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Risotto di fragole mantecato al pecorino contro il logorio della digestione moderna


Se è vero che siamo quello che mangiamo siamo anche quello che digeriamo, non se ne viene fuori.
La nouvelle vague degli ultimi anni è quella di un cibo presentato in modo etereo, quasi sollevato dal piatto, cotto con tecniche e con strumenti estremamente sofisticati, decorato con petali e germogli di ingrediente in divenire.
Un cibo per gli dei, mi vien da pensare, piatti offerti ai media alla stregua dei sacrifici rituali che i pellegrini che salivano a Delfi portavano ai sacerdoti affinchè le interrogazioni poste ad Apollo ricevessero la giusta risposta dall'oracolo medesimo.


Succede invece che le persone, nella loro più laica quotidianità, siano anch'essi degli indomiti gourmand, sono quotidianamente alle prese con tutta una serie di incombenze sicuramente rituali ma meno eleganti, come la spesa, in primis, per il possesso degli ingredienti e, infine, la digestione. momento topico e finale del rapporto quotidiano con il cibo.
Ho scoperto abbastanza recentemente la figura di Martine Fallon, esperta di dietetica naturale, autrice di interessanti manuali purtroppo non ancora tradotti in italiano, che afferma da sempre che "nutrirsi bene è un atto di generosità verso se stessi. Spesso non si tiene conto che la digestione richiede molta più energia di qualsiasi altra nostra attività." Affermazione che ci rimanda alla saggezza materna, quella che ci impediva di tuffarci in mare nel pomeriggio, subito dopo pranzo, e di aspettare, preferibilmente assorti in silenziose letture, che l'orologio scoccasse finalmente le fatidiche "quattro del pomeriggio".

Martine suggerisce una serie di piccoli riti, come il disintossicante e diuretico bicchiere di acqua tiepida con mezzo limone al risveglio, per riattivare le energie del nostro corpo, consiglia attività fisiche che consentano anche un po' di riflessione (leggi meditazione) durante la giornata, di preferire cibi integrali e per niente raffinati, pesce azzurro, frutta e verdure (almeno 800 g al giorno), magari sotto forma di estratti e centrifughe (ecco uno strumento che davvero non dovrebbe mancare nelle nostre più prosaiche cucine) e di ricaricarci durante il giorno con tante tazze di dimagrante tè verde, lasciando alle spezie un posticino di riguardo. Il tutto condito con un filo di olio extravergine d'oliva, spremuto a freddo e conservato in bottiglie di vetro verde. In sintesi, la dieta mediterranea, dove per dieta si intende anche uno stile di vita, rispettoso di quei ritmi, soprattutto estivi, oramai perduti per sempre.

La ricetta di oggi è quindi un riassunto di tutte queste informazioni (della nutrizionista e della tradizione) dove le ultime fragole (ma perché no anche quelle da noi raccolte e surgelate durante il periodo del loro massimo splendore) frutti ricchi di fibre, di vitamine e di antiossidanti naturali vengono insaporite da un pecorino di media stagionatura che, nella fase terminale della preparazione, consente di ottenere una delicata mantecatura senza eccedere in grassi.




RISOTTO ALLE FRAGOLE MATECATO AL PECORINO

Dosi: per 4 persone
Preparazione: 15’
Cottura: 20’
Difficoltà: minima

Vino consigliato: Prosecco Valdobbiadene Docg Val D’Oca 

Ingredienti
500 g di fragole
250 g di riso Arborio Bio
30 g di Grana Padano dop
50 g di pecorino sardo semistagionato
1 bicchiere di vino bianco, quello usato per accompagnare il piatto
2 scalogni
1/3 di baccello di Vaniglia di Bourbon
1 litro di brodo vegetale
olio exravergine d’oliva bio 
sale iodato
pepe nero di Sarawak

Preparazione
Scaldare il brodo vegetale (preparato anche solo con le foglie di scarto di porro o cipollotto).
Lavare, mondare ed asciugare le fragole e lasciarne da parte 4 per la decorazione dei piatti. 
Tagliarne metà in dadolata, l’altra metà a spicchi, tagliare a fettine sottili con una mandolina il pecorino.
Mondare ed affettare finemente gli scalogni, farli appassire in una casseruola con un cucchiaio di olio evo, unire il riso, tostarlo per 2’, sfumare con il vino bianco, unire le fragole tagliate in dadolata, il pezzettino di vaniglia incisa sulla lunghezza e continuare la cottura unendo di volta in volta il brodo vegetale caldo.
Dopo circa 14’ minuti (controllare sempre il tempo di cottura riportato dal produttore), togliere il baccello, unire il formaggio grana grattugiato e parte del pecorino, mescolare, mantecando, con un po’ di energia, unire le fragole tagliate a spicchi e far riposare coperto per 1’.
Servire immediatamente decorando con le fragole messe da parte, le fettine sottili di pecorino rimaste e una macinata di pepe nero.


