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“Che cosa ne è del buco una volta finito il formaggio?". La prima puntata di Formaggi in Villa e il Tiramisù con la Casatella

Bella la domanda che si fece Bertold Brecht, mi ha sempre molto divertita.
Se la sarebbe fatta sicuramente anche a Formaggi in Villa, l'evento enogastronomico giunto alla terza edizione, nato dalla passione di Alberto Marcomini, vero talent scout per le forme del latte, primo a proporre, quasi trent'anni fa, abbinamenti di formaggi con Sautern e composte agrodolci.

Formaggi in Villa (a Villa Braida, a Mogliano, nel trevigiano) ha un fratello autunnale, Salumi in Villa, dove vengono ugualmente presentate le eccellenze del territorio che hanno come protagonista la carne insaccata e le sue incredibili declinazioni regionali.


Durante i tre giorni nei quali si svolgono questi due diversi eventi è possibile assistere a degustazioni guidate, ad abbinamenti formaggi (e salumi) con vini preziosi e birre artigianali. Molti sono poi gli espositori, alcuni davvero di nicchia, che percorrono centinaia di chilometri per presentare i loro prodotti di nicchia, frutto di tanto lavoro, fatica e soprattutto un'infinita passione.

Quest'anno è accaduto qualcosa di nuovo ovvero sono stati organizzati per il pubblico dei cooking show dove giovani e talentuosi chef, abbinati ad uno o due formaggi e ad un vino oppure ad una birra, hanno presentato il frutto della loro ricerca e della loro personalissima interpretazione. La chiusura della tre giorni è stata affidata a Moreno Cedroni che ha presentato ben tre cooking show ed un abbinamento-aperitivo formaggio-pesce. E di questo ve ne parlerò nei prossimi post.


Oggi invece volevo presentarvi una delle tre ricette del mio cooking show perchè, appunto, tra i giovani, talentuosi e stellati chef sono stata invitata anch'io. E non ho dormito per dieci giorni!
I formaggi che mi sono stati affidati sono stati due: la Casatella Trevigiana Dop ed il Conciato Romano abbinati ad una birra artigianale veneta, la San Gabriel. Poi mi è stato affidato anche un produttore di pasta, un grano di Altamura davvero speciale, del quale ho scoperto delle fettuccine strepitose. Il suo nome è Santa Candida.

Qual'è stata la mia ispirazione? Come prima cosa la contaminazione tra il Nord ed il Sud del nostro paese e successivamente il desiderio di trasformare in un piatto dai sentori dolci un ingrediente indubbiamente sapido.


Direi di cominciare dalla fine, ovvero dal dolce vero e proprio, che vede nella Casatella il suo ingrediente principe.

La Casatella è un prodotto trevigiano ed un dolce per eccellenza espresso da questo territorio è proprio il Tiramisù. Trevigiana è anche la "Fregolotta", un dolce secco e semplice che amo molto e quindi ecco il mio Tiramisù "destrutturato": il tradizionale savoiardo è stato sostituito con una fregolotta preparata secondo la ricetta della scuola alberghiera di Castelfranco Veneto e profumata dalla polvere di caffè, la tradizionale crema mascarpone è stata sostituita dalla casatella passata al setaccio ed emulsionato con della panna fresca, all'interno della quale erano stati lasciati in infusione per un'interna notte dei semi di cardamomo e il tradizionale cacao in polvere è stato sostituito con delle scaglie di cioccolato all'85% di Altromercato, il commercio equo e solidale, reso un po' più dolce dallo zucchero Mascobado, uno zucchero di canna molto scuro che assomiglia alla melassa. Perchè ad essere buoni c'è più gusto.


Bicchierino croccante di Casatella al cardamomo con fregolotta al caffè, la mia personale visione del Tiramisù


Ingredienti
350 gr di casatella, 150 gr di panna fresca, 100 gr di zucchero a velo, 6 semi di cardamomo,  un po' di “fregolotta”, cioccolato fondente Altromercato all'85%.

Ingredienti Fregolotta
200 gr farina Petra5 o 00, 100 gr di burro chiarificato, 100 gr di zucchero, 100 gr di mandorle, 20 gr di caffè in polvere, 1 tuorlo sodo, ½ stecca di vaniglia, un pizzico di sale, zucchero semolato per la decorazione.

Lasciare in infusione tutta la notte i semi di cardamomo nella panna.
In una ciotola unire la casatella passata al setaccio, stemperare con una frusta e con la panna passata al colino e dolcificata con lo zucchero a velo, fino ad ottenere un composto liscio e con una certa consistenza. Conservare a temperatura ambiente in un sac a poche e mettere da parte a temperatura ambiente.

