Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Mangiare erba non significa brucare: "qb on air" e le erbe aromatiche (dalla Menta al Tarassaco)


Visto quanto è accaduto durante l'ultima settimana ci vorrebbe una tisana a base di un'intero Orto Botanico per riuscire a digerire gli incredibili accadimenti. L'alternativa è fumarselo, l'intero Orto Botanico: "ad impossibile nemo tenetur".

Invece, assieme a Gil l'amico musicista gastrocurioso, cerchiamo di trovare un po' di pace in un mondo profumato e misterioso, quello della botanica e nello specifico dell'uso delle "erbette" in cucina. La scorsa settimana il nostro alfabeto partiva dalla A ed oggi si chiuderà con la T.




La Malva, un'erba bellissima dal colore rosa-lilla, che predilige l'esposizione in pieno sole ed è molto vigorosa. I fiori andrebbero raccolti al mattino presto dopo la prima rugiada e le foglie, profumatissime, possono essere utilizzate per arricchire fresche insalate. Le sue qualità: emolliente, antinfiammatorie contro la tosse, lassative, oftlmiche. Ottimi gli impacchi per gli occhi arrossati e per contrastare l'acne.

La Melissa, è un'altra erbetta molto tosta che assomiglia alla Menta. E' un insieme di piccoli arbusti dalle foglie carnose: Le foglie di Melissa danno un gradevole profumo di limone alle insalate, ai dolci ed alle tisane. Un decotto preparato con un litro d'acqua e 100 gr di foglie, bevuto nell'arco della giornata, è un ottimo rimedio contro il logorio della vita moderna (stress, nevrosi, insonnia e depressioni varie). Le foglie strofinate sulla nuca alleviano la cefalea.


Con la Menta si apre la stagione del Mojito: una specie dalle molteplice varianti ed infestante. Le sue qualità: tonica, digestiva, analgesica e antidepressiva. Nel terrazzo di casa la Menta cresce benissimo a patto di usare del terreno acido. Ah, se avete voglia di  deliziarvi con il cocktail tanto amato da Hemingway ricordatevi che la menta da usare non è né la piperita né la marocchina ma quella artica.

L'Origano, un'erbacea perenne ed arbustiva nella maturità è spesso confuso con la Maggiorana. Essiccato mantiene in modo prorompente le proprie qualità aromatiche e medicamentose. L'origano, in cucina, va sempre aggiunto a fine cottura, pena il decadimento di aroma e profumo.


Dopo pizza e mojito che ne dite di un buon risotto all'Ortica? Cresce spontanea in luoghi incolti e la si può trovare fino a 2500 mt di altitudine. Si raccoglie dalla primavera all'autunno e va' lasciata essiccare in mazzi appesi a testa in giù in luoghi ombrosi ed aerati e si conserva in sacchi di juta o di carta. Per non scontrarsi con le sue qualità urticanti è importante avere l'accortezza di usare sempre i guanti, per raccoglierla e maneggiarla, e di prediligere le foglie più giovani. Una volta sbollentata è ottima in zuppe, timballi e risotti. E' un ottimo ricostituente!

Il Prezzemolo è una pianta biennale e ama un terreno fertile ed umido. Le foglie si raccolgono tutto l'anno soprattutto per non far germogliare la pianta che perderebbe le sue proprietà nutrizionali: è infatti ricca di vitamine A, B, C, sali minerali e ferro. Il prezzemolo strofinato sulla pelle dopo una puntura d'ape allevia il fastidio!

Il Rafano, o Cren o Barbaforte, è un'erbacea orientale dalle foglie oblunghe e dalle radici che raggiungono la maturazione dopo due anni. Una volta raccolte le radici vanno utilizzate immediatamente e crude per aromatizzare i piatti più disparati. Inoltre con le radici fresche sminuzzate si possono preparare degli efficaci impacchi contro nevralgie e dolori intercostali ed anticamente era il rimedio d'eccellenza contro gli attacchi di gotta. E' ottimo come caudiuvante della digestione e combatte la flautolenza. Ma non và mai assunto durante la gravidanza.