Altre mie ricette le potete trovare nel sito Le Buone Ricette di Pam Panorama

Settimana detox: una misticanza di primavera che diventa anche una centrifuga ricca di vitamina C


Come promesso ieri ecco una seconda ricetta che oltre a disintossicare il nostro organismo lo coccola un po', con un mix di ingredienti dolci che attenueranno il ricordo delle gozzoviglie delle settimane passate.

Come si diceva nel post di ieri alla voce insalate spesso vengono inserite specialità come i radicchi, gli spinaci, le erbette anche se, nel senso stretto della parola le vere e proprie insalate sono tre: lattuga, cicoria e indivia.
Un cenno a parte meritano tutte quelle erbette aromatiche, spesso di crescita spontanea, come la rucola o la varianella

Quali sono le loro proprietà? La rucola è un'erbacea annuale della famiglia delle Cruciferae particolarmente apprezzata dagli antichi romani per le sue presunte qualità afrodisiache. Cresceva spontaneamente, infatti, attorno alle statue dedicate al dio Priapo. Evidentemente a loro erano note le proprietà transitive di tale vicinanza mentre a noi sono note altre come quelle digestive e diuretiche. Inoltre è ricchissima di potassio e di vitamina C. 

La varianella, conosciuta anche come songino o gallinella, è molto ricca di sali minerali e clorofilla ed anch'essa, come la rucola, possiede il dono di disintossicare l'organismo e di contrastare la ritenzione idrica, grazie al potassio in esso contenuta.

E le cipolle? Beh, sono ricchissime di tali e tante proprietà che apostrofare qualcuno dicendogli che mangia "pane e cipolle" significa augurargli un pranzo da re. La cipolla infatti era conosciuta dagli antichi gladiatori che si massaggiavano il corpo con questo ortaggio tagliato a metà dopo ogni combattimento, utilizzata appunto come antibiotico e antibatterico. Il succo, unito al miele, è un prezioso espettorante e decongestionante. Ha un potere fluidificante tale da facilitare la circolazione del sangue ed è ricchissima di vitamina C.

Un'insalata brava, bella e buona: provate a mettere il contenuto del piatto in una centrifuga e ne otterrete un succo profumato e corroborante contro i mali di stagione.


50 sfumature di vitamina C

Ingredienti (per quattro persone)
1 manciata di songino
1 manciata di insalatina da campo
1 manciata di radicchi da campo
1 mancita di rucola
1/2 cestino di fragole
1 arancia bio
1 cipolla rossa
qualche mirtillo e qualche seme di zucca
olio di lino
sale in fiocchi
pepe macinato al momento

Procedimento
Lavare e tagliare a "ventaglio" le fragole, lavare ed asciugare i mirtilli, tagliare a vivo l'arancia conservando il succo da utilizzare per la preparazione della vinaigrette, mondare e tagliare a rondelle la cipolla rossa.
In una ciotola unire 1 cucchiaio di olio di lino, il succo dell'arancia, sale e pepe.
Lavare ed asciugare le insalate ed unirle in una ciotola con la cipolla, condire con la vinaigrette.
Dividere l'insalata in 4 piatti o fondine e completarle con le fragole, gli spicchi di arancia, i mirtilli ed i semi di zucca.

Un mondo senza pezzi di merda è come una torta di fragole senza fragole

Mi sono sempre considerata una donna pragmatica, di quelle che affrontano le situazioni di petto (si, vabbè, è un modo di dire), che trovano nel metodo, dell'organizzazione, nell'ordine e nella scienza la soluzione di ogni problema. Amo la filosofia e mi sarebbe tanto piaciuto aver vissuto durante l'Illuminismo: il passato che valorizza il presente ed entrambi con lo sguardo verso il futuro. E la fiducia sul progresso del genere umano.
Poi, improvvisamente, ci si imbatte in un pezzo di merda. Non la deiezione di un quadrupede che porta a spasso un bipede idiota ma proprio in un essere umano soffocato dai fetori della propria anima.

