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Red Velvet Cake, un classico della pasticceria americana per San Valentino e la mia personale lista di film d'amore


E per San Valentino andassimo al cinema?
Ma non per smoccolare davanti ad un qualsiasi film strappalacrime, troppo facile, ma per continuare a parlare di cibo con la scusa di parlar d'amore. 
Così mettiamo a loro agio anche i single che non è carino lasciarli da soli in un giorno come questo.

Film d'amore con un po' di cibo, si diceva, o comunque con un piano lungo sul frigorifero o sulla dispensa. Meglio il frigo, quello di "9 settimane e mezzo" dove i preliminari avvengono davanti all'elettrodomestico più erotico che la domotica abbia mai inventato (subito dopo la lavatrice, durante la centrifuga) e dove, sempre con la scusa dei preliminari, gli interpreti si sbrodolano con miele, panna, fragole e cetriolini, più o meno in sequenza, neanche fossero gli ingredienti di un piatto creativo.

 

Per la sezione "Amore sfigato" a pari merito "Come l'acqua per il cioccolato", dove alla fine muore anche l'addetto alle luci ed "I ponti di Madison County" con la dichiarazione d'amore più struggente mai ascoltata che avviene all'interno della dispensa, tra la passata di pomodoro ed il sidro, infine "Il profumo del mosto selvatico" dove un reduce torna dalla guerra, trova una moglie tiepida e nel riprendere l'attività di venditore di cioccolatini finisce per dar fuoco ad un vigneto. Ma siccome c'è una creatura in arrivo tutti vissero affumicati e contenti.

Torniamo nell'ambito peccaminoso del cibo-amore ed eccoci a "Chocolat" dove Johnny Depp si concede in tutta la sua magnificenza prima che il suo matrimonio con la squinzia bionda ci restituisse una sorta di depresso pingue, a "Pretty Woman", con l'atletico lancio dell'escargot, a "Harry ti presento Sally" con il mitico sandwich orgasmico per chiudere con "Ultimo tango a Parigi" dove il burro non si può sostituire con l'olio extravergine d'oliva. 


Un amore peloso? Certo! Galeotti furono i romanticissmi Spaghetti with meatballs di "Lilly e il Vagabondo" e stesso dolcissimo sentimento lo si trova nel film "The Artist", magistralmente interpretato da Uggie, il Jack Russel, scomparso nel 2015, che durante la sua lunga lunga carriera è stato premiato con il «Collare d’oro» a Hollywood nel 2012 e il «Palm Dog» a Cannes l’anno precedente. Ci sono attori non pelosi che farebbero carte false per uno dei suoi intensi primi piani e dell'abilità con cui prendeva a musate i dolcini dai preziosi piatti in fine porcellana. 
Anche in "Colazione da Tiffany" un gattone soriano, Gatto appunto, ispira sentimenti d'amore come la celebre vetrina della celeberrima gioielleria. E il bacio sotto la pioggia è quando più da innamorati si possa chiedere ad un film. 

 

Infine, tre film che Hollywood produsse per parlare d'amore in cima alla mia personale classifica: "I segreti di Brokeback Mountain", con lo spiedo in mezzo alla natura selvaggia e le birre complici, "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno" con l'amore ed il rispetto di sé al grido di Towanda!! ed infine "Io ed Annie", di Woody Allen, il mio film d'amore preferito che ci insegna che i rapporti d'amore sono irrazionali e pazzi e assurdi ma esistono perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.


Anche il dolce pensato per la giornata di oggi, la Red Velvet Cake, morbido componente della famiglia dei Frosted Layer Cake ebbe dei riscontri cinematografici, apparendo  in Fiori d’Acciaio (1989) e nella serie televisiva Sex and the city, un ritorno in gran spolvero proprio per la festa degli innamorati dopo aver trascorso tristemente gli anni '70, demonizzata per il suo colore.
La ricetta della Velvet Cake che vi propongo è una versione semplificata, in quanto declinata nei più spiritosi cupcake, così da poterne offrire uno anche al collega o all’amico single o al secondo innamorato della lista personale, ed arriva direttamente dagli Usa e dal mitico sito di Joy of Baking.