Ovidio era un grande estimatore della "rugiada del mare" il Ros Marinus i cui arbusti sono caratteristici della macchia mediterranea e dei nostri giardini. I fusti sono ascendenti o ricurvi e le foglie sono resinose. E' importante potarlo ogni anno dopo la fioritura evitando di eliminare le parti più vecchie mentre in cucina vanno sempre usate le parti apicali, per consentire un rinnovo continuo. Il suo estratto è ottimo come tonico per la pelle e antidolorifico per eccellenza contro il mal di denti. I rametti di rosmarino nel guardaroba allontanano le tarme e nel barbeque allontanano gli insetti!

La Santolina è una pianta rustica con arbusti sempre verdi: le foglie fresche possono essere utilizzate in insalate e per aromatizzare i nostri piatti come farebbe il rosmarino. I rami e le foglie secchi invece hanno un'ottima funzione insetticida in quanto tengono lontano le zanzare e le tarme.

La Salvia si declina in 900 specie diverse tra biennali, annuali e perenni. Ha bisogno di un  clima asciutto ed ottima, usata in cucina, per digerire le carni grasse. Le sue qualità officinali conosciute sono quelle di essere un naturale secretore di succhi gastrici e protettore del fegato. Le foglie essiccate e polverizzate sono un ottimo dentificio e sbiancante.

Il Tarassaco, o Dente di Leone o Cicoria Matta o Piscialetto, un'infestante grazioso le cui foglie all'inzio della primavera diventano ottime insalate. Una volta germogliato il fiore giallo diventa un soffione che disperde nell'aria i semi, autoriproducendosi. I boccioli dei fiori, quando ancora conservano qualche filamento viola, si possono conservare in salamoia ed utilizzare come capperi.

Di Timo, in natura ne esistono 350 specie diverse, e si può utilizzare, fresco o essicato, per aromatizzare qualsiasi piatto in cucina. Antisettico, antibatterico, espettorante e, insieme alla Salvia, è l'antesignano del dentifricio.

E la playlist della puntata di questa settimana? Eccola, per una puntata tutta da ascoltare e da gustare! 

Fred Buscaglione - Eri Piccola Così
Billy Eckstine - Felicidade
Joaquin Sabina - 19 dias y 500 noches
Sade - Paradise
Burton, Corea, Metheny, Haynes, Holl - Straight Up and Down

Un talk show gastronomico sempre in movimento: 

RADIO SHERWOOD lunedì alle 15.00, mercoledì alle 18.30, venerdì alle 14.30. Sul web, in streaming e in PODCAST!  

HIBRIDO WEB RADIO mercoledì alle 12.00 e, in replica, domenica alle 14.00 sul web e in streaming.

RADIO BASE: L'ALTRA RADIO PER L'ALTRA GENTE domenica alle 12.45 e, in replica, alle 22.37, in FM 97,300 e sul web. 

RADIO TANDEM martedì alle 10.55 in FM 98.400 a Bolzano/Alto Adige, su web e in streaming.

"qb on air" e lo svezzamento 2.0: per non dichiarare guerra al gusto fin dalla culla


Sono già trascorse 20 settimane, e quindi 20 puntate, in compagnia di Gil, l'amico musicista gastrocurioso, ed abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere sullo svezzamento e l'educazione al gusto, una parte fondamentale della crescita di ognuno di noi.

Non è facile abbandonare il seno e il biberon per affrontare il freddo cucchiaino e dei "mappazzoni" incolori ed insapori ma è proprio da questo momento che la mamma e la famiglia che circonda il piccolo ha una responsabilità grandissima ovvero quella di riuscire a trasformare un esserino urlante in un fine gastronomo, cultore del gusto buono, pulito e giusto. Come? Magari allontanandolo dalla televisone: lo sapete che MTV, la mitica tv degli adolescenti e dei giovani ogni 15' martella cervelli e papille gustative con pubblicità di soft drink e snacks preconfezionati?

Ecco allora come la "rete" può aiutare le giovani mamme ad affrontare un compito così arduo ma entusiasmante ovvero quello di scoprire giorno per giorno, assieme ai nostri piccoli tesori, un gusto nuovo, un colore nuovo, un profumo nuovo.

