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"Pasticcio" di frolla con broccolo fiolaro e baccalà per un vino biodinamico

Quando ho visto il vino che Fernando mi aveva spedito sono rimasta un po' sorpresa: Canna Torta. Un nome insolito per un vino e sicuramente un nome che aveva molto da raccontare, visto anche il luogo  di provenienza, le terre incontaminate di Montalcino.
Ma non mi bastava sapere che l'Azienda Vinicola "Podere Le Ripi" aveva deciso di preservare la purezza del terreno, che fino al 1998 era stato adibito a pascolo, con la scelta di coltivare le viti con il metodo biologico, passato a biodinamico nel 2010. Avevo come la sensazione che fra terreni e boschi, avvolti dal silenzio e dallo scorrere placido delle stagioni, si nascondeva un brulicare di racconti e risate.


Canna torta ovvero canna storta e un modo sottile di prendere in giro abilità del cacciatore. Pascoli, boschi, campi e quindi comunità contadina, quella dalla quale ci siano allontananti abbagliati dalle luci della città che hanno poi illuminato aria pesante, cibo malato, acqua avvelenata. E la rete mi ha fatto un regalo bellissimo mentre alla ricerca di "canna torta" sono arrivata a conoscere Duilio, un cacciatore sbeffeggiato ed amato dall'intera comunità agli inizi degli anni '30, quando l'impetuosa eco di quello che avrebbe portato la guerra era ancora lontana.

Le gesta di Duilio, “E te Bonello non chiappi nè falco nè gufo/perchè hai le canne torte più della curva del tufo” sono raccontate da Lorenzo Mori, un locale doc appassionato di storia con la penna felice che ha raccolto nei volumi "Ricordi e Memorie" le storie delle famiglie del piccolo paese "Querciagrossa", frazione a cavallo di due comuni nel senese. Le storie, arricchite da migliaia di fotografie, rappresentano la quotidianità di una piccola comunità tra la fatica dei campi, le diverse professioni, i matrimoni ed i funerali, gli ambulanti e i cantatorie, l'autorità e la guerra tutto condito con quel pizzico di ironia che rendeva la vita semplice più preziosa di quella dei vari potenti.

Bellissime sono le foto, in bianco e nero, dove nidiate di bimbi sorridenti posano scalzi davanti al fotografo e dove i documenti ufficiali rimandano grafie arzigogolate e pompose come le espressioni serie, celate da baffi importanti, impresse nelle foto tessera.

Ho trascorso qualche notte insonne a leggere diversi capitoli, rapita e quasi speranzosa nell'azione di una macchina del tempo che mi trasportasse a Querciarossa, per aprire una piccola locanda e cucinare per baldanzosi cacciatori, giovani levatrici e bimbi in perenne movimento e dalle ginocchia sbucciate (come i nostri figli non hanno più).

Storia nel bicchiere e storia nel piatto, dunque. E il desiderio di riunire a tavola due regioni: quella che vede nascere il rosso nettare di "Canna Torta" e quella che tra le sue eccellenze ha il Broccolo Fiolaro di Creazzo (Vi) e il gusto di cucinare il baccalà, una mummia di pesce che mani sapienti hanno saputo, nei secoli, trasformare in bocconi divini. Il tutto cucinato nel Ghetto di Venezia, prendendo in prestito l'idea del "pasticcio" ovvero una pasta ripiena un po' insolita il cui involucro dolce racchiude ed esalta una farcia salata.


Pasticcio di frolla con insalata di Broccolo Fiolaro e baccalà

Ingredienti
Per la pasta
300 gr farina 00, 150 gr burro chiarificato, 60 gr zucchero semolato, 1 uovo+1tuorlo bio, 1 pizzico di sale
Per la farcia
800 gr di broccolo fiolaro, 500 gr di baccalà ammollato, 2 scalogni, 2 albumi, 1 cucchiaio di pinoli, 1 cucchiaio di uvetta, sale, 1/2 litro di latte, 1 foglia di alloro, 1 scalogno, 3 chiodi di garofano, 3 bacche di ginepro, pepe nero macinato al momento, olio evo.

Procedimento
In una casseruola versare il latte, il baccalà ammollato, le spezie e gli aromi, portare a bollore e cucinare a fuoco moderato e coperto per circa 20'. Mettere da parte e lasciar raffreddare.
In una ciotola impastare la farina con il burro, lo zucchero e le uova, formare una bella palla tonda e lasciarla riposare coperta a temperatura ambiente per circa mezz'ora.
Lavare e mondare il broccolo fiolaro delle foglie più coriacee o sciupate e tagliare a julienne la verdura ed a spicchi sottili lo scalogno. Rosolare lo scalogno con un filo d'olio e farlo appassire, unire il broccolo e saltarlo per una decina di minuti quanto basta per ammorbidirlo e non spappolarlo. Mettere da parte e regolare di sale.
In una ciotola unire il baccalà sgocciolato e sbriciolato con le mani, il broccolo spadellato, i pinoli tostati e l'uvetta mescolando bene. Regolare di sale e profumare con del pepe nero macinato al momenot. Per ultimo gli albumi montati a neve ferma ma non fermissima che daranno compostezza e morbidezza alla farcia.
Dividere la pasta in due parti (2/3 e 1/3), stenderla fino ad uno spessore di 4-5 mm, rivestire uno stampo o un anello precedentemente unto di 20-22 cm di diametro fino ai bordi, bucherellare la superficie, ricoprire con la farcia e coprire, sigillando i bordi, con la pasta restante. Spennellare la superficie con un tuorlo sbattuto con un po' di acqua fredda e cucinare nel forno statico già caldo a 180° per circa 45' o fino alla doratura dell'involucro.

