Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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20foodblogger, 20prodotti, una passione: Pomodorino di Torre Guaceto o Cipolla di Acquaviva? ;)

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Ci sono donne che più invecchiano e più diventano tenere. Come i fagiani.

L'argomento vecchiaia è stato finalmente sdoganato e depurato di tutte le ipocrisie che negli anni sono state utilizzate per farci digerire l'incartapecorimento di una generazione.
A fare l'anziano non ci si improvvisa, visto che ci vuole una vita per diventarlo, e dopo aver scritto che la terza e quarta età sono dei momenti indimenticabili (Alzheimer pemettendo) ora ci presentano il conto. Hanno scoperto che l'invecchiamento è un lusso che non possiamo più permetterci.

Storie di mercatini, di cicerchie e di ghise Staub


In quel della pianura padana c'è una cittadina molto bella, Piazzola sul Brenta, dove un antico castello dell'anno mille, è passato di mano dai Dente fino ai Carraresi che, attorno al '600, trasformarono un complesso rurale in una villa spettacolarmente bella, Villa Contarini che, con il suo giardino all'italiana, è una scenografia naturale che tutt'oggi, dopo tristi periodi di abbandono, splende per la gioia di tanti, tantissimi...venditori ambulanti che giungono da tutta Italia e da molte parti d'Europa per vendere i loro prodotti, ogni ultima domenica del mese.


Gnocchi (alla romana) al nero per MTChallenge di Aprile di Menù Turistico



Il nero è sempre stato il mio colore preferito. Se poi ad un total back look unite una carnagione chiarissima, capelli neri e molto lunghi ed una indubbia passione per l'astrologia non c'è da stupirsi se, durante la mia prima occupazione seria, le "colleghe" avevano iniziato a chiamarmi Maga Magò.
Mi piaceva leggere anche la mano e fu questo il primo approccio con colui che poi diventò mio marito, Roberto.
"Mi dicono che Lei legge la mano. Chissà cosa ci sarà scritto nella mia!", mi disse senza riuscire a nascondere una divertita ironia.
.....silenzio durante l'attenta lettura.....
"La Sua mano parla di passione, di entusiasmo, di allegria. Ma una cosa balza gli occhi, direi prepotente." risposi guardandolo fisso negli occhi.
"Ovvero?" mi chiese, con un tono un po' meno ironico.
"Beh, Lei sta cercando una persona da amare. La Donna della Sua vita."
.....silenzio.....
"E' impegnata questa sera?"
....eheheheh....



"Vorrei un po' di tempo". "Glielo incarto o lo usa subito?"

Tagliolini di grano arso e cacao con radicchio precoce, bottarga e pecorino

Perchè non è semplice riuscire a fare tutto. Specialmente se questo "tutto" sta dentro un marchingegno sottile, in alluminio, elegante, direi anche affascinante, senza dubbio fagocitante.

Se è vero che le donne lavorano 27 ore al giorno, grazie al dna multitasking, è anche vero che alcune di queste ore (sapete quantificare quante?) vengono vissute davanti ad uno schermo di un computer e quando questo decide di prendersi una pausa, subentra - almeno per me - uno stato di impotenza che analoghi eventi non causano.
Esempi?
Elettrodomestico: si fa buon viso a cattivo gioco, si chiama l'assistenza ed i familiari comprendono immediatamente, dinnanzi a 4 mt di buffet a base di verdure, che il freezer ha dato forfait. Oppure le simpatiche spie che illuminano il cruscotto dell'auto: ditemi quando avete consultato ansiose il meccanico al primo led acceso, che indica che qualcosa sta accadendo all'abs. "Ma si, tanto per frenare frena lo stesso, no?"

Ma quando "parte" il pc, o il mac, è tutto un altro discorso e le ultime 48 ore sono state un travaglio, letteralmente, risolto grazie alle intuizioni smanettone di una coppia di amici (alla quale ho promesso una cena completa, direttamente a casa, servita con fiadre e vetri veneziani).

E per ingannare l'attesa, che si fa? Si impasta. Si, perchè niente come il lavoro manuale pulisce la mente e regala la sensazione di aver prodotto davvero molto, come se il tempo a disposizione fosse dilatato.

Tagliolini di grano arso e cacao con radicchio precoce, bottarga e pecorino


Tagliatelle di grano arso e cacao amaro con radicchio, bottarga e pecorino

Ingredienti
300 gr di farina di semola, 100 gr di farina di grano arso, 30 gr di cacao amaro, 4 uova, 500 gr di radicchio precoce, 2 scalogni, 100 gr di bottarga Antonio Tammaro, un po' di pecorino sardo media stagionatura dop, un paio di rametti di rosmarino, olio evo, sale.

Procedimento
Eliminare la pellicina esterna della bottarga, sminuzzarne circa 100 gr, metterla in un contenitore con un paio di cucchiai di olio evo e lasciarla macerare per circa un ora.

Nella planetaria inserire le farine setacciate con il cacao e le uova, mescolare con la frusta a foglia, ottenere una palla e lasciarla riposare coperta per circa mezz'ora, stendere la sfoglia ed ottenere le tagliatelle. Mettere da parte con della semola.