E la playlist della puntata di questa settimana? Eccola, per una puntata tutta da ascoltare e da gustare! 

JOAN  AS  POLICE  WOMAN - Eternal Flame
Toto - Africa
St. Vincent - Jesus Saves, I Spend
Miles Davis - Pinocchio
John Coltrane Sextet - Blue Train

Un talk show gastronomico sempre in movimento: 

RADIO SHERWOOD domenica alle 11.30. Sul web, in streaming e in PODCAST! 
HIBRIDO WEB RADIO mercoledì alle 12.00 e, in replica, domenica alle 14.00 sul web e in streaming.
RADIO TANDEM venerdì alle 13.05 in FM 98.400 a Bolzano/Alto Adige, su web e in streaming.
RADIO BASE: L'ALTRA RADIO PER L'ALTRA GENTE domenica alle 12.45 e, in replica, alle 22.37, in FM 97,300 e sul web.

La felicità è...cenare tutti insieme con la televisione spenta.


Il primo pasto di ogni bimbo – salvo, mi auguro, pochissimi casi – è quanto di più bello possa esistere al mondo.
Il neonato, avvolto dal calore, dall’odore e soprattutto dall’amore della mamma, si nutre del latte, un nettare che è sempre disponibile alla giusta temperatura, della giusta diluzione, dolce al punto giusto.

Il bimbo cresce e il suo organismo ha bisogno di nutrienti diversi, differenziati nella cottura, naturalmente intensi, immediati nel loro gusto (alcune verdure, per esempio, si possono mangiare  lesse, al forno, fritte, in vellutata e sotto forma di purè).

Si passa quindi dall’abbraccio materno, dove il bimbo viene nutrito anche dallo scambio di sguardi, ad una situazione completamente diversa: il corpo della mamma viene sostituito da un freddo seggiolone, il cucchiaino si manifesta in tutta la complicata gestione di utilizzo, bisogna anche coordinare il proprio equilibrio da seduti e, come se non bastasse, proprio a causa della postura l’eventuale pisolino pomeridiano si scontra con la scomodità della posizione e la inconfutabile durezza del seggiolone medesimo!
Poveri piccoli! E poi, come se non bastasse, si passa da un liquido dolce, tiepido, sempre disponibile e “somministrato” in un modo così divertente ad una materia indefinita, dai colori neutri, raccolti in un contenitore così lontano dalla propria bocca e che alla fine del pranzo è sparsa per tutta la cucina.
Non c’è da stupirsi allora dell’iniziale cocciutaggine con cui il neonato, che sta diventando un bimbo “grande”, si fa ostile al momento del pranzo durante lo svezzamento.

Con i miei figli, durante questo periodo così complicato ma coinvolgente, ho cercato di giocare un po’ d’astuzia: niente televisione ma musica, niente giochini in plastica ma alcuni strumenti usati per cucinare, come un cucchiaio di legno o un leggero coperchio in metallo e tante fiabe da raccontare guardandoli con gli occhi sorridenti.
E poi un altro piccolo segreto che, in effetti, mi ha dato tante soddisfazioni ovvero cucinare non solo per loro, ma per tutta la famiglia, pranzando tutti insieme. In questo modo i bimbi si sentono subito parte integrante, anche nella condivisione del medesimo piatto. Certo, alle volte non è semplicissimo ma la vita con un bimbo è sempre meravigliosa e ci rende particolarmente attenti nel studiare, e applicare, le giuste soluzioni.


Un’oggettiva soluzione alla domanda “ma come faccio a non preparare sempre “doppio” sia a pranzo che a cena” è venuto proprio dal sito Alimentazione Bambini il sito che Coop ha elaborato per le esigenze specifiche dei bimbi e delle loro mamme: sfogliando tra le ricette per dare un consiglio ad un’amica alle prese con il suo “piccolo gourmet” ho trovato una fantastica ricetta che, appena modificata in versione “grande gourmet” consente a Giulia, mamma di Alessandro, di rendere un po’ più semplice la quotidianità.

