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Nasce la farina personalizzata: ad Identità Golose 2014 i Bricks di Petraviva con il Molino Quaglia e Petra per l’alimentazione del futuro

Anche quest'anno il Molino Quaglia sarà presente a Identità Golose, il congresso internazionale di cucina d'autore che si terrà a Milano dal 9 all'11 febbraio. Ma quest'anno, lo spazio nel quale sarà possibile degustare le molte interpretazioni dei suoi prodotti, presenta una vera e propria "rivoluzione" per il settore. La farina, infatti, la prepareranno i cuochi, i pizzaioli, i panettieri e i pasticcieri che animeranno il nuovo "Brick Lounge". Come? Attraverso combinazioni infinite di Petra® (la farina macinata a pietra del Molino Quaglia realizzata con grano 100% italiano) con uno o più dei Bricks germinati di PetraViva® per dare a ogni ricetta profili nutrizionali e di gusto unici che nascono da una farina costruita da chi ha pensato la ricetta.

Nasce quindi la farina personalizzata, nell'ottica del rebuild your food: rivoluzionare la propria alimentazione ispirandosi al modello della dieta mediterranea e ricostruendo le ricette per realizzare cibi dal profilo nutrizionale adatto alle dinamiche di vita contemporanea. L'utilizzo di una base di farina Petra® unita ai Bricks PetraViva® di altri cereali, parti di cereali e legumi, anche sfarinati, negli impasti a base di lievito madre vivo permette di ottenere alimenti giornalieri di gran gusto e con un profilo nutrizionale personalizzato sulla dieta individuale. 

Pani, basi per la pizza e paste fresche a base di farina Petra® impastata con i Bricks di PetraViva® e lievito madre vivo contribuiscono all'abbassamento dell'indice glicemico del pasto e apportano all'alimentazione quantità maggiori di fibre, vitamine, proteine e sali minerali rispetto ad analoghi alimenti basati su sole farine di frumento raffinate. PetraViva® è dunque la linea di prodotti di nuovissima concezione che il Molino Quaglia realizza dal mese di settembre 2013 nel nuovo stabilimento di Este (Pd) utilizzando un processo industriale brevettato detenuto in esclusiva europea. Ne fanno parte lieviti, legumi e cereali, in forma intera o sfarinata, con caratteristiche di digeribilità e valori nutrizionali fino a ieri impensabili in ingredienti realizzati in un processo industriale con la massima sicurezza alimentare oggi possibile. La grande novità dei prodotti germinati PetraViva® è soprattutto la capacità di ritenere la massima concentrazione possibile di minerali e vitamine biodisponibili (ferro, zinco e calcio) grazie al processo di stabilizzazione termica finale che blocca la germinazione nel momento di massima espressione delle dinamiche di modifica del seme e ne permette la conservazione al riparo da fenomeni di irrancidimento. 

I cereali e i legumi germinati costituiscono un esempio della straordinaria capacità della natura di produrre energia, capacità che può essere sfruttata da ogni consumatore per procurarsi a basso costo cibi ricchi di principi nutritivi come vitamine, enzimi e oligoelementi, di facile assorbimento durante la digestione. E quest'anno Petra® e i Bricks di PetraViva® saranno protagonisti non solo del "Brick Lounge" nello stand del Molino Quaglia, ma anche di Identità di Pane e di Pizza, l'appuntamento che animerà il palco di Identità Golose lunedì 10 febbraio (Sala Blu 1). 

Si comincia a parlare di pane con Corrado Assenza e Pierpaolo Pavan (ore 10.15) per proseguire con Roberta Pezzella e Federica Racinelli (ore 11.10), Massimo Spigaroli e Paolo Piantoni (ore 12.05). Gli appuntamenti dedicati alla pizza prenderanno il via invece con Simone Padoan (ore 14.10), Franco Pepe (ore 15.00), Beniamino Bilali (ore 15.50), Ciro Salvo (ore 16.40), Roberto e Fiorella Ghisolfi (ore 17.30), Pina Toscani (ore 18.20). Ma la pizza sarà protagonista anche del giorno di apertura di Identità Golose nell'ambito del programma di Identità Naturali (Sala Blu 1) con gli interventi di Renato Bosco (ore 11.10) e Lello Ravagnan (ore 15.00).