So che il pezzo di merda della quale sto parlando non leggerà mai queste righe ma chissà perché il prurito che provano le mie mani viene lenito solo picchiettando furiosamente sulla tastiera di questo povero computer. 
Cara Bionda Pezzo di Merda, ho la sensazione che ci ritroveremo ed allora la mia educazione nutrita da migliaia di buoni libri e buone azioni verrà improvvisamente meno e il mio unico desiderio sarà quello di prenderti a sberle in faccia o a calci nel culo. Non credo cambi molto, vero?

Si perchè, vedi, far confondere un distinto ed anziano signore che aveva appena accompagnato la propria moglie all'ennesima visita oncologica di questi mesi, per poi portargli via la collanina d'oro, regalo di fidanzamento, che non aveva mai tolto negli ultimi 54 anni e farlo sprofondare nella tristezza più sconsolata mi ha fatto sentire impotente, cara Bionda Pezzo di Merda, e contemporaneamente mi ha fatto salire una rabbia che non puoi capire. Perché è la rabbia dei giusti, di quelli che hanno insegnato a chiedere sempre perpiacere e rispondere sempre grazie, a tenere le carte in tasca per non sporcare la strada che è di tutti, a compiere il proprio dovere, a rispettare le leggi e tutti gli esseri viventi.
Ma, come disse Charles Bukowki, "Che schifo, eh fratello, che la nostra merda sembri meglio di quello che sembriamo noi."

Sei stata riconosciuta dalla foto segnaletica presentata dai Carabinieri che hanno sospirato mentre affermavano che sei una vecchia conoscenza, con la fedina penale che è lunga come dieci piani di nefandezza.
Beh, cara bionda pezzo di merda, quel Signore era mio Papà e da ieri hai una nemica in più.


Dicono che la dolcezza salverà il mondo. Forse è in po' troppo, ma dovrebbe migliorare l'umore.


Cake alle fragole e cioccolato


Ingredienti (per 6 persone)
360 gr di farina 00, 125 gr di zucchero profumato alla vaniglia, 125 g di burro chiarificato, 2 uova bio, 100 gr scarsi di latte scarsi, 1 bustina di lievito per dolci, 50 gr di cioccolato fondente (o gocce di cioccolato), 100 gr di fragole mondate.

Procedimento
Accendere il forno a 180° ed imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake di circa 18-20 cm e conservatelo in frigo. Tagliare le fragole in quarti e mettere da parte.

Nella planetaria (o in una ciotola) montare lo zucchero con il burro morbido, unire le uova una alla volta fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Unire la farina setacciata con il lievito, unire il latte, mescolando bene. Unire il cioccolato tritato con un coltello (o le gocce di cioccolato se si preferisce).

Versare il composto all'interno dello stampo, livellare la superficie e disporre le fragole sulla medesima, schiacciando un po' così che qualcuna possa entrare all'interno dell'impasto.

Cucinare nel forno statico già caldo per circa 45' (prova stecchino). Sfornare, sformare e far raffreddare sopra una gratella. Servire decorando con un po' di zucchero a velo, una coulisse di fragole (un po' di fragole frullate con poco zucchero e passata la salsa al colino) o una salsa al cioccolato (semplicemente un po' di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria).

Snello #Blindbox01 Gusto Primavera e il cooking show Rovagnati a TuttoFood


Prendi un’evento come TuttoFood a Milano.
Metti un’azienda Italiana che ha deciso di proporre una linea di prodotti “snelli” di nome e di fatto.
Metti quattro blogger che vivono il food a 360°.
Metti una Blindbox ed ecco a disposizione tutti gli ingredienti per un’entusiasmante sfida ricca di profumi, colori e risate!


Così Rovagnati ha deciso di far interpretare da chi il cibo lo vive "virtualmente" nel proprio blog e nei social la tangibile realtà della sua nuova linea, "Snello Gusto e Benessere Rovagnati", organizzando appunto il showcooking SnelloBlindBopresso lo stand allestito a TuttoFood coinvolgendo, per il primo di quattro appuntamenti, le foodblogger Francesca, Doriana, Maria e me.