Preparare una fregolotta unendo in una terrina la farina setacciata, lo zucchero, le mandorle grattugiate finemente, i semi di vaniglia, il caffè e il sale. Mescolare attentamente ed unire successivamente il tuorlo d’uovo sodo passato al setaccio e il burro a temperatura ambiente. Lavorare il composto che si presenterà “a fregole” (briciole). Imburrare una tortiera del diametro di 28 cm, versare il composto premendo un po’ e cucinare nel forno statico già caldo a 160° per circa 50’ o fino alla doratura della superficie. Lasciar raffreddare nella tortiera.

Sbriciolare con le mani la fregolotta fredda, ottenere con il coltello dei trucioli dal cioccolato fondente.

In un bicchiere da Martini versare un po’ di fregolotta, unire la crema, decorare con il cioccolato e servire con una birra doppio malto, l'Ambra Rossa di San Gabriel.



Sono stati momenti di fortissime emozioni, che ancora sto metabolizzando...

Semifreddo alle fragole con riduzione all'aceto balsamico e cioccolato fondente



Gli antichi Romani, che sapevano godersi la vita come pochi altri popoli al mondo, consideravano la fragola, appartenente alla famiglia delle rosacee, un frutto prezioso dedicato alle tavole dei patrizi, come gli asparagi; Plinio il Vecchio, infatti, consigliava a chi patrizio non era di soddisfare le proprio voglie gastronomiche con quelli....selvatici!
Addirittura si pensava che potesse allungare la vita e quindi la pianta veniva usata anche a fini ornamentali ornamentali, così di essere di buon auspicio.

I botanici francesi, per soddisfare quel golosone di Re Sole, affinarono le tecniche di coltivazione intensiva, come fecero con l'asparago, considerato addirittura afrodisiaco dalle signore della corte.



Successivamente arrivarono gli americani con le loro specie mastodontiche e meno delicate ma questo, nel tempo, ha comportato un frutto grande come un mandarino che con 10 pezzi fa un cestino da 250 gr. Ed il gusto? Beh.....ma è più divertente guidare, magari tra le stradine di una città medioevale, una Cinquecento plein-air oppure un mega macchinone, squadratone e compattone?
Idem per le fragole: nella giusta stagione e nella giusta dimensione il gusto è tutta un'altra cosa. Come quelle usate per questo semifreddo veloce veloce e servito in miniporzioni perchè piccolo è bello!



SEMIFREDDO DI FRAGOLE CON RIDUZIONE DI ACETO BALSAMICO E CIOCCOLATO SPEZIATO


Ingredienti per il semifreddo
500 g di fragole
250 g di zucchero zefiro aromatizzato alla vaniglia
2 albumi
5 dl di panna fresca
un po' di granella di pistacchio
3 cucchiai di Verduzzo

Ingredienti per la riduzione di aceto balsamico
Un bicchiere di aceto balsamico (almeno 6 travasi), un po' di cioccolato fondente (io ho usato un extrafine all'85%), un peperoncino fresco, una stecca di cannella, qualche seme di coriandolo.

Procedimento
Lavare le fragole e tagliarle a fettine (se lo desiderate potete tenerne qualcuna per la decorazione) e metterle in una pentolina con 100 gr di zucchero zefiro aromatizzato alla vaniglia ed il vino, portare a bollore, cucinare un paio di minuti, passare al mixer e mettere da parte.
Mettere il rimanente zucchero in un pentolino con un paio di cucchiai d'acqua così da ottenere uno sciroppo.
Montare gli albumi a neve ferma aggiungendo a filo lo zucchero cotto, unire la panna montata a parte e per finire la purea di fragole, mescolando con una spatola delicatamente, dall'alto verso il basso.
Foderare con pellicola degli stampini da plum-cake oppure un singolo stampo, versare il composto, coprirlo con pellicola e metterlo nell'abbattitore oppure in freezer per almeno 8 ore.

Mettere l'aceto balsamico in una pentolina con il cioccolato fondente (a gusto ma non meno di 50 gr) unendo erbe ed aromi avvolti in una garza sterile. Al bollore abbassare la temperatura e lasciar andare per una decina di minuti. Togliere dal fuoco, levare il sacchettino con gli aromi e lasciar raffreddare.

Servire il semifreddo decorando con qualche fragolina, la granella e la riduzione di aceto e cioccolato.