Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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"Dolce Vita" la Pissaladière ispirata al Rolland Garros per l'#Olimpizza dell'Mtchallenge


« Quante volte mi sono sentito dire: "Certo, se ti fossi allenato seriamente avresti vinto di più!". E io freddamente rispondevo: “Sì! Ma sapete quanto mi sarei divertito di meno…”»
(Nicola Pietrangeli)
Il Rolland Garros, prestigioso torneo francese di tennis, nacque nel 1891 e solo nel 1924, con la creazione degli Internazionali di Francia, sportivi di tutto il mondo poterono calpestare i mitici campi in terra rossa.
Arrivarono anche gli italiani, belli ed impossibili, come Nicola Pietrangeli (vincente nel 1961 e 1964) e Adriano Panatta (vincente nel 1976) e ricordati tra i migliori atleti di sempre.
Il tennis è un ricordo della mia infanzia, in quanto praticato da mio Papà, ed ancora oggi vivide sono le immagini delle sue Superga bianche appena colorate di rosso e della racchetta in midollo, leggera. Il corredo si completava con un pullover senza maniche, a losanghe e dai colori tenui, usato per proteggersi dagli sbalzi di temperatura.

Ed ecco quindi la mia proposta per l'Olimpizza, la sfida organizzata dalla community dell'Mtchallenge, e seguita sui social in questo mese in cui il blog verrà completamente rivoluzionato. La sfida sarà a tre con Erica Zampieri e Marina Bodganovic.


Mi sono lasciata sedurre dalla Pissaladière dell'elegante Nizza, ispirata dalla meno blasonata Piscialandrea di Imperia, e trasformata dai ricordi e dall'affermazione iniziale di Pietrangeli, in quanto nell'ideare questo piatto mi sono davvero divertita e rilassata.
La base è la pizza bianca di Bonci, per ricordare la rusticità della Piscalandrea, e la farcia segue le indicazioni della Pissaladière, dove delle cipolle banche di Chioggia sono state sfumate con aceto di miele (a ricordare la Dolce Vita romana di Pietrangeli e di Panatta), e le acciughe del color della terra e disposte elegantemente, saranno la nota sapida del piatto e il pullover che indossava papà. Pepe bianco di Sarawak e aneto che ben ci stanno con il pesce a profumare le narici. In questa ricetta tutto è stato preparato in casa, dalla pizza bianca, agli aromi, alle acciughe salate.

Cosa si ascolta mentre si mangia? Ma la versione di Bob Sinclar, Martin Solveing e Dragonette di "Hallo", un brano vivace ed un video davvero divertente dove vi sembrerà di essere seduti nelle tribune, spettatori tifanti ad un Rolland Garros immaginario. Il celebre dj infatti è appassionato di tennis a tal punto da organizzare la sua agenda in base alle gare internazionali di questo affascinate sport.


E se invece preferite leggere a pranzo ecco due titoli per una lettura a bordo campo: "Sei chiodi storti," di Dario Cresto-Dina e "Smash: 15 racconti di tennis" edito da La nave di Teseo.
E che vinca il migliore :)


Dolce Vita ovvero la Pissaladiere che profuma di bello

Ingredienti e preparazione della pizza bianca di Bonci
500 g di farina di tipo 1 (io ho usato Petra 3)
400 ml di acqua (la mia a temperatura ambiente lasciata riposare una notte)
8 g di sale
4 g di lievito di birra liofilizzato
1 cucchiaio raso di olio evo

E' un impatto molto idratato: in una ciotola unire la farina con il lievito e mescolare, aggiungendo l'acqua, con un cucchiaio di legno. Non serve lavorare a lungo. Far riposare 10'. Unire il sale, amalgamare bene il tutto, finire di impastare a mano e terminare con tre pieghe. L'impasto non sarà compatto, non prendete paura.
Trasferire l'impasto in una ciotola unta d'olio, coprire con pellicola e far riposare in frigo, dalle 18 alle 24 ore nella parte bassa del frigorifero.
Riprendere l'impasto, lasciarlo a temperatura ambiente per almeno una mezz'ora, dividerlo a metà e stenderlo direttamente sulla teglia unta con un cucchiaio d'olio (io un tappeto di silicone ad hoc per le lavorazioni crispy).
  
Ingredienti e preparazione della farcia a base di cipolle 
800 g di cipolle bianche 
2 spicchi d’aglio Bio
8-10 olive taggiasche denocciolate
30 ml di aceto di miele 
un bouquet garnì preparato con un paio di rametti tra rosmarino, salvia, finocchietto, basilico, timo: a piacere
Olio extravergine d’oliva Bio
sale marino iodato
Pene bianco di Sarawak

Mondare ed affettare finemente le cipolle, farle rosolare in una padella con 3 cucchiai d'olio evo, sfumale coll'aceto di mele e farle appassire dolcemente, a fuoco dolce, per circa 30 minuti con gli spicchi d’aglio e il bouquet garnì, regolare appena di sale e mescolare delicatamente.
Circa il bouquet garni sbizzarritevi davvero come volete! Un profumo più elegante con alloro, timo e salvia, una ventata di mediterraneo con rosmarino, basilico, santoreggia e maggiorana e un'atmosfera più marina con aneto, issopo e finocchietto.
Mettere da parte.