Nei tre giorni di Identità Golose invece il "Brick Lounge" vivrà con gli appuntamenti di "L'Alimentazione del Futuro" (intesa come connubio di gusto e profilo nutrizionale adatto a uno stile di vita contemporaneo che si rifà alla dieta mediterranea) della durata di 1 ora e 30 ciascuno e indirizzati a gruppi di 20 invitati per volta. Tra i protagonisti ci saranno Corrado Assenza, Nicola Portinari, Gianpietro e Giorgio Damini, Simone Padoan, Aurora Mazzucchelli, Renato Bosco, Lello Ravagnan, Sara Papa, Lucca Cantarin, Massimo Vitali, Carmine Nasti, Matteo Piffer, Massimo Giovannini, Roberta Pezzella, Daniele Motta, Mino Daldosso, Roberto Porcu, Rolando e Francesca Morandin, Giulia Miatto.

Il Molino Quaglia nasce nel 1914 e da sempre vanta una spiccata abilità nel combinare le selezioni di grano più adatte alle caratteristiche di ogni farina, realizzando controlli capillari in ogni fase di lavorazione. Il Molino Quaglia sviluppa inoltre progetti che credono nella crescita professionale e nell'imprenditoria personale diffondendo le migliori tecniche per sfruttare al massimo le proprie farine, al fine di creare un prodotto sopra la media che esalti il valore delle materie prime e del lavoro umano. Ed è attraverso l'innovazione del processo produttivo che il Molino Quaglia mette sul mercato nuovi prodotti. Proprio attraverso il processo produttivo che cambia la struttura e rende più appetibile il prodotto finale si migliorano gli aspetti nutrizionali e gustativi dello stesso.

Per maggiori informazioni: www.molinoquaglia.com

Identità Golose 2014: una Golosa Intelligenza


Scelto il tema della nuova edizione del congresso.
A febbraio un nuovo viaggio alla scoperta
dei protagonisti della cucina contemporanea. 

Cosa si chiede a uno chef? Di essere bravo. Tutto il resto viene dopo.
Un cuoco deve essere bravo a studiare il menù, bravo a proporre piatti logici perché si rivolge a un pubblico pagante, bravo a fare i conti per ritrovarsi il cassetto pieno, non solo di sogni, bravo a seguire l’evoluzione del gusto, bravo a capire le stagioni, bravo a circondarsi di collaboratori in gamba che esaltino il suo lavoro e non lo mortifichino, bravo a riconoscere i propri errori e a porvi subito rimedio, bravo a ingolosire chi si avvicina alla sua cucina e vuole provarla e non sa bene se ne vale la pena.

Ma questo vale in fondo da sempre. Cambiano i tempi. Ogni epoca interpreta le cose secondo le priorità del momento e la prossima edizione di Identità Milano, dal 9 all’11 febbraio nel Centro Congressi di via Gattamelata, non sarà da meno. “Una golosa intelligenza”, questo il tema della decima edizione perché mai come in un periodo di profonda crisi economica, serve essere intelligenti. E per intelligenza non mi riferisco alle capacità manageriali piuttosto che al fiuto nel cogliere l’attimo per introdurre qualcosa di nuovo, un paio di piatti che aiutino a far quadrare i conti, magari quelle proposte un po’ ruffiane che piacciono a tutti.

Tutt’altro: lo chef contemporaneo deve essere intelligente nel coniugare sapori, costi, gusti e piacere fisico del cliente perché dovrebbe ormai essere chiaro che un pasto non termina con l’ultimo boccone, ma con la digestione. Che deve avvenire in maniera del tutto sotto traccia. Una pietanza non può più essere solo buona, a volte persino ottima, ma svincolata da qualsiasi riflessione sulla sempre più pressante richiesta di salute da parte delle persone.