Buona la Seconda, Tajine di bufalo marinato e speziato

Siamo alla seconda portata del Contest di Rossa di Sera : come si diceva ispirazione internazionale per un menù da gourmet.

Se il primo piatto è partito da Parigi per arrivare negli Stati Uniti il secondo è partito dal Nord Africa, è passato per Parigi e si è fermato a Treviso!

Lo scorso febbraio avevo partecipato ad un bellissimo corso – ospite di Carola de La Casetta delle pesche - tenuto da Lucia di Radicchio di Parigi su Terrine e Tajine (trovate il post qui ), questo ultimo piatto marocchino che andrebbe cucinato nella caratteristica pentola di coccio a forma di cono (la "mia" sta vagando in una valigia in giro per qualche aeroporto...grrr@#) aromatizzato da un mix di spezie.

Così l'idea di rendere ancora più insolita la carne di bufalo grazie alla marinatura, ed alla successiva cottura, mi ha convinta a continuare questa avventura gastronomica low cost nel segno del "resto del mondo"!

Tajine di bufalo marinato e speziato

Ingredienti per 6/8 persone

800 gr di bufalo tagliato in pezzetti, 600 ml di vino rosso (ho usato un Refosco), 50 ml di aceto di vino, 1 stecca di cannella ed un cucchiaio tra bacche di ginepro e pepe nero in grani, 1 cipolla e 4 cipollotti, 50 gr di uvetta sultanina, 50 gr di mandorle a lamelle tostate, qualche rametto di timo fresco, olio evo, sale e pepe, acqua, 1 cucchiaio di spezie in polvere tra: cardamomo, coriandolo, cumino e zenzero.

Per la frolla: 250 gr di farina, 125 gr di burro, 1 uovo, un cucchiaino di zucchero di canna, un cucchiaino di sale affumicato, 40 ml di acqua fredda.

Procedimento

Mettere in un contenitore di vetro la carne di bufalo, le spezie (cannella, ginepro, pepe) ed il vino, lasciando a temperatura ambiente e sigillato per 24 ore.

Preparare la frolla come di consueto, lasciarla riposare avvolta nella pellicola ed in frigo per almeno un'oretta, stenderla dello spessore di 3 mm, ricoprire degli stampini, farli riposare in frigo per 20' e cucinare in bianco a 180° per circa 15' ed altri 3-5' minuti, tolti i pesi o i fagioli, per la giusta colorazione. Lasciar raffreddare e mettere da parte.

Togliere dalla marinata la carne, scolarla bene, eliminare le spezie e tagliarla in piccoli pezzettini, mettere l'uvetta in ammollo in una ciotola con acqua tiepida, tagliare sottilmente cipolla e cipollotto e far soffriggere in una padella pesante con dell'olio evo.

Unire la carne, farla rosolare dolcemente, unire le mandorle tostate precedentemente in una pentola antiaderente e l'uvetta scolata ed asciugata, il cucchiaio di spezie ed un bicchiere abbondante d'acqua. Regolare di sale e pepe.

Lasciar cucinare dolcemente per almeno 40 minuti, controllando che non si asciughi troppo il fondo di cottura.

Aggiungere le foglioline di timo fresco e servire subito nelle tartellette guarnendo, se si desidera, con della rucola freschissima condita con dell'olio evo nel quale si è lasciato macerare per qualche giorno qualche scorza di cedro ed un peperoncino fresco.

Costo: circa € 3,50 a porzione

Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga: la bontà come ingrediente segreto.


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Il nuovo contest di Un tocco di zenzero mi ha affascinato immediatamente, sia per la bontà dell'ingrediente segreto che per la dicitura del burro 1889 salato: "da panne riposate"..beate loro! Io, essendo piuttosto agitata di mio, darei vita ad un burro un po' isterico :-)


Per cui, grazie alla complicità di un'amica torinese di passaggio per la Maratona del Santo, ho recuperato l'ingrediente segreto che ha trasformato queste miniquiche, che potrebbero anche essere partecipare al mio, di contest, visto che sono state "gustate" per il posticipo del Milan!

Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga


Ingredienti per la frolla: 250 gr di farina 00, 125 gr di burro 1889 salato ammorbidito, 1 uovo, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 40 ml di acqua fredda.

Ingredienti per la farcitura: 3 melanzane, 250 gr di pomodorini datterini, 2 cipollotti, 2 uova, 150 gr di ricotta di bufala, 150 gr di panna fresca, 20 gr bottarga di tonno, coriandolo e pepe nero macinati al momento, zucchero di canna.

Visualizza Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga




Procedimento
In un teglia antiaderente versare i pomodorini con un po' d'olio evo, sale e pepe ed un po' di zucchero di canna. Mettere nel forno a 130° per almeno un paio di orette.

Nel frattempo preparare la frolla, modellare un panetto che, avvolto con pellicola e riposto in frigo, riposerà un'oretta.

Mondare le melanzane, eliminare la maggior parte della parte bianca, tagliarle in dadolada piccola (1x1) e rosolarle per circa 15'-20' con i cipollotti tagliati a fettine sottili con un po' di olio evo.

Stendere la frolla, rivestire dei mini stampini da crostata e far riposare in frigo per circa 20 minuti.

In una ciotola sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe macinati al momento, unire la ricotta e la panna e mescolare fino ad ottenere un composto liscio con una frusta. Aggiungere la bottarga ed il coriandolo macinato.

Per ogni tortina versare un paio di cucchiai di dadolada di melanzane, 3-4 pomodorini e coprire con il composto liquido.

Far cucinare in forno caldo a 180° per almeno 25'-30' e servire con una insalatina fresca o con della rucola. E vinca il migliore!