Ognuna di noi all'interno di una blindbox, una scatola "segreta", ha trovato uno dei prodotti della linea Mondo Snello ed alcuni ingredienti freschi (frutta e verdura) che rappresentavano la prima delle quattro stagioni che verranno rappresentate nelle prossime sfide, ovvero la primavera. Dalle scatole sono usciti spinacine, piselli, fragole, nespole, insomma un profumato e colorato caleidoscopio di ingredienti che, unitamente ad altri presenti a disposizione, avrebbero dato vita al piatto.


Attorno a noi una giuria attenta e severa, blogger ed esperti di social che raccontavano in diretta ai loro follower (attraverso Twitter o Facebook) quanto stava accadendo: 10' a disposizione per pensare al piatto (e in così poco tempo mi sono venute in mente tante di quelle preparazioni!) ed i successivi 35' necessari per la preparazione, cottura ed impiattamento (1 piatto per la foto e altri 7 per la giuria) sono letteralmente volati tra concassè, macinini di pepe e spadellamenti vari!

E' stato una mattinata davvero divertente che mi ha consentito di conoscere dal vivo, e di lavorarci fianco a fianco, delle donne appassionate di cibo come me. 
La grande concentrazione, e anche emozione, si è sciolta improvvisamente con la premiazione, tutto testimoniato da una divertentissima galleria fotografica!

Vi lascio con la mia interpretazione: all'interno della blindbox ho trovato il Pollo alle erbe, un cespo di radicchio di Chioggia, due zucchine e delle fragole: ho pensato quindi di proporre un piatto che amo molto, l'insalata di Gallina Padovana cotta in Canevera, inserendo un ingrediente in più, il succo e gli spicchi di un'arancia, come un immaginario passaggio di testimone fra gli ingredienti di confine tra l'inverno e la primavera, il tutto profumato da un po' di cannella, del pepe nero lungo macinato al momento, uvetta rinvenuta nel succo d'arancia e qualche pinolo tostato.








Insalata di pollo alle erbe fini con radicchio di Chioggia, uvetta e pinoli


Ingredienti (per 2 persone)
Una confezione di snello tacchino o pollo, 1 zucchina, 1 cespo di radicchio di Chioggia Dop, 2 arance, 4 fragole, 1 scalogno, 1 cucchiaio di pinoli, 1 cucchiaio di uvetta sultanina, 1 cucchiaio di olio evo, sale, pepe nero in grani e macinato al momento, 2 bacche di ginepro, ½ stecca di cannella, aceto di mele.

Procedimento
Mondare e lavare il cespo di radicchio e tagliare le foglie a julienne.
Ottenere da un’arancia il succo e tagliare la seconda a vivo, ottenendo degli spicchi puliti senza la parte bianca.

Lavare la zucchina, tagliarle a concassè o piccolissima dadolata e rosolarla con un filo d’olio e lo scalogno tagliato a spicchi sottili, ½ stecca di cannella, 2 bacche di ginepro, 3 grani di pepe nero e un paio di cucchiai di succo di arancia. Cucinare per pochi minuti: la zucchina si deve cucinare ma deve rimanere compatta. Mettere da parte.

In una pentola antiaderente tostare i pinoli (non serve olio: i semi sono già ricchi di olio!) e mettere in ammollo l’uvetta con un cucchiaio di succo d’arancia. Mettere a parte.
Disporre una sopra l’altra le singole fette di pollo alle erbe fini, arrotolarle e tagliarle a striscioline sottili e saltarle nella padella dove abbiamo tostato i pinoli per 2’ con una spruzzatina di succo d’arancia.

Preparare subito il piatto mettendo un po’ di radicchio condito con una vinaigrette preparata con un po’ di olio evo, aceto di mele (o succo d’arancia), sale e pepe nero macinato al momento, unire le striscioline di pollo, la dadolata di zucchina, l’uvetta, i pinoli e terminare con qualche spicchio di arancia e fragola e una macinata di pepe nero.