Qualche consiglio prima di iniziare: 
  • pesate tutti gli ingredienti della torta così da procedere più agevolmente e devono essere tutti a temperatura ambiente!
  • se non trovate in commercio il latticello è possibile prepararlo con latte, yogurt e qualche goccia di limone,
  • assolutamente indispensabile il composto di aceto e bicarbonato da aggiungere all’impasto mentre ancora sta “frizzando”,
  • è preferibile utilizzare coloranti alimentari in gel, che restituiranno un rosso intenso ed accattivante e non tendente al marrone,
  • è possibile tenere in frigo il frosting e decorare i dolcetti al momento di servirli ed è anche possibile farcirli eliminando il pirottino e tagliandoli a metà, per renderli ancora più golosi!
Buon San Valentino!



RED VELVET CUP CAKE

Portata: dessert
Dosi per 12 tortini
Difficoltà: media
Preparazione: 20’
Cottura: 30’
Riposo: si
Forno: si

Ingredienti
Ingredienti secchi
130 grammi di farina 00 
150 g di zucchero 
10 g di cacao amaro in polvere 
1/4 di cucchiaino di lievito in polvere
1/4 cucchiaino di sale

Ingredienti umidi
60 g di burro a temperatura ambiente 
1 uovo grande 
1 bacca di vaniglia
120 ml di latticello 
oppure
60 ml di latte intero 
60 ml di yogurt intero 
qualche goccia di succo di limone
1 cucchiaio di colorante alimentare rosso in gel
1/2 cucchiaino di aceto di vino bianco 
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Ingredienti per il frosting 
230 g di formaggio cremoso a temperatura ambiente (anche Labna)
160 ml di panna fresca fredda 
60 g di zucchero a velo setacciato
qualche goccia di estratto di vaniglia

Preparazione
Scaldate il forno a 175°, ventilato. Ottenete dalla bacca di vaniglia i semini e mescolateli alla panna.
In una ciotola mescolate farina, lievito, sale e cacao, setacciando ed arieggiando bene.
Nella planetaria con frusta a foglia, o con un frullino manuale, montate burro e zucchero fino ad ottenere una crema lucida. Aggiungete poi l’uovo, facendolo amalgamare bene.
Preparate il latticello mescolando latte e yogurt con qualche goccia di succo di limone e diluite il colorante rosso nel latticello.
Versate il composto rosso nell’impasto di burro e uova, alternandolo alla miscela di farine.
Mescolate il bicarbonato e l’aceto e unitelo subito all’impasto, mentre sta ancora frizzando, mescolate velocemente con un mestolo e sempre velocemente distribuite il composto con un un porzionatore da gelato all’interno dei pirottini.
Infornate e cuocete per 20 minuti, prova stecchino d’obbligo! Deve essere comunque morbido ma non umido.
Sfornate e far raffreddare completamente prima di decorare con il frosting che nel frattempo prepareremo montando il formaggio cremoso con lo zucchero a velo setacciato ed aggiungendo a filo la panna profumata con l’estratto di vaniglia..
Trasferite tutto in un sac a poche con punta a stella.

Guarnite i cupcake raffreddati con il frosting e con decorazioni color rosa e servire.