Mondare il radicchio e tagliarlo a julienne, tagliare sottilmente gli scalogni e farli appassire con un filo di olio evo per qualche minuto, unire il radicchio e cucinare per circa 4', aggiungere gli aghi di rosmarino tritati, cucinare per altri 2', regolare di sale e mettere da parte.

Lessare le tagliatelle, unirle al radicchio, saltarle per un paio di minuti con la bottarga.

Impiattare con un coppapasta e servire con il pecorino grattugiato con la microplane e qualche pomodorino confit.

"Come sta?" (il mac, ndr)
"Bene, rilassati. Ci sentiamo dopo"
:)

Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga: la bontà come ingrediente segreto.


Visualizza Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga




Il nuovo contest di Un tocco di zenzero mi ha affascinato immediatamente, sia per la bontà dell'ingrediente segreto che per la dicitura del burro 1889 salato: "da panne riposate"..beate loro! Io, essendo piuttosto agitata di mio, darei vita ad un burro un po' isterico :-)


Per cui, grazie alla complicità di un'amica torinese di passaggio per la Maratona del Santo, ho recuperato l'ingrediente segreto che ha trasformato queste miniquiche, che potrebbero anche essere partecipare al mio, di contest, visto che sono state "gustate" per il posticipo del Milan!

Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga


Ingredienti per la frolla: 250 gr di farina 00, 125 gr di burro 1889 salato ammorbidito, 1 uovo, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 40 ml di acqua fredda.

Ingredienti per la farcitura: 3 melanzane, 250 gr di pomodorini datterini, 2 cipollotti, 2 uova, 150 gr di ricotta di bufala, 150 gr di panna fresca, 20 gr bottarga di tonno, coriandolo e pepe nero macinati al momento, zucchero di canna.

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Procedimento
In un teglia antiaderente versare i pomodorini con un po' d'olio evo, sale e pepe ed un po' di zucchero di canna. Mettere nel forno a 130° per almeno un paio di orette.

Nel frattempo preparare la frolla, modellare un panetto che, avvolto con pellicola e riposto in frigo, riposerà un'oretta.

Mondare le melanzane, eliminare la maggior parte della parte bianca, tagliarle in dadolada piccola (1x1) e rosolarle per circa 15'-20' con i cipollotti tagliati a fettine sottili con un po' di olio evo.

Stendere la frolla, rivestire dei mini stampini da crostata e far riposare in frigo per circa 20 minuti.

In una ciotola sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe macinati al momento, unire la ricotta e la panna e mescolare fino ad ottenere un composto liscio con una frusta. Aggiungere la bottarga ed il coriandolo macinato.

Per ogni tortina versare un paio di cucchiai di dadolada di melanzane, 3-4 pomodorini e coprire con il composto liquido.

Far cucinare in forno caldo a 180° per almeno 25'-30' e servire con una insalatina fresca o con della rucola. E vinca il migliore!

Dark food: il nero di seppia.

Il nero è il mio colore preferito, da sempre, tanto che per un periodo gli amici mi chiamavano Maga Magò. In effetti io mi sono sempre sentita più Amalia, la nera strega che abita in coppa o' Vesuvio, con Gennarino, il corvo nero, e che cerca, con esiti disastrosi, di rubare la Numero Uno a Paperone.

In cucina non è così semplice cucinare con il nero, in modo un po' insolito...ma la giornata uggiosa mi ha suggerito una variante ad un piatto che stavo preparando per cena, Gnocchi alla romana.

Una veloce controllata agli ingredienti in frigo..ok, c'è tutto, si può partire con

Gnocchi di semolino in nero con bottarga, datterini e ricotta di pecora salata.

800 gr di latte crudo, 200 gr di panna fresca, 250 gr di semolino, 2 tuorli, tre cucchiaini di nero di seppia, ricotta salata da grattugiare, una ventina di datterini siciliani freschi, un po' di bottarga da grattugiare, erba cipollina fresca (anche il timo fresco non ci sta male), sale integrale, pepe nero lungo.

Portare a bollore il latte con la panna ed il sale. Abbassare la fiamma e sciogliere il nero di seppia, versare a pioggia il semolino e mescolare con una frusta facendo attenzione che non si formino grumi. Cucinare per 15 minuti, mescolando continuamente come fosse una polentina. Togliere dal fuoco, aggiungere i tuorli, uno alla volta, tre cucchiai di ricotta di pecora grattugiata, regolare di sale e pepe.

Stendere l'impasto sopra un foglio di carta da forno, lubrificare con un po' di olio evo mani e matarello e stendere una sfoglia piuttosto spessa, 5 mm. Ricavarne dei dischi con un coppapasta di 5 cm di diametro, impiattare e mettere al caldo, coprendo con un foglio di alluminio (altrimenti si seccano di dischetti) nel forno a 100°.


Ungere una padella con dell'olio evo, aggiungere i datterini tagliati a rondelle, saltarli per 1', aggiungere un po' di bottarga grattuggiata e cucinare per 1' ed unire, spadellando per un'altro minuto, la ricotta e l'erba cipollina.

Togliere dal fuoco, versare un paio di cucchiaiate di pomodorini sopra i piatti precedentemente preparati, versare un filo d'olio e servire, con un calice di bollicine, quelle che preferite!


Essere bisbetica tutto il giorno fa venire una gran fame. Lucy