Ho vinto la prima sfida, chi l'avrebbe mai detto? :)

Il Festival dell'Ozio e un'insalata un po' ratatouille con fragole, arance e cipolla rossa

Credo sia giunto il momento che l'ozio si scrolli di dosso la cattiva nomea che nel corso dei secoli gli è stata appiccicata.
Come prima cosa per apprezzare l'ozio bisogna aver un sacco di cose da fare, altrimenti non lo si godrebbe appieno. L'ozio poi è una panacea per le trombe di falloppio, finalmente coccolate dal silenzio o appena solleticate dal cinguettio degli uccellini, dallo zampettare dei leprotti, dalla danza frusciante delle foglie.
E poi l'ozio allontana "l'imbecille volonteroso", pericoloso personaggio che mi fu spiegato anni fa da un generale dell'esercito italiano: sosteneva, a ragione, che fa meno danni un intelligente pigro che un imbecille sempre in movimento. 

Il FAI, il fondo per l'ambiente italiano, organizza una due giorni (sabato 16 e domencia 17 giugno) davvero interessante a mezz'ora di strada dal casello di Padova Est e dall'Ikea Store ad esso adiacente: il Festival dell'Ozio, appunto, Un piccolo antidoto al ritmo infernale della nostra civiltà per recuperare i ritmi naturali dell'esistenza e i piaceri considerati non produttivi, tra la cura del sé, del proprio intelletto, del proprio spirito e lo sviluppo del proprio lato creativo con una due giorni ricchi d'iniziative rivolte a tutte le fasce d'età". Nello specifico poi mi sono piaciuti tantissimo i consigli dell'ozio dati per la giornata di sabato: Leggi e contempla nelle logge, Schiaccia un pisolino all’aria aperta, Sdraiati al sole davanti al laghetto e quelli per la giornata di domenica: Fai volare gli aquiloni, Fischia con i fili d’erba, Cammina tra le vigne, Libera i tuoi libri.


E' un po' quello che abbiamo cercato di fare qualche giorno fa, durante un Open Day a Casa di Paola e Marco, diventata oramai una sede fissa per i miei corsi di cucina e le serate di degustazione.
Durante questa giornata, dalla quale poi ha preso inizio un corso di yoga, un minicorso di cucina disintossicante e una serata di cucina vegetariana, gli amici presenti hanno partecipato ad una lezione di yoga, hanno cucinato insieme a me e poi hanno degustato il tutto e nel pomeriggio si sono ulteriormente rilassati con una lezione di Shiatzu. Una ratatouille di emozioni.

E' stato davvero tutto molto lento e oziosamente costruttivo: respirare con la pancia, prendersi il proprio tempo, non confondere movimento con risultato è un lusso che ci si può permettere. Del resto, come diceva Kafka, "L'ozio è il principio di tutti i vizi e il coronamento di tutte le virtù."

Vi lascio una ricetta oziosamente fresca e gustosa, da preparare con la giusta calma e da gustare con il giusto silenzio.


 Ratatouille di misticanza con fragole, arance e cipolla rossa

Ingredienti (per 4 persone)
120 gr di misticanza, 150 g di fragole, 125 gr di mirtilli, 2 arance, 2 cipolle rosse, 1 cucchiaio di aceto di mele, 1 cucchiaio di zucchero di canna, 1 cucchiaino di senape di Digione, olio evo, pepe nero, sale in fiocchi.

Procedimento
Sbucciare le arance e pelarle in modo da eliminare la parte interna bianca (albedo) e ricavarne gli spicchi a vivo.
Lavare l’insalata e velocemente le fragole e tagliare queste ultime a spicchi.
Mondare le cipolle e tagliarle sottilmente.
Preparare una vinaigrette sbattendo con un frustino o una forcheta un cucchiaino di aceto di mele, un cucchiaino di zucchero di canna, 1 cucchiaino di senape, 4 cucchiai di olio evo versato a filo, 4 cucchiai di succo di arancia. Regolare di sale e pepe nero macinato al momento.
In una ciotola unire la misticanza e la cipolla, versare il condimento, mescolare bene e completare con gli spicchi di arancia, le fragole ed i mirtilli.
Impiattare individualmente e servire, se lo si desidera, con fiori eduli (ovvero quelli commestibili).


Ma chi la fece la prima gita fuori porta? I discepoli di Emmaus!


Secondo la tradizione la giornata di Pasquetta, che apre la stagione delle gite fuoriporta e dei pic-nic, si dovrebbe trascorre in compagnia di parenti o amici, facendo una scampagnata con attività all’aperto e relativa colazione sull'erba.


Per una interpretazione religiosa legata allo spirito pasquale (in quanto il Lunedì dell'Angelo fu istituita come giornata festiva nel secondo dopoguerra, giusto per allungare la Pasqua!), la giornata fuori porta nascerebbe anche per rievocare il viaggio dei due discepoli di Cristo diretti a Emmaus, a circa undici chilometri da Gerusalemme, durante il quale il Messia risorto apparve loro. 
Insomma ogni motivo è valido per fare festa, nella meno laica speranza di incontrare il Messia. 



La torta Solo Show di Vinicio (Capossela)


Quando si arriva in cucina al mattino, dove aver indossato la giacca, piegato canovacci e grembiuli lavati la sera prima a casa, controllato lo stato di pulizia dell'attrezzatura, verificato cosa è rimasto nelle celle tra ingredienti cotti e quelli crudi, si consultano una serie di fogli A4 appesi in cucina, titolati Backstage, ovvero i desiderata degli artisti.

In linea di massima le pretese non sono eccessive o strane, al massimo menù speciali per vegetariani, vegani o celiaci.

Ma ieri mattina ho letto una parolina che probabilmente qualche giorno fa, vuoi per la stanchezza di fine giornata, mi era sfuggita: "dessert". Un dolce? E cosa prepariamo per Capossela e la sua band? Con questo caldo poi...
Il tema di quest'anno dello Sherwood Festival è il riciclo, credo di averlo già detto, e spero di riuscire a fotografare per voi gli splendidi lampadari che gli stand "Cocktail" e "Friggitoria" sono riusciti a preparare rispettivamente con bottiglie di plastica trasparente unite da fil di ferro piuttosto che da parti "esauste" di una batteria (strumento musicale).
In cucina di pane avanzato ce n'è sempre ed in frigo avevo anche molti cestini di fragole (direttamente dalla Frutteria), un bel po' di foglie di menta fresca, stecche di vaniglia, panna fresca, uova....beh, c'è tutto l'occorrente per la torta "SOLO SHOW".





Ingredienti
1 kg di pane raffermo, 1 lt di latte 1/2 lt di panna fresca, 150 gr di zucchero zefiro, 150 gr di zucchero di canna, 3 uova, 3 cestini di fragole, 20 foglie di menta, una stecca di cannella, una bustina di lievito, 5/6 cucchiai di farina 00.
Procedimento
Scaldare il latte e versarlo sul pane raffermo raccolto in una ciotola (l'ideale è lasciarlo una notte, in questo caso non avevo più di mezz'ora di tempo).
Nel frullatore unire le foglie di menta con lo zucchero e tritare finemente il tutto.
Scaldare la panna con lo zucchero e la menta, filtrare con un colino e mettere da parte.
Nella planetaria (oppure con la forza delle vostre mani) impastare pane e latte fino ad ottenere un composto omogeneo, unire la panna profumata alla menta, le uova (una alla volta), lo zucchero restante, la farina ed il lievito setacciati insieme, i semini della stecca di vaniglia e le fragole mondate e tagliate a tocchetti.
Mescolare in modo da ottenere un impasto omogeneo e versatelo in una tortiera del diametro di circa 26 cm (ho lavorato un impasto doppio ed ho usato come tortiera due padelle in metallo della medesima grandezza).
In forno ventilato (quello in dotazione del ristorante è un forno a gas a convenzione) con una temperatura di circa 155-160° (ipotizzati, visto che il termostato non funziona! Su quello di casa credo che 180° possano andare bene) per circa un'oretta.
Sfornare, lasciar raffreddare, impiattare e servire con un po' di panna montata al momento e qualche fragolina di decorazione.
Un uccellino mi ha detto che è piaciuta molto...;-)

La torta di Vinicio (Capossela)

Quando si arriva in cucina al mattino, dove aver indossato la giacca, piegato canovacci e grembiuli lavati la sera prima a casa, controllato lo stato di pulizia dell'attrezzatura, verificato cosa è rimasto nelle celle tra ingredienti cotti e quelli crudi, si consultano una serie di fogli A4 appesi in cucina, titolati Backstage, ovvero cosa mangiano gli artisti.

In linea di massima le pretese non sono eccessive o strane, al massimo menù speciali per vegetariani, vegani o celiaci.