Pazientina Veneziana Naked Cake per il Master Naked Cake dell'Mtchallenge


I have a cream
Siete fra quelli che scelgono un viaggio nella capitale francese non per le romantiche passeggiate sul Lungosenna, ma perché “Parigi val bene una mousse”?
Non avete mai saputo come finisce la favola di Biancaneve, perché a “specchio specchio delle mie brame” iniziavate a fantasticare su glasse e coperture?
E siete ancora convinti che il discorso più rivoluzionario del secolo scorso inizi con “I have a cream”?
Allora, non perdetevi Sweety of Milano, la grande manifestazione di pasticceria che si terrà nel capoluogo lombardo il 17 e il 18 settembre, nel corso della quale i nostri Maestri più famosi terranno masterclass a tema, proporranno le loro nuove creazioni, incontreranno il pubblico davanti ad un caffè, in un fine settimana all’insegna della dolcezza e della creatività.

Mtchallenge è stata invitata ad essere presente e quindi, nello spirito della community, si è iniziato subito a studiare, dando così vita alla prima master class di MTChallenge sui dolci! Un vero e proprio master sulla Naked Cake ed analizzata in tutte le sue importanti componenti: impasti, creme di farcitura, bagne e decorazioni, tenuto dalle nostre tutor d'eccezione Caris e Ilaria. Un compito già difficile reso ancora più complicato dal fatto che bisognava reinterpretare questo dolce decisamente anglosassone così da renderlo più in sintonia con la tradizione pasticceria italiana.
Le 20 partecipanti con le loro naked cake saranno giudicate da una giuria presieduta da Miquel Paquier e le 5 migliori interpretazioni andranno sabato 17 settembre a Sweety, dove saranno nuovamente giudicate per decretare la migliore naked cake all’italiana, montando il dolce live e verranno giudicati nientedimeno dal maestro pasticcere Alessandro Servida. Quindi vi aspettiamo tutti sabato pomeriggio a fare il tifo!

Ci sono anch'io ed ecco come è andata nella mia cucina.


Due galline in cucina (una padovana ed una veneziana)

"Perché non usi l'alzatina?"
Perché no.
"Ma dai! Ci sono quelle bellissime di porcellana decorata!
I colori fanno a pugni tra loro.
"Ma sono riprodotti dei fiori! Discretissimi! E comunque di alzatine in casa ce ne sono per i beati paoli: tinta unita, bianche e colorate."
La torta è troppo alta.
"Appunto, serve per slanciarla ancora di più!"
Ho detto no.
"Ma perchè?!"
Pina, l'alzatina è una roba da femmine.

Ora potete comprendere il sentimento che mi ha pervaso in tutti questi anni in cui il web, e non solo, ha partorito cake, di tutti i diametri-dimensioni-altezze, riccamente decorate e colorate. Che per una ex dark è come chiedere ad un nudista di tenerti le chiavi della macchina. Praticamente impossibile.
Nel mio blog credo non ci sia neppure una crema al burro di quelle anemiche e senza sfumature pastellate, giusto per dire “Yeah! Ci sono anch’io!”
E poi, nei momenti in cui la vita ti richiede troppi orpelli, ecco entrare come un caterpillar Alda Merini con le sue poesie e le sue frasi, tipo “la nudità mi rinfresca l’anima.”
Ho pensato quindi che non affrontare un argomento così importante della pasticceria, snobbandolo, non sarebbe stato un atteggiamento maturo, quanto meno costruttivo e l'idea della Naked, ovvero di una torta nuda, l’ho sentita subito in linea con la mia esigenza di ordine, pulizia, rigore, acciaio. 
Sfida duplice, come scritto sopra, in quanto si tratta non solo portare a termine l'esecuzione di una Naked Cake ma anche di reinterpretarla in chiave  italiana.
Ho pensato che la Torta Pazientina, un tipico dolce della tradizione dolciaria padovana, potessere essere il dessert giusto con il quale mettermi alla prova. Si tratta di un dolce le cui origini si perdono tra storia e leggenda e che può essere datato subito dopo l'arrivo in Europa del mais, ingrediente con cui è preparato il pan di spagna ispirato alla "poentina de Citadela".