In cucina serve una nuova intelligenza, serve la capacità di salvaguardare memorie e sapori, la capacità di innovare intuendo nuove combinazioni, la capacità di alleggerire grassi e presenze inutili per esaltare sempre di più materie prime, profumi, forme, genio costruttivo, sicurezza nelle proprie azioni. L’ospite deve alzarsi contento di avere gustato un arcobaleno di aromi, apprezzato le più azzeccate consistenze, felice di sentirsi appagato e sazio, ma non pesante e annoiato. Deve ricordarsi un pasto per le sue qualità, non perché impiegherà ore a digerirlo. La stessa tradizione va servita con un abito nuovo, in fondo uomo e donna sono uguali da migliaia di anni eppure si desiderano ancora. Così deve essere a tavola. Sapere rinnovarsi, sapere pensare con intelligenza.

Attenzione: non è il trionfo della filosofia vegetariana.
Al cuoco moderno si chiederà salute e benessere psicofisico uniti al piacere edonistico del mangiar bene. Mangiando tutto, anche carne e pesce ma non più in maniera indiscriminata. A parte chi davvero crede nella validità di una scelta vegetariana o vegana, e va rispettato per questo evitando battute vecchie e orma sciocche, la domanda di naturalità e armonia tra uomo, piacere e natura è tale che sarà sempre più importante la salute unita alla gola. Come i medici stanno capendo che non devono mettere le persone in penitenza perché si sono divertiti a tavola e in cantina, così i ristoratori stanno comprendendo che non possono mettere ko un commensale con eccessi dettati dall’ignoranza dell’alimentazione attuale. E come un dottore capisce l’importanza del piacere e dei sapori così uno chef afferra la centralità della digestione e della funzionalità della macchina corpo. Si devono incontrare a metà strada. Questa è una Golosa Intelligenza.

E questa nuova figura illuminerà un’edizione del congresso di Identità Golose importante: quella del 2014 sarà l’edizione numero 10. Un traguardo viene da dire di getto, ma non è così perché non ci sentiamo affatto arrivati. Chi supera la linea d’arrivo, la “finish line” in inglese, si rilassa e non spinge più. Non ha più senso, la classifica è già decisa. Invece noi guardiamo già al 2015 quando, tra l’altro, Milano ospiterà, da maggio a ottobre, l’Expo.

Però non si può nemmeno far finta di non provare qualcosa di speciale. E’ un sentimento particolare, un mix tra soddisfazione, calore, stima, orgoglio, anche rammarico perché in certi momenti forse si poteva fare di più e meglio, ma questo lo capisci sempre dopo. Rispetto alle precedenti vigilie, questa volta tutti ci chiedono cosa faremo di speciale “perché sarà l’edizione del decennale”. Di sicuro non ci celebreremo, anzi presteremo ancora più attenzione nel realizzare un programma attuale e concreto, tanta sostanza reale e pochi lustrini gratuiti.
Seguendo il nostro mantra: la golosità.

"Cotto e scartato" storia di un pesce onanista in cartoccio. E di un'acqua pazza che non sarebbe piaciuta a Totò.



Scena interno giorno. Una coppia di belli-ma-non-appariscenti è seduta a tavola, in una cucina a "vista" come si usa nelle case moderne.
La ragazza, con voce roca ed un po' sensuale, risponde al suo compagno che la tenta con domanda trabocchetto e sguardo marpione "Vediamo se indovini come è fatto..." 
Cosa come è fatto, cosa?! 
Il pesce, dai! Guardi troppo la Littizzetto alla tele, guardi.
Ma se la squinzia non l'assaggia nemmeno..il pesce! 
La signorina Infilza con la forchetta un nanoboccone che le consente di parlare immediatamente (e hai voglia tu di ripetere fino alla nausea alla prole che non si parla con la bocca piena) ed iniziare un'analisi all'Ispettore Barnaby mentre il cameramen, in piena sindrome della taranta, zooma a destra e a sinistra rivelando una cucina linda, pulitissima, asettica, bianca e acciaio, senza una pentola sporca che sia una, con gli immancabili 2 vasetti Ikea e una bottiglia di vino bianco, senza etichetta, che evidentemente qualcuno si è dimenticato di portare a tavola.