Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Aperitivo letterario: "Sesso, droghe e macarons" di Roberta Deiana a Venezia il 12 maggio e a Villorba (TV) il 13 maggio

Per anni, Nives Frigo e il suo programma di cucina francese e buone maniere hanno riscosso grande successo sulla rete nazionale TVB. Con il suo charme sobrio, fatto di algida raffinatezza e toni pastello, la trentaduenne conduttrice si è imposta come modello di classe e perfezione: mai una sbavatura, mai una caduta di stile − una vera e propria guru per il suo stuolo fedele di ammiratrici. Tuttavia, giunti alla quinta edizione, gli ascolti di Eleganza in cucina sono in caduta libera. Bisogna subito correre ai ripari; altrimenti, si rischia di chiudere.
Per risollevare le sorti della trasmissione, il produttore si inventa un’idea a dir poco estrema: Nives sarà affiancata dalla pornostar americana Dorothy Corridoio. Il format è semplice: Nives l’esperta e Dorothy l’inesperta (in cucina, si intende); la prima che insegna alla seconda alcuni classici della pasticceria francese, la seconda che fa domande da principiante, impara, esegue, assaggia entusiasta.

Roberta Deiana, cagliaritana di nascita e milanese di adozione, food stylist e autrice di cucina, dopo il successo di "Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno", riprende la penna e ci offre "Sesso, droghe e macarons" un romanzo  che diventa un pretesto per esplorare i nuovi linguaggi che i media utilizzano per parlare di "cucina".

La tappa veneta della presentazione del libro prevede ben due aperitivi letterari: il 12 maggio a Venezia, alle 18.30, nella spendida cornice dell'Hotel Ca Nigra Lagoon Resort, si terrà un divertente aperitivo con reading . 
Assieme all'autrice presenterà il libro l'esperta di immagine e style strategist veneziana Anna Turcato. (prenotazione obbligatoria al numero 366 6556359 o via mail a peccatidigioia@gmail.com)

Il 13 maggio a Villorba (TV), alle 19.30, presso la libreria Lovat, si terrà un secondo aperitivo con reading. Assieme all'autrice presenterà il libro la food&wine reporter Michela Pierallini (ingresso libero).

Vi aspettiamo!

Le diete sono come i preliminari: da qualche parte bisogna pur cominciare. E una Tatin di roquefort e pere al cardamomo

Quanta energia si consuma facendo l'amore? Se pensate che due ore di golf fanno consumare 71 calorie mentre simulare un orgasmo convincente per 19 secondi ne fa consumare 160 capirete come il sesso sia la più piacevole, ed efficace, forma di ginnastica, che con qualche accortezza si può praticare anche all'aria aperta. Meteo permettendo.


E visto che la prova costume incombe è tempo di rompere gli indugi e di tirar fuori dalla naftalina boa pitonati, body leopardati, sete fruscianti, perizomi interdentali e con qualche esercizio di stretching preventivo e le batterie nuove alla paperella vibrante saremo in grado di affrontare la nuova dieta del prof. Richard Smith, ovvero la "Dieta punti con il sesso". 

Chi ben comincia è a metà dell'opera quindi direi di partire dalle cure personali: fare una doccia fa consumare 8 calorie - 2 in più del bagno - ed asciugarsi i capelli con il phon 3. Se invece li asciugherete con il fiato ne serviranno 348. 

Preparare la casa - sistemare i cuscini, accendere le candele, spargere qualche libro di poesie qua e là per far vedere che non vi eccitate solo con la salama da sugo - costerà 42 calorie, mentre cercare di mettere il partner a proprio agio può andare dalle 248 calorie necessarie per ascoltare Wagner alle 1573 per leggere senza pause "Guerra e Pace". Se vi dilettate con uno strumento come la tromba consumerete 26 calorie. Senza bocchino 320. 

A questo punto sarete entrati in confidenza e potrete avvicinarvi un po' di più, cercando di sedurre il vostro partner: se siete ricchi consumerete 5 calorie, mentre ne serviranno 164 se siete poveri.

Per un bacio delicato ci vogliono circa 10 calorie, 17 per uno impetuoso e 18 per uno alla francese. Se quello alla francese lo date con la bocca chiusa ne serviranno 239.
Per sfiorare il partner basteranno 10 calorie, 17 per massaggiarlo e 19 per abbracciarlo: vedete voi.


