assordante silenzio di chi non c'era più: questo fu ciò che accolse le donne, dopo anni di campi profughi, quando tornarono in quelle terre che le avevano viste felici.

I processi che si succedettero considerarono responsabili i singoli ma non il paese che scatenò tutto questo e ciò significò l'assoluta mancanza di risarcimenti ai superstiti. Come se non bastasse, mentre nel nostro paese le quote latte sono diventate l'ennesima occasione di truffe ai danni della Cee ed i contadini francesi ogni tre per due salgono sui trattori e organizzano manifestazioni, per queste donne bosniache, anch'esse contadine, l'Europa non ha mai ritenuto opportuno stanziare un centesimo. Uno solo.


Nel 2003, dieci soci contadini, diedero vita alla Cooperativa Agricola Insieme che, con l'aiuto di Acs Italia, svilupparono un progetto di solidarietà chiamato "Lamponi di Pace": in queste terre, infatti, la coltivazioni dei piccoli frutti di bosco era un'attività importante per l'economia rurale, distrutta dalla guerra e dalle deportazioni.
A queste donne sole si è insegnato a divenire dei "capofamiglia", concetto lontano dalla loro cultura, dovendo provvedere al sostentamento di bimbi piccoli e genitori anziani.
Sono state costruite serre, impianti di lavaggio e surgelazione, laboratori per la trasformazione dei piccoli frutti in marmellate, succhi, gelatine e coloranti alimentari da commercializzare, così da dare loro l'opportunità di sopravvivere e di ricostruire i villaggi. A distanza di dieci anni i soci contadini sono più di 500 e lavorano insieme, nel rispetto delle etnie che li hanno divisi.

Conobbi questo progetto, e queste donne, nel 2010, coinvolta appunto dall'Acs per la realizzazione di alcune cene vegetariane di conoscenza e raccolta fondi e nella promozione di "bomboniere" preparate proprio con le marmellate e, nel frattempo anche Slow Food, Alce Nero e la grande distribuzione, Coop in primis, hanno preso a cuore il progetto, mettendo sui loro scaffali marmellate e succhi con l'etichetta "Frutti di Pace". Rada Zarcovick, la presidente della Cooperativa Insieme era presente anche a Terra Madre con i suoi profumatissimi prodotti.

Superata la bulimia mielosa di San Valentino, al varco ci aspetta un'altrettanta bulimia retorica per l'8 marzo. Volete fare un regalo alle altre donne della vostra vita? Bene, lasciate sugli alberi le tenere mimose e confezionate pani profumati sulle cui fette spalmare le marmellate di queste donne di pace. Perchè davvero ad essere buoni c'è più gusto.


Ho pensato quindi, per l'Mtchallenge di questo mese, che vede Mari, Lasagnapazza lanciare come guanto della sfida la preparazione dello Strudel, di proporre il Burek, in versione dolce.

Il burek è una specie di torta salata preparata con una pasta fillo o pasta matta farcita e cotta arrotolata. E come lo strudel d'Austria, lo strucolo e la gubana del Friuli Venezia-Giulia o la luganega di Treviso la spirale è quel simbolo arcaico che parla di vita, di nascita e di morte, di ritorni. Infatti la pita bosniaca è arrotolata a serpentello e cambia nome a seconda del ripieno: búrek è solo quella con carne e cipolla; poi ci sono burèdžici (con carne, cipolla, aglio e panna acida), sirnica (con formaggio tipo ricotta), zeljanika (con spinaci), tikvènica (con zucchine), krompìruša (con patate, cipolla e tanto pepe)... e poi c'è la mia, farcita con ricotta e marmellata di frutti di bosco e accompagnata con una spuma di mele renette al coriandolo e Calvados. Giusto per finire fuori gara anche questo mese ;)



Búrek di ricotta e marmellata ai frutti di bosco con spuma di mele al coriandolo e Calvados

Ingredienti

Per la pasta (quelli indicati da Mari, ma ho messo un po' meno acqua: l'umidità presente nell'aria - visto le piogge insistenti - ha fatto in modo che la farina ne richiedesse meno)
150 g Farina Petra5, 80 ml acqua oligominerale a 40°, un pizzico di sale croato (sala molto) ed un cucchiaio di olio evo.
Per la farcia: 150 g di ricotta di pecora freschissima, 150 g di marmellata ai frutti di bosco, 1 limone bio.
Per la spuma: 250 g di mele renette, 250 ml di panna fresca, un cucchiaino di semi di coriandolo, 40 ml di Calvados, 40 g di zucchero di canna.
Burro chiarificato per spennellare la superficie (circa 50 g).




Procedimento
In una ciotola mescolare la farina, il sale e l'olio con un po' di acqua tiepida e continuare ad impastare per qualche minuto fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Coprire e lasciar riposare per circa 30'.

Mondare le mele dal torsolo e dalla buccia, tagliarle in piccola dadolata e metterle a riposare qualche minuto con il succo di mezzo limone dal quale avrete già tolto la buccia con uno zester.

Tritare le zeste ed unirle in una ciotola mescolando la ricotta e la marmellata con una frusta. Mettere il composto in un sac a poche e lasciar riposare in frigo.
Portare a bollore la panna con i semi di coriandolo schiacciati al mortaio. Spegnere il fuoco, far raffreddare e filtrare. Mettere da parte.
In una piccola casseruola con il fondo pesante far rosolare le mele con una noce di burro, unire lo zucchero, farlo sciogliere, il Calvados, far sfumare e continuare la cottura a tegame aperto fino allo spappolamento delle mele. Frullare, passare la colino, unire la panna, mescolare bene e mettere tutto nel sifone da 500 ml con 1 cartuccia di gas. Capovolgere e mettere in abbattitore per mezz'ora o in frigo per almeno due ore. In alternativa è possibile mantecare il composto nella gelatiera.

Accendere il forno a 180°, statico.
Stendere la sfoglia sopra un canovaccio infarinato: sarà sottile ed elastica. Con il sac a poche stendere una riga di impasto lungo un lato della sfoglia, arrotolarla per avvolgere la farcia, tagliare con un coltello lungo tutto il cannolo così ottenuto e adagiare, arrotolandolo, sopra una tortiera da 22 cm di diametro imburrata ed infarinata, spennellandolo di burro fuso. Si parte dal centro e si continua verso l'esterno fino al termine degli ingredienti, terminando anche di spennellare tutta la superficie.
Cucinare nel forno già caldo per circa 35'-40' fino alla doratura della sfoglia che dovrà essere croccante.
Sfornare, far raffreddare sopra una gratella e servire con un po' di zucchero a velo e qualche ciuffo di spuma di mele (o pallina di gelato se avete messo il composto in gelatiera).

Prove di Burek per la Cena Balcanica di Elisabetta


Nelle ultime settimane la mia cucina è stata piuttosto nomade. Ieri addirittura accompagnata da un fantastico duo acustico, colonna sonora per una golosa chiacchierata sul cioccolato e la sua curiosa storia.

Bisogna prendere fiato, per riordinare gli appunti e le idee, definire progetti, materializzare sogni. Così, stamattina, con Elisabetta ci siamo prese il tempo di imparare (io!) e di cucinare (lei!) un piatto che viene da molto lontano: il Burek.