Ma ieri mattina ho letto una parolina che probabilmente qualche giorno fa, vuoi per la stanchezza di fine giornata, mi era sfuggita: "dessert". Un dolce? E cosa prepariamo per Capossela e la sua band? Con questo caldo poi...
Il tema di quest'anno dello Sherwood Festival è il riciclo, credo di averlo già detto, e spero di riuscire a fotografare per voi gli splendidi lampadari che sia gli stand "Cocktail" e "Friggitoria" sono riusciti a preparare rispettivamente con bottiglie di plastica trasparente unite da fil di ferro piuttosto che da parti "esauste" di una batteria (strumento musicale).
In cucina di pane avanzato ce n'è sempre ed in frigo avevo anche molti cestini di fragole (direttamente dalla Frutteria), un bel po' di foglie di menta fresca, stecche di vaniglia, panna fresca, uova....beh, c'è tutto l'occorrente per la torta "Solo Show".


Ingredienti

1 kg di pane raffermo, 1 lt di latte 1 lt scarso di panna fresca, 200 gr di zucchero zefiro, 150 gr di zucchero di canna, 4 uova, 4 cestini di fragole, 40 foglie di menta, una stecca di cannella, una bustina di lievito, 5/6 cucchiai di farina 00.

Procedimento

Scaldare il latte e versarlo sul pane raffermo raccolto in una ciotola (l'ideale è lasciarlo una notte, in questo caso non avevo più di mezz'ora di tempo).

Nel frullatore unire le foglie di menta con 100 gr di zucchero zefiro e tritare finemente il tutto.

Scaldare la panna con lo zucchero e la menta, filtrare con un colino e mettere da parte.

Nella planetaria (oppure con la forza delle vostre mani) impastare pane e latte fino ad ottenere un composto omogeneo, unire la panna profumata alla menta, le uova (una alla volta), lo zucchero restante, la farina ed il lievito setacciati insieme, i semini della stecca di vaniglia e le fragole mondate e tagliate a tocchetti.

Mescolare in modo da ottenere un impasto omogeneo e versatelo in una tortiera del diametro di circa 26 cm (ho lavorato un impasto doppio ed ho usato come tortiera due padelle in metallo della medesima grandezza).

In forno ventilato (quello in dotazione del ristorante è un forno a gas a convenzione) con una temperatura di circa 155-160° (ipotizzati, visto che il termostato non funziona! Su quello di casa credo che 180° possano andare bene) per circa un'oretta.

Sfornare, lasciar raffreddare, impiattare e servire con un po' di panna montata al momento, qualche fragolina di decorazione e qualche foglia di menta "gelata" con l'albume e lo zucchero zefiro.

Un uccellino mi ha detto che è piaciuta molto...;-)



Gelato con solo fragole....o quasi


"Mamma! Sono in dieta! Basta dolci e tutto il resto"
"Va bene" (in piena sessione di esami, la vedo davvero difficile)
"Mamma, secondo te, come sono i gelati dietetici?"
"Ti faccio un esempio: che differenza c'è tra un reggiseno con dentro il seno ed un reggiseno con dentro del cotone?"
"Potevi anche mentire, no?"
"No, ho un'idea migliore. Vado a preparare un gelato con le fragole che sono in frigo, un po' di yogurt naturale e basta".
"E quanto ci vuole?!"
"Direi meno di 40 minuti"
"....saranno lunghissimi....."



Gelato con solo fragole....o quasi

Ingredienti
400 gr di fragole pulite e tagliate a pezzetti, 150 gr di yogurt naturale, 100 gr di panna fresca, 50 gr di glucosio, un po' di semini di vaniglia, un po' di zucchero a velo.

Procedimento
Nel bicchiere del frullatore mettere le fragole, lo yogurt, il glucosio, metà della panna ed i semini di vaniglia. Correggere di glucosio se lo ritenete opportuno ma dovrebbe essere un gelato dietetico, no? ;-)
Mettere il contenuto del frullatore nella gelatiera (la mia ha 30 anni e funziona ancora divinamente): basteranno 40'.
Nel frattempo montare la panna rimanente con lo zucchero a velo e servirla con il gelato e magari qualche fragola intera.

"Posso considerarlo come pranzo leggero?"
"Direi di si: lo zucchero è un ingrediente fondamentale per il cervello ed anche i grassi buoni sono fondamentali per il metabolismo"
"Peccato che il lato B sia un appassionato sia di grassi che di zuccheri!"

Altro che Festa della Repubblica! Il calendario dovrebbe contemplare 12 Festa della Mamma, dovrebbe...