Spogliarsi in estate consumerà 3 calorie mentre in inverno ne serviranno 25. E se nella stagione fredda proverete a togliervi i collant senza esservi tolte i pantaloni consumerete ben 375 calorie. Aggiungetene 100 se ci riuscite.

Uno striptease basico necessiterà di 55 calorie, una danza del ventre 100, scoprire che il partner stava meglio vestito 10 calorie e scoprire che il partner è del sesso sbagliato 100. Se la scoperta non vi farà fare un plissè ne consumerete 1/4.

Anche il sesso orale ha la sua importanza: mediamente l'impegno richiede 27 calorie. 200 se siete molto raffreddati.
Sentimenti improvvisi ed inaspettati come l'imbarazzo o il disappunto (tipo "Tutto qui?") comportano consumo energetico: dalle 15 alle 60 calorie.

Decidere la posizione ha la sua importanza: il prof. Smith sottolinea giustamente che la Reale Accademia del Tibet ne indica più di 860 ma se avete un po' di artrite ed avete esagerato con il vino scoprirete che 859 saranno impraticabili; comunque il consumo medio va dalle 20 alle 40 calorie alle quali ne vanno aggiunge altre se farete l'amore in un posto diverso dal letto: 38 sul sellino di una Vespa, 24 in aereo vicino alla corsia e 100 nella toilette, 50 in amaca, 14 se siete in piedi dentro una cabina telefonica e 274 se siete distesi. 
Ridacchiare vi farà consumare 7 calorie, incitare il partner 22 e fargli la ola 78. 
Cambiare la posizione ve ne farà consumare 16, senza fermarvi 41. 
Le fantasie erotiche vanno dalle 15 alle 35 calorie.

E infine....l'orgasmo! Reale 27 calorie, simulato 160. Subito prima 500, subito dopo 1/4.
E può capitare di addormentarsi: se avviene dopo aver fatto l'amore consumerete 18 calorie, durante 32. Se vi addormenterete in cucina, 5 calorie.

La pulizia è una forma di virtù: se vi viene voglia di farvi una doccia dopo consumerete 7 calorie da soli, 12 con il partner, 187 se la caldaia va in blocco.

L'equipe del prof. Smith sta approfondendo i calcoli circa le calorie necessarie a due diverse esperienze erotiche: il sesso di gruppo e il Tupperware party. Sembra che il consumo sia equivalente.


E dopo tutta questa bella fatica che ne dite di premiarvi con un piatto un po' sfizioso e sicuramente appagante? Anche perché ultimamente ho ben focalizzato le mie zone erogene: le papille gustative e il terzo ripiano del frigo.



Tatin di roquefort e pere al cardamomo

Ingredienti (per 6-8 persone)
Per la farcia: 6 pere kaiser o abate, 200 g di zucchero semolato, 50 g di burro salato, 100 g di Roquefort, 2 cucchiai di mandorle a lamelle, 8 semi di cardamomo.
Per la brisè: 240 g di farina di tipo 1, 120 g di burro, 50 g di uovo, 10 g di zucchero a velo, sale.

Procedimento
Nel mixer "sabbia" la farina con il burro freddo a tocchetti, aggiungi l'uovo e le polveri, impastando velocemente. Otterrai una palla liscia: fanne un panetto, coprila con pellicola e trasferisci in frigo per almeno 30'.
Sbuccia le pere. In una casseruola in ghisa unisci 100 g di zucchero, i semi di cardamomo, le pere intere e cucinare per circa 20' a fuoco dolce e coperto, fino a quando saranno morbide ma non sfatte.
Abbatti in positivo,  tagliale in quarti, elimina il torsolo.
Nello stampo da tatin sciogli 100 gr di zucchero fino ad ottenere un caramello scuro; lontano dal fuoco aggiungi e sciogli con un cucchiaio di legno il burro salato, disponi le pere con la parte bombata verso il basso. Sbriciola il roquefort e distribuiscilo.
Stendi la brisè per ottenere una sfoglia un po' più grande dello stampo da tatin e ricopri le pere, "rimboccando" la parte eccedente, bucherella la pasta con una forchetta e cucina nel forno statico già caldo per circa 30' o fino alla doratura della superficie.
Sforna, attendi 5', rovescia la torta, servi decorando con delle mandorle a lamelle tostate e accompagnandola con una fresca misticanza.

Cinquanta sfumature di macchie di sugo sulla canottiera ;)



Ritengo davvero molto piacevole entrare in libreria e gironzolare tra scaffali a muro ed allestimenti a terra in cerca di qualcosa che attiri la mia attenzione, anche nell’angolo del giardinaggio (e nonostante ciò riesco a far morire i fiori di plastica). E non ho potuto non notare che “Cinquanta sfumature di grigio, nero e rosso" è al top delle vendite, distanziando di molte lunghezze altri autori, anche quelli di cucina :) 
Mi è tornata così in mente una confidenza che mi fece un editore qualche anno fa ovvero “se inserisci nella trama temi che rimandano al sesso, alla religione ed al cibo il successo sarà garantito”. Come non dargli ragione se si pensa che il primo capitolo del libro più venduto al mondo parla di sesso: Bibbia, Antico Testamento, Genesi e Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre. Non certo perché si erano messi a fumare le foglie dell’albero della conoscenza.

 

Confesso che in vacanza ho sfogliato le prime pagine di “Cinquanta sfumature di Grigio”, prestatomi da una vicina di piazzola, ed ho ripensato alla vera letteratura erotica, alla Parigi e alla Berlino degli anni ’30, alle manifestazioni di sensualità, alle volte anche cruda, che si respirano tra le pagine scritte da Anais Nin, Henry Miller, Vladimir Nobokov. Insomma si parte dal Cantico dei Cantici, si svicola con Saffo e Ovidio, si fa un giretto dalle parti di Boccaccio, Aretino, Ruzzante e Anonimo Veneziano, ci si rilassa appena con Casanova e si riparte di gran galoppo con Diderot, De Sade, Colette e d’Annunzio e, saltando a piè pari il Novecento (già citato sopra), si arriva alla banalità di “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” e appunto “Cinquanta sfumature di grigio”, la cui sceneggiatura sicuramente sarà stata acquistata da qualche major americana per farne il film scandalo della stagione cinematografica 2013-2014.
Titoli come “Histoire d’O”, “Le età di Lulù”, “Diario di una ninfomane” sono stati tradotti anch’essi in film deludendo ampiamente chi aveva prima letto il libro. Per dei motivi molto semplici: il "comune senso del pudore" - che riesce a censurare qualsiasi sceneggiatura - e la fantasia del lettore medesimo che sa trasformare il protagonista in un atleta del sesso, in Fantozzi o…nel nostro partner di turno.


Diciamocelo, come possiamo confrontare le labbra golose e le mani dispensatrici di brividi caldi (che tanto ricordano quelle degli ufficiali piloti descritti da Liala o nella collana Harmony) che annodano cravatte e sciarpe di seta o impugnano frustini e bavagli in pelle con la canottiera sbrodolata di sugo e di birra dei nostri compagni di merende? Delle candele accese per creare l’atmosfera a noi non resta che la cera da raccogliere sulla tovaglia del corredo mentre la vestaglia in seta che svela desideri difficili da celare diventa un pigiama in maglina di due taglie più piccolo con la “esse” di Superman stampata davanti. Eh si, credo che la fantasia femminile abbia potenzialità infinite se è vero quello che mi disse la vicina di piazzola, un'elegantissima signora sulla settantina, quando mi prestò il libro: “Vede, io almeno la metà delle cose che racconta il libro o le ho fatte o le conosco. E’ a mio marito che bisognerebbe farlo leggere.”  



 Gelato banana e cioccolato con lavanda (e magari un po' di peperoncino)

Ingredienti (per 6 porzioni)
Per il gelato al cioccolato: 150 gr di latte intero, 150 ml di panna, 80 gr di zucchero zefiro, 3 tuorli bio, 120 gr di cioccolato fondente (54-72%), un sospetto di peperoncino macinato al momento (se gradito)

Per il gelato alla banana: 500 gr di latte intero, 150 gr di zucchero, 5 tuorli bio, 1 banana matura, 1 limone bio, un cucchiaio di lavanda, un cucchiaio di burro chiarificato.

Procedimento gelato al cioccolato
In una casseruola dal fondo pesante portare ad ebollizione il latte, la panna e metà dello zucchero. Sbattere i tuorli con lo zucchero restante fino a renderli gonfi e spumosi, versare il latte sul composto di uova, mescolare bene e rimettere sul fuoco dolce, cucinando fino a quando "velerà" il cucchiaio di legno (ovvero coprirà il cucchiaio in legno, mi raccomando, con un "velo" appunto di crema).
Togliere dal fuoco, unire il cioccolato spezzettato e scioglierlo mescolando con una frusta. Unire ora, se gradita, la polvere di peperoncino
Versare il composto in una ciotola filtrandolo con un colino cinese e farlo raffreddare, metterlo nella gelatiera a mantecare per 30' circa.

Procedimento gelato alla banana
In una casseruola dal fondo pesante portare ad ebollizione il latte con 50 gr di zucchero. Nel frattempo sbattere i tuorli con altri 50 gr di zucchero fino a renderli gonfi e spumosi, versare il latte sul composto di uova, mescolare bene e rimettere sul fuoco dolce, cucinando fino a quando "velerà" il cucchiaio di legno (ovvero coprirà il cucchiaio in legno, mi raccomando, con un "velo" appunto di crema). Filtrate la crema con un colino cinese, mettela in una ciotola e lasciarla da parte.
Ora spadellare per 2' la banana tagliata a fette con il burro e lo zucchero restante, caramellandole leggermente. Unire il succo di limone e poi il tutto alla crema inglese.
Frullare il composto, passarlo al colino e trasferirlo in una ciotola per farlo raffreddare. Unire a questo punto 1/3 della lavanda. Trasferirlo nella gelatiera a mantecare per circa 20'.

Offrire il gelato ai vostri ospiti porzionando entrambi i gusti e decorando con la lavanda rimasta.

Niente sesso siamo olimpionici! Ovvero "se far l'amore non fosse la cosa più importante della vita, la Genesi non inizierebbe da lì"



Certo che Cesare Pavese sapeva il fatto suo: mi sono limitata a sostituire il termine "far l'amore" con quello utilizzando dall'autore...sapete com'è, fascia protetta e Creature che non possono imparare le parolacce. Dirle poi è tutto un altro paio di maniche. 

La Fiaccola Olimpica è giunta a Londra e nei cuori e negli occhi abbiamo ancora le splendide coreografie del regista Danny Boyle (ricordate il psichedelico film "Trainspotting", vero?) e finalmente l'attenzione verrà spostata alle olimpiadi, competizioni, ai risultati e...a quanto accadrà nel villaggio olimpico, naturalmente. http://www.london2012.com/


Se ne aveva avuto un sentore due settimane fa quando in Patria (si, quella del bungabunga) iniziò il tormentone Pellegrini-Magnini in partenza per Londra e tutti hanno iniziato a domandarsi stupiti "ma due sportivi megagalattici come loro, giovani, innamorati e, aggiungo io, carichi di adrenalina, non faranno mica l'amore durante le olimpiadi?". 


Ma certo che no!! Ma figuriamoci! Sguardo basso e un solo matra "medaglia, medaglia, medaglia". In effetti il bel Filippo ha provato ad abbozzare un "credo di no" ma Federica con un "ma non se ne parla nemmeno!" credo abbia finalmente tolto un po' di polvere ed un bel po' di ipocrisia dall'idea che ruota attorno al binomio sport-sesso. Citando l'acido Giovanni Soriano "Nella vita ci sono molte cose più importanti del sesso, ma vengono tutte dopo" viene da pensare che questo valga anche per uno sportivo ovvero una persona sana e determinata in un tripudio di ormoni. 
Me li vedo proprio i "guardiani della purezza sportiva" girare per il villaggio olimpico in quel di Londra armati di fischietto e taccuino e multare ogni singolo sguardo, sorriso, sfioramento, bacio e abbraccio di ogni "ispirato" atleta. Me li vedo proprio discutere con un atleta del tiro con l'arco o del sollevamento pesi o del lancio del disco. Del resto qual'è stato il primo appunto che le rappresentanze sportive hanno mosso all'organizzazione di queste olimpiadi del terzo millennio? Che i letti erano troppo piccoli. Chissà come mai...


E mi raccomando agli sportivi del divano, lontani dai turbamenti di Londra, e all'entusiasmo post vittoria perché, statistiche alla mano, nove mesi dopo ogni vincita nazionale (e vale per qualsiasi disciplina sportiva) nelle sale parto del bel paese si raggiungono traguardi incredibili! In effetti non si può che dar ragione al mitico Aldo Busi quando afferma che "l'unico sesso sicuro in cui credo è quello che sono sicuro di aver fatto". 

Spostiamo quindi l'attenzione e prepariamo un'invitante zuppa fredda...per calmare i bollenti spiriti ;) 

Zuppa mediterranea di grano piccante


Ingredienti 
250 gr di grano, 3 cipollotti, 200 gr passata di pomodoro, 2 peperoncini rossi piccanti, 2 spicchi d'aglio, 30 gr di pecorino grattugiato, un rametto di rosmarino, olio evo, sale, pepe nero macinato al momento. 

Procedimento 
Porre il grano in ammollo per almeno 24 ore (ma se siete dei frettolosi potere usare quello decorticato che non necessita di ammollo). In una casseruola Staub scaldare un po' di olio evo, unire i cipollotti e rosolarli a fuoco dolce per qualche minuto, unire la passata e continuare per qualche minuto ancora, mescolando delicatamente. Unire il grano scolato e sciacquato, circa 1,5 lt di acqua calda (o brodo vegetale se lo preferite), regolare di sale e pepe macinato al momento, mescolare bene, coprire e lasciar sobbollire per circa un'ora o fino a quando il grano sarà tenero. Intanto tritare il peperoncino, tritare finemente l'aglio e qualche ago di rosmarino; in un pentolino con un filo d'olio scaldare per qualche minuto questo trito aromatico. Servite la zuppa (anche tiepida e fredda è davvero molto profumata) in piatti di ceramica colorata profumandola con il trito aromatico e il pecorino grattugiato e decorandola con qualche ago di rosmarino fresco

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Ci sono donne che più invecchiano e più diventano tenere. Come i fagiani.

L'argomento vecchiaia è stato finalmente sdoganato e depurato di tutte le ipocrisie che negli anni sono state utilizzate per farci digerire l'incartapecorimento di una generazione.
A fare l'anziano non ci si improvvisa, visto che ci vuole una vita per diventarlo, e dopo aver scritto che la terza e quarta età sono dei momenti indimenticabili (Alzheimer pemettendo) ora ci presentano il conto. Hanno scoperto che l'invecchiamento è un lusso che non possiamo più permetterci.

Ci vuole una fetta di torta di tagliatelle alla veronese per i moscerini che si ubriacano con l'Amarone?


L'altro giorno stavo leggendo "Le Science" ovvero l'edizione italiana di "Scientific American", rivista che in edicola si stringe impaurita all' "Internazionale", schiacciati come sono tra le ricette di Cristina Parodi ed i famosi perizomi di perfette sconosciute.

Tra la scoperta di nuovi marcatori e futuri trapianti d'organo, liberi dall'uso di immunosoppressori, una notizia cattura immediatamente la mia attenzione: il moscerino che va in bianco si consola ubriacandosi. 
C'è da farci una profonda riflessione, appena la smetterete di ridere.

"Cotto e scartato" storia di un pesce onanista in cartoccio. E di un'acqua pazza che non sarebbe piaciuta a Totò.



Scena interno giorno. Una coppia di belli-ma-non-appariscenti è seduta a tavola, in una cucina a "vista" come si usa nelle case moderne.
La ragazza, con voce roca ed un po' sensuale, risponde al suo compagno che la tenta con domanda trabocchetto e sguardo marpione "Vediamo se indovini come è fatto..." 
Cosa come è fatto, cosa?! 
Il pesce, dai! Guardi troppo la Littizzetto alla tele, guardi.
Ma se la squinzia non l'assaggia nemmeno..il pesce! 
La signorina Infilza con la forchetta un nanoboccone che le consente di parlare immediatamente (e hai voglia tu di ripetere fino alla nausea alla prole che non si parla con la bocca piena) ed iniziare un'analisi all'Ispettore Barnaby mentre il cameramen, in piena sindrome della taranta, zooma a destra e a sinistra rivelando una cucina linda, pulitissima, asettica, bianca e acciaio, senza una pentola sporca che sia una, con gli immancabili 2 vasetti Ikea e una bottiglia di vino bianco, senza etichetta, che evidentemente qualcuno si è dimenticato di portare a tavola.