La ricetta che ho trovato nel sito, ovvero l’invitante  Pastina con crema di zucchine e robiola , diventa una profumata Vellutata di zucchine alla menta con yogurt, così da soddisfare le esigenze di tutta la famiglia. E mi raccomando, a pranzo ed a cena la televisione è sempre una sgradita ospite!

Vellutata di zucchine alla menta con yogurt

 Ingredienti per 4 persone
500 gr di zucchine, 300 gr di patate farinose, 2 scalogni, acqua o brodo vegetale o brodo animale, pepe nero, olio evo, qualche fogliolina di menta fresca, 5 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato, yogurt magro non zuccherato.

Procedimento:
Lavare le zucchine, sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti, mondare gli scalogni ed affettarli finemente.
Appassire gli scalogni con un po’ di olio evo in una casseruola, unire la verdura cubettata, coprire di acqua o brodo (quello che si desidera) portare a bollore, coprire e cucinare dolcemente per circa 30’, facendo attenzione che la minestra non si asciughi troppo.
Togliere dal fuoco, unire le foglie di menta, frullare con un mixer ad immersione, unire il parmigiano reggiano grattugiato e, eventualmente, regolare di sale.

Servire la vellutata in ciotole o piatti fondi decorando un paio di foglioline di menta, qualche goccia di yogurt e una macinata di pepe nero.
p.s.: se lo si desidera unendo un po' di pastina lessata a parte e versandone un mestolo sul fondo del piatto unendo, successivamente la vellutata e gli altri ingredienti: il piatto sarà ancora più completo.

In ogni paese c'è una orrenda casa moderna. L'ha progettata un geometra, figlio del sindaco. E una torta di ricotta "mojito"

Ho sempre amato un certo ordine, una certa semplicità e minimalismo. Che l'edilizia ed un certo design anni '70, figli di un dio minore, hanno cercato di minare dalle fondamenta. 

Cresciuta in una casa con l'arredamento arzigololato negli intarsi e nelle radica di noce, quadri enormi fine '800, carta da parati disegnata da un consumatore abituale di LSD e tende che fortunatamente la nouvelle vogue del "finto povero" anni '80 ha sostituito con dei sobri lini bianchi, appena ho iniziato una nuova vita sotto un tetto diverso mi ero illusa che "la mia casa sarebbe stata finalmente come avrei sempre voluto io!".
Niente di più sbagliato. 

Anche la scelta di non fare il corredo e di non fare la lista nozze (del resto gli inviati al matrimonio erano 10) alla fine si è schiantata contro il gusto di chi crede di conoscerti. E di sapere cosa regalarti per la casa. Sono così improvvisamente sbucati dal nulla centrini finemente decorati, parure da bagno rosa pallido, lenzuola in flanella a piccoli fiori, canovacci di 12 pantoni diversi che notoriamente riescono a colorare intere lavatrici di biancheria. E ovviamente 4 diversi servizi da 6 (ma perchè non uno da 24?!) con disegni e tonalità impossibili da abbinare, anche per un daltonico molto miope. O ipermetrope.

Del resto una persona che ama il bianco, i colori naturali e il grigio, i vecchi lini, che considera il madras o il tartan come il massimo dello stravagante e che i fiori li mette solo dentro i vasi, trasparenti, sicuramente nel corso degli anni ha dato adito ad ambiguità, facendo scatenare la fantasia, quasi un pronto soccorso, di chi ti regala il servizio di piatti per il pesce con i piatti a forma di pesce (ma le cozze si possono mettere?), le ciotole per la macedonia in arcopal, le posate con il manico colorato. 
Le bomboniere sono un argomento a parte che avrebbe bisogno di 8 post per essere sviscerato adeguatamente.


Negli anni così si finisce per accumulare un repertorio schizofrenico di caccavelle che, nonostante gli sgarbi, non si rompono mai. Fino a quando un certo istinto di sopravvivenza suggerisce, durante un nuovo trasloco, di stoccare il campionario degli obbrobri in scatole sulle quali non si appone nessuna indicazione tipo "camera Edo", "cucina", "corredo Lucky". Scatole innominate che, fortunatamente, non verranno mai abbandonate: spariranno infatti dal camion della ditta di trasporti per rallegrare tavole e bagni di sicuri estimatori.