La Pazientina è un dolce preparato con uno strato di pasta bresciana - zucchero, burro, farina, mandorle in parti uguali - uno di zabaione, uno di pan di spagna, altro zabaione ed infine una decorazione realizzata con cioccolato fondente, una sorta di selva.
Ho immaginato che il dolce padovano un bel mattino decidesse di prendere il Burchiello  per raggiungere Venezia, tirandosi a lucido in un'eleganza preziosa, ma discreta, come il Senato della Serenissima raccomandava con una certa frequenza e rimanendo sempre inascoltato. Durante il viaggio la Pazientina decise di fermarsi a Dolo per una piccola sosta e per acquistare il mandorlato del Torronificio Scaldaferro, quello che Piero prepara in edizione limitata, con miele di arancio e pepe di Sichuan, profumato con quelle spezie che fecero grande Venezia. L'armonia dei profumi si chiude con il Moscato Passito Fior d'Arancio di Ca' Lustra, vino da meditazione e che ben si accompagna ai Zaeti, biscotti tipici preparati con farina di mais e che prendono il nome dal colore del mais (zaeti=giallini). La granella del mandorlato servirà a dare una parte croccante alla crema e il vino della bagna sarà anche il vino di accompagnamento del dolce.

Progetto disegnato tante volte e sottoposto alla pazienza biblica delle due meravigliose tutor, impasti modificati almeno una decina di volte e tante prove notturne. Il risultato è quello che vedete in foto. E' piaciuto a me ed alle persone che pazientemente hanno assaggiato i test anche se, personalmente, ridurrei di un centimetro l'altezza del  cremoso impreziosito con lo zabaione. Come sarebbe piaciuto al Senato veneziano.
Buon Sweety a tutti!


Pazientina Veneziana

Ingredienti e preparazione del pan di spagna al mais
8 uova bio      
220 g zucchero semolato 
100 g farina 00 W170    
50 g fecola di patate 
50 g farina di mais fioretto    
10 g di cremor tartaro   
1/2 bacca di vaniglia   

Montare con la frusta a foglia in planetaria ad una velocità sostenuta le uova, la vaniglia e lo zucchero fino a quando il composto diventerà gonfio e chiaro. Unire quindi la fecola e le altre farine setacciate un paio di volte con il cremo tartaro e vaniglia. 
Dividere l’impasto in due anelli da 18 cm imburrati ed infarinati, appoggiati sopra un foglio di silpat, e cuocere in forno statico già caldo a 180°C per 30 minuti almeno, avendo l’accortezza di incastrare una pallina di carta forno grande come una nocciola sullo sportello così da far uscire il vapore che si formerà.    
Sfornare, far raffreddare sopra una gratella.

Ingredienti e preparazione della pasta bresciana
100 g di farina
100 g di zucchero
100 g di burro
80 g di mandorle
20 g di armelline

Frullare finemente le mandorle e le armelline
Montare in planetaria fino ad ottenere una crema spumosa il burro con lo zucchero, unire la farina a pioggia e successivamente la farina di mandorle. Ci vorranno almeno 10’. Formare un panetto e parlo riposare in frigo una notte.
Dividere il panetto in due parti, stenderli sul foglio di silpat coprendo con un foglio di carta forno fino ad uno spessore di 5 mm. Cuocere con un anello da 18 cm nel forno già caldo a 190° per 15’. Abbattere e mettere da parte.

Ingredienti e preparazione dello zabaione
4 tuorli
80 g di zucchero
80 g di Moscato 

In una bastardella unire i tuorli d’uovo e lo zucchero, montare bene con la frusta finchè il composto diventerà bianco e spumoso ed unire il vino sempre, sbattendo con la frusta per un altro paio di minuti.
Immergere la bastardella a bagnomaria in un’altra pentola più grande, riempita per 1/3 di acqua bollente.
L’acqua non deve mai bollire, mescolare con la frusta per 8-10 minuti, fino a quando la crema comincerà a gonfiarsi, addensarsi e diventare vellutata. Coprire con pellicola ed abbattere.