Ingredienti e preparazione delle acciughe
1 kg di acciughe fresche
500 g di sale grosso 
1 limone bio
olio evo

Pulire le acciughe, eliminare la testa con un colpo netto e le interiora, aprendole a libro. Non lavatelete.
Ottenere dal limone le zeste e mescolarle al sale grosso.
In vasi sterilizzati 5' in acqua bollente alternare, incrociandole, le acciughe con il sale fino alla fine degli ingredienti, ritagliaee un foglio di carta forno della dimensione del collo dei vasi, coprire con un piccolo peso, trasferirli in un contenitore più grande, per raccogliere il liquido che verrà prodotto e far riposare con il peso per tre/quattro giorni. Eliminare il peso e lasciar riposare al fresco e lontano dalla luce per almeno un mese.
Sciacquare le acciughe dal sale, eliminare la lisca centrale e disporle in vasi sterilizzati, alternate o arrotolate su sé stesse, senza lasciare spazi e riempite di olio extravergine d'oliva. Conservate in dispensa, al buio.

Ingredienti e preparazione della Pissaladière
Distribuire uniformemente le cipolle sulla pasta stesa, decorare con 50-70 g di acciughe disposte a losanghe, terminare con le olive taggiasche e cuocere nel forno già caldo a 250° per circa 15-20', fino alla doratura della superficie. Profumare con una macinata di pepe bianco e servire immediatamente.


Ci sono donne che più invecchiano e più diventano tenere. Come i fagiani.

L'argomento vecchiaia è stato finalmente sdoganato e depurato di tutte le ipocrisie che negli anni sono state utilizzate per farci digerire l'incartapecorimento di una generazione.
A fare l'anziano non ci si improvvisa, visto che ci vuole una vita per diventarlo, e dopo aver scritto che la terza e quarta età sono dei momenti indimenticabili (Alzheimer pemettendo) ora ci presentano il conto. Hanno scoperto che l'invecchiamento è un lusso che non possiamo più permetterci.

Metti una sera, al Redentore, con una terrina Staub :)


Certo è che se non ci fossero state le grandi epidemie e i conseguenti grandi voti popolari non credo che le opere architettoniche che rendono uniche le nostre città avrebbero visto la luce.




Lo zen e l'arte della manutenzione della piattaforma


Si sente dire spesso "mal comune mezzo gaudio" come se una sfiga condivisa perdesse parte del suo essere assolutamente esiziale.

"Siamo uomini o merde?!" E io mi consolo con una mozzarella in carrozza!

Mozzarella in carrozza

"Allora?!"
"Merda! Io sono una merda, Paolo! Il braccio mi fa un male terribile!"

Film d'azione? No, semplicemente lo spirito con cui Paolo, il fratello rugbista di Roberto, affrontava la partita di calcetto tra amici. Per la cronaca il braccio si ruppe davvero e il giorno dopo l'ortopedia omaggiò l'infortunato di un grazioso gesso!

I rugbisti si riconoscono immediatamente: nella metro londinese sono quelli che occupano il doppio dello spazio rispetto ad un dark, hanno le orecchie vagamente masticate e indossano giacche che sembrano essere sul punto di cedere da un momento all'altro.

"Il piccolo Gesù si alzò dalla mangiatoia e, vedendo tutte quelle pecore, disse: Tanto non dormo." (Flavio Oreglio)

Grissini di parmigiano reggiano e patè di prosciutto ed acciughe

E' bello quando si scopre di avere ragione. Cioè, quando, nonostante le buone intezioni e soprattutto il desiderio di non polemizzare con nessuno c'è sempre qualche minus habens che fa cambiare aria alle corde vocali dimenticando di collegare il cervello. Oddio, non è che si vedrebbe la differenza in caso contrario.. :/
Avrete sicuramente capito che sto parlando del Ministro Complicazione Affari Semplici e dei suoi biglietti di auguri natalizi. Pagati con i soldi dei contribuenti, presumo.

Lo stressometro e l'elogio alla lentezza. Grazie ad un vitello tonnato.


"Cosa cuciniamo oggi?"
"Il vitello tonnato"
"Ma è facilissimo! Da una parte il vitello..."
"e dall'altra parte il tonnato! Mi sa che è un po' più complicato..."
"Che stress cucinare! Ma non basta frullare la maionese con il tonno?!"

Questo è l'estratto di una delle innumerevoli conversazioni - tra quelle riportabili, ovviamente ;-) - che allietavano l'intenso lavoro all'interno della cucina di Rhythm & Food. Nei giorni mi sono resa conto che la cucina della tradizione domestica, in realtà, è molto più sconosciuta di quanto immaginassi ed i piatti che possono a ragione essere considerati addirittura "nazionali" in realtà conservano un alone di mistero, a partire dagli ingredienti per arrivare, durante la preparazione, alla presentazione.

Il vitello tonnato sembra essere un piatto semplicissimo: in realtà la ricetta tradizionale prevede l'utilizzo di ingredienti che di primo acchito sembrano non c'entrare nulla e la preparazione in due tempi viene allietata dall'evolversi dei profumi durante la cottura.

Ingredienti (come per tutte le ricette presentate allo Sherwood Festival le dosi sono davvero ad "occhio")
800 gr di vitello pulito e legato, 3 grosse cipolle bianche, circa 150-200 gr di filetti di tonno sott'olio, 2-3 acciughe, una manciata di capperi sotto sale, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, olio evo, sale e pepe macinato al momento, maionese, senape.

Procedimento
Rosolare il vitello con dell'olio evo, facendolo dorare a fuoco basso in tutte le sue parti.
Mondare e tagliare finemente le cipolle e coprire la superficie di una placca da forno (magari protetta da un foglio di carta forno), adagiare il vitello bello dorato e versare il liquido di cottura rimasto, dopo averlo filtrato.
Cucinarlo per 20' nel forno caldo a 220° (statico, elettrico), girandolo un paio di volte.
Riprendere la placca, girare il vitello, unire il tonno sbriciolato, le acciughe tritate, i capperi lavati ed il vino bianco. Mescolare bene il tutto e rimettere in forno per altri 20'.
Mettere da parte l'arrosto ed affettarlo finemente una volta freddo. Nel frattempo unire tutti gli ingredienti presenti nella placca in un mixer e frullarli aiutandosi con un po' di maionese, aggiungendo, se piace, un cucchiaino di senape forte ed un po' di pepe nero macinato al momento. Regolare di sale.

Servire come nella foto (composizione di Arianna) ed assaggiare con lentezza, analoga a quella utilizzata per la cottura.

Il pane alle tre farine e l'arte di respirare con la pancia.


Mamma mia che giornate! Con l'autunno il mondo animale e vegetale entra in letargo ed io sembro appartenere ad un pianeta non pervenuto: non bastano le ore di una giornata, per quanto concentrati si riesca ad essere. Altro che tisana al gingseng: mi ci vorrebbe, vicinovicino, un monaco buddista, sorridente e recitante mantra, così da insegnarmi a prendermi il giusto tempo.

Ve be', prometto che ci proverò: potrei iniziare con i 5 tibetani all'alba, così da ricaricarmi per tutto il giorno. Si...ma questo significa dormire ancora meno...neanche stessi allattando...

Così ho pensato ad cibo privo di fronzoli, essenziale, come quel bellissimo film di Ang Lee "Mangiare Bere Uomo Donna": pane in cassetta con tre farine ed il sesamo, salsina "nizzarda" e burro di bufala

Ingredienti per il pane
400 gr di farina di kamut
100 gr di farina di riso
100 gr di farina di soia
360 cl di acqua (o latte crudo per una maggiore morbidezza)
10 gr di burro di bufala
18 gr di lievito di birra
2 cucchiaini di sale grezzo grigio
2 cucchiaini di zucchero di canna
3 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di semi di sesamo

per la Salsa "Nizzarda"
Una manciata di olive nere (ho usato le mie!)
un'acciuga
olio evo
una macinata di peperoncino


Procedimento
Preparare il pane con la mpd secondo le indicazioni dell'attrezzatura in vostro possesso (comunque non meno di 3.30' di tempo tra lavorazione lievitazione e cottura), avendo l'accortezza di scaldare il latte e di aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente.

Denocciolare le olive e tritarle finemente, aggiungendo l'acciuga anch'essa tritatata finemente, fino ad otterenere una crema spalmabile. Renderla stuzzicante con una macinata di peperoncino (secondo il gusto).

Far raffreddare il pane su di una gratella, tagliarlo a fette, spalmare un po' di burro di bufala e finire con un po' della salsa "nizzarda".


Enrica si è addormentata, Edoardo si sta allenando, il telefono in silenzioso debitamente lontano da me...è stato praticamente il mio pranzo, verso le 18 di ieri....e l'ho gustato regalandomi 20 minuti di lentezza assoluta, coccolata dalle fusa di Agata, respirando finalmente con la pancia: che sia questa la strada per raggiungere la perfezione?

Fra pochi minuti si ricomincerà...è meglio farsi anche una buona tazza di tè nero. Chissà se il monaco buddista lo gradirà. ;-)