Tranne ritrovarsi una domenica mattina, qualche anno dopo dall'ultimo trasloco, a visitare il mercatino delle pulci rionale alla ricerca di un piatto a fiori o di una posata un pò fanè o anche, perchè no, di un centrino ricamato al tombolo per fare le foto per un post :)


Ingredienti
Per la pasta frolla: 250 gr di farina Petra 5 (o farina 00), 125 gr di burro chiarificato a temperatura ambiente, 1 uovo bio, 1 cucchiaio di zucchero, 40 ml di acqua fredda, 1 pizzico di sale.
Per la farcia: 500 gr di ricotta, 3 uova e 1 tuorlo, 150 gr di zucchero di canna, 10 foglie di menta fresca, 1 lime, 2 cucchiai di rum.

Procedimento
Lavorare gli ingredienti per la pasta frolla come di consueto, formare una palla, avvolgerla con della pellicola alimentare e riporla in frigo per almeno 30'.
Frullare lo zucchero con le foglie di menta e la ricotta con le zeste e il succo del lime. Mescolare la ricotta con lo zucchero fino ad ottenere un composto morbido ed unire, una alla volta, le uova intere e il tuorlo. Terminare con il rum
Imburrare ed infarinare due stampi da crostata (uno rettangolare ed uno quadrato non molto grandi, sotto i 20 cm e con il fondo removibile), ricoprirli con la pasta frolla, punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta e adattare la pasta fino al bordo degli stampi medesimi. Mettere a riposare in frigo per almeno 20' prima di ricoprire con la farcia e cucinare nel forno statico già caldo a 180° per circa 40' o fino alla doratura della superficie.
Sfornare, togliere dallo stampo, lasciar raffreddare e servire con un po' di zucchero a velo o panna fresca montata poco zuccherata.

#purogodimento reloaded e quenelle di trota con menta e avocado


Taste of Milano è partito e con esso la multicolore giostra di sapori e saperi. Leggendo le newsletter di Cibvs, le incursioni di Scatti di Gusto, i commenti nel web mi rendo conto che si respira un’aria che considero una vera e propria boccata di ossigeno.
Ho sempre ritenuto la cucina, e la passione ad essa correlata, come quella “musa” che ispira “cose buone”.

"Cucinare un'emozione", la ricetta di Decimo Pilotto



Lentamente arrivano le ricette del contest "CUCINARE UN'EMOZIONE" 
Lentamente perché, mia culpa, non mi sono applicata abbastanza a promuoverlo e anche perché - visto che partiva dai 150 anni della nostra Repubblica -  avendone visti tantissimi in rete, non ho osato unirmi e "sollecitare" la preparazione di nuove ricette alla blogsfera. Ero seriamente decisa a lasciar perdere.

Tajine di pollo profumato con carciofi e olive


In ogni famiglia c'è una Zia Maria. 
La "mia Zia Maria" è una signora di 95 anni, sorella del padre di mia mamma. L'ha amata più di una figlia, cercando di lenire il dolore della precoce assenza di Palmira, la nonna che non ho mai conosciuto.

Del resto in campagna si usava così. 
Fulcro della società un gineceo più o meno litigioso ma solidale: accoglieva le giovani mogli dei figli maschi, cresceva le figlie femmine nel timore di Dio e nell'utilità del punto croce, cercava incessantemente di "sistemare" le cugine ancora nubili a 25 anni - e quindi disgraziatamente "zitelle" -, aveva sempre un sorriso per il parente "un po' scentrato", si occupava della variopinta nidiata di cuccioli di famiglia, chiassosa e vivace, nell'incessante viavai che caratterizzava l'aia.

Quella volta che baciai Bono degli U2. A Montecarlo.

"Dobbiamo andare a Montecarlo per il fine settimana. Parliamo di sponsorizzazioni, ci tocca guardare il GP e visto che siamo lì incastriamo anche qualche riunione di lavoro, giusto per non perdere troppo tempo."