Ingredienti e preparazione per il cremoso (ricetta di Leonardo di Carlo)
100 g  di latte intero
88 g panna fresca 
10 g glucosio
6 g gelatina in fogli
210 g cioccolato bianco
250 g mascarpone fresco

Ammollare la gelatina in acqua fredda.
Spezzettare al coltello il cioccolato bianco.
Portare i primi tre ingredienti ad ebollizione, unire la gelatina strizzata, versare sul cioccolato bianco ed emulsionare bene con il frullatore ad immersione. 
Aggiungere il mascarpone leggermente scaldato al microonde (solo per qualche secondo), mixare ancora per un minuto.
Unire 150  di zabaione, trasferire in un contenitore e lasciare in frigorifero per tutta la notte.

Ingredienti per la bagna alcolica
50 ml di Moscato fior d’arancia
50 ml di sciroppo ottenuto con 50 g di zucchero e 50 ml di acqua
Mescolare e tenere a temperatura ambiente

Ingredienti e preparazione per la selva
200 g di cioccolato fondente al 54%

Sciogliere il cioccolato fondente al microonde a 350W, a più riprese, per un totale di circa 2’. Mescolare e stendere con una spatola sopra un foglio di silpat. Abbattere e “truciolare”. L’alternativa è usare uno strumento professionale, raffinatrice, composto da rulli di marmo con i quali sfogliare una massa ottenuta lavorando cioccolato fondente (66%) e glucosio.

Ingredienti per la parte croccante
100 g di mandorlato Scaldaferro al miele d'arancio e pepe di Sichuan tritato al coltello.


Montare il dolce
Ottenere dal pan di spagna 3 pezzi dell'altezza 3 cm, spanando la superficie ed i bordi.
Sopra un disco di plastica appoggiare la pasta bresciana, spennellare una piccola dose di zabaione, appoggiare un disco di pan di spagna, spennellare la bagna, distribuire con il sac a poche la crema dando un'altezza di 2 cm, distribuire 1/3 della granella di mandorlato e continuare fino alla fine degli ingredienti.
Appoggiare il secondo disco di pasta bresciana e conservare in frigo fino al momento del servizio o abbattere in positivo per 30'.


Decorare con la crema fredda inserita in un sac a poche dotato di punta piccola liscia i bordi del disco e terminare con le sfoglie di cioccolato fondente, tagliare una fetta e servire spolverando il piatto con un po' di zucchero a velo.


Bibliografia
AAVV, Padova, 50 ricette tipiche - Ed. Terra Ferma, Vicenza 2012
AAVV, Veneto in tavola - Ed. Terraferma, Vicenza 2007
Patricia Guy, I Colli Euganei, Ed. Terraferma, Treviso 2015
Amedeo Sandri, La polenta nella cucina veneta, Franco Muzzio Editore, Padova 1980
Giuseppe Maffioli, La cucina padova, Orme Tarka, Roma 1981
AAVV, Cucina e tradizione nel Veneto, Fondazione Cassamarca 1996

Ho fatto un quarantotto! E anche una brioche con cioccolato allo zenzero


Il mio numero è il 24. Mi è sempre piaciuto tantissimo anche quando, nella mia vita precedente, corrispondeva al numero delle righe dei fogli protocollo ed all'impostazione necessaria a stampare correttamente i fissati bollati.

L'ho sempre ritenuto un numero simpatico e quando nacque Enrica mi sentii particolarmente fortunata. Pensai "quando lei avrà 24 anni io ne avrò 48": un'elevazione all'infinita potenza di gioia, che sarebbe stata assaporata nel terzo millennio.
Ecco, quel raddoppio è arrivato e quindi, come al solito, sono andata a consultare la Smorfia la quale, al numero 48, associa "morto che parla".