Per il mio capo i momenti dedicati al divertimento, se così si può dire, non potevano durare più di una buona cena accompagnata da ottimi vini, per cui 48 ore di presunto ozio risultavano essere sopportabili quanto un'orchite in agosto.

"Montecarlo?! Ma non ho niente da mettermi!"

"Perfetto, così ci starà tutto nel bagaglio a mano. A Tessera venerdì sera: il volo è per le 22.00"

Ok, un paio di telefonate alle Gine più glamour per qualche consiglio e relativo prestito: il mio guardaroba poteva contare su tailleur più o meno seriosi, un paio di sandali di Caovilla utilizzati con religioso rispetto e qualche abito di ispirazione giapponese, ma il GP del Principato..

Venezia-Nizza, poi Montecarlo in elicottero e poi monoposto, prove, yacht, guardie del corpo, donne strepitose, hostess sorridenti, camerieri efficentissimi, giornalisti che ti guardano domandandosi se ti hanno già vista da qualche parte, vip più o meno internazionali braccati dagli esclusi al circo che urlano, chiamano, chiedono foto. E poi menù a tre stelle, vini blasonati, pass diversi per i diversi momenti della giornata - che fossero vissuti all'interno di uffici con vista sui grattacieli di Montecarlo oppure più informali, seppur lavorativi, nel paddok - e meccanici con le mani pulitissime concentrati in prove del cambio gomme con il cronometro in mano.

"Qualifiche, griglia di partenza: per oggi abbiamo dato", osserva il mio capo già visibilmente infastidito da tutta quella gente che si agita senza visibilmente produrre qualcosa. La cena sarà poi allietata dalla presenza di Schumacher e di Barrichello, che supero in altezza grazie a dei sandali assassini tacco 10. Ai piloti è richiesto di essere tascabili.

Domenica mattina, subito dopo un incontro di lavoro, eccitata come una bimba a Natale mentre mi incanto davanti alle officine (con il capo a traino) incontro lui. Anzi, mi scontro con una marea di persone che precedeva, circondava, seguiva Lui.


Lui è Bono degli U2 (come dire Brunetta dei Ricchi e Poveri).

"Hi!" mi dice, sorridendo da dietro degli occhiali color malva

"Hi!........(e che gli dico? Non so neanche se è ferrarista!) Nice to meet you! Ehm....per cortesia, mi faresti l'autografo per mia figlia Enrica?"

"Sure! Veronika?"

"Noo! Enrica! Thanks!"

.....mi guarda e sorride sornione...."Kiss me."

"Col piffero!" esclamo io. Mi sorride e mi segna con l'indice la sua guancia sinistra. Ok, sulla guancia può andare.

Mi avvicino e due nanosecondi dopo un'invasione di flash e "Bono! Bono!" da parte della muraglia di fotografi comparsi dal nulla. Gli sorrido, mi sorride, lo ringrazio mentre mi consegna un buffissimo disegno dedicato ad Enrica e ci salutiamo cordialmente.

Insomma, un flirt velocissimo....non per il mio capo che, appena rientrato nel paddok dove ci aspettavano per il pranzo, comunicò perfido e sorridente "La Pellegrino arriva dopo, sta slinguazzando con Bono" e per qualche giorno i colleghi mi sfotterono serenamente "Ho letto di te su Novella 2000. Vi siete fidanzati?" Pirla, ero lì per l'azienda mica per correre dietro a Briatore. Che tra l'altro girava da una parte all'altra della pit lane inseguito da giovanissime e urlanti fans (alcune delle quali accompagnate dalla madre, ugualmente urlante).

Il disegno autografato ce l'ho ancora all'interno di un bellissimo album con copertina in pelle Rosso Ferrari autografato da Jean Todt (come assomiglia ad Alvaro Vitali!) ed ho conservato la quantità incredibile di pass che sono stati necessari in 48h, oltre a dei griffatissimi tappi per le orecchie. Che potrebbero servire in questi giorni (visto i bimbi urlanti che quest'anno mi circondano, gentilmente offerti da genitori maleducati).

Racconto leggero, come d'uso in estate, e ricetta leggera : Insalata fredda di cereali e verdure alla menta e cordiandolo.

Ingredienti

250 gr di mix di cereali (oppure di farro, orzo, kamut, ecc), 2 melanzane, 2 peperoni, 2 zucchine, 1 cipolla di Acquaviva (o di Tropea) , 1 spicchio d'aglio, qualche foglia di menta fresca, un po' di semi di coriandolo, la scorza grattugiata di un lime, sale e pepe macinato al momento, olio evo.

Procedimento

Lessare i cereali secondo le indicazioni del produttore, scolarli, aggiungere un cucchiaio di olio evo e mettere da parte.

Tagliare in dadolata le verdure e sottilmente la cipolla. Saltare quest'ultima con lo spicchio d'aglio e l'olio evo per qualche minuto fino a farla appassire, aggiungere le verdure, regolare di sale e continuare la cottura per almeno 15'. Aggiungere le foglie di menta tritate (tranne qualcuna per decorare ogni singolo piatto) ed i semi di coriandolo passati al mortaio o al macinaspezie. Saltare per altri 1'-2' e mettere da parte per qualche minuto. Unire i cereali lessati, la scorza del lime grattugiata con la microplane e versare in piatti bianchi piani così da far risaltare la bellezza cromatica del piatto. E la fogliolina di menta sarà come la ciliegina sulla torta!

Povero Bono, avete sentito che anche lui, come me, ha avuto seri problemi di schiena? Immaginatevi un altro incontro, dopo 6 anni dal primo: insieme, dal fisioterapista. ;-). Che romantico!

La torta Solo Show di Vinicio (Capossela)


Quando si arriva in cucina al mattino, dove aver indossato la giacca, piegato canovacci e grembiuli lavati la sera prima a casa, controllato lo stato di pulizia dell'attrezzatura, verificato cosa è rimasto nelle celle tra ingredienti cotti e quelli crudi, si consultano una serie di fogli A4 appesi in cucina, titolati Backstage, ovvero i desiderata degli artisti.

In linea di massima le pretese non sono eccessive o strane, al massimo menù speciali per vegetariani, vegani o celiaci.

Ma ieri mattina ho letto una parolina che probabilmente qualche giorno fa, vuoi per la stanchezza di fine giornata, mi era sfuggita: "dessert". Un dolce? E cosa prepariamo per Capossela e la sua band? Con questo caldo poi...
Il tema di quest'anno dello Sherwood Festival è il riciclo, credo di averlo già detto, e spero di riuscire a fotografare per voi gli splendidi lampadari che gli stand "Cocktail" e "Friggitoria" sono riusciti a preparare rispettivamente con bottiglie di plastica trasparente unite da fil di ferro piuttosto che da parti "esauste" di una batteria (strumento musicale).
In cucina di pane avanzato ce n'è sempre ed in frigo avevo anche molti cestini di fragole (direttamente dalla Frutteria), un bel po' di foglie di menta fresca, stecche di vaniglia, panna fresca, uova....beh, c'è tutto l'occorrente per la torta "SOLO SHOW".





Ingredienti
1 kg di pane raffermo, 1 lt di latte 1/2 lt di panna fresca, 150 gr di zucchero zefiro, 150 gr di zucchero di canna, 3 uova, 3 cestini di fragole, 20 foglie di menta, una stecca di cannella, una bustina di lievito, 5/6 cucchiai di farina 00.
Procedimento
Scaldare il latte e versarlo sul pane raffermo raccolto in una ciotola (l'ideale è lasciarlo una notte, in questo caso non avevo più di mezz'ora di tempo).
Nel frullatore unire le foglie di menta con lo zucchero e tritare finemente il tutto.
Scaldare la panna con lo zucchero e la menta, filtrare con un colino e mettere da parte.
Nella planetaria (oppure con la forza delle vostre mani) impastare pane e latte fino ad ottenere un composto omogeneo, unire la panna profumata alla menta, le uova (una alla volta), lo zucchero restante, la farina ed il lievito setacciati insieme, i semini della stecca di vaniglia e le fragole mondate e tagliate a tocchetti.
Mescolare in modo da ottenere un impasto omogeneo e versatelo in una tortiera del diametro di circa 26 cm (ho lavorato un impasto doppio ed ho usato come tortiera due padelle in metallo della medesima grandezza).
In forno ventilato (quello in dotazione del ristorante è un forno a gas a convenzione) con una temperatura di circa 155-160° (ipotizzati, visto che il termostato non funziona! Su quello di casa credo che 180° possano andare bene) per circa un'oretta.
Sfornare, lasciar raffreddare, impiattare e servire con un po' di panna montata al momento e qualche fragolina di decorazione.
Un uccellino mi ha detto che è piaciuta molto...;-)

La torta di Vinicio (Capossela)

Quando si arriva in cucina al mattino, dove aver indossato la giacca, piegato canovacci e grembiuli lavati la sera prima a casa, controllato lo stato di pulizia dell'attrezzatura, verificato cosa è rimasto nelle celle tra ingredienti cotti e quelli crudi, si consultano una serie di fogli A4 appesi in cucina, titolati Backstage, ovvero cosa mangiano gli artisti.

In linea di massima le pretese non sono eccessive o strane, al massimo menù speciali per vegetariani, vegani o celiaci.

Ma ieri mattina ho letto una parolina che probabilmente qualche giorno fa, vuoi per la stanchezza di fine giornata, mi era sfuggita: "dessert". Un dolce? E cosa prepariamo per Capossela e la sua band? Con questo caldo poi...
Il tema di quest'anno dello Sherwood Festival è il riciclo, credo di averlo già detto, e spero di riuscire a fotografare per voi gli splendidi lampadari che sia gli stand "Cocktail" e "Friggitoria" sono riusciti a preparare rispettivamente con bottiglie di plastica trasparente unite da fil di ferro piuttosto che da parti "esauste" di una batteria (strumento musicale).
In cucina di pane avanzato ce n'è sempre ed in frigo avevo anche molti cestini di fragole (direttamente dalla Frutteria), un bel po' di foglie di menta fresca, stecche di vaniglia, panna fresca, uova....beh, c'è tutto l'occorrente per la torta "Solo Show".


Ingredienti

1 kg di pane raffermo, 1 lt di latte 1 lt scarso di panna fresca, 200 gr di zucchero zefiro, 150 gr di zucchero di canna, 4 uova, 4 cestini di fragole, 40 foglie di menta, una stecca di cannella, una bustina di lievito, 5/6 cucchiai di farina 00.

Procedimento

Scaldare il latte e versarlo sul pane raffermo raccolto in una ciotola (l'ideale è lasciarlo una notte, in questo caso non avevo più di mezz'ora di tempo).

Nel frullatore unire le foglie di menta con 100 gr di zucchero zefiro e tritare finemente il tutto.

Scaldare la panna con lo zucchero e la menta, filtrare con un colino e mettere da parte.

Nella planetaria (oppure con la forza delle vostre mani) impastare pane e latte fino ad ottenere un composto omogeneo, unire la panna profumata alla menta, le uova (una alla volta), lo zucchero restante, la farina ed il lievito setacciati insieme, i semini della stecca di vaniglia e le fragole mondate e tagliate a tocchetti.

Mescolare in modo da ottenere un impasto omogeneo e versatelo in una tortiera del diametro di circa 26 cm (ho lavorato un impasto doppio ed ho usato come tortiera due padelle in metallo della medesima grandezza).

In forno ventilato (quello in dotazione del ristorante è un forno a gas a convenzione) con una temperatura di circa 155-160° (ipotizzati, visto che il termostato non funziona! Su quello di casa credo che 180° possano andare bene) per circa un'oretta.

Sfornare, lasciar raffreddare, impiattare e servire con un po' di panna montata al momento, qualche fragolina di decorazione e qualche foglia di menta "gelata" con l'albume e lo zucchero zefiro.

Un uccellino mi ha detto che è piaciuta molto...;-)