Del resto 47 corrisponde a "O' Muorto" per cui si tratta sicuramente di un'evoluzione anche se è nella Matematica (con la quale ci siamo sempre rispettate negli anni ma non siamo mai entrate veramente in confidenza) che ho trovato grande conforto in quanto, il numero 48, è incredibilmente dotato di qualità: è un numero abbondante, composto, altamente confortevole, idoneo (cit. Wikipedia e Treccani)
E' anche un numero di Harshad, che in sanscrito vuol dire "grande gioia".
E' il numero atomico del Cadmio, indubbiamente altamente tossico, ma anche gentile in quanto si tratta di un elemento chimico "bianco-argenteo con riflessi azzurrognoli", come una delicata tazza di porcellana. E trova la sua massima espressione nella costruzione delle pile ricaricabili, quelle che mia mamma minacciava sempre di togliermi quando ero piccola.

Ma è nella storia che il numero 48 trova la sua massima valorizzazione, almeno nella mia memoria, perché sia durante le elementari che alle medie le interrogazioni che affrontai, proprio sui moti rivoluzionari del 1848, mi valsero un dieci con lode e un più che ottimo. Come se il fermento che attraversò i cuori e le menti dei futuri italiani  divenisse in me uguale palpitante emozione.

Da oggi sono nuovamente alle prese con un 48: chissà che voto prenderò.


Per preparare questa brioche non eccessivamente dolce ho utilizzato un cioccolato che amo molto, un prodotto del commercio equosolidale, che viene preparato con cacao bio al 70% e zenzero, entrambi provenienti dal Kerala, India, da una zona chiamata "Terra degli Dei". E' buono e siccome oramai è conclamato che il cioccolato sarà il principio attivo più usato nel prossimo futuro ho ben pensato di affrontare l'età che avanza facendo della buona prevenzione :)



Brioche con cioccolato fondente allo zenzero

Ingredienti
250 g di farina di Petra1 o metà Petra1 e metà Petra9, 6 g di lievito secco, 80 g di zucchero aromatizzato alla vaniglia, 80 g di burro chiarificato, 50 g di cioccolato bio fondente allo zenzero della Fairtrade, 50 g di latte, 2 uova bio, 4 g di sale, 1 uovo bio sbattuto oppure un tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte.

Procedimento
In una ciotola versare la farina con lo zucchero e il sale, in un'altra ciotola sbattere le uova e versare il latte tiepido all'interno del quale è stato fatto sciogliere il lievito e mescolare.
Versare gli ingredienti secchi in quelli umidi, mescolare bene e lasciar riposare 10’ a temperatura ambiente.
Riprendere l’impasto ed iniziare con delle pieghe per dargli forza ovvero tirando un pezzo di impasto di lato e premerlo al centro, girando la ciotola e ripetendo l’operazione per 8 volte. Coprire e lasciar riposare per altri 10’.
Riprendere l’impasto, versarlo nella planetaria con la frusta a gancio ed unire un po’ alla volta i pezzettini di burro morbido (è possibile compiere quest'operazione anche a mano). Coprire, abbattere e mettere i’impasto in frigo a riposare un’ora in modo da stabilizzarlo e far indurire il burro.
Riprendere l’impasto, stenderlo a rettangolo regolare, cospargere tutta la superficie con il cioccolato tritato al coltello, arrotolarlo strettamente e poi ancora su sè stesso a mo' di chiocciola, adagiarlo nello stampo da brioche precedentemente imburrato e tenuto in frigo e lasciarlo riposare a temperatura ambiente fino al raddoppio (almeno un'ora).
Accendere il forno a 200°, spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e cucinare la brioche per circa 20’ o fino a quando questa sarà dorata. La prova stecchino (quelli lunghi da spiedino) aiuterà.
Capovolgere la brioche e dare un colpetto sul fondo, se suona vuota è cotta. Lasciarla raffreddare sopra una griglia e servire.

Un mondo senza pezzi di merda è come una torta di fragole senza fragole

Mi sono sempre considerata una donna pragmatica, di quelle che affrontano le situazioni di petto (si, vabbè, è un modo di dire), che trovano nel metodo, dell'organizzazione, nell'ordine e nella scienza la soluzione di ogni problema. Amo la filosofia e mi sarebbe tanto piaciuto aver vissuto durante l'Illuminismo: il passato che valorizza il presente ed entrambi con lo sguardo verso il futuro. E la fiducia sul progresso del genere umano.
Poi, improvvisamente, ci si imbatte in un pezzo di merda. Non la deiezione di un quadrupede che porta a spasso un bipede idiota ma proprio in un essere umano soffocato dai fetori della propria anima.

So che il pezzo di merda della quale sto parlando non leggerà mai queste righe ma chissà perché il prurito che provano le mie mani viene lenito solo picchiettando furiosamente sulla tastiera di questo povero computer. 
Cara Bionda Pezzo di Merda, ho la sensazione che ci ritroveremo ed allora la mia educazione nutrita da migliaia di buoni libri e buone azioni verrà improvvisamente meno e il mio unico desiderio sarà quello di prenderti a sberle in faccia o a calci nel culo. Non credo cambi molto, vero?

Si perchè, vedi, far confondere un distinto ed anziano signore che aveva appena accompagnato la propria moglie all'ennesima visita oncologica di questi mesi, per poi portargli via la collanina d'oro, regalo di fidanzamento, che non aveva mai tolto negli ultimi 54 anni e farlo sprofondare nella tristezza più sconsolata mi ha fatto sentire impotente, cara Bionda Pezzo di Merda, e contemporaneamente mi ha fatto salire una rabbia che non puoi capire. Perché è la rabbia dei giusti, di quelli che hanno insegnato a chiedere sempre perpiacere e rispondere sempre grazie, a tenere le carte in tasca per non sporcare la strada che è di tutti, a compiere il proprio dovere, a rispettare le leggi e tutti gli esseri viventi.
Ma, come disse Charles Bukowki, "Che schifo, eh fratello, che la nostra merda sembri meglio di quello che sembriamo noi."

Sei stata riconosciuta dalla foto segnaletica presentata dai Carabinieri che hanno sospirato mentre affermavano che sei una vecchia conoscenza, con la fedina penale che è lunga come dieci piani di nefandezza.
Beh, cara bionda pezzo di merda, quel Signore era mio Papà e da ieri hai una nemica in più.


Dicono che la dolcezza salverà il mondo. Forse è in po' troppo, ma dovrebbe migliorare l'umore.


Cake alle fragole e cioccolato


Ingredienti (per 6 persone)
360 gr di farina 00, 125 gr di zucchero profumato alla vaniglia, 125 g di burro chiarificato, 2 uova bio, 100 gr scarsi di latte scarsi, 1 bustina di lievito per dolci, 50 gr di cioccolato fondente (o gocce di cioccolato), 100 gr di fragole mondate.

Procedimento
Accendere il forno a 180° ed imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake di circa 18-20 cm e conservatelo in frigo. Tagliare le fragole in quarti e mettere da parte.

Nella planetaria (o in una ciotola) montare lo zucchero con il burro morbido, unire le uova una alla volta fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Unire la farina setacciata con il lievito, unire il latte, mescolando bene. Unire il cioccolato tritato con un coltello (o le gocce di cioccolato se si preferisce).

Versare il composto all'interno dello stampo, livellare la superficie e disporre le fragole sulla medesima, schiacciando un po' così che qualcuna possa entrare all'interno dell'impasto.

Cucinare nel forno statico già caldo per circa 45' (prova stecchino). Sfornare, sformare e far raffreddare sopra una gratella. Servire decorando con un po' di zucchero a velo, una coulisse di fragole (un po' di fragole frullate con poco zucchero e passata la salsa al colino) o una salsa al cioccolato (semplicemente